mercoledì 29 gennaio 2014

CUBANE/I IN ITALIA

 

Premetto che vorrei che nessuno si sentisse offeso o tirato in causa da questo post, come sempre non bisogna generalizzare.
Poi fate un po' voi...
Non ho una gran frequentazione di cubani e cubane qua' in Italia, certo ne conosco ma, non frequentando locali latini, e' abbastanza difficile averci a che fare.
Detto cio', qualcuno conosco e sopratutto ho parecchi amici sposati con cubane, quando ci si incontra i discorsi sono sempre piu' o meno gli stessi.
Che vita fanno i/le cubani/e nel nostro paese?
Da quanto vedo, e da cio' che mi raccontano e che leggo in giro, solo una piccola parte di loro si e' integrata nel contesto sociale italiano, ha un lavoro, oppure si occupa della famiglia.
La stragrande maggioranza continua a fare quello che faceva a Cuba.
Con tariffe differenti.
Una cubana che conosco lavora in un supermercato dalle mie parti, ha sposato uno che non sta' male, ma lei vuole essere un minimo indipendente economicamente e ogni mattina la ritrovo alla cassa.
Mi racconta delle difficolta' dei primi tempi, degli inverni rigidi, della gente meno affabile ma, nel momento in cui ha scelto di fermarsi qua', ha fatto diventare l'Italia il luogo in cui vivere, cercando di farlo il meglio possibile.
Certo Cuba e' sempre Cuba, la famiglia ha un aiuto ma e' in Italia che lei vede il suo futuro, lavorando.
In palestra ho conosciuto un' imprenditore edile che ha alcuni cantieri, tempo fa assunse un cubano.
Duro' 15 giorni, perennemente in ritrado, voglia di lavorare saltami addosso e litigi continui coi colleghi.
Due facce della stessa medaglia.
C'e' chi ha scelto il ruolo di madre e di padrona della casa, crescere i figli e combattere con una non facile economia domestica non e' compito da poco.
E' vero, c'e' poco lavoro, ma io non posso credere che una persona in Italia da 5/6 anni non abbia trovato uno straccio d'impiego.
Certo occorre adeguarsi, evitare ragionamenti del tipo "se sapevo di venire in Italia por limpiare un piso rimanevo a Cuba".
Oggi c'e' la coda per un lavoro che comporta il limpiare il piso...
Fra l'altro di quali competenze parliamo?
Cosa sanno fare un cubano o una cubana appena giunti nel nostro paese?
Quali capacita' hanno da offrire al mercato?
Ricordo che ospitai per quasi un'anno una bella ballerina, una delle migliori del paese, ma un conto e' saper ballare, un'altro insegnare.
Dovette iniziare da capo accontentandosi del poco che le veniva offerto, pero' mosse il culo e si dette da fare.
Puo' una cubana giunta da poco lavorare in un negozio, fare la cameriera o accedere a lavori simili?
Non credo, per lavorare in un negozio occorre intanto la conoscenza della lingua, il saper fare di conto, l'essere agradabile coi clienti.
Sono tutte cose che richiedono tempo per essere imparate, a quel punto il titolare del negozio investe su un'italiana, oppure su una straniera che ha gia' superato questi scogli.
Occorrerebbe poi un po' piu' di umilta', magari il non credersi dei padreterni, capire che siamo molto diversi, quando siamo a casa nostra, dai tipi un po' stralunati che hanno conosciuto a Cuba.
Lo stesso italiano che accetta, bonariamente, di farsi mecanicare i 10 cuc a Cuba, quando lo incontri qua' sta' attento al centesimo.
Alla fine cosa succede?
Molte scelgono la strada piu' facile, chi vendeva il bollo por la calle a 20 cuc, qua' lo vende a 100.
I siti con offerte simili sono pieni di cubane che mettono foto e curriculum bene in evidenza.
Certo qua', a fare quel mestiere, i rischi sono decisamente piu' grandi.
C'e' chi lavora nei locali, sperando di agganciare chi potrebbe risolvere i problemi, magari sposando qualcuno in Italia e poi, visto che qua' nessuno gira con l'anello al naso, ritrovandosi col culo por el piso e magari emigrando in un'altro paese, per ritentare il colpo...
Anche questa e' una sorta di marchetta.
Concludo dicendo che chi, invece, ha scelto di vivere l'opportunita' con intelligenza e buon senso ha spesso trovato la persona giusta con cui poterlo fare e, oggi, vive al meglio che questo difficile momento permette.
Alla fine a ognuno vengono date delle carte da giocarsi, sta' all'individuo scegliere come farlo.

12 commenti:

  1. Hai ragione Mirco fortunatamente io ho una moglie che si è inserita benissimo e lavora a limpiar piso è la prima a dire che è un lavoro di merda ma di lasciarlo fortunatamente non ci pensa proprio oltretutto le hanno fatto il contratto indeterminato quando era a casa in maternità quindi sicuramente il suo lo fa e lo fa a bene,nonostante tutto la nostalgia per Santiago soprattutto i n questa stagione bussa nella sua testa tutti i giorni e aggiungo io è giusto che sia così. Ciao

    RispondiElimina
  2. CREDO CHE CHI HA SEMPRE FATTO LA VITA A CUBA LA FACCIA ANCHE DA NOI.ALLO STESSO MODO CHI HA LAVORATO NEL SUO PAESE CERCHERA' DI CONTIUARE A FARLO ANCHE IN ITALIA.STEFANO

    RispondiElimina
  3. Stefano,pur con qualche eccezzione sono sostanzialmente d'accordo

    RispondiElimina
  4. Sono sempre più convinto che portare in Italia una cubana è un delitto, a meno di essere molto ricco per fare e farle fare una vita tutta viaggi, musica e vestiti. Ho visto tante brasiliane e cubane fare una vita tristissima qui in Italia.
    Salvo rare eccezioni, non sanno cosa le aspetta e non sono umili da adattarsi alle stesse condizioni di vita. Succede che poveri ragazzi italiani, dopo averle portate in Italia debbano lavorare e lavorare per poterle mantenere ad alti livelli (parlo perchè conosco), ma lavorando molto non le fanno divertire .. e loro cercano il divertimento. E quindo è un cane che si morde la coda.
    Quindi io preferisco andare là e farmi raccontare bugie! :-)
    mientime que me gusta!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Steno quello che dici è vero ma ci sono molte eccezioni. Brave ragazze che apprezzano chi cerca di aiutarle e si integrano nel sistema. Poi è ovvio che sia meglio andare là ad ascoltare bugie di cui siamo consapevoli

      Elimina
  5. Complimenti Aston, hai fatto un'analisi lucida e non offensiva in quanto rispecchia la realta'. Purtroppo per il comportamento di molti/e ci rimettono le cubane/i che lavorano e studiano seriamente nel nostro paese. Quelle che lavorano nei locali vanno a Cuba tutti gli anni e dicono che lavorano in un hotel o ristorante facendo sembrare dei poverini quelli che lavorano realmente e non hanno tutto quel tempo e denaro a disposizione. Il cubano dovrebbe imparare ad essere più umile e purtroppo questa è una loro prerogativa causata anche dall'isolamento, anche mentale, da troppi anni. Anche gli altri latini riconoscono questo grande difetto in capo ai cubani ma sarà la realtà che implacabile come uno specchio insegnerà il concetto di umiltà.

    RispondiElimina
  6. Steno ...ci sono le eccezzioni come tutte le cose . a volte una cubana cerca in un altro paese un po' di tranquillita e stabilita famigliare , cose che a cuba sono difficili da realizzare . non tutte vogliono la luna , Certo se vai acercare la cubana sul malecon o in playa ..allora gia sai cosa trovi.
    fabio

    RispondiElimina
  7. Luis a volte la colpa e' nostra, un po' piu' di prudenza non guasterebbe

    RispondiElimina
  8. ciao aston, io qua di cubane ne conosco tante, dopo oltre 11 anni di matrimonio molte le conosco per la mia ex solo di vista ma el chisme arrivava, ti posso dire che la stragrande maggioranza o è casalinga 0 ha un lavoro e si fa il mazzo, ex cognati lavorano entrambi e stanno bene, qualcuna putea ma piu per gusto che per altro, forse per i machos la cosa è un po diversa.....la percentuale di scansafatiche è piu alta.
    chiaro che chi era jinetera fissa a cuba una gran parte continua a farlo anche qua....
    giumiro

    RispondiElimina
  9. Ciao Giumiro
    Se non sbaglio sei del piacentino, credo che un'altra cosa da tenere in considerazione sia la location dove la si porta.
    Dalle mie parti, un paesone, ma direi anche dalle tue, puteare non e' poi semplicissimo.
    Se e' in una grande citta'; Roma, Milano, Torino,Napoli ecc, le opportunita' sono migliaia, da queste parti c'e' poco da inventarsi.
    Qua' fra italiani si sposano la ragazza della porta accanto con cui sono andati a scuola e con cui sono cresciuti.
    Una cubana qua' o si adegua a torna a casa.

    RispondiElimina
  10. Io credo comunque un rischio altissimo.Conosco Cubane che,pur lavorando,hanno un modo di concepire la vita assolutamente al di fuori dei nostri canoni.Conoscono tutto in fatto di giurisprudenza.A Cuba la differenza tra jinetera e donna normale e' minima ,quasi impercettibile.Sono materialiste,non si integrano.Poi ci sono eccezioni,ecco la mia carissima amica Mavis non posso metterla al medesimo livello di tante ubriacone che ho incontrato.Alle Cubane non piace niente,non piace il mare l' arte ,il bello.Solo andare al mercato,ballare tra di loro nei loro locali,telenovelas e chismear davanti a pile di birre e Ron fino alle prime luci del mattino.Hanno quasi sempre una relazione segreta con un cubano e non disdegnano di prostituirsi se l occasione e' ghiotta.Per non parlare della casa da restaurare a Cuba,e delle valigiate che mandano a Cuba.Questo e'.

    RispondiElimina