venerdì 7 marzo 2014

MARTIRI CIVILI

 

In questa settimana, in un paio di occasioni, abbiamo parlato di bambini.
Oggi chiudo questa trilogia, che non e' ne' sporca ne' dell'Avana, rendendo omaggio a una categoria sociale fatta da veri e propri martiri civili.
I padri di coppie miste che, con prole, affrontano ore ed ore di aereo per far conoscere il paese della madre ai loro pargoletti.
Ad ogni viaggio assisto a scene da girone dantesco.
Se mai, mi venisse in mente di lasciare una progenia, dopo ogni viaggio tendo a spostare un po' piu' in la' il paletto.
Una delle cose in cui spero di non essere mai abbandonato dagli Orishas e' l'assegnazione dei posti in aereo.
Il mio autentico terrore e' di avere un piccolo frignone accanto, un pisellino che mi urli nell'orecchio per ore e ore, oltre a pisciare e cagare ad ogni pie' sospinto.
Se hai 1/2 figli piccoli e devi fare un simile viaggio davvero puoi, dopo, candidarti alla beatificazione.
La maggior parte delle compagnie aeree non e' attrezzata ad aver bambini a bordo.
Seggiolini inesistenti, sedili stretti, pochissima assistenza, menu' inadeguati, spazi angusti.
Tenere fermo un bambino di pochi anni, in un simile contesto, e' un impresa paragonabile a quella del comandante Nobile e della sua tenda rossa.
Il concetto di educazione che hanno le cubane e' molto piu' easy rispetto a quello delle nostre, quindi mentre le madri urlano in aereo per farsi sentire dalla connazionale seduta otto poltrone avanti, i piccoli scorrazzano allo stato brado per tutto l'aereo senza controllo alcuno.
O meglio i padri ci provano.
Mentre le madri, solitamente, sono tutte prese nel recupero della cubania perduta, i padri corrono dietro ai piccoli diavoli come neanche Putin dietro alla Crimea.
Io non so chi porta i pantaloni nelle varie case, so solo che in aereo li portano, saldamente, le mogli.
Vuoi per una sorta di predisposizione materna, vuoi perche' le donne sono cosi', vuoi perche' le cubane sono piu' cosi' ancora.
Mettiamoci anche che i genitori oggi, lavorando entrambi, non sono piu' abituati a stare ore ed ore coi figli, di conseguenza, i padri si riducono ad essere meri esecutori degli ordini che le mogli impartiscono.
"Fai questo, fai quello, non vedi che la bimba ha fame, cosa fai dormi?"
Sono cose che rivalutano sia Erode che Jack lo Squartatore.
Neanche voglio pensare cosa voglia dire organizzare un viaggio simile.
Carrozzine, passeggini, ciucciotti, pannolini, tettarelle, giochini, cagate varie....
Valigie, borse, borsoni, beauty, sacchetti, sacchettini, zainetti...
Tutto deve essere programmato, perche' viaggiare con un paio di bambini piccoli, in aereo, per ore ed ore, e' una cosa da far tremare i polsi.
La sola alternativa, sia per i bambini che per la madre, e' un bel sonnifero o...una barottata in testa.
Se poi, come e' accaduto durante il mio ultimo viaggio a Cuba, la partenza e' ritardata di 8 ore, ore da passare in un angusto gate, coi bambini che urlano e si scalmanano e la madre che ha una serie di diavoli per capello e' chiaro che il compito del povero maschio e padre italico sfiora, come intensita' ed eroismo, quello di Leonida contro i persiani.

12 commenti:

  1. Grazie,dopo aver fatto un viaggio simile come il mio ultimo,al ritorno mi sono sentito veramente forte mentalmente perche in quelle situazioni ci vuole una pazienza e autocontrollo inimagginabili.paolino.

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  2. Chi sopravvive a questi viaggi,e poi sente i problemi quotidiani di altre persone,ci ride sopra perche quello e il massimo della sopportazione il resto.......dai che tocchera anche a te aston poi io ti capiro....ah ah ah.....paolino.

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  3. Ciao Milco!
    Primo tagliando fatto ad agosto con la mia piccola Sofia che all'epoca aveva 11 mesi.
    Compagnia aerea blue panorama. Nessun seggiolino o culla. 11 ore con la bimba in braccio. Fatta questa esperienza sono pronto a diventare un tifoso del Toro!

    Ps. Quest'anno mamma e figlia si fanno due mesi a Cuba. Quindi andata e ritorno se la fanno sole solette. Io mi accontento di vedermi i mondiali in solitaria e raggiungerle per il mese di agosto...

    Simone

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    1. Ricordo che quando la bailarina che aveva vissuto con me per 11 mesi parti' baciai l'aereo che la riportava in patria.

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  4. Sinceramente non penso che il viaggio in aereo sia una impresa così ardua. Dipende molto dall'educazione del figlio e dei genitori. Quella che mi preoccupa di piu' e predisporre tutto per la permanenza a Cuba (medicinali, cibarie, etc.) in quanto i ns.bimbi non hanno gli anticorpi per un paese così lontano e la situazione sanitaria in loco non mi lascia molto tranquillo. Invece una cosa molto fastidiosa del viaggio è quando si deve fare scalo all'Havana per andare ad Holguín (tralasciando il passaggio ridicolo con tanto di metal detector e controllo bagagli a mano. Bisognerebbe dire a questi fenomeni che scendiamo da un aereo e arriviamo volando come Icaro).

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    1. Anche 8 ore di ritardo sono un bel problema, fidati...

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  5. Per quello che si fanno pagare le compagnie aeree dovrebbero servirci lo champagne con le orecchie, invece vogliono soldi ma servizi zero...è dura per noi adulti fare 12 ore di volo ida y vuelta figuriamoci per i bambini piccoli...Però è anche colpa nostra,perkè molte cose sono previste per legge, se non le danno ci si può sempre rivolgere ad associazioni di consumatori, o chi può, ad un legale..

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    1. Non sempre serve se la compagnia e' in amministrazione controllata.

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  6. Hai voglia ad educare il mio terrorista bandolero di 18 mesi forte come un torello(aston sa di chi parlo)in una giornata che parte dalle 4 di mattina per arrivare a milano in treno poi pulman fino malpensa poi 6 orette di ritardo piu 12 orette di volo e in piu mettiamoci la cubanita di 5 anni tranquilla ma sempre bimba.....poi giustamente la preparazione e veramente dura e stressante per non far mancare nulla.....comunque cresceranno dai facciamoci coraggio....paolino.

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