sabato 22 febbraio 2014

IL RACCONTO DEL SABATO

   L'ALTRO LATO DEL BLOQUEO

L’ALTRO LATO DEL BLOQUEO
Prendo spunto dallo splendido brano dei Buena Fe' (se vi capita
ascoltateli, sono bravissimi) per mettere in risalto un aspetto che
spesso, volutamente,viene tralasciato.
Da cio' che si legge in giro pare che tutti i cubani e le cubane dai
10 ai 90 anni abbiano come solo obiettivo lasciare il paese.
La situazione e' differente come ho potuto constatare in questi
ultimi viaggi concomitanti con la crisi economica che ha scosso il
mondo.
Conosco tanta gente, tante donne che hanno scelto di non
andarsene, pur avendo piu' di una possibilita' per farlo.
Non tutti sono disposti a lasciare ogni cosa, lasciare un paese
che, pur con tutti i problemi, garantisce loro il minimo sindacale.
Non tutti sono disposti a lasciare ogni cosa per seguire un uomo
per cui non provano nulla.
Non tutte se ne vogliono andare ad ogni costo.
Ho incontrato donne che avevo conosciuto da ragazze.
Non se ne sono mai andate e oggi hanno un marito cubano,
una casa dei figli e in qualche modo tirano avanti.
Si puo' vivere anche in moneda national.
Non e' semplice ma si puo' fare.
Non e' colpa ne' merito di nessuno l'essere o meno nati in una
certa parte del mondo piuttosto che in un altra.
Nessun cubano oggi gira con l'anello al naso.
Tutti sanno come e' la situazione da questo lato del bloqueo, tutti
hanno qualcuno che vive o che ha vissuto qua'.
Sanno benissimo che dal punto di vista professionale non hanno
nulla da offrire, perche' o sei una ballerina di alto livello (ma
proprio di alto livello perche' abbiamo italiane che ballano in
modo splendido, in fondo sono latine anche loro) oppure devi
sgomitare con rumene, albanesi e marocchine per trovare un
lavoro a volte piu' che umile.
Molte di loro non hanno problemi a dire che se per vivere devono
pulire il pavimento e' meglio farlo a Cuba piuttosto che al freddo
del Nord Italia.
C'e' tanta gente che vive decorosamente a Cuba.
Si arrangia, mette su negocios, cerca di trarre ogni tipo di
vantaggio dal proprio lavoro (cosa fra l'altro che avviene anche
da noi).
Spera che qualcosa cambi, lo fa' rimanendo nel proprio paese.
Vivendo, con ogni probabilita', meglio di chi, per un vestito buono,
deve ogni notte condividere il letto con un uomo per cui non ha
alcun interesse.


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5 commenti:

  1. Anche tra quelli venuti dall'europa dell'est in tanti sono rientrati a casa loro, purtroppo il nostro non è più il paese del ben godi....p.

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    1. per come i politici hanno ridotto l'Italia sono gli italiani che oggi vanno in Albania,Romania, a sopravvivere con la misera pensione,oppure a fare impresa, l'Italia è diventata uno schifo.

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    2. In Italia restano comunque 700 mila ucraini...

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  2. Mía suocera, 48anni, viene a trovarci in Italia di tanto in tanto ma dopo qualche settimana la puoi vedere che inizia spegnersi. Ha voglia di tornare a Cuba. Vuole la sua casa e le sue amiche. Non sopporta lo stress e la velocità con cui viviamo. La nostra frenesia per sbarcare il lunario e sostenere il nostro stile di vita occidentale. Quando le compro il biglietto di solito lei è allo stato zombie e in quella fase passa la giornata sul divano o commentando le pagine dei cubani su Facebook. Mi sembra assurdo ma dopo 4 anni che conosco mia moglie ho ribaltato il mio pensiero: credo sia più possibile che io mi trasferisca a Cuba piuttosto che mia suocera in Italia. Intanto domani facciamo il biglietto per tutta la famiglia, 2adulti 1 bimba e 1 neonata, e ce ne andiamo tutto aprile a L'Avana.
    Piero

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