venerdì 31 gennaio 2014

DECIDERSI

 

Vi parlo di questa faccenda perche' dalla scorsa estate e' la terza persona, il terzo amico, che manifesta lo stesso problema.
Due sposati, o comunque conviventi con cubane, uno con una brasiliana.
Gente che ha un lavoro piu' che decente, ingressi che permettono una vita normale, niente di funambolico ma comunque una vita discreta.
Non ce la fanno piu'.
Semplicemente, non riescono piu' a vivere in un paese dove, ogni giorno, le cose vanno peggio, le prospettive naufragano e il futuro e' piu' che mai incerto.
Non si tratta soltanto di alzarsi coi coglioni in giostra, questo capita a tutti noi, parlo proprio di problemi di salute, derivati dallo stress e dal quotidiano che si e' fatto sempre piu' complicato.
Parlo di finire in ospedale con lo stomaco in mano.
Gastrite...quando va bene.
Tutti e 3 sono sul punto di mollare tutto e di andarsene.
Parlandone, ho chiesto loro per quanto tempo potevano tirare avanti senza lavorare, cercando di muoversi eventualmente nel paese della moglie in cerca di nuove opportunita'.
Tutti mi hanno detto che, alle cifre che conosciamo con casa a Cuba ma anche in Brazil, due o tre anni possono tirare avanti.
Io che sono refrettario a dare consigli ho detto loro soltanto una cosa.
Fatelo.
Andate dal vostro datore di lavoro con una data in testa, "lavoro fino al 31 luglio e dopo mi dedico ad altro".
La data e' indicativa, ma sono sicuro che una volta comunicata la scelta, lo stomaco riprendera' gia' a respirare e le cose si vedranno con un'ottica differente.
Chi puo' prenda l'aspettativa, se proprio si vuole lasciare una porta socchiusa.
Sicuramente il sapere di avere una chanche, un'opportunita' per andarsene in un paese che si conosce puo' avere influito sul peggioramento della loro situazione.
Se sei sposato con un'italiana, non hai una Cuba in testa, non riesci a vedere una vita al di fuori di questo paese, diventa difficile fare voli pindarici.
Oggi piu' che mai Cuba e' un'alternativa credibile, leggo di continuo di gente che molla tutto e parte per la maggiore delle Antille, col biglietto di sola andata.
Con famiglia e tutto.
Quando di mezzo c'e' la salute, il solo unico vero bene che abbiamo, non c'e', potendolo fare, neanche da pensarci su troppo.
La vita e' una sola, quando arriveremo alla fine non avremo la possibilita' di dire "non mi e' piaciuta, riproviamo".
Certo ci vuole coraggio per andarsene, ma se l'alternativa e' una vita di merda allora il coraggio ci vuole per continuare a vivere in questo paese.
Che gli Orishas illuminino le loro scelte e accompagnino, eventualmente, il loro viaggio.

31 commenti:

  1. Tu lo sai,ne abbiamo parlato con te io e mia moglie quando ci siamo visti,ho un lavoro fisso che ci permette di arrivare alla fine del mese senza avere debiti,pur con difficolta,e io e mia moglie abbiamo deciso di non mollarlo fin che c e,perche tutto sommato siamo umili e non ci manca niente,ma pensiamo anche in comune accordo che al primo problema con il mio lavoro si prende il primo aereo coi bimbi e si parte,senza se e senza ma,anche con il consenso dei miei genitori,per questo abbiamo preparato le condizioni a cuba per essere pronti al bisogno.certo se si hanno problemi di salute non bisogna dormirci sopra,io penso sempre che se marito e moglie ci si appoggia uniti e la si pensa nella stessa maniera si vivra bene qualsiasi esperianza,ma se si rema contro e finita.paolino.

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  2. Eccomi, io sono uno di quelli con la gastrite da stress.

    A trasferirmi completamente ci ho pensato molte volte. Ma non lo so se il mal di stomaco che ho qui possa scomparire per molto tempo anche dall'altra parte dell'oceano. Anche perchè c'è da combattere molto anche lì, specialmente per fare molte cose del quotidiano che qui diamo per scontate.
    Se poi devo pensare di poter/dover fare impresa anche lì, che te lo dico a fare? Altro che gastrite...
    Per ora qui in famiglia la pensiamo come Paolino. Finchè si lavora, si fa qualche periodo l'anno di decompressione a Cuba e si tira avanti.
    Se ci saranno problemi, si tenta la fortuna di là.

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  3. Paolino il tuo e' buon senso ed e' la strada piu' giusta da fare.
    Io parlavo di persone per cui,la vita' in Italia sta' diventando, coi suoi mille rompimenti di coglioni, pericolosa per la salute.
    Se esistono le condizioni economiche VIA al piu' presto possibile.

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  4. Carlito fare impresa a Cuba, per quello che mi riguarda,vuol dire cercare di reperire PARTE di cio' che serve a vivere la'.
    Abbiamo parlato di 6/700 euro al mese, se con la renta metto via 4/500 CUC IL RESTO CE LO METTO DI MIO.
    In fine si tratta di un fine settimana a Ladispoli.
    Non pensare che quando saro' la' mi mettero col mocio a fare le pulizie...ci sara' chi se ne occupera'.

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  5. il problema è sempre il solito .. trovare il coraggio .. ci vorrebbe una spintarella .. io ci stò pensando seriamente ma fondamentalmente a casa nostra (senza legami e senza grossi problemi) si vivacchia ancora bene!
    il massimo è fare un pò là e un pò quà! :-)

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  6. Steno la salute e' una spintarella mica da ridere...

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  7. Estrapolata dalla rete :

    L’Italia oggi è come quei pazienti in coma profondo tenuti attaccati alla vita più dalla speranza che dalle macchine, e su questo non ci piove. Tanti sarebbero i motivi per andarsene.
    Non c’è lavoro, né sembra che ci sarà mai, perlomeno se per lavoro intendi qualcuno che ti assuma dandoti la possibilità di lavorare per sempre come accadeva a tua mamma. Ma non basta: oggi l’Italia è brutta. Si odia. Odia. E’ frustrata da anni di inconcludenza al potere, anni di immobilismo che faceva comodo solo a chi ne era fautore, e su questo comodo divano di niente si è appoggiata, salvo poi scoprire che quel divano era come i vestiti nuovi dell’imperatore. Inesistente.
    E ancora: in Italia guardi Berlusconi e pensi che se non sei figo o figa non lavorerai mai, come se la bellezza fosse un valore spendibile oltre il merito, come se essere belli possa aiutare a fare bene il dirigente delle Asl. Un paese dove sai che dovrai pagare la pensione ai tuoi a fondo perduto, perché già da qualche anno ti hanno detto che la tua, pff, se fai il bravo te la porta Babbo Natale. E infine, ci sono posti in Italia, che ti uccidono solo perché ci vivi, e la Terra dei fuochi è solo la punta dell’iceberg.
    Ma.
    Ci sono anche tanti, troppi motivi per rimanere qui. Sono ad esempio negli occhi di quegli anziani e di quei giovani che paradossalmente oggi con fare umiliato, scrutano la realtà in cerca di un senso. Un senso che tu, cittadino italiano, non puoi fingere di non aver capito quale sia, perché è un grido d’aiuto verso tutti, inascoltato per troppo tempo.
    Bisogna rimanere qui perché non c’è nazione che non si sia salvata grazie ai propri cittadini, che proprio nel momento di unione a fronte della disperazione hanno saputo trovare nella storia la spinta giusta a creare qualcosa che fosse di tutti. Perché è facile abbandonare un paese rovinato da chi lo abitava, più difficile è invece tentare di aggiustarlo.
    Difficile, ma non impossibile.
    Non dobbiamo andarcene per tutti quei motivi citati per farlo, perché non cambieranno se nessuno fa nulla, perché quel coraggio che chiediamo a chi ci governa può essere trovato solo se per primo lo esprime chi il paese lo vive. Uno Stato è l’unione di tutti per il bene comune: il nostro stato forse non lo è mai stato, ma questa è la necessaria evoluzione che rimanendo qui possiamo imprimergli. Perché tanta gente è qui e combatte, ogni giorno s’inventa la vita, e lasciarla sola sarebbe il danno dopo la beffa.
    Perché l’ultimo motivo è questo: l’Italia è una cosa anche tua. Se la abbandoni, poi non ti lamentare di come è ridotta. Guardati allo specchio e chiediti quel che Kennedy suggerì agli americani di chiedersi: come puoi servire tu il tuo paese? Cosa puoi fare tu per lui? Non per chi lo governa, per il paese. Perché in fondo, tutto questo, è colpa di tutti (sì, anche nostra) tranne che sua.

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  8. L'articolo , che condivido , è di Maddalena Balacco

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  9. Nel tuo caso è giusto quello che dici. Ma qui si parla di trasferirsi in pianta stabile, o no?
    Quindi serve un lavoro che rende, per campare e non intaccare gli eventuali risparmi.
    Senza mettersi ad elencare le mille assurdità del quotidiano, ne la bolgia infernale che è la burocrazia cubana, posso solo affermare che ci vuole fegato. Per chi ancora ce l'ha sano.

    Va anche detto che oramai qualsiasi cosa hai il medico la imputa allo stress.
    Dottore, ho mal di stomaco. E' stress.
    Dottore, mi si è gonfiata una palla. E' stress...

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  10. E' giusto che i dipendenti pubblici timbrino il cartellino e poi vadano a fare shopping. La qualità della vita è importante. E' giusto fare entrare in Italia tutta la merda cinese. E' giusto bere il latte rumeno. Il nostro del resto ha sempre fatto cagare. E' giusto che gli extra aprano attività a prezzi agevolati e che i negozianti impazziscano, paghino le tasse anche per loro e poi chiudano bottega. I pakistani aprono alle 6 e chiudono a mezzanotte perché l'obiettivo è stare meglio tutti e lavorare meno. State tranquilli che lo faranno solo i primi mesi. Poi lavoreranno un giorno si e uno no. E' giusto che le corporazioni non mollino di un centimetro. Hai visto mai che non si privatizzi quando serve. Tanto ci pensa lo Stato quando andiamo in rosso (ma lo Stato poi i soldi dove li prende?). Il nucleare è pericoloso, molto meglio dare i migliori ingegneri alla Francia e morire di fame. Tanto se esplode una centrale a casa loro iniziamo a soffiare con la bocca e siamo in tempo per scappare. Le case AA è giusto che vengano date a una siriana, a una pakistana ed una rumena perché poverine loro hanno bisogno e se hanno 6 figli hanno solo rispettato la loro religione (cazzo ma allora musulmani e cristiani hanno qualcosa in comune; allora perché si stanno così tanto sui coglioni?) E' quindi giusto che un pensionato, dopo essersi spaccato la schiena 35 o 40 anni, debba andare a vivere in Bulgaria perché la casa va data a chi non ha mai versato un cazzo. E' giusto che i taxisti difendano il fortino come è giusto che fra un po' sui taxi ci salgano solo i vari Abdul, Musftafà e Mohammed per fare una corsa gratis finché qualcuno non gli dirà che le cose non stanno propriamente così e quindi ribatteranno: "Ma come, si paga? Ma che cazzo dici. Mi hanno regalato una casa AA e dovrei pagare la corsa di un taxi? Ma che cosa sta diventando questo Paese? Ora sono offeso e come minimo lo Stato mi deve regalare il tuo taxi e con il pieno di benzina". E' giusto che la sanità debba essere per tutti così Abdul, Mustafà e Mohammed, dopo avere accoltellato il proprietario di Roma 8, potrà lavarsi e disinfettarsi. Hai visto mai che il taxista non gli abbia attaccato qualche brutta malattia….

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  11. Bell'articolo tio, si resta fino a quando possibile e fino a quando lo stomaco non cade...

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  12. Vero Carlito andrebbe analizzato lo stress....ma io che ho un'agenzia di animazione e una palestra (fondamentalmente due divertimenti)che mi danno da campare non ho antidoti da suggerire.
    O meglio ne ho un paio; fate sport e andate in vacanza nei villaggi.
    Cosi'lo stress non viene a me...

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  13. A proposito di stress...vi racconto la mia giornata di oggi.
    Visto che non mi tocca la mia palestra fino a martedi,questa mattina sono andato a tirare ghisa a Giaveno.
    alle 12.30 aperitivo al bar,
    Ora sono sul sofa', col pc appoggiato sulle gambe, sto' facendo commerciale inviando la presentazione della mia agenzia alle strutture.
    ogni tanto un occhiata al blog per vedere se ci sono commenti.
    La tv accesa su onda latina
    Un traco di Legendario accanto a me
    Questa sera partita e poi cena con gli amici di sempre.
    Oggi manca la gnocca, ma anche volendo non avrei saputo dove infilarla...
    Che stress...ahahaha

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  14. non voglio essere .....ma il leggendario sarebbe post evento no in attesa di evento....o no ?

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  15. Le giornatacce non si contano più compay. Ormai io e le incazzature siamo amici di lungo corso. E' per dire che in Italia si è per lo più deciso di non decidere e pensato al proprio cercando di metterlo in culo agli altri senza pensare che nel culo ce l'hai comunque da un'altra parte, che sia la santità, la scuola o le banche. Quindi quel che abbiamo è quel che ci siamo meritati.

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  16. Sicuramente quella gente che ci ha ridotto cosi',in quei luoghi ce l'abbiamo messa noi caro Luca.

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  17. Legendario ? credi sinceramente che non lo "conoco"... va preso solo per la bandiera....e por el aroma dulce que te queda en la boca....

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  18. COACH NON E' CHE BISOGNA SAPERE SEMPRE TUTTO...
    PENSA CHE L'HO ASSAGGIATO SOLTANTO ALL'ULTIMO VIAGGIO, DOPO 14 ANNI DI CUBA.

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  19. Mia mamma quando mi cambiava il pannolino mi spruzzava sempre qualche goccia di ron legendario..hehe...comunque tornando al tema,forse in Brasile si può azzeccare un investimento ,ma a cuba se non hai una pensione o bel conto in banca la vedo dura....

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    1. Ivan che io sappia avere le spalle coperte non ha mai fatto male

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  20. Luca approvo quello che hai scritto, e solo qualche cretino potrebbe dire il contrario.
    E aggiungo un'altra cosa, gli stranieri senza aver mai versato contributi incassano 7.156 euro l'anno. Gli extracomunitari con carta di soggiorno fanno arrivare in città i genitori over 65 che all'Inps chiedono il vitalizio. Tredici mensilità da 550,5 euro, mentre un italiano non ne incassa più di 500 pur avendo versato contributi per anni.
    Si chiama pensione sociale
    Biagio

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    1. "Biagio" giusto per capirci. Se qualcuno su questo blog avesse un'idea contraria a quello che hai scritto non sarebbe affatto un cestino ma solo uno che la pensa in modo diverso da te
      Qua funziona così, altrove non so

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  21. Chiedo scusa a chiunque si senta offeso ma volevo dire che è così evidente quello che ha scritto luca che dire il contrario mi sembrava assurdo. Non succederà più.
    Biagio

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  22. Nessun problema "Biagio", ognuno puo',su questo blog, esprimere la propria opinione che va rispettata sia che la si condivida che, sopratutto se non la si pensa allo stesso modo.

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  23. Io continuo a pensare che fare impresa a Cuba è difficile, e anche molto, perchè non gira il soldo, e se devo ammalarmi e stressarmi per riuscire a sopravvivere a Cuba, resto qui, almeno che non ci si accontenti di pochi cuc al giorno.
    Penso sempre a quei culi rotti che vincono centinaia di migliaia, se non in qualche caso, milioni di euro al gratta e vinci...quella si che sarebbe la medicina al nostro stress.

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  24. Anche qualche vecchia zia d'America che tirasse l'ala.

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  25. a cuba fare impresa e' muy dificil....vorrei scrivere un invito all'azione (lo faccio per me) ho sempre visto che in tutti i settori della vita andare dove vanno tutti paga solo nel breve...se qui in italia si pareggia a fine mese...e mancano 10 anni alla misera pensione...che cmq non permettera' di campare qui, credo che si deve avere il coraggio di valutare anche Cuba,se nella Isla si riesce a creare reddito entro qualche mese diciamo max un anno...forse la crescita sicura(sono a zero) la riunificazione delle monete, Obama al termine 2 mandato...i Barbuti al termine della corsa terrena...i prezzi alimentari disallineati dal resto del mondo...tutti segnali che portano nella direzione del cambiamnento in corso. quando si vedra' da lontano come in tutti i mercati vuol dire che tutto sara' piu' difficile.....

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