mercoledì 22 gennaio 2014

QUALE INTIMITA?

 

Ci sono cose e situazioni di Cuba che ci sorprendono, continuando a farlo dopo tanti viaggi.
Sicuramente all'inizio ci stupivano maggiormente mentre, oggi, probabilmente riescono ancora a strapparci un sorriso.
Una di queste e' legata al concetto di intimita'.
Nel nostro mondo occidentale abbiamo alcune consuetudini legate alla nostra intimita', abbiamo ben presente il concetto di "spazio personale".
Siamo a Cuba, una bella tavolata, italici prodi e belle bigioie cubane (piu' o meno fruste...), a un certo punto una fanciulla, rivolta al proprio sponsor, a voce alta afferma; "oye voy ad hacer caca que tengo diarrea".
Il tutto mentre voi state togliendo le lische al pargo che avete nel piatto.
In Italia la fanciulla di turno, con un sorriso un po' imbarazzato, di circostanza, informerebbe il suo accompagnatore che va al bagno senza entrare nello specifico sul cosa va a fare nel bagno.
Alla fine in un bagno o ci  vai a trombare una appoggiata sul lavandino, o vai a tirare coca oppue vai a fare una cosa liquida o una solida.
Non ci sarebbe bisogno di una dettagliata descrizione del gesto, ma le cubane non ci fanno mancare mai nulla.
"Tengo que hacer pipi" "voy a orinar" ecc ecc.
Quante volte abbiamo sentito queste frasi?
Per non parlare del discorso riguardante il bagno e le diverse valenze che diamo a questo locale della casa.
Da noi il bagno e' un porto franco.
Chi vive in una casa con mogli, figli, cani e tartarughine sa perfettamente che, il bagno, e' il solo luogo dove puo' trovare un po' di pace.
Non a caso, un tempo, era chiamato la "ritirata".
Tutti noi quando pensiamo ad una casa lo facciamo tenendo bene in considerazione l'importanza del bagno, addirittura ne piazziamo un paio, quando possibile.
Il mio amico allevatore di papagallini sta' ristrutturando la nuova casa a Tunas ed e' impazzito per trovare un bide'.
Pare che in tutta la citta' ne esistano solo 3, preziosissimi, esemplari, per di piu' neri...
Per noi italiani il bide' e' indispensabile.
Loro ci metterebbero due galline dentro.
Comunque questa intimita' che dovremo avere in bagno, a Cuba, a meno di non perdere tempo in educational (sempre comunque necessari) e' piuttosto difficile da ottenere.
La fanciulla va in bagno, si siede sulla tazza, lascia la porta aperta e continua a parlare con noi come se nulla fosse.
A quel punto io mi alzo e vado a chiuderle la porta.
Siamo in bagno noi, seduti sulla tazza, la fanciulla entra a lavarsi i denti mentre noi siamo a nostro agio come Rolando Bianchi negli schemi di Ventura.
Ovviamente la caccio fuori.
In realta' non si tratta di mala education, la totalita' delle fanciulle che frequentiamo, vive in case dove la divisione degli spazi e' un invento bello e buono.
Spesso il bagno e' dietro ad una semplice tendina, la madre e il padre ( o padrastro) dormono, e fanno tutto cio' che viene fatto, in un letto a 2 metri da dove vive la fanciulla, senza divisori o cose simili.
Non e' facile in contesti simili avere un minimo di intimita'.
Stesso discorso per armadi, cassetti e mobili vari.
Anche le fanciulle che vivono meglio, tipo la mia attuale, nate e cresciute al Vedado, non nel Barrio Mexico, hanno comunque un concetto dell'intimita' piuttosto elastico.
Nostro compito e' anche quello di mettere qualche paletto, spiegare bene che noi abbiamo altre abitudini.
In modo che, quando Montetzuma ci assalta, possiamo spingere fino a farci venire le rughe di espressione intorno agli occhi, senza che nessuno ci osservi in quel memorabile, Martiano, momento.

20 commenti:

  1. Tutto vero quello che dici,abitudini differenti,mia moglie e cambiata un po vivendo qua,ma quando siamo a cuba si cubanizza e sono sempre a chiudergli la porta del bagno ,ci vuole tanta pazienza.....paolino.

    RispondiElimina
  2. A ..Cuba la discrezione è un optional. Marco

    RispondiElimina
  3. Ai cubani poco importa se il Guccini si sentiva depresso, perchè nemmemo dentro al cesso aveva un suo momento..pedro

    RispondiElimina
  4. pizzicata una fanciulla di turno farsi il bidè col mio bicchire dove tenevo lo spazzolino.emilio

    RispondiElimina
  5. Ovviamente dopo aver usato il tuo spazzolino
    No perché c'è anche questo nel repertorio. . .

    RispondiElimina
  6. E del desodorante cosa dire? Una volta ricordo che la mia ex me lo prese di mano e lo cominciò a usare. E vabbeh. Poi arrivò anche una sua amica. E via anche l'amica. Stavo quasi per dire: "Senti anche dalla duena. Magari ha bisogno...".

    Ricordo anche un'altra situazione. Stavolta mi trovavo al campo. Bagno rigorosamente fuori da casa, nessuna porta ma solo una tendina a fare le sue veci. Se la tendina era inchiodata a un lato grazie a un secchiello interno al bagno significava che lo stesso era occupato. Altrimenti semaforo verde. Ma queste sono solo informazioni di contorno. Arriviamo al dunque. Al mattino vado in bagno. Dovevo lavarmi i denti. Acqua dal rubinetto non ne usciva e quindi utilizzo il famoso cubo d'acqua appoggiato al pavimento. Ma come sciacquarmi i denti? Con la mano a mo di procione che si lava la faccia o tirando su dieci litri d'acqua? Noto che a fianco di quel che sembrava uno specchio c'è una sorta di vaso di plastica di piccole dimensioni. Decido di usare quello per raccogliere l'acqua. Il giorno dopo vedo quel vasetto dentro la doccia. In pratica mi sono sciacquato la bocca dove gli altri ci hanno infilato l'uccello e certamente non solo quello. Che ingenuo che sono stato. Non sono in Italia... Se invece di cambiare le lampadine fulminate le spostano da un lampadario all'altro a seconda del cuarto in cui decidono di stare, come ho potuto non pensare che quel bicchiere potesse avere un utilizzo multitasking? Comunque sono ancora vivo....

    RispondiElimina
  7. Più della privacy in bagno è il bidet l'unica cosa che mi manca veramente tanto dell'Italia, quando sono a Cuba (ma anche il un fracco di altri paesi, sti zozzoni!).
    Forse non tutti sanno che l'installazione del bidet, da noi, è obbligatoria per legge!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Al mio amico a Tunas per un bidè hanno chiesto 120 cuc
      Sia chiaro che non stiamo mancando di rispetto alle cubane. Volendo loro su noi potrebbero scrivere libri
      Semplicemente raccontiamo cose che succedono

      Elimina
  8. Il mio costoso profumo lo imbosco.Altrimenti una boccetta da 80 euro dura 3 giorni.Se vogliono c'è il dopo barba che comunque nessuna disdegna

    RispondiElimina
  9. io ho smesso di parlare,ogni volta che vado in bagno quando mi accorgo che per istinto ho chiuso la porta,mi alzo e la apro tanto non c'è niente da fare.adesso devo sistemare il problema dei giornali,e sinceramente non so come fare.questa cosa mi fa incazzare invece.

    RispondiElimina
  10. Per trovare un bidet a cuba sono impazzito , alla fine si è presentato un nero che ne aveva 2 nuovi , sicuramente scippati in qualche hotel , e che voleva qualcosa tipo 300 cuc .....chiaramente gli ho detto di usarli lui anche se non sapeva di fatto a cosa servivano....
    quqando poi dicise di cedermeli al "modico" prezzi di 160 cuc l'ho mandato a cagare consigliandogli poidi usare il bidet per pulirsi bene ......
    Fabio

    RispondiElimina
  11. il problema a volte della cartigenica non è da sottovalutare,io quando la vedo ne compro tipo 4 o 5 pacchi.(quest'anno in tre mesi l'ho comprata solo in due volte).in molte case ho visto ritagli di giornali,a casa mia quando non ci sono io, facciano quello che vogliono,ma quando sono li guai a toccarmi i tre giornali che leggo.alza il culo e prendi la carta igenica che sta nell'armadio !

    RispondiElimina
  12. E adesso con i telefonini che fanno le foto si fermano si sulla porta del bagno x fare una bella foto ricordo!!!

    RispondiElimina
  13. Ivan, questa giuro che me la sono persa...

    RispondiElimina
  14. Vero Gugu, io i libri che mi porto giu' li tengo sotto chiave...

    RispondiElimina