mercoledì 13 novembre 2013

IL PIANO B

 

Ieri ho pranzato, a Torino, con un'amico di vecchia data.
Lo stesso con cui stiamo cercando un discorso legato al fitness da rilevare, ci siamo andati vicinissimi un paio di volte ma, todavia dimora.
Ha un buon lavoro ben pagato, ma ogni volta che ci vediamo il discorso di lasciare questo paese e' piu' presente nelle sue discussioni.
Il problema e' che non si puo' piu' fare alcun progetto a lunga visuale, oramai siamo tutti come lo yoghurt, a scadenza.
"Se qua' il lavoro si mette male, prendo moglie (cubana) e figlio e me ne vado".
Non necessariamente a Cuba.
Sono discorsi che sento sempre con maggiore frequenza.
Qualche anno fa' la voglia di andarsene era figlia del desiderio di fuggire dallo stress del lavoro, dai ritmi frenetici, dal clima e da tutte le menate che conosciamo.
Oggi come oggi pero', avercelo lo stress del lavoro...
Per gente come noi, spesso con una valigia in mano, un piano B e' diventato indispensabile, aggiungo che saremo degli irresponsabili a non avercelo.
L'aria che tira qua' non e' delle migliori, inutile negarlo e lo dice uno che, tutto sommato, la sfanga ancora decorosamente.
Pero' certi segnali sono inquietanti.
Quando l'italiano rinuncia alla vacanza vuol dire che davvero la situazione e' difficile.
La scorsa estate e' stata una delle migliori per il mio lavoro, ma non posso limitarmi ad un punto di osservazione parziale.
Nel'estate 2014 torneremo nelle strutture importanti ma tutto questo...hasta cuando?
Nelle strutture con clientela italiana il calo e' stato del 25-30% in quelle con clientela internazionale del 10-15%.
Per quanto tempo la giostra puo' continuare a girare in questo modo, visto e considerato che le previsioni per la prossima estate non sono delle migliori?
Il mio lavoro, fino ad ora, e' stato una sorta di porto franco, di isola felice ma le cose potrebbero cambiarmi in peggio nel giro di 2/3 anni.
E' il momento di resistere presidiando la trincea, ma potrebbe non bastare.
Anche per questa ragione stiamo cercando anche un'altra situazione professionale.
Il piano B pero' e' d'obbligo.
La casa de renta potrebbe garantire comunque un ingresso di dinero che, in parte o del tutto, potrebbe risolvere le cose in attesa di tempi migliori.
Certo se le cose precipitano per tutti anche le presenze di turisti a Cuba potrebbero subire una contrazione, ma se mia nonna aveva le ruote io ero un tram...
Sono e resto contrario ad un trasferimento in pianta stabile a Cuba, ma e' importante avere un buen ritiro dove, eventualmente riparare in caso di problemi veramente seri.
A maggior ragione dovrebbe pensarci chi ha moglie e figli sul groppone.
Il mio non vuole essere allarmismo, continuo a lavorare ed investire nel mio paese, semplicemente occorre che tutti noi ci si renda conto che e' il momento di prendere in considerazione anche questa ipotesi.
Abbiamo un posto dove comunque andare a vivere, eventualmente provare a ricominciare un percorso.
Non e' cosa da tutti.


12 commenti:

  1. Hai ragione però sono cose più facili a dirsi che a farsi. Fino a quando ho un lavoro resisto. Stefano

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  2. Ci penso tutti i giorni,parole sante le tue,avere una casa con qualche soldino da parte per poter ripartire,che sia cuba nel mio caso o qualsiasi paese,e veramente un privilegio,non da tutti,purtroppo.....

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  3. Stefano ovviamente fino a quando la ruota gira non si deve scendere dal carro

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  4. Anonimo, ricorda di postare con un nome.
    Purtroppo bisogna essere pronti a fare scelte fino a poco tempo fa impensabili

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  5. Il solito indisciplinato ahahaha...

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  6. Sarebbe normale che fossero i parassiti incapaci che stanno in parlamento ad andarsene dall'Italia e non noi altri. Non ho la sfera di cristallo e non so cosa riusciranno a fare quelli del M5S. Quello che sicuramente so è che votando gli stessi partiti si ottengono gli stessi risultati.

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  7. Beh....la dichiarazione della deputata di Grillo sul Kamikaze e Nassirya....

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  8. Trovami un partito che abbia tutti sani di mente nessun ladro dentro... Come vedi così non si va da nessuna parte. Se un'azienda ha un dipendente fuori di testa si dovrebbe mandare a casa il dipendente, non chiudere i cancelli e fare fallire l'azienda. Abbiamo tre soluzioni: votare i xxxxx di sempre, votare qualcosa di nuovo e non andare a votare. Solo la soluzione di mezzo lascia uno spazio alla speranza. Poi c'è anche qualcuno che vuole fare il colpo di Stato ma la vedo una possibilità remota visto che oltre a combattere l'Italia si dovrebbe combattere anche con l'Europa. A meno che a favorire il colpo di Stato non sia un altro Paese, tipo il Sarkozy della situazione con Gheddafi.

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  9. Luca messi come siamo mi va bene chiunque almeno provi a tirarci fuori dalla merda.
    Persino il Mago Zurli'...

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  10. EL LOCO Credo che oramai la situazione sia senza vie d'uscita, puo' solo peggiorare, purtroppo

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  11. Spero davvero che tu, caro Loco, abbia torto, credo ancora in questo paese e nelle sue immense potenzialita'.

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