giovedì 27 febbraio 2014

LA DURA REALTA'

 

Tempo fa',un'amica del blog, in un commento ad un post in cui parlavo delle sommosse in Egitto, ha
posto la domanda sul perché, a Cuba, malgrado tutti i
problemi che conosciamo, non accada mai nulla.
La risposta è, da un lato storica, e dall'altro legata a
ragioni d'opportunità.
Il discorso storico è noto.
La Spagna dominò l’isola per secoli, fin dai tempi dello
sbarco del Buon Cristoforo, nella "terra più bella che
occhio umano abbia mai visto", come disse il genovese
appena messo piede sulla battigia.
Dopo secoli di dominazione spagnola, la rivolta fu
scatenata da una piccola parte di schiavi, insieme a gran
parte dai grandi latifondisti di origine spagnola, stufi di
pagare il pizzo alla madrepatria lontana.
Ricordiamoci che non è mai il popolo ad avviare le
rivoluzioni , ma sempre la borghesia.
Il popolo, nelle rivoluzioni serve per
morirci....d'altronde Fidel e il Che non erano certo di
classe sociale povera.
Una volta conquistata l'indipendenza contro una
Spagna in declino e poco convinta di tenersi l'Isola,
Cuba divenne una sorta di protettorato americano che,
di fatto, ne controllò l'economia fino all'arrivo dei
barbudos.
Prima di questo arrivo siamo stati noi italiani o meglio, i
nostri paisà mafiosi italo-americani a trasformare l’isola
nel bordello del Caribe.
La Revolucion l'hanno iniziata in 83, tanti erano sul
barco proveniente dal Messico....una cosa impensabile
in ogni parte del mondo e in ogni rivoluzione.
Contro di loro c'era un esercito da operetta, marcio e
corrotto , che a tutto pensava meno che a combattere.
Quando Fidel prese il potere, fatti fuori
(volontariamente o meno) Ernesto e Camilo, sono
arrivati i sovietici che hanno comandato per decenni.
Dopo e’ stata la volta dei cinesi e dei venezuelani fino
ad arrivare ai giorni nostri.
Quando i cubani sono stati interamente padroni del loro
destino? Mai.
E’ andata come è andata, poteva andare meglio , ma
anche molto molto peggio.
Basta fare una comparazione con Haiti, oppure con
S.Domingo, dei 50000 italiani residenti, dove, se alla
sera ti muovi a piedi, rischi la pelle.
Questa è la storia.
Poi ci sono i discorsi di opportunità.
Ho sempre detto che i cubani, a Fidel, dovrebbero
innalzare monumenti in ogni piazza.
Ha permesso loro di vivere senza fare un cazzo per 50
anni e la cosa è continuata fino ad oggi.
Cuba, ancora oggi, è il solo paese al mondo dove puoi
vivere senza fare nulla tutto il giorno, senza lavorare,
inventando qualcosa per tirare sera.
In ogni paese al mondo, se non lavori vai a dormire
sotto un ponte, a Cuba in qualche modo, la sfanghi
sempre.
Se lavori rubi come un toro, se non lavori fai affari con
chi ruba come un toro.
Un paese pieno di fanciulle disponibili, sole, mare, ron e
cerveza barata.

Dove non è necessario lavorare.
Perché mai un cubano doveva ribellarsi?
Tanto il conto lo paga sempre qualcun altro.
Non sorprendiamoci se danno per scontato che
qualcuno abbia sempre il compito di tirare fuori il
portafoglio.
E’ sempre stato cosi.
Prima lavoravano per loro gli operai sovietici, tedesco
orientali, cecoslovacchi, dopo la caduta del muro siamo
arrivati noi, e il nostro culo bianco a risolvere i
problemi.
Lo stato, poco e male, ma si è sempre occupato di loro,
al minimo sindacale, dalla culla alla tomba.
Adesso la festa è finita, è ora che cambino stile di vita, e
lo facciano sul serio.
Quante volte ho sentito la frase "se vado via da quà io
lavorerò duro,durissimo...." .
Mi tengo alto di percentuale ma un cubano su 20
all'estero si è integrato, lavora, si è assunto
responsabilità, si è tirato su le maniche.
Gli altri 19, una volta constatato che qui il dinero non
cresce sugli alberi, che la parola “doveri” viene prima di
quella “diritti” ha continuato a fare quello che faceva a
Cuba, trovando qualcuno che gli risolvesse i problemi.
Quando questo non è stato possibile è tornato a Cuba
per riprendere la vita di sempre.
Spero nessuno si offenda ma questa e’ la dura realtà.


32 commenti:

  1. Giusta disanima. Marco

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  2. Anche per questo penso che cuba cambiera molto poco,se la gente non si rivolta vuol dire che gli va bene cosi e forse tutto sommato hanno anche ragione,guardando al di fuori gli altri paesi come sono messi....paolino.

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    1. non resti al potere per 55 anni se non hai buona parte della gente dalla tua parte.

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    1. Dayanis io la penso cosi', se ho torto...smantitemi.
      Domani parlero' di un'altro aspetto che potrebbe interessarti

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    2. anche io la penso così perciò ho soltanto detto amen,i nostri problemi in generale derivano del fatto che ci siamo abituati sempre ad aspettare che qualcuno venisse a "sacarnos las castanas del fuego",petroleo del mexico,subito dopo il 59(fatto che pochi conoscono)aiuiti generosissimi dellla urss e dei paisi del excampo socialista,came(consejo de ayuda mutua economica)china,venezuela e adesso brazil,ci hanno convertiti in propri e veri parassiti e purtroppo cè a chi piace questo status,brutto dirlo pero è la nostra realtà.dayanis

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    3. Pero' occorre comprendere che se esci dal paese, entri in un mondo differente dove le regole sono differenti.
      Non sempre e' possibile trovare qualcuno que va a pagar tu cuenta.
      Un mio amico ha un 'impresa edile, ha assunto un cubano che e' durato 3 giorni poi e' sparito.
      Anche i giovani italiani quando c'e' da piegare la schiena...patiscono ma in questo caso il discorso e' differente...

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    4. questo è vero e non fà una piega il tuo discorso,condivido in pieno,non ho detto niente di diverso,anzi i cubani vogliono un cambio e penso che siamo impreparati,come in tanti dicono:attenti a ciò che dessideri perchè può avverarsi,il problema non è il entrare in un mondo diverso è la mentalità con cui si entra,io non ho mai prettesso che qualcuno pagasse la mia cuenta a vita ....ma a ognuno il suo modo di vivere giusto o sbagliato che sia.

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    5. Guarda che i giovani italiani stanno prendendo la stessa strada, fino a quando le famiglie parewranno loro il culo e li porteggeranno oltremisura, convinte di avere il genio in casa non se ne uscira'.
      Lavoro ce n'e', pero' non tutti possono fare gli avvocati o i geometri.
      Servono fabbri, elettricisti, idraulici, muratori, panettieri ecc.
      Ma bisogna alzarsi presto, farsi il culo, andare a dormire a una certa ora ecc ecc

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    6. eh già,qui ci vuole una emoticon applaudendo,io mi aconttentereì del idraulico,hihihi,aspetto il post.dayanis

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    7. Devo avere in costumeria una divisa da idraulico....ahahaha

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  4. Forse é vero che dei cubani che vengono in Italia, solo 1 su 10 si integra bene nel mondo del lavoro, ma forse anche perchè quelli che vengono sono quelli che scappano e che già in cuba non lavorano. Mi pare di aver capito che in Cuba si possono trovare più o meno 3 tipi di cubani.
    1- Chi lavora duramente e si accontenta del salario minimo.
    2- Chi non si accontenta del salario minimo e sceglie strade più facili anche se meno lecite (Jineteria ecc)
    3- Chi non lavora e cerca di scappare appena può.
    Ecco, sicuramente quello che vediamo più spesso in Italia è il cubano del 3° tipo ed è per questo che anche una volta raggiunta la meta continuerà a non fare nulla e a cercare di sfruttare al massimo la situazione.
    Forse mi sbaglio o sono troppo buonista?

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    1. Puo' essere.
      Aggiungerei anche quelli che, da poco, lavorano duramente guadagnando discretamente.

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  5. L'unico a capire come trattate il popolo cubano è stato Fidel.punto e basta.

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    1. In realta' lo avevano capito anche gli spagnoli, gli americani, gli italo-americani e i sovietici...

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  6. Quel modo di vivere a Cuba è diventato talmente cronico che si è annidato dentro di loro, ecco perkè chi scappa da Cuba ci torna immediatamente,perkè si sentono a disagio in un altro modo di fare totalmente opposto al loro, e le abitudini sono toste da cambiare, soprattutto quando quel poco per campare ti viene dal cielo, mentre altrove il denaro non lo trovi sugli alberi.

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  7. Pero', poco per volta, anche loro ci stanno arrivando, e non so se sia poi questo gran bene...

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  8. a me i cubani ricordano molto noi,anche noi ci lamentiamo di questo e dell'altro,poi alla fine caliamo i pantaloni e qualcuno si ammazza,invece i cubani si lamentano ma nessuno si ammazza.secondo me il cubano è molto migliore di noi.perchè lotta sempre per la sua vita,invece noi siamo solo capaci a dire cazzate o a dimostrare che siamo mezzi scemi.questo spiega il perchè siamo beccaloni e basta.

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  9. La metti giu' un po' dura Gugu.
    Quando diciamo NOI io fare una differenza fra me, te e tutti noi con la classe politica che ci ha sempre governato.
    Anche se l'abbiamo eletta noi...visto che politici stranieri non potevamo candidarli...
    Se siamo arrivati al 6/8° posto al mondo, con questa classe politica e' perche' siamo un popolo in gamba.
    Un po' vigliacchetto, come scrivo sempre, ma in gamba.

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  10. Avete visto che Iberia ha riaperto i voli per Cuba?

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  11. Vero pero' con scalo a Madrid e a Panama con volo Copa fino a La Habana

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  12. esatto, però i prezzi non sono malvagi..Io dovrei partire a novembre, stare giù un mese e mezzo, e il risparmio ad oggi con Iberia è di 200 euro rispetto alle altre,anche se da qui a novembre credo si abbassano ancora

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  13. MAH... io parto a fine marzo, ho visto che siamo sui 750 con 2 scali ogni tratta...
    Decisamente troppo.

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  14. Condivido la dura realtà delineata da Aston. Il popolo cubano deve crescere e responsabilizzarsi sotto molti profili.

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    1. Anche perche', in caso contrario, non ne verra' fuori...

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  15. Vabbe'....ve lo confesso.
    In fondo con alcuni di voi, in gioventu', ho combattuto i Charlie sul delta del mekong.
    Questa mattina avevo scritto un'altro pezzo da inserire, soltanto che, bovinamente, anzi zebrescamente sono riuscito a cancellarlo.
    A quel punto, ero di corsa e dovevo venire in palestra a lavorare, ho optato per inserire questo che' e' nel mio ulotimo libro.
    Mi pare di aver fatto una discreta scelta.

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  16. Anche se sicuramente una buona parte sono fatti della pasta di cui si parla in questo post, in realtà i cubani che si tirano su le maniche per lavorare ci sono e parlo per esperienza familiare. Possono anche non aver mai lavorato durante la loro vita a Cuba, ma quando arrivano nel nostro paese tirano fuori tutta la grinta e la buona volontà per darsi da fare e costruirsi finalmente un futuro più stabile di quello che possono avere a Cuba, accettando qualsiasi tipo di lavoro pur di lavorare e meritandolo quindi più dei ragazzi italiani del giorno d'oggi, troppo viziati per "doblar la espalda".
    Per questo tipo di cubani evidentemente la possibilità di sopravvivere senza fare nulla dalla mattina alla sera (che poi, scusate...a un certo punto he palle!), non è altrettanto importante quanto la LIBERTA'! Atteggiamento che condivivo in pieno perchè onestamente preferisco farmi il culo nel nostro paese sicuramente meno solare e rilassato che rischiare la galera per ogni minima stronzata.
    Cuba rimane sempre la nostra meta preferita, anche per motivi familiari, ma solo ed esclusivamente per le vacanze, almeno finchè non cambierà qualcosa...
    Polly

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  17. Polly, premetto e ripeto per la millesima volta che generalizzare e' sempre un 'errore, io parlo sui grandi numeri, poi e' chiaro che c'e' molta gente in gamba che arriva qua'.
    In molti paesi LIBERTA' vuol dire riuscire a mettere insieme il pranzo con la cena.

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