giovedì 20 febbraio 2014

I FRANCESI

 

"Coi francesi che si incazzano, che le palle ancora gli girano"
Cosi' Paolo Conte cantava i francesi in Bartali.
Sono perfettamente consapevole che ad un 90/95% degli italiani, i francesi, stanno adeguatamente sui coglioni.
Ragioni culturali, di pelle, sportive, storiche o semplicemente perche'...sono francesi.
Un sentimento non sempre ricambiato da quella parte del confine.
Dove vivo, facciamo parte del 5/10% di italiani a cui i francesi non stanno sulle palle.
Da casa mia al confine c'e' circa una mezzora, malcontata, siamo ai limiti della zona francofona.
Tutti i cartelli dei paesi da Avigliana in su sono bilingue, spesso viene usato, nel parlare comune, il nome francese.
Che poi e' quello originale, visto che quelli italiani sono inventi mussoliniani e della sua folle autarchia.
Il dialetto di qua', il piemontese, man mano che ci si avvcina al confine, diventa un "patua" sempre piu' simile al francese e meno all'italiano.
Questo avviene, d'altrode, in ogni terra di confine.
Sono stato Alpino ad Aosta e in quelle valli, quasi sempre, l'italiano e' seconda lingua.
Tutta la nostra cultura di qua' e' impregnata di Francia.
Lo e' la nostra cucina; qua' e facile mangiare bourguignonne e raclette ( che buona...) e rane fritte.
Da queste parti si beve molto pastis, che i francesi vengono a comperare a Susa perche' da noi, gli alcoolici, costano molto meno che da loro.
I rapporti fra Piemonte e Francia sono sempre stati molto stretti, anche se spesso burrascosi.
E' storia nota che, per fare in modo di poter essere il motore dell'unificacione italiana, Re Vittorio, abbia dovuto ottenere il permesso francese.
Permesso ottenuto anche con l'invio di una avvenente e nota titolata alla corte di Versailles...
Anche allora c'era il gossip, raccontato in una nota finction.
Torino e' stata invesa e dominata dai francesi, basti pensare al sacrificio di Pietro Micca.
La sciagurata Tav dovrebbe collegare Torino a Lione.
Territori francesi come Nizza e la Savoia sono stati italiani.
Non dimentichiamoci che, vigliaccamente, abbiamo invaso i valichi francesi mentre Parigi cadeva sotto i tedeschi, rimediando fra le altre cose una figura barbina con loro che, con pochi reparti, bloccavano le nostre divisioni male armate ed equipaggiate.
Potranno essere ancora un po' incazzati con noi?
C'e' anche da dire che nelle zone che abbiamo occupato e controllato, le sciagurate leggi razziali furono applicate in modo molto blando, permettendo a molti ebrei di sfuggire dalle grinfie dei tedeschi e degli sgherri di Petain.
Personalmente vado in Francia 5/6 volte ogni anno.
A volte per sciare, tenete conto che mentre da noi il giornaliero costa 40/50 euro ci sono localita' oltre confine che scii con 19.
Non a caso ci sono manifesti in giro per Giaveno che le pubblicizzano.
Un altro paio di volte vado in Francia per....zingarate non troppo differenti da quelle che conoscono gli amici che abitano a ridosso della Confederazione.
Personalmente considero i francesi dei vicini, che abitano un paese dove le cose funzionano e la gente vive un po' meglio, a livello medio, che da noi.
Amo il cinema francese, dai classici di Gabin,Delon, Deneuve e Belmondo fino ai film recenti sempre belli e gradevoli.
So di andare controccorrente ma la Francia mi piace.
Parigi poi....

Cuba non e' una gran meta per i francesi, ne conosco non piu' di un paio che vivono a Tunas.
Probabilmente, come ho potuto constatare anni fa a Reunion, preferiscono i loro territori d'oltremare.

6 commenti:

  1. Mitico Materazzi con Zidane!Stefano

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  2. Oddio ha preso una bella capocciata...comunque Zidane non credo si sia sentito mai francese piu' di tanto.

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  3. Anche io adoro la Francia, e Parigi era quasi una seconda casa per me...un posto dove mi trovo bene, a mio agio...il destino ha poi voluto che conoscessi Cuba, per cui ho dovuto fare una scelta (purtroppo i soldi non crescono sotto l'albero) e rinunciare ai miei soggiorni parigini...però un giorno ci ritornerò con la mia novia guajira...

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  4. Guarda che non siamo poi così tanto diversi da loro

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  5. All'aeroporto di Parigi ci sono indicazioni in tutte le lingue fuorché in italiano, ma al centro della sala d'aspetto fa bella mostra di sé il caffè Illy che con la sua room cafè da lustro a tutto il resto. Pedro.

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