giovedì 9 gennaio 2014

IL COMMISSARIO CALABRESI



Argomento delicato, cerchero' di muovermi coi piedi di piombo.
Martedi' e mercoledi sera ho assistito alla fincion sul commissario Calabresi.
Erano gli anni che dal 67' arrivavano fino al 73', gli anni di piombo, ero piccolino ma, venendo da una famiglia che ha sempre fatto politica, qualcosa ricordo.
In quegli anni e' successo praticamente di tutto.
La rivolta studentesca del 68' (ispirata dal maggio francese), le Brigate Rosse, il tentativo di colpo di stato di Junior Valerio Borghese e dei fascisti della decima Mas, le bombe a piazza Fontana, la Banca dell'agricoltura, la stazione di Bologna, centinaia di morti...
Per finire col rapimento e l'uccisione di Aldo Moro
L'Italia e' stata ad un passo dalla guerra civile.
Non voglio avventurarmi su discorsi riguardanti a chi faceva realmente comodo acuire la tensione perche'  mi porterebbrero troppo lontano.
Calabresi era un commissario di polizia della questura di Milano.
A seguito dello scoppio della bomba alla banca dell'agricoltura, a Roma, i democristiani che erano al governo, decisero che i responsabili dovevano essere gli anarchici.
I fatti dimostrarono che dietro quella bomba c'erano i fascisti di ordine nuovo e, sopratutto, i nostri servizi segreti diciamo...deviati.
Pinelli era un'anarchico, fra l'altro pare che fra lui e Calabresi ci fosse anche un buon rapporto.
Durante un' interrogatorio nell'ufficio del commissario nella questura di Milano l'anarchico mori'...volando dalla finestra e spiaccicandosi sul selciato.
Resta, ancora oggi, uno dei tanti misteri della repubblica italiana.
La questura sostenne la tesi del suicidio, ma sul corpo di Pinelli furono riscontrati segni di percosse, in piu' pare che l'ambulanza fu chiamata PRIMA che l'anarchico tentasse di imitare Icaro.
Calabresi fini sotto processo, il giornale Lotta Continua lo condanno praticamente a morte.
Venne ucciso sotto casa sua con 2 colpi alla schiena.
Per l'omicidio vennero poi condannati alcuni esponeti della sinistra extraparlamentare.
Una finction si puoì fare in 2 modi, bene (Grande Torino, Borsellino) o male (Meroni).
Questa non era malaccio, Solfrizzi nelle vesti del commissario e' bravo, quella e' una generazione di ottimi attori.
I fatti sono stati rivisti in funzione di una finction per le famiglie.
Calabresi viene visto come un fedele servitore dello stato, messo in mezzo dal potere romano e lasciato praticamente solo come accadde a Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino.
Ma Calabresi non era Falcone e Borsellino.
In quegli anni, a Milano, non aveva una buona fama, certo erano anni duri ma faro passare per una sorta di eroe, visto che Probabilente Pinelli non si butto' da solo, mi sembra un tantino eccessivo.
Una delle cose che colpisce di piu' e' che alla fine, per le strade si fronteggiavano dei ragazzi e nulla di piu'.
Da una parte i dimostranti, che magari nel modo sbagliato si battevano per un mondo migliore, dall'altra i questurini, ragazzi quasi tutti del sud che non si erano certo arruolati (a 60 mila lire al mese) per bastonare loro coetanei.
Altra nota stonata della finction; tutte le ragazze che frequentavano gli ambienti dell'ultrasinistra sono delle strafighe.
Io li ho frequentati, tanti anni fa, quegli ambienti...non trovavi una figa neanche a cercarla col lanternino, tutti boiler brutti come il peccato.
Ma si tratta di una finction e qualche...finction e' accettabile.

6 commenti:

  1. Bello sceneggiato anche se non molto attinente con la realtà. Stefano

    RispondiElimina
  2. Comunque molto più credibile di quella porcheria su Meroni

    RispondiElimina
  3. http://www.youtube.com/watch?v=f2Kzoy6ROCU

    PEDRO

    RispondiElimina
  4. SONO D'ACCORDO. DAVIDE

    RispondiElimina
  5. Sicuramente non erano anni facili.

    RispondiElimina