mercoledì 27 novembre 2013

RESIDENTI

 

Come promesso diro' qualcosa sugli italiani che vivono a Las Tunas, in possesso di residenza permanente.
Probabilmente diro' cose meno eclatanti rispetto a cio' che si potrebbe dire nei riguardi di nostri cumpa' che vivono a La Habana, Santiago o Camaguey, dove c'e' chi riesce a campare perfino sulle spalle del povero popolo cubano.
A Tunas i residenti italiani non sono piu' di 20/25, ne conosco parecchi anche se alcuni di loro fanno vita riservata e li si vede poco in giro.
A livello generale e' gente che fa' la propria vita con traquillita', mettendosi in meno cose possibili.
Chi sceglie di vivere a Cuba, sa perfettamente che la RP puo' essere revocata in caso di problemi in cui sarebbe saggio non mettersi.
A mio modesto parere sono degli eroi civili.
Lo so che in questi chiari di luna, col freddo, la situazione italiana di merda, il lavoro che non c'e' o che e' a rischio e i rompimenti di coglioni assortiti, molti sognano un buen ritiro a Cuba.
Vivere nella nostra isola, pero', non e' per nulla facile.
In piu' non parlo di vivere a La Habana dove, maomeno, c'e' tutto, parlo di farlo in una provincia dimenticata, una provincia regolarmente saltata dal percorso delle merci importanti che passano, in automatico da Camaguey a Holguin dimenticandosi di approdare nella capitale tunera.
Vivere, in pianta stabile, a Tunas vuol dire sottoporsi quotidianamente a piccoli e grandi battaglie che, alla lunga diventano logoranti.
Un giorno manca la carta igienica, un'altro il detergente, un altro la bombola del gas, un altro el bombillo per la camera da letto ecc...
Come dico spesso per quanto mi riguarda un mese e mezzo, due (a tirarla al limite) ma poi devo rientrare qua', volente o nolente.
Ovviamente sono tutti sposati, qualcuno ha divorziato (lo ha fatto lui a 800 cuc...) e si e' risposato, qualcun'altro non ha dovuto ripetere l'operazione grazie ad un figlio che gli garantisce lo status comunque, senza doversi rimettere fra i piedi un'altra rompicoglioni.
In genere nessuno ha fatto centro al primo tentativo, quindi io sono in media...
Nella maggior parte dei casi si tratta di pensionati con una rendita modesta, diciamo intorno ai mille euro al mese.
Una parte di questo dinero, a volte, viene stornato per situazioni italiane tuttora presenti, di conseguenza c'e' poco da scialare.
Se sei stretto di denaro non hai possibiloita' di muoverti, andare al mare, viaggiare.
Resti trancato in citta' con tutto cio' che questa situazione comporta.
La maggior parte di loro rientra in Italia una volta ogni 2/3 anni.
Restare a Tunas tutto quel tempo ha generato loro una idiosincrosia nei confronti dei cubani.
Tutti quelli che conosco, tolto forse uno che opera in campo musicale, evita di avere, per quanto possibile, a che fare coi cubani.
Verrebbe da dire, strano, visto che vivi a Cuba ma io coi miei 2 mesi di tolleranza non posso avere voce in capitolo.
La maggior parte di loro ha provato ad inserirsi nel tessuto sociale cubano per poi scelgiere, legittimamente, di restarne ai limiti.
Dall'esterno, vivendo comunque in un barrio cubano, posso dire che non e' complicato inserirsi, ma mi rendo conto che restare la' per 3 anni senza uscire, e' una cosa che puo' cambiare molti giudizi e considerazioni.
Nessuno di loro parla bene di Cuba e dei cubani, tutti dicono di essere troppo vecchi per ricominciare da altre parti.
Sono consapevoli che col loro budget tanto lontano non potrebbero andare.
In Italia hanno, nella maggior parte dei casi, tagliato tutti i ponti, alcuni non avrebbero neanche piu' un posto dove vivere.

A Cuba vivono non felicissimi, ma comunque si permettono un livello di vita impossibile nel bel paese con le loro entrate.
Alcuni di loro mettono in primo piano anche il discorso delle donne, altri invece, una volta trovata una che,maomeno, andava bene, si sono fermati a lei.
Quasi tutti di Cuba hanno preso il peggio, sono diventati piu' cismosi dei cubani, sanno tutto di tutti, giudicano tutti, conoscono tutti.
Sono rancorosi e, nella maggior parte dei casi, evitano di parlare guardandosi in cagnesco, da anni, con altri italiani con cui hanno litigato, quasi sempre per cazzate.
Parlano dei fracassi altrui senza ricordarsi dei loro, ma questo mi sembra abbastanza logico, perlomeno a quelle latitudini.
Parlano dell'Italia con malcelata nostalgia, forse se avessero una condizione economica differente sarebbero gia' rientrati.
Se non tutti sicuramente qualcuno.
Quasi nessuno ha un' interesse particolare, tipo lo sport o altro, che aiuti a dare un senso alle giornate, c'e' chi bivacca al Cadillac e chi passa le giornate sul balance nel portal di casa.
Vivono bene?
Forse ma non ci metterei la mano sul fuoco.
Sul discorso relativo alla taccagneria non saprei, quando sono con me non lo danno a vedere ma non ho idea sul come si comportino coi cubani.
Sicuramente non sono di manica larghissima, forse perche' non possono.
Vivere a Tunas, senza uscirci, per anni, non e' uno scherzo amici miei.

10 commenti:

  1. Non disegni un quadro particolarmente allettante. Mario

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  2. Ma sai forse perché ho 10 anni in meno,forse perché ho un altro vissuto ma sicuramente me la giocherei in modo differente

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  3. Caro Milco secondo me il problema e' generazionale; se fin da piccolo vai al bar del paese al massimo, in pensione continui a farlo e se risiedi a cuba pure....quando capitera' a Noi che siamo abituati perlomeno a occuparci di sport..frequentaremo gimnasi e piste..... se un giorno avro' il coraggio di farlo, la prima cosa sara' trovarmi qualcosa da tirar su...che sia anche solo un campo de boniato.....o una piccola squadra di qualcosa....andare a bere la sera e' una cosa...trovarsi al bar di mattino vuol dire che non sai dove andare......andare a cuba dove tutti sono por la calle e chiudersi dentro in casa.....

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  4. Sono assolutamente d'accordo.
    Sul nuovo libro, in uscita...a ore...parlo anche di questo.
    la maggioranza dei residenti che conosco e' gente che ha lavorato una vita sempre nello stesso posto, vivendo sempre nello stesso paese.
    Di solito piccoli paesi spesso qua' al nord.
    Casa-Lavoro-Bar-Casa
    Questa e'stata, per decenni, la loro vita e lo dico col massimo rispetto che merita chi si e' guadagnato una pensione decorosa.

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  5. El Loco la realtà è che siamo ancora troppo giovani per quella vita

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    1. Anche a quell'età non credo farò quel tipo di vita. A quel punto meglio il vecchio rimba che passa 15 ore al giorno davanti al pc. . .

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  6. (Chan Chan). Condivido in pieno la disamina del tipo di vita fatto da molti italiani già un po' avanti con l'età. Senza criticare ci mancherebbe. A Santiago molti bivaccano al palmares oppure stando seduti in un paio di locali del centro o seduti di fronte ad una tienda. Sempre stessa spiaggia, siboney, in gruppo, o piscina o riuniti di fronte alla tv a las americas a vedere tg1 oppure le partite del campionato. Cmq non conosco tunas, ma a santiago adesso si trova praticamente di tutto, magari alcune cose son care e non di buona qualità, ma si trova davvero di tutto. Poi se sei uno che non ha particolari grilli per la testa ci vivi senza svenarti.

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  7. Tunas viene saltata a piè pari dai rifornimenti importanti.
    La gente da noi citata è probabile che anche in Italia,al di la del lavoro,vivesse nello stesso modo

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  8. Ma cosa sono andati a fare a Cuba quegli italiani che tu descrivi? Sembra che sono costretti a stare li...se non gli sta bene,o non si trovano bene,si sciacquino dai coglioni, alla fine sono loro che sono andati a Cuba,e non viceversa,ma che cazzo di gente...

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