martedì 29 ottobre 2013

RIFORMA MIGRATORIA

 

La riforma migratoria a Cuba ha oramai piu' di nove mesi ed e' gia' possibile iniziare a fare qualche bilancio.
Le previsioni dei soliti catastrofisti a gettone si sono, per l'ennesima volta, dimostrate inesatte.
Oramai e' una costante...
Chi pensava a scene tipo l'ultimo elicottero yankee che lascia il tetto della loro ambasciata a Saigon, con la gente appesa ovunque, ha equivocato tutto un'altra volta.
Certo c'e' gente che e' partita, altra che partira', ma molti ritornano con le pive nel sacco dopo aver constatato che da noi il grano non cresce sui pioppi.
Il cubano, professionalmente, non ha quasi nulla da offrire al di la' della buona volonta.
A volte neanche quella.
La riforma migratoria ha semplicemente passato la palla dall'altro lato della rete, ora nessuno al mondo puo' dire che il cubano e' prigioniero dell'isola, ora siamo noi i cattivi che non li facciamo uscire.
Oggi come oggi chi ha un minimo di presupuesto non si sogna lontanamente di lasciare Cuba e NESSUNO  di quelli che riescono a farlo lo fa per motivi politici.
Gli ultimi sono stati quegli imbrattafogli  scesi recentemente in piazza a Madrid quando il governo spagnolo ha annunciato che avrebbe tagliato i fondi a tutti i mangiaufo provenienti dall'isola.
In piu', rispetto al passato oggi c'e' Telesur che sara' anche una tv schierata ma comunque da' un'informazione completa di cio' che accade da noi.
Sanno perfettamente che siamo nella pauta.
C'e' la voglia di vedere qualcosa di diverso questo si ma, esattamente come diceva Troisi in un suo famoso film riferendosi ai napoletani, non e' che il cubano debba per forza emigrare.
Magari vuole vedere cosa c'e' fuori, vuole verificare di persona se e' vero che i lavandini da noi sono di oro 18 carati e che le vergini aspettano solo loro per togliersi lo sfizio.
Il sogno di molti e' di trovare un lavoro, meglio se stagionale, per potere poi tornare e disfrutar del denaro guadagnato.
Vedono che chi e' andato via anni fa non ha i soldi per poter tornare a Cuba neanche in vacanza, constatano che c'e' gente (non poca credetemi) che vende la casa o il carro per poter aiutare chi sta' faticando all'exterior.
A Cuba se non lavori un plato di comida sempre sale, da noi muori di fame e questo loro lo sanno bene.
Sono finiti i tempi per cui noi siamo l'eldorado, le nostra ambasciate oramai negano la maggior parte dei visti e loro lo sanno bene.
Quindi, al final non e' che sia cambiato poi molto rispetto a prima.
E' cambiato il mondo questo si.
Oggi quelli che hanno un minimo di cervello lasciano il paese dopo essersi venduti qualcosa, lo fanno con dei soldi in tasca per poter vivere per un largo tempo senza dover pesare sui parenti emigrati prima di loro, che stanno pasando trabajo.
Non ci sono piu' tutte le porte aperte, tanto meno nei tanto agognati Stati Uniti.
Tutti i cubani hanno visto cio' che e' accaduto al Congresso, lo stato praticamente immobilizzato e i veterani di guerra che manifestavano por la calle.
Sono cazzi, al di la' di quelle 90 miglia tutto e' cambiato anche per loro.


12 commenti:

  1. (simone)
    Ciao Milco.
    Ben tornato! Dopo il mese estivo passato a casa dei parenti cubani posso confermare tutto quello che hai scritto. Il desiderio di partire, alla luce di quanto trapela dai media e dai parenti che vivono in Spagna, Italia e Stati Uniti, è molto ridimensionato.

    Come dici tu il minimo per la sopravvivenza è sempre garantito sull'Isla, i libri di scuola e la uniforme li passa lo stato, un paio di occhiali (de pinga si intende) costa 40 pesos, tra conoscenti ci sia aiuta sempre.

    Chi regressa da fuori anche solo nel verano oggi parla della crisi, degli imprenditori che si sparano, dei pensionati che chiedono l'elemosina per strada, dell'escalation di violenza, del freddo e del fatto che non ci si conosce nemmeno tra vicini di casa.

    Questo non è più per loro un paese così bello dove vale la pena vivere. E chissà per quanto lo sarà ancora per noi.

    Un abbraccio.
    Simone

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  2. Ciao Simone
    Sei il Simone di Torino che conosco?
    Io non faccio altro che riportare cio' che vedo, non mi invento nulla, la situazione e questa, che piaccia o meno agli spargimerda professionali e prezzolati.

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  3. EL LOCO Uscire dal paese per fare cosa?
    Cosa sa fare un cubano che non possa fare un italiano o un extracomunitario qualunque?

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  4. El Loco hai centrato il problema.
    Anni fa ho avuto per quasi un anno qua' una delle piu' belle e brave ballerine cubane, che ho piacevolmente rivisto a questo giro.
    Fece fatica a trovare un lavoro nelle scuole di ballo perche' un conto e' ballare, un altro saper insegnare.
    Qua' abbiamo insegnanti italiane eccezionali.
    Giusto per fare un esempio su un settore in cui dovrebbero avere pochi problemi, figurati negli altri...
    Un medico cubano potrebbe lavorare in un ospedale italiano?
    Non scherziamo...

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  5. (Simone Torino, anzi Juventus...)

    Si si, sono io.
    A presto.

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  6. Ora come ora con l'aria che tira a livello mondiale,i cubani fanno meglio a stare a casa, in Italia non c'è lavoro per gli italiani,figuriamoci per altri! Milco mi spiace per la fine della tua storia,l'importante che uno faccia quello che si sente di fare,e che stia bene con se stesso prima di tutto, per non aver rimpianti.
    Valter

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  7. Oggi mi parte un cognato ( l'altro son 20 anni che sta a Miami )per la terra promessa.....con la canetta di vetro che c'ha questo quando bisogna tirar la lima ( eufemismo ad intendersi nessuna voglia di lavorare ) penso che , tempo 6 mesi , e l'altro lo rimanda a Cuba a patà nel culo

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  8. ti porto anche la mia esperienza .. ad agosto, a Gallipoli, ho conosciuto dei ragazzi cubani che lavorano con mansioni diverse (lavapiatti o camerieri o fact totum). Il primo è qui da qualche anno è ha molta voglia di lavorare ma lavora perchè servono soldi per la famiglia e cmq non vede l'ora di tornare a Cuba per sempre. E i due ragazzi giovani che erano con lui aspettavano i soldi della stagione estiva per tornare a casa per sempre. Alla sera me li trovavo in pista a ballare con gli avventori della discoteca e quasi sempre ubriachi. Ma d'altronde .. son ragazzi! ;-)

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  9. Come vedi quello che raccontiamo non è altro che la realtà

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