mercoledì 26 febbraio 2014

VENEZUELA

 

Piu' di una persona, in questi giorni, mi ha chiesto di scrivere qualcosa su cio' che sta' accadendo in Venezuela.
A copia incollare notizie che appaiono in rete e' capace qualunque asino, cerchero' di dare una mia opinione, sopratutto in funzione di una sorta di parallelismo con Cuba.
Anche perche' il mio, il nostro, appoggio a Maduro durante le elezioni e' stato dato sempre in funzione di cio' che potrebbe accadere a Cuba se le cose, nella bolivariana, cambiassero in modo repentino.
Iniziamo col dire che il chavismo senza Chavez e' un'utopia che non si puo' realizzare.
Se il paese fosse stato governato da Capriles il nuovo presidente del Venezuela avrei potuto farlo anche io, ma venire dopo Chavez sarebbe stato un grosso problema per chiunque.
Chavez, per buona parte del paese e' stato padre, amico, compagno, marito, amante, collega, fratello e cugino.
Insomma tutto.
Avendo come riferimento Fidel, Hugo a cercato di trasformare le vittorie elettorali in una sorta di potere perpetuo.
Ci fu anche un referendum che pero' perse perche' i venezuelani, anche i suoi elettori, non si fidarono.
Chavez e' stato davvero "corazon del pueblo" ma e' stato anche un soldato.
In un paese in cui ogni generale che si rispetti sogna di diventare presidente, con un colpo di stato, Chavez ha saputo tirare dalla sua parte l'esercito di cui ha fatto parte e da cui proviene.
Hai buona parte del popolo e hai l'esercito...e chi ti smuove piu'?
Ricordiamoci pero' che il 40/45% dei venezuelani non lo ha mai votato e tantomeno amato.
Lui e' stato cosi' intelligente da toccare il meno possibile i grossi imprenditori privati, che anche sotto il suo governo, hanno continuato a fare soldi.
Semplicemente, approfittando del fatto di galleggiare sul petrolio, ha cercato di aiutare le classi meno abbienti, gli ultimi, i dimenticati.
Gli Stati Uniti, che prima di Chavez pagavano il petrolio venezuelano nove dollari al barile, hanno sempre tramato in sinergia con la destra del paese.
Destra che non ha saputo opporre al miglior populista del mondo , niente altro che un damerino da country club, che infatti le ha sempre prese.
Il problema nasce dal fatto che dopo Fidel (che comunque resta vivo e abbastanza vegeto) c'e' stato Raul mentre dopo Chavez....Maduro.
Raul a Cuba non e' mai stato amato, ma temuto e rispettato sempre.
Fra l'altro, col fiuto del can da trifole di razza, ha annusato il vento e indirizzato, con la giusta cautela, il paese verso le inevitabii riforme di cui aveva bisogno.
Quando Chavez era alla fine della sua corsa, a La Habana, mi trovavo a Cuba per un soggiorno di 2 mesi.
Maduro veniva praticamente ogni settimana, Raul, che non l'ha mai avuto in particolare simpatia, all'aeroporto a prenderlo non ci andava quasi mai, mandando Diaz Canel, Alarcon a Lazo.
Ricordo una lunga intervista con la televisione cubana, la giornalista gli faceva domande precise e concrete, lui rispondeva per slogan o perdendosi in mille inutili rivoli come neanche il miglior Lotito saprebbe fare...
Ricordo che mi chiesi se quell'uomo, tutto sommato limitato, fosse davvero in grado di guidare il Venezuela.
Oltre ai suoi limiti, e al poco carisma che si ritrova, Maduro si e' anche trovato sul groppone il conto di anni di politiche economiche chaviste folli.
Chavez voleva per il suo paese una sorta di guida nei confronti del continente, guida che "agevolava" con regalie di petrolio o comunque con vendita dello stesso ai paesi amici a prezzi da barzelletta.
Non ho poi mai capito perche' in Venezuela la benzina debba costare pochi centesimi al litro.
Il fatto che si produca in loco non ha alcuna corrispondenza con una sana politica economica.
Siamo i soli al mondo a produrre il parmigiano ma se vado al caseificio sotto casa lo pago, eccome.
Ovvio che poi la destra, e gli Stati Uniti, ci abbiano inzuppato il pane.
Con Chavez non si passava ma con Maduro e' tutta un'altra storia, persino un equino di basso rango come Capriles e' tornato a sentirsi un purosangue.
Alle voci di ingerenza militare cubana credo poco, vero che la security di Chavez prima e di Maduro ora e' cubana, ma semplicemene perche' di quella venezuelana non si sono mai fidati.
Ingerenza militare di che?
Cuba non ha neanche gli occhi per piangere.
Sicuramente per i cubani in missione nel paese sono tempi non facili, se le cose dovessero cambiare il rientro sarebbe repentino e senza il greggio venezuelano (che Cuba esporta pure...) non so come le cose si indirizzeranno.
Dovranno comprarlo sul mercato mondiale ai prezzi correnti, la gasolina aumentera' e con lei tutto cio che viaggia su 4 ruote.
In pratica ogni cosa...
Mi metto alla finestra ed osservo cio' che accade, sabato parte un caro amico per una decina di giorni nel paese, al suo rientro forse sapro' dirvi qualcosa di piu'.

21 commenti:

  1. Disamina quantomai precisa e oggettiva. Bravo Milco!

    Simone

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  2. Secondo me qualcuno in Venezuela ha sbagliato i conti. Stefano

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  3. Fra l'altro pare manchi merce anche nei Pdval e dei Mercal, i supermercati del popolo gestiti dallo stato bolivariano.
    Quelli barati alternativi a quelli privati.

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  4. Molti cubani che dovevano andare in missione in Venezuela in questi giorni sono rimasti bloccati all'Habana considerata la situazione. La domanda di cubani di andare in missione è aumentata anche perche' costituisce forse l'unica possibilità che ti viene fornita dallo stato per cercare di migliorare la condizione di vita anche se i vantaggi non sono più gli stessi. Ad es. il cubano non puo' piu' importare dagli altri paesi ove svolge la sua missione apparecchiature come frigo, televisori, equipo musical, congelatore, etc. ma gli viene riconosciuto uno sconto del 20% sui prodotti che devono essere acquistati in Cuba. Inoltre in Venezuela, Bolivia, monta la protesta contro i lavoratori cubani che non sono ben visti in quanto i locali ritengono che vengono sottratti posti di lavoro in loco. Non per niente Cuba ha intensificato i suoi rapporti con il Brasile perchè se la situazione del Venezuela precipita un altro periodo especial non sarà sopportato ora dai cubani con tutti i rischi connessi.

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  5. Tutto esatto caro Luis.
    Il Venezuela e' la location meno ambita dai professionali cubani sia dal punto di vista ambientale che economico.
    Al di fuori del salario non portano a casa un centavos, visto che lavorano nelle zone piu' povere del paese.
    Giusto per farti un esempio, il figlio medico di Nena, una delle duenas di case de renta tunere dove ho piu' soggiornato, e' un'anno e mezzo che e' in missione a Timor Est.
    Solo coi regali e gli "omaggi" dei pazienti ha ristrutturato casa di 2 piani, senza toccare il salario.

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  6. Ho visto su FB numerosissima mercanzia nascosta e poi in parte ritrovata dalla polizia.Tutto questo per creare caos,far sembrare che nei mercati manchi ogni genere di prima necessità mentre invece la maggior parte è nascosta,portata in Colombia o altro.La derecha si è fatta assai furba e percorre diverse strategie.Se Maduro non tira fuori la grinta,invece di cercare dialogo con chi del dialogo non gliene può fregar de meno,la vedo dura.Max

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  7. Si ma la grinta non vuol dire guerra civile.
    Questi ci provavano anche con Chavez ma la musica era diversa.

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  8. Però punire sonoramente queste persone si.Max

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  9. Ricordiamoci che dietro tutto questo c'è sicuramente anche lo zampino o meglio lo zampone degli Stati Uniti che facendo cadere il Venezuela sperano nelle ripercussioni su Cuba.

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  10. sempre molto interessante leggere questo blog!
    sarà davvero interessante capire cosa potrà succedere. Vedo difficile tornare alla "normalità" dopo tutto il casino che stà succedendo. Anche il miglior scommettitore sarebbe in difficoltà.

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  11. Ci sara anche lo zampino degli stati uniti,ma io sono dell idea che agli stati uniti fa comodo la situazione politica di cuba cosi da oltre 50 anni,penso proprio che siano i primi a non volere un cambio in cuba,fa comodo a tutti (la gente al potere)una cuba comunista.ovviamente a chiacchere dicono il contrario ma la realta?????paolino.

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  12. Piu' che altro fanno comodo l'oltre milione e mezzo di voti dei cubano americani.
    Fanno comodo a qualunque presidente o candidato tale.

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  13. Quindi sono gli stessi cubani degli stati uniti che non vogliono il cambiamento in cuba???a parole dicono il contrario???vai a capirci......paolino.

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  14. Il vero cambiamento lo volevano quelli che se ne sono andati 50 anni fa'.
    Le nuove generazioni vogliono che i loro parenti sull'isola vivano decorosamemte e magari...comperare casa con 20000 dollari e non con 100000...

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  15. Il problema vero del Venezuela odierno l'hai individuato nel tuo resoconto, bastano quelle 4 parole, dico 4: Maduro non è Chavez

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