martedì 4 febbraio 2014

IL VALLO DI ADRIANO



 

Come e’ stato stabilito nell’ultimo congresso del Partido, Raul restera’, probabilmente, al potere fino al 2018, dopodiche’ i Fratelli Castro concluderanno la loro epopea che dura dal 1959.

Quindi possiamo affermare che da qua’ al 2018 le cose potranno ancora cambiare ma, fondamentalmente, non in maniera tale da stravolgere l’attuale situazione.

Sono, con tutti i miei limiti, un discreto appassionato di storia, la situazione attuale di Cuba la paragono alla Britannia sotto Roma e al vallo di Adriano.

Roma domino’ la Britannia per 4 secoli, Londra e tutte le grandi citta’ al sud del paese furono fondate dai romani, l’ordinamento giuridico, le leggi e un certo stile di vita romano sono stati la base di tutto cio’ che e’ avvenuto da allora fino ai nostri giorni.

A un certo punto, visto che i Pitti, quelli che giravano seminudi, pitturati di blu, premevano ai confini, l’Imperatore Adriano fece costruire una sorta di grande muraglia per tenerli lontani, maomeno nel centro del paese.

Al di qua’ c’era la pax romana e la civilta’, al di la’ l’ignoto.

In piu’ c’era il pericolo Sassone che arrivava dalla terraferma e anche qua’, volendo, possiamo trovare analogie con Cuba.

Ecco, il 2018, per me e’ il vallo di Adriano.

Fino ad allora so cosa aspettarmi, dopodiche e’ un mistero.

Egoisticamente mi verrebbe da dire che le cose vorrei che cambiassero all’interno di un certo sistema ma, contrariamente a molti, non amo fare il frocio col culo degli altri.

Certo le cose devono ancora cambiare, da cio’ che gia’ e’ stato fatto indietro non si torna, ma sulle modalita’ del cambio si possono fare milioni di ipotesi.

Molti si augurano un cambio drastico di sistema politico, in poche parole il capitalismo, con tutti i disastri che ha creato nel nostro mondo.

Certo, in quel caso, potremo aprire nuove attivita’ senza tutte le menate attuali, ma come contraltare avremo milioni di cubani senza lavoro, dove oggi lavorano in 10 ne basteranno 2.

Milioni di disoccupati vorra’ dire un’aumento enorme della delinquenza a tutti i livelli.

Vi ricordo che la sicurezza e’ una delle principali ragioni che ci ha spinto a scegliere Cuba.

Il bollo lo troviamo anche da tante altre parti, Italia compresa.

Il venir meno delle garanzie sociali portera’ tanta gente a lasciare il paese, non per cercare un futuro migliore, ma semplicemente per poter mettere insieme il pranzo con la cena.

Queste ovviamente sono tutte supposizioni ma la storia l’abbiamo gia’ vista oltre 20 anni fa da queste parti.

Ce’ poi il problema sul chi prendera’ il potere.

Ora il designato e’ Diaz Canel ma chissa’ se avra’ la forza e i coglioni per restare al comando, oppure soccombera’ davanti alle mille fazioni che potrebbero nascere per dividersi il potere.

Raul sara’ anziano, Fidel, probabilmente, non ci sara’ piu’, anche comandare da dietro le quinte potrebbe non essere piu’ possibile.

Gli Usa saranno alla porta, i baciapile vorranno tornare a dominare spiritualmente il paese.

Dopo la partenza delle legioni romane la Britannia, per 3 secoli, fu’ un campo di battaglia su cui si cimentarono in molti.

Fino al 2018  e’ Roma con la sua pax e la sua civilta’, poi sara’….il vallo di Adriano.

25 commenti:

  1. basta guardare alla cina e al vietnam per sapere piu'o meno quello che sarà di cuba dal 2018.
    Il partito unico avrà il potere politico, rappresentato da diaz canel, presidente del consiglio di stato e segretario del pccubano e parte dell'economia sarà nelle mani dei privati.
    Non ci sarà nessun terremoto stile muro di berlino. Avere una disoccupazione alta non è, poi, nell'interesse del partito, che non vuole essere travolto da ribellioni.
    Perciò il capitalismo senza limiti non ci sarà.

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  2. Vorrei avere le tue certezze caso Nino. . .

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  3. desde boxe85 ¡buenos dias Milco! questo è un argomento molto interessante che ti cito sempre nelle mail che ti scrivo ed è la mia grande paura: per me il cambiamento ci sarà e sarà anche radicale spalleggiato dagli usa mezzo i milioni di cubani di miami vogliosi di rivincita e vendetta verso il comunismo. economicamente l'influenza geografica degli usa determinerà il sorgere di un capitalismo selvaggio con sfruttamento immediato delle bellezze dell'isola (speriamo che la capital non torni ad essere il vizioso bordello caraibico che fu ai tempi di batista) con corsa degli investitori americani e mondiali. aumenterà la disoccupazione e di conseguenza la sicurezza sarà solo un ricordo. probabilmente l'isola verrà usata (in grande scala) come ponte dai narcos. gli usa bloccheranno le frontiere e rispediranno tutta la basura de la pequeña habana una sorta di marielitos al contrario. il capitalismo ha fallito (la crisi ne è la testimonianza) ma in un mondo dominato dal consumismo non esiste alternativa, i poteri forti hanno deciso così. forse sono troppo drastico e negativo ma a pensar male spesso ci si azzecca...i capi scapperanno in venezuela come già programmato. alla luce dei cambiamenti molti camajan (che risiedono vari mesi all'anno) se ne andranno, per i normali turisti si pospettano vacanze da villaggio todo incluido data la presenza degli spendaccioni turisti made in usa. sicuramente tutto si apprezzerà notevolmente dagli immobili al bollo, chi ha investito avrà guadagnato solo parzialmente visto che comunque si è in possesso solo della metà del bene, la vedo dura intentare causa....vedo un evoluzione stile rep dominicana invece che comunismo alla cinese. personalmente molta della poesia e dell'amore che si ha per l'isola e la sua gente cambierà radicalmente come la mentalità dei cubani. non sono solo seghe mentali ma possibilità, non si può pretendere per il nostro benessere che un luogo con tali potenzialità e posizione geografica resti ancora fuori dal mondo. quindi come dici tu a gozar hasta el 2018 y despues vamos a ver....a proposito quando parti a febbraio? cuidate y suerte

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  4. Personalmente immagino uno scenario misto: il partito mantiene il potere, grazie al consenso derivante da riforme volte all'apertura verso i mercati. Un po come è successo in cina, dove la bandiera è rimasta rossa con la falce ed il martello, ma in realta il comunismo vero e proprio è finito quando è morto mao.

    A cuba mi aspetterei zone economiche speciali, apertura agli investimenti stranieri (usa e china in testa...), aumento del pil, ascesa della locale oligarchia politico-affaristica, aumento delle disuguaglianze, riduzione del ruolo dello stato nell erogazione dei servizi tipo sanita ed istruzione (anche a cuba ci sara il ticket...), diffusione di internet (con apposita censura incorporata), boom dell edilizia commerciale, residenziale e turistica, arrivo sull isola di multinazionali varie, inflazione alta, maggiore mobilita sociale, immigrazione dalle campagne verso le citta.

    Tutto questo dovrebbe risultare in minore sicurezza (non necessariamente a livelli da far west pero...), prezzo del bollo inalterato (piu disuguaglianza = piu prostituzione), modernizzazione della societa cubana, miglioramento della qualita dei servizi, con rapporto qualita/prezzo piu vantaggioso.

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  5. Pure storico sei Milco?Stefano

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  6. Boxe, per le nuove generazioni di cubano americani la cosa importante non e' tanto una rivalsa verso il comunismo, ma bensi il benessere per i loro famigliari e creare le condizioni per un buen retiro in vecchiaia, quindi la cosa, nei fatti e' gia' in atto.
    Ricordati che ora, una cubana col PRE puo' avere una casa a lei intestata senza coinvolgere parenti serpenti.
    Puo' essere che le cose cambino ma ti ricordo che in dominicana, dove la situazione e' ben diversa, vivono 50000 italiani, e non se la passano poi cosi' male.
    Noi paisa' siamo camaleonti, se dovesse cambiare, in qualche modo sapemo adeguarci.

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  7. Hooked in Cina,ma anche in Vietnam il potere nelle mani del governo non e' solo formale, molte cose positive del Comunismo restano.
    Sanita' ed istruzione sono valori primari, erogarli gratuitamente e' una conquista, non una cosa da dare per scontato.
    Giorni fa ho raccontato una mia visita in un'ospedale italiano...
    Ricordiamoci anche che il boom in Cina e Vietnam e' figlio di una cultura del lavoro sconosciuta a Cuba.
    Vamos a veer.

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  8. Stefano non esageriamo...
    Vero che dopo le superiori,per 2/3 secondi ho anche pensato alla facolta' di storia.
    Poi mi sono ricordato che ho il vizio di mangiare 2-3 volte al giorno e ho fatto altre scelte.
    Ora e' tardi, penso che un diploma Isef e una laurea in scienze motorie, in una sola vita, siano piu' che sufficenti.

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  9. ottimo articolo e interventi molto interessanti.
    Dopo che l'Europa chi ha accusato di essere il paese più corrotto della Comunità Europea, vedo sempre più analogie tra Italia e Cuba (naturalmente in tono polemico).

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    1. I «legami tra politici, criminalità organizzata e imprese», e lo «scarso livello di integrità dei titolari di cariche elettive e di governo» sono tra gli aspetti della corruzione in Italia, che più preoccupano Bruxelles, secondo quanto rivela il primo report della Commissione sul fenomeno, presentato da Cecilia Malmstrom.

      Per far fronte al fenomeno che secondo la Corte dei Conti italiana vale 60mld, pari al 4% del Pil nazionale, l’Ue suggerisce di rafforzare la legge anticorruzione, che così com’è «lascia varie questioni irrisolte», come prescrizione, autoriciclaggio, falso in bilancio, e voto di scambio; e di smettere di adottare «leggi ad personam», come quelle che in passato hanno ostacolato l’efficacia dei processi (dal legittimo impedimento alla depenalizzazione del falso in bilancio, dal Lodo Alfano alla ex Cirielli).



      Si raccomanda inoltre di mettere mano al conflitto d’interesse, garantendo un sistema uniforme, indipendente e sistematico di verifica, con relative sanzioni deterrenti. E di rafforzare il quadro giuridico e attuativo sul finanziamento ai partiti, soprattutto per donazioni e consolidamento dei conti. Bruxelles rileva come «negli ultimi anni sono state portate all’attenzione del pubblico numerose indagini per presunti casi di corruzione, finanziamento illecito ai partiti e rimborsi elettorali indebiti, che hanno visto coinvolte personalità politiche di spicco e titolari di cariche elettive a livello regionale». Scandali che hanno portato a dimissioni, anche di leader e di alte cariche di partito, a elezioni regionali anticipate in un caso, ed hanno spinto il governo a sciogliere alcuni consigli comunali per presunte infiltrazioni mafiose.



      Come esempio «degno di nota», la relazione segnala quello di «un parlamentare indagato per collusione col clan camorristico dei Casalesi» (richiamando il caso di Nicola Cosentino, ma senza farne il nome). Inoltre si evidenzia come solo nel 2012 sono scattate indagini penali e ordinanze di custodia cautelare nei confronti di esponenti politici locali in circa metà delle 20 Regioni, sono stati sciolti 201 consigli municipali, di cui 28 dal 2010 per presunte infiltrazioni criminali, e più di 30 deputati della precedente legislatura sono stati indagati per reati legati a corruzione o finanziamento illecito dei partiti. La Commissione, che ricorda come la corruzione sia un fenomeno comunque diffuso in tutti e 28 gli Stati membri, riconosce «i notevoli sforzi profusi dall’Italia», ma tra le priorità «da risolvere con massima urgenza» indica la prescrizione, perché termini, regole e metodi di calcolo, sommati alla lunghezza dei processi, «determinano l’estinzione di un gran numero di procedimenti», e come esempio si indica (pur senza fare nomi) il processo Mills e Silvio Berlusconi.



      E se all’Ue piace la norma sull’incandidabilita’ ed il divieto di ricoprire cariche elettive o di governo dopo condanne definitive (applicata «nel caso della decadenza da senatore di un ex premier» anche qui si richiama Berlusconi senza farne il nome), non promuove le disposizioni sulla corruzione nel settore privato e sulla tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti, e raccomanda di potenziare l’Autorità anticorruzione.

      Molte le reazioni, con l’Associazione nazionale magistrati che chiede di intervenire al più presto «sul falso in bilancio e sulla prescrizione», ed il presidente della commissione antimafia Rosy Bindi che richiama la necessità di «interventi più incisivi di quelli finora adottati», anche «per affrontare il semestre Ue a testa alta». E se per Antonio Di Pietro la relazione Ue è «una conferma dei timori», il coordinatore di Fratelli d’Italia, Guido Crosetto vuole introdurre nella legge elettorale norme per garantire democrazia e trasparenza nei partiti”. Andrea Mazziotti, responsabile giustizia di Scelta Civica ritiene che «sarebbe ora che il Parlamento si desse una svegliata», mentre per l’associazione Libera «è come, se ogni italiano fosse costretto a versare mille euro l’anno nelle casse del malaffare».

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  10. Non vorrei che i cubani si offendessero...ahahaha
    La differenza e' che qua' tutto e' fatto,nel bene come nel male, la' tutto da fare.

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  11. Ho rimesso la vecchia impostazione per i commenti in modo da poter quotare anche dal pc.

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  12. milco, in cina e in vietnam la sanità si paga in contanti, come pure l'università, o con l'assicurazione,

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  13. NINO i bambino sotto i 6 anni e gli anziani godono di assistenza sanitaria gratuita in Vietnam

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  14. e gli altri ? Cuba non imiti perciò queste nazioni nello smantellamento del suo sistema di welfare.

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    1. Infatti speriamo trovi una sua strada

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  15. Io sono convinto che dopo Raul Cuba non cambierà, ma migliorerà, che è diverso...proprio per i motivi che Milco spiegava nel post, come la disoccupazione, la delinquenza, ecc...ci sono troppi interessi ad alti livelli governativi a non voler cambiare, ma almeno spero un pochino migliorino Cuba, perchè come è oggi è davvero troppo per il popolo cubano, che non merita simili comportamenti dal governo.

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  16. A DIRE IL VERO NEANCHE NOI MERITIAMO CHI CI GOVERNA...MA E' UN'ALTRO DISCORSO...

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  17. Io spero in un cambiamento lento e graduale...lungo 20-30 anni....altrimenti siamo tutti nella m.....cubani autentici e cubani importati come noi....temo che gli imperialisti mettano le mani sulla Isla...temo che la violenza stile santo domingo dilaghi....tempo che vi sia un'impennata dei prezzi...ragion di più per valutare bene i prossimi passi e gli investimenti....di qui al 2018...

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  18. Venti o trent'anni mi sembrano tantini...

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  19. ahahahah Milco quello lo davo per scontato

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    1. Mai dare nulla per scontato Walter o quelli continuano a fotterci

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  20. Faccio un mea culpa: se noi italiani meritassimo altri governanti ce li avremmo.

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  21. Ne parlero' la prossima settimana

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