martedì 11 febbraio 2014

ITALIA 2014

 

PALERMO – Due genitori separati: il padre, Franco, barista, e la madre, Nunzia, donna delle pulizie. Tre fratelli, la sorellina più piccola di cinque anni. Uno zio agli arresti domiciliari. La scuola interrotta perché mancavano i soldi per i libri, la licenza media presa solo grazie ai volontari del Centro Padre Nostro fondato da don Pino Puglisi. E’ questa la storia di Gaetana Priolo, detta Tanina, morta a 18 anni per un ascesso dentario non curato e arrivato ai polmoni. Una storia di ordinaria povertà nel quartiere Brancaccio di Palermo.

Eppure quel dolore terribile ai denti, che il 19 gennaio le aveva fatto perdere i sensi, avrebbe dovuto lanciare un allarme ai medici che l’avevano visitata al pronto soccorso del Buccheri La Ferla. Invece dopo due ore, visto che il dolore era diminuito, Gaetana era stata dimessa, per “essere inviata per competenza presso l’Odontoiatria del Policlinico di Palermo”, recita una ordinariamente gelida nota della direzione dell’ospedale.
Ma Gaetana al Policlinico non è mai andata. Solo undici giorni dopo, il 30 gennaio, si è fatta ricoverare al Civico, dove le sue condizioni sono apparse subito gravi. Le viene diagnosticata una fascite, un’infezione grave che partendo dalla bocca si è già diffusa fino ai polmoni. Le condizioni si aggravano. Pochi giorni dopo Gaetana muore.
Nell’appartamento di via Azolino Hazon la madre non ha nemmeno potuto allestire la camera ardente, perché lì abita anche lo zio ai domiciliari. 

12 commenti:

  1. Poi dicono che Cuba è terzo mondo, una cosa così non en la isla non succederebbe mai

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  2. Ho raccontato che sono stato, in visita, ultimamente in un'ospedale torinese....mi madre...

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  3. Scusate,ma se non è mai andata al Policlinico e solo dopo 11 giorni si è fatta ricoverare,dove dobbiamo cercare i colpevoli?
    Elio

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  4. Elio non leggere cio' che non ho scritto.
    Ho sentito la notizia in radio questa mattina e me la sono andata a cercare per proporvela.
    Sicuramente al pronto soccorso avrebbero potuto fare di meglio, ma avendo visto un pronto soccorso A TORINO, non mi stupisco piu' di nulla.
    Il mio non era un'attacco alla nostra sanita' ma una giusta indignazione nei confronti di un'episodio che in Italia nel 2014 non dovrebbe piu' accadere.
    Come si puo' morire per un ascesso?
    Per quanto miserande fossero le situazioni economiche della fanciulla possibile che nessuno si sia sentito in dovere di intervenire?
    Parlo di istituzioni ma anche di semplici cittadini; vicini, conoscenti ecc...
    Nel 2014,in Italia, l'ignoranza non dovrebbe piu' uccidere...

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  5. da Mario
    sul corriere cartaceo di oggi è spiegato la cosa in maniera diversa e si capisce il perchè....il perchè non giustifica quello che è successo

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  6. Ma vi rendete conto di quante persone sono curate ogni giorno negli ospedali italiani, quanti trapianti sono effettuati e quanti devono ringraziare la sanità italiana se sono in vita ? Volete paragonare le condizioni degli ospedali e le competenze professionali della sanità italiana con quella cubana ?

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    1. Vero ma hai un'idea dei tempi d'attesa per fare una visita?
      Dopo il mio incidente estivo sono andato in ospedale per prenotare una visita ortopedica,era giugno...c'era posto a novembre...
      Sono andato, pagando, privatamente...ma tutti se lo possono permettere?

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  7. indignato .. però c'è anche molto di buono .. onore agli altri, per es.
    alcuno reparti delle Molinette sono delle eccellenze (testati personalmente).

    PS Milco, ti ho scritto su FB in pvt

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    1. Ho letto,grazie.
      Mia madre e' stata operata alle Molinette da Salizzoni, reparto d'eccellenza ma...lui e' un vecchio amico.

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  8. Nel 2014 queste cose non accadono più neanche in Africa è una vergogna

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  9. In effetti si sarebbe potuta evitare.

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