martedì 25 febbraio 2014

IMPRESA SPORTIVA E BASTA



 

La notizia di 3 ragazzotti cubani che, con un windsurf, hanno attraversato lo stretto di mare che divide Cuba dalle keys ha fatto il giro del mondo.
In verita', un paio sono giunti a destinazione mentre di un terzo si sono perse le tracce.
Se non e' approdato su qualche isoletta sara' nella capiente panza di qualche tiburon.
Ho iniziato a lavorare nei villaggi come surfista, e vi posso dire che l'impresa e' folle.
Al di la' della resistenza e degli avambracci che occorrono, e' necessaria una conoscenza dei venti, in quel tratto di mare molto mutevoli, non comune.
Per dirla tutta hanno avuto anche un culo pazzesco, era un'attimo sbagliare rotta e finire chissa' dove.
La notizia e' diventata di dominio pubblico, ma oggi 3 ragazzotti che lasciano Cuba in questo modo, salgono alla ribalta piu' per il mezzo scelto che per il fatto di aver lasciato Cuba.
Fino ad oltre un'anno fa' era Cuba a sbarrarti la strada, oggi un cubano puo' andarsene quando vuole, se ha i mezzi per farlo.
Cosi' come un' italiano puo' progettare ( o/e rimandare...) un viaggio a Cuba quando vuole, se ha i mezzi per farlo.
Il problema, come abbiamo piu' volte detto, ora siamo noi.
Siamo noi i cattivoni che impediscono le loro aspirazioni future.
I 3 potevano tranquillamente salire su un'aereo a Cuba con destino Miami, ma sempre e solo a patto che, le autorita' americane, concedessero loro il visto.
Ovviamente hanno scelto le keys sia per la distanza che, sopratutto, per la ley "pie' seco, pie' mojado".
Se riescono a mettere i piedi sulla battigia, trattasi di pie' seco, nessuno li rimanda indietro.
Senza papel, dinero gastato e menate burocratiche.
Quindi applaudiamo una grande impresa sportiva, ma lasciamo perdere altri discorsi, in questo caso, decisamente fuori luogo.
Ci hanno provato e gli e' andata bene.
Buon per loro che pero' ora, nel paradiso capitalista tanto sognato, dovranno iniziare a lavorare sul serio.
Altro che windsurf...

 Incredibile impresa di tre immigranti cubani che hanno cercato di raggiungere la Florida su tavole da windsurf. Uno di loro è riuscito a raggiungere gli Usa, mentre un altro è stato soccorso in mare da un pescatore e poi dalla Guardia Costiera Usa. Non è chiara la sorte del terzo, che potrebbe trovarsi sull’isolotto Marquesa, a Cayo Hueso, riferisce la Bbc, che sta seguendo il caso.

Henry Vergara Negrin, 24 anni, uno dei tre cubani ha raccontato che il gruppo era partito nella mattinata di martedì da Jibacoa, un villaggio di pescatori, secondo quanto riferito dalla polizia di Key West.
Il 24enne ha avuto la fortuna di toccare la terraferma proprio in un lussuoso resort della costa di Key West, 97 km da Jibacoa, dove è stato aiutato dal personale e dagli ospiti dell’albergo.
“E’ il primo windsurfista cubano - sottolinea la Bbc - che negli ultimi venti anni riesce a portare a termine la traversata, dopo un paio di casi durante l’esodo dei “balseros” cubani del 1994”.
Henry Vergara Negrin ha raccontato che dopo quattro ore di viaggio ha perso di vista gli altri due ragazzi, Dwarta e Amando. A trovare Dwarta in mare sono stati gli uomini della guardia costiera Usa. Aveva perso l’orientamento in un’area a sud dei Cayos della Florida.

6 commenti:

  1. EL LOCO certo che ci sono modi piu' semplici per andarsene.

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    1. Un bel biglietto d'avion per esempio...

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  2. Chissa' che fine avra' fatto l'ultimo.Marco

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  3. per fare certe cose devi avere davvero le palle, oltre ai muscoli.

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