lunedì 17 febbraio 2014

ANDARSENE...

 

Ogni giorno ci tocca leggere sui giornali o di ascoltare alla tv, di italiani che decidono di togliersi la vita.
Il problema insorse anche dopo la seconda guerra mondiale e la crisi che ne segui'.
Tanto che, a Torino, chiusero la Mole per alcune anni, per impedire alla gente di salirci su e lanciarsi a volo d'angelo nel vuoto.
Con l'insorgere di questa crisi, i primi a togliersi la vita, sono stati piccoli imprenditori, proprietari di imprese con 10/20 lavoratori.
Spesso realta' locali, di paese.
Situazioni in cui ci si conosce tutti, l'imprenditore magari e' stato testimone di nozze o presente al battesimo del figlio del proprio dipendente, che spesso e' anche un'amico.
Ci si sente responsabili della sopravvivenza delle famiglie dei propri dipendenti, la vergogna di non poter fare fronte agli impegni nei loro confronti, per alcuni, ha giustificato il farla finita.
Poi e' capitato a lavoratori che, a 40/50 anni si sono ritrovati senza lavoro, con pochissime prospettive di trovarne uno decente.
La vergogna di non avere un posto dove andare ogni mattina, il guardare negli occhi moglie e figli, le scadenze a cui non potere fare fronte, per qualcuno sono balzelli non piu' gestibili in un quotidiano normale.
Molti lo considerano un'atto di vigliaccheria, ma a fare il frocio col culo degli altri sono capaci tutti.
Ultimamente c'e' chi sceglie di portarsi con se, a guardare le margherite dalla parte della radice, la madre, la moglie, i figlioletti.
Senza aver, prima, ottenuto, il consenso degli stessi per fare questo viaggio...
Non riesco a immaginare il senso di disperazione, di vergogna, di ultima spiaggia che opprime quei cuori.
Non e' eanche una questione di sistema politico ed economico, nei paesi del blocco socialista il suicidio era un grande problema sociale.
Non do' giudizi, non mi permetto, credo che si tratti di una decisione pensata e ragionata, non di un'atto istintivo figlio di un momento.
Chissa' quale mondo c'e' dietro a tanta disperazione.

8 commenti:

  1. Una delle poche cose di cui non ho rimpianti è di non avere messo su famiglia e fatto figli per consegnarli ad un mondo di merda. pedro

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    1. Non lo so Pedro, forse fino a quando non si ha un figlio non si e' uomini completi.
      Forse.

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    2. Condivido Aston senza forse.

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    3. Luis il mio forse e' perche' al momento....sono privo dell'articolo.

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  2. Il suicidio e' un atto estremo,se hai dei figli,almeno per me,incomprensibile.Stefano

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  3. Il suicidio non è una decisione pensata e ragionata ma un gesto estremo di una persona malata !!
    Sentenza

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