mercoledì 20 novembre 2013

CORTAR ARROZ

 

Una delle cose che amo fare di piu' quando sono a Las Tunas, e' andarmene in giro per la provincia in scooter.
Ogni pretesto e' buono, che sia trovare un'amico, qualche fanciulla o altre situazioni simili.
E' anche un bel modo di riempire le giornate.
A questo giro, la fanciulla con cui mi sono piu' accompagnato, una domenica, mi chiede se avevo voglia di fare un giro a trovare l'altra sua abuela.
Una finca al campo, sopra Colombia...
Non avevo bene l'idea di quanti km fossero, la fanciulla, brancolando nel buio affermo' che "maomeno sara come andare a Puerto Padre".
Ovviamente sono previsioni che vanno por el piso nel momento in cui dalla programmazione si passa all'attuazione.
In realta viaggiammo per 75 km, 150 ida y vuelta.
Non uno scherzo in scooter.
"Sopra Colombia" e' un'affermazione abbastanza imprecisata.
Abbiamo preso la caretera per Camaguey, di passare da Obavo neanche a parlarne vista la merda di carretera.
Arriviamo a Guaymaro, primo paese della provincia camagueyana, nonche locale dove nacque la Repubblica de Cuba per poi svoltare a sx per Colombia, rientrando, dopo pochi km, nella provincia tunera.
Alla fine la localita' dove c'e' la finca non ha un nome, semplicemente un numero sulla carretera che corrispondeva al km.
Arriviamo alla finca, l'occasione della visita era data dal fatto che...si cortava l'arroz.
Come ho scritto qualche giorno fa', non sono esattamente un esperto di agricoltura, la mia esperienza di arroz e' limitata alla visione di Riso Amaro con Silvana Mangano.
Come dicevo arriviamo, siamo in una finca in mezzo al nulla.
Finca molto bella, animali, piante da frutto, terreni.
Mi accolgono le donne della famiglia, c'era anche la madre della fanciulla accorsa, col padre, a dare una mano.
Un po' di disagio all'inizio, in fondo di yuma da quelle parti non credo ne siano mai passati, ma poi la conversazione si scioglie e ritrovo la splendida gente del campo cubano, sincera e allegra.
Un puerco si sta' asando, una dozzina di uomini sono al campo per, appunto, cortare l'arroz.
Alcuni sono figli e parenti stretti a cui, al final, andra' qualche sacco di riso, altri sono vicini e amici presenti a titolo di amicizia oppure...SOBORNAME!
Dopo un'ora passata a chiacchierare con le donne di casa, una di loro, la figlia dell'abuela, un donnone biondo stile Repubblica Democratica Tedesca, mi prende sottobraccio e mi dice "vieni con me che ho bisogno di aiuto".
Mi rifila una borsa con dei panini, lei ha un vassoio con dei pezzi di yucca con sopra un'inquietante salsa rossa.
Andiamo a portare da mangiare a los trabajadores.
Faceva un caldo de madre, arriviamo al campo, un centinaio di metri dalla casa, dove una dozzina di uomini erano intenti a cortare l'arroz.
Non capiro' molto di agricoltura ma...sono piemontese.
Nella mia regione c'e' una limitata coltivazione di un tipo di riso considerato fra i migliori al mondo.
Spesso, passando in autopista, dalle parti del vercellese, vedevo le distese d'acqua in cui le mondine raccoglievano il riso.
Ci sono gesti che non cambiano nei secoli.
Quindi ero rimasto fermo al fatto che le piantine di riso originano da sott'acqua.
La' invece mi ritrovo davanti a piccoli arbusti altri circa un metro, a volte di piu'.

Che crescono sulla terra.
Mi spiegano che si il riso e' anche in acqua ma che esiste pure quel tipo di coltivazione.
Fra l'altro, per il primo anno, avevano anche una macchina che divideva il seme dal resto della piantina, un lusso che faceva risparmiare un sacco di tempo.
Faccio 2 chiacchiere con un nipote, un'architetto, anche lui arruolato per la bisogna.
Parliamo di molte cose mentre il popolo mangia.
E' finito el refresco e bisogna andare a comperarlo, mi offro di accompagnarlo con lo scooter.
Girando alla ricerca di qualcosa di bevibile ci si rende conto di come vivere in  quel luogo, al di la' di tanta letteratura spicciola, non sia per nulla facile.
Per trovare qualcosa facciamo km.
Dopo aver comperato il refresco torniamo alla finca, fra una cosa e l'altra si sono fatte le 16.30, dobbiamo rientrare se vogliamo evitare il buio.
El puerco e' cotto ma gli uomini non hanno ancora finito il loro lavoro, cosi', contro la mia volonta' (non era il caso) la biondona taglia un generoso pezzo de puerco per noi 2.
Mangiamo, salutiamo tutti e ripartiamo.
Beccheremo pioggia a Colombia, ci ripareremo sotto una tettoia proprio di fronte alla sede della PNR.
Una splendida domenica dove, oltre alla buona compagnia ho imparato che l'arroz puo' avere...origini differenti

8 commenti:

  1. Caro Aston,altro che storie, sie il vero esperto del campo cubano.Stefano

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  2. Io? Figurati..Quando vado a fare la spesa da solo,sicuramente, mi inculano con frutta e verdura...

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  3. terra meravigliosa.....piove cosi' tanto che il riso seminato prima delle piogge arriva a maturazione....

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  4. Davvero in quella terra puo' crescere di tutto

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  5. milco anche nella mia provincia(ragusa)contea di modica si coltiva riso senza acqua

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  6. Anonimo ragusano, ti ho spostato il commento nel luogo giusto e...magari mettici un nome all'autore.

    Come vedi l'agricoltura non e' il mio forte...non lo sapevo.

    Anni fa ho lavorato a Pozzallo non credo pero' che ci fossero risaie.

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  7. milco,l'anonimo siciliano si chiama emilio ed è di scicli per intenderci la vigata televisiva del commissario montalbano,pozzallo è a soli 20 km,no ci sono risaie in provincia di ragusa si coltiva a secco "Coltivazioni cereali compreso riso contrada targena a Ragusa (RG), Italia " emilio

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  8. Che meraviglia di posti in cui vivi. Ho lavorato a Marispica con Grandi viaggi nell' estate del lontano 1999

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