mercoledì 30 aprile 2014

L'OPZIONE MIAMI

 

A meta' aprile, un carissimo amico, con cui mi ero visto un mesetto prima, ha lasciato le brume padane.
Le ha lasciate definitivamente per trasferirsi, in pianta stabile, a Miami.
In compagnia di sua moglie, cubanita, cittadina italiana.
L'ho sentito l'altro giorno via mail, mi ha detto che e' felicissimo della scelta, che si sveglia ogni giorno piu' felice e meno stressato, sta' recuperando, mi dice, la parte migliore di se.
Prendera' la green card e, ovviamente, non ha alcuna intenzione di vivere di rendita, anzi.
Ha una redditizia attivita' in Italia, un'attivita' che include anche Cuba, per "interposte" situazioni.
Ha lasciato in "azienda" persone fidate, lui controlla comunque tutto, fara' periodici viaggi in Italia per gestire il business.
In piu', essendo a un'ora di volo dalla maggiore delle Antille potra' gestire il business cubano al meglio, ampliandolo decisamente.
Oltre che gestire i lavori e l'ampliamento della sua casa nell'oriente di Cuba.
Ripeto, l'attivita' e' italiana, Cuba e' coinvolta tramite intermediari, nessun rischio di violare el bloqueo o cose simili.
Il suo lavoro si svolge al 90% davanti ad un pc.
Con una connessione giusta, e qualche linea telefonica puo' gestire dall'ufficio di Miami tutto il meccanismo.
Dal punto di vista ambientale e' una gran scelta.
Lasciamo perdere le menate ideologiche, Miami e' il clima di Cuba, non solo quello metereologico, con i servizi di un grande paese.
Vivere a Miami, avere la sede del business in Italia e ampliare quello cubano, che e' a un'ora di volo.
Non mi sembra studiata malissimo...
E' fondamentale il poter continuare a sviluppare le proprie cose senza dover ricominciare da capo, avere un flusso continuo di denaro senza dover rimettere in piedi il movimento.
In un'altro paese.
Sopratutto lavorare comunque in Italia anche se sei dall'altro capo dell'atlantico.
Certo c'e' la variabile impazzita delle persone che hai qua' a lavorare, ma il grosso del pacchetto lo puo' gestire direttamente lui, come d'altronde ha sempre fatto.
Ci vogliono lavori di quel tipo...
Anche perche' se le cose da parte degli Stati Uniti nei confronti di Cuba dovessero cambiare, beh....lui sarebbe gia' in pole position.
Personalmente non e' nelle mie possibilita', da settembre alla primavera 2015 saro' per la maggior parte del tempo a Cuba a gestire le mie cose, ma poi dovro' comunque tornare perche' il mio lavoro richiede la presenza qua'.
Chi ti paga, e bene, vuole poi te, personalmente te a risolvere i problemi.
Non un facente funzioni.
Comunque non tutto l'anno, ma 6 mesi.....
Certo che svegliarsi a quel clima ogni mattina, sapendo di non dover rinunciare a nessuna comodita' a cui sei abituato, anzi, avendone decisamente di piu'....non e' una scelta da buttare via.
Miami puo', per molti, essere un'opzione interessante.

Qua' non si parla solo di svernare ma di continuare a lavorare nel proprio business.

martedì 29 aprile 2014

NON DIMENTICANO NULLA

 

Quando frequenti un paese per tanti anni, se vuoi essere, nel tuo piccolo, un testimone del tuo tempo, non puoi non cogliere dei particolari che sono parte della cultura di un popolo.
Il cubano non dimentica mai nessuno.
Mentre noi, almeno a me capita, tendiamo a dimenticare con una certa facilita' voci e persone, sopratutto se per mestiere abbiamo la gente.

Il cubano non dimentica mai di averti conosciuto.
Neanche a distanza di anni.
Lasciamo perdere le fanciulle che ti possono salutare o meno a seconda della convenienza del loro attuale "status", ma gli uomini cubani hanno la memoria piu' lunga degli elefanti.
Capita ad ogni mio viaggio di incontrare qualcuno per strada, in un locale, da qualche parte che mi saluta, magari mi ferma per parlarmi.
Vedendo il mio sguardo perplesso, immancabilmente, mi chiede se mi ricordo di lui.
A quel punto parte la descrizione di un'episodio di anni prima, perso oramai nella mia memoria, scavalcato da migliaia di altri che sono venuti dopo.
Io dimentico, lui no.
Badate bene, non parlo di persone che hanno avuto vantaggi da quell'episodio o potrebbero averne nel ricordarmelo.
Semplicemente hanno piacere nel ricordarmi che non mi hanno dimenticato.
La mia giovane compagna, vedendomi con la faccia che fanno le mucche quando passa il treno, dopo aver risposto al saluto di uno di cui, assolutamente, non mi ricordo, si mette a ridere di gusto.
Questa caratteristica cubana e' presente anche in chi non abbiamo mai realmnte conosciuto.
A dicembre dello scorso anno, mi trovavo al mercato di Las Tunas per comperare frutta e verdura.
Parcheggio lo scooter davanti all'entrata, supero il tornello che permette di accedere ai banchi.
Stavo comperando platanitos y mandarina quando mi affianca un tipo che, rivolgendosi, alla venditrice, le dice "tratta bene ques'italiano, sono anni ed anni che viene qua' e si e' sempre comportato bene, non si e mai messo nulla y no habla mierda de nosotros, come fanno tanti altri yuma".
Guardo il tizio, sui 30 anni, mi rendo conto assolutamente di non conoscerlo.
A quel punto lui mi dice che sono anni che mi vede in giro per la citta', che sono amico di fulano e fulana e che frequentavo quella tal fanciulla in quel tal periodo.
Peggio di essere protagonista del grande fratello.
Non solo le autorita' sanno quanti peli abbiamo nel culo, ma anche la gente comune di noi sa; vita, morte e miracoli.
Las Tunas non e' La Habana ma e' comunque una citta' di discrete dimensioni, non e' semplice sapere tutto di tutti.
E' vero che noi, culi bianchi, siamo al centro dell'attenzione, non sempre per ragioni edificanti e/o da raccontare, e' vero che il cubano spesso non ha una vita cosi' piena da non poter dedicare un po' di attenzione a noi, pero' questa faccenda di ricordarsi di cio' che abbiamo fatto anni ed anni prima e' perlomeno curiosa.

SIAMO TUTTI SCIMMIE!



Credo abbiate seguito l'episodio in qualche telegiornale.
Stava giocando il Barcellona, Dani Alves, giocatore brasiliano di pelle ambrata, stava per battere un corner, quando dagli spalti gli tirano una banana.
Lui non fa una piega, prima di calciare, la sbuccia e se la mangia.
Trovo questo gesto la migliore risposta contro quel becero razzismo di alcuni frquentatori degli stadi di calcio.
Aggiungo anche di alcuni frequentatori di Cuba...
Il gesto e' stato ripreso in tutto il mondo ed e' diventato un cult.
Ieri il nostro Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha ricevuto gli azzurri vittoriosi del calcio a 5, era  presente anche Prandelli.
Insieme al nostro commissario tecnico, davanti alle telecamere ha sbucciato una banana e se la sono mangiata.
Un semplice gesto, a volte, vale molto ma molto di piu' di mille parole e di tanti luoghi comuni che vengono usati in simili situazioni.
Per colazione mi mangio anch'io una bella banana, in questo modo il Blog aderisce a questo piccolo ma importante gesto.
Fatelo anche voi.


lunedì 28 aprile 2014

VUJA

MEDICI CUBANI

 

Attenti come siete alle cose cubane, avrete sicuramente saputo degli aumenti salariali che il governo cubano ha concesso ai suoi medici e ai paramedici.
In pratica, ai medici che hanno almeno 2 specializzazioni il salario e' stato portato, dai precedenti 25 cuc al mese, a 64 cuc.
Allo stesso modo Raul ha negato aumenti salariali ad altre figure professionali, in quanto, cito testuale "attualmente il principale aumento di reddito del Paese è dovuto al lavoro di migliaia di dottori all'estero".
Cuba ha, in questo momento, circa 50 mila medici che prestano il servizio internazionalista in ben 66 paesi nel mondo, compreso il Portogallo, in Europa.
Quasi tutto il denaro che arriva da questi paesi va direttamente al governo.
Parliamo di 8.2 miliardi di dollari all'anno.
In Brasile, il mese scorso, una dottoressa cubana ha chiesto asilo politico dopo aver realizzato che si sarebbe messa in tasca solo 1.000 dei 4.000 dollari del suo stipendio.
Dopo l'incidente il salario degli 11mila medici cubani che esercitano in Brasile è stato aumentato a 1.245 dollari mensili.
Sicuramente i medici sono una categoria privilegiata, a Las Tunas continuano a costruire edifici, di discreto livello, che andranno ai cerusici una volta rientrati dalle missioni.
Fra l'altro in alcuni di questi edifici, gia' campeggia il "se vende", quindi devo dedurre che questi appartamenti, lo stato, li conceda a titolo definitivo e non in uso.
Ovviamente ogni medico cubano che si rispetti, tolti forse quelli che lavorano nelle cliniche internazionali della capitale, ha come obiettivo l'andare in missione per poter "svoltare".
Piu' la missione e' in paesi lontani, piu' viene pagata e piu' e' possibile arrotondare il salario, grazie alle proprine che i pazienti elargiscono loro.
Per questa ragione il Venezuela, per fare un'esempio, ha poco appeal.
Intanto perche' rischiano le piume, vista la situazione del paese, e poi per la concreta possibilita di finire in qualche sperduta selva a curare indios.
La maggior parte delle comunque non moltissime defezioni, e' arrivata proprio da medici mandati nell'ultimo campo ai piedi dell'ultimo monte.
Solitamente i 2 anni di missione consentono di modificare, definitivamente, il livello di vita loro e delle famiglie che restano a Cuba.
Il figlio di Nena e' da 2 anni a Timor Est, ha gia' completamente rifatto la casa dove vive a Cuba con moglie e 2 figli, riempiendola di ogni sorta di ben di Dio.
Ora i 2 anni vanno a terminare ma pare che ci sara' un rinnovo della sua missione.
Queste missioni durano 2 anni, con un mese di ferie a meta' percorso, rappresentano un formidabile sistema per sfasciare le famiglie, vista la predisposizione del cubano di infilarlo in ogni pertugio che arriva a tiro.
C'e' continua richiesta di professionali, da parte di molti paesi in cui gia Cuba e' presente.
Maduro continua a sollecitare Cuba perche' mandi altri medici e paramedici, costa molto meno "affittarli" che formarli nel paese.
Tanto che a Cuba si sono inventati una sorta di laurea breve che dura 3 anni, invece di quelli canonici della facolta' di medicina, questo per avere piu' medici formati, alla bene e meglio, nel minor tempo possibile.
Questo ovviamente sguarnisce gli ospedali cubani di personale specializzato.
Restano dottorini alle prime armi o medici rientrati dalle missioni che, una volta tornati nel guano, lavorano poco, male e con lo scazzo addosso.
Il cubano, giustamente, si incazza.
Vede i suoi migliori medici andare fuori e si ritrova con ospedali fatiscenti e ragazzini in camice bianco.
Solitamente il cubano in missione si comporta bene, ci sono poi episodi come quello in Namibia che abbiamo riportato l'altro giorno, ma sono le eccezioni e non la regola.
Sicuramente, a mio avviso, 64 dollari al mese non rappresentano un tesoretto sufficiente per spingere i medici cubani a non sognare le missioni o comunque un sistema per arrotondare in qualche modo.

domenica 27 aprile 2014

SETTIMANA DI CALCIO

 

Come ogni tanto avviene, di domenica, parliamo un po' di calcio.
Non posso non iniziare con la triste vicenda di Tito Vilanova e della sua prematura morte.
45 anni, 7 in meno di me, una vita da atleta tutta dedicata allo sport, una disponibilita' economica che gli permetteva di mettere insieme un'equipe medica d'eccellenza, ricoveri nel migliore ospedale americano eppure...
Siamo davvero tutti appesi ad un filo.
Ho assistito alle semifinali di Champions e di Europa League.
Il Chelsea di Mou, a cui ovviamente, va' tutto il mio tifo, ha impattato con l'Atletico di Madrid.
Mou e' stato accusato di aver messo il pulmann di traverso davanti alla porta, ed e' vero, ma cosa doveva fare?
Delle 8 squadre che avevano giocato i quarti, la sua, probabilmente, era la piu' scarsa.
Se la giocava a viso aperto ne prendeva 3, in piu' si e' ritrovato senza il portiere ed il capitano durante la partita.
L'altra semifinale, quella fra Real e Bayern, e' stata molto bella, vinta dai madrilisti per 1-0
Vedendo quella partita ci si rende conto come il nostro calcio, infarcito di squadre che giocano col 3-5-2 oppure col 5-3-2, a questi livelli, non ha molto scampo.
Le partite le vinci con gli esterni che saltano l'uomo e fanno superiorita' numerica.
Cristiano e Di Maria da una parte, Robben e Ribery dall'altra possono far saltare qualunque schema.
Non a caso uno come Cerci e' inseguito da mezza Europa.
Sicuramente al ritorno ne vedremo delle belle.
La seconda squadra di Torino le ha prese a Lisbona col Benfica e si giochera' tutto al ritorno.
Onore ai portoghersi, che hanno esposto uno striscione in ricordo degli Eroi del Grande Torino.
Quella citta' e' stata l'ultima a vedere in campo la piu' grande squadra mai apparsa al mondo.
L'aereo di Superga tornava proprio da Lisbona dove, col Benfica, avevamo fatto un'amichevole.
Venendo al nostro campionato oggi, giocando in casa con L'Udinese, verificheremo le nostre reali intenzioni e le possibilita' residue di accedere ai preliminari di Europa League.
Poi ci aspetta il Chievo, il Parma in casa e la Viola all'ultima giornata a Firenze.
Ci vorrebbero almeno 10 punti e potrebbero non bastare.
Se andiamo in Europa potremo tenerci, sempre che Cairo allarghi il borsellino, i pochi giocatori di calcio che abbiamo, in caso contrario...vedremo.
Concludo con Seedorf, ne avevamo parlato alcune settimane fa, le cose sono andate proprio come avevo predetto, ma non occorreva essere dei grandi strateghi.
Societa' spaccata, giocatori demotivati, un tecnico presuntuoso ed inesperto, una situazione economica non particolarmente rosea.
A volte l'epilogo e' gia' scritto nel prologo.
Concludo aggiungendo che per gente come Balotelli e Icardi ci vorrebbero i dirigenti di una volta, calci in culo e fuori rosa.
Altro che applausi e milioni.

sabato 26 aprile 2014

IL MODELLO CINESE



Una delle cose piu' divertente che sento, quando si trattano argomenti riguardanti le prospettive economiche future di Cuba, e' il vaneggiare su un'ipotetico "modello cinese".
Chi si lancia in affermazioni simili dei cinesi e sopratutto dei cubani, non ha capito nulla.
Da alcuni anni contribuisco fattivamente allo sviluppo della Repubblica Popolare, con i miei frequenti acquisti di abbigliamento, in una cittadella alle porte di Torino, in cui oramai la meta' dei grossisti, ha gli occhi a mandorla.
Solo nei 4 viaggi di quest'ultimo anno ho portato a Cuba 80 kg, piu' 3 spedizioni, che aumenteranno appena Cubacenter, e' questione di giorni, si occupera' anche di questo servizio.
In pratica il mio primo investimeto a Cuba e' gia' nei fatti, su una scala mensile mi entrano puliti dai 150 ai 200 cuc.
Un primo mattone.
Oltre a questo, dai cinesi compero le divise per i miei ragazzi, per la stagione estiva.
Oramai scordiamoci le cose taroccate e rabbrecciate di un tempo, oggi si compera bene, capi di discreta stoffa che tiengono i lavaggi e non si scolorano.
Trattare coi cinesi e' una delle cose piu' complicate in cui ci si possa imbattere.
Ricordo che questi gia' commerciavano seta, lino, spezie e altre merci con tutto l' oriente, mentre Marco Polo aveva un chioschetto di datteri a Venezia.
Sono stati i primi veri mercanti del mondo, questo e' rimasto nel loro dna.
Riuscire a strappare il prezzo non e' facile, ora mi conoscono, sanno che spendo migliaia di euro ogni anno e mi dedicano un minimo di riguardo, ma proprio un minimo.
Assegni, bancomat, visa, bonifici e diavolerie simili sono a loro "sconosciute".
Cash alla mano e ti porti via la merce.
Da un'anno hanno aperto un negozio cinese a Giaveno.
Essendo, da quel punto di vista, una zona molto conservatrice, non ho capito come abbiano potuto avere da Daniela, il sindaco e/o da Osvaldo Napoli, il boss, le autorizzazioni per aprire.
Comunque ci trovo le stesse cose che vedo dai grossisti, anche perche' tutto arriva da la'.
Una maglietta, che io pago 2 euro, qua' la trovi a 6, ma non devi comperarne 50.
Bene, sono aperti 365 giorni all'anno.
Mattina e pomeriggio, sabati e domeniche, Natale, Capodanno,Pasqua, Pasquetta, Ferragosto, Festa del drago blu, Sagra dell'involtino primavera.
Come puoi essere concorrenziale con chi ha buoni prezzi e non chiude mai?
Non devono combattere con "facezie" tipo gli orari di lavoro, i diritti acquisiti dei lavoratori e cose simili.
Infatti vendono parecchio, dall'abbigliamento, alle scarpe, dai trucchi, alle chiavette usb, di tutto.
Ve lo immaginate un cubano che lavora, a Cuba, 14 ore al giorno 7 giorni su 7?
Dai, siamo seri....
Ovviamente bisognerebbe tutelare i prodotti italiani e le nostre eccellenze, ma se lo stesso prodotto, piu' o meno, lo pago la meta' come faccio a mettermi il tricolore addosso?

venerdì 25 aprile 2014

IL LAVORO COME VALORE

 

Quando sono stato giu' a fine marzo, la mia giovane fanciulla, lavoratrice ed universitaria, si e' presa una settimana, pagata, di ferie.
Sta' ultimando il terzo anno di pratica, quello che, furbescamente, lo stato ha aggiunto ai 2 canonici da fare dopo la scuola.
Perlomeno, per il terzo anno, il salario e' aumentato di oltre 2 cuc, arrivando a sfondare il tetto dei 15 mensili...
Ha potuto prendere le ferie in quanto, contrariamente a molte sue colleghe di lavoro, non sta' quasi mai a casa e, ogni mattina, e' puntuale dove dovrebbe essere.
Una famiglia di un certo tipo alle spalle ed....uno yuma che le fa' spesso presente il valore del lavoro come realizzazione umana, e non soltanto come fonte di reddito.
Faccio questa premessa perche' il lavoro, a Cuba ( ma spesso non soltanto la') viene visto come un'autentico incidente di percorso.
Bypassiamo la solita domanda sull'opportunita' di lavorare per quei salari.
Parliamo di una realta' cubana, aggiungerei anche che oggi, in Italia c'e' gente che lavora per 5/600 euro al mese che, fatte le dovute proprozioni, pur non ancora in senso assoluto, iniziano ad essere cifre per cui la domanda uno se la pone.
Quando ero giu' sono passato in scooter, a trovare amici a casa loro.
In 5/6 casi li ho trovati a casa, in orari di lavoro.
Nessuno di loro era in fin di vita, nessuno seriamente malato.
Chi piu' chi meno avevano un po' di gripe, qualche colpo di tosse e nulla piu'.
Per questa ragione non si erano recati nel posto di lavoro, dedicandosi ad altre faccende domestiche o di altra natura.
Ogni pretesto e' buono; un non ben precisato dolor de barriga o de cabeza, un raffreddore, un po' di catarro sono sufficienti per alzare il telefono e avvisare che, quel giorno, al lavoro non ci vanno.
Quando arriva lo yuma di turno, si va' dal dottore, esiste tutto un "tariffario" in materia, e con qualche cuc si ottengono 2/3 settimane di "malattia".
Questo e' il concetto di lavoro in Cuba.
Un incidente di percorso, inevitabile, se si vogliono evitare problemi e magari dedicarsi anche ad....altro.
Inutile spiegare loro che il lavoro e' anche un modo che un uomo o una donna ha per realizzarsi come individuo, per raggiungere i propri obiettivi, per salire nela scala sociale.

Tutti sanno che ci sono lavori dove "arrotondare" il salario non e' proprio un'impresa titanica.
Quella mentalita' e' cosi' poco legata al compenso che viene poi mantenuta anche una volta usciti dal paese.
Soltanto che, nel mondo reale, le regole sono un tantino differenti e, se non si vuole restare ai margini di tutto, occorre accetarle ed anche di buon grado.

E dire che, oggi, trovare lavoro a Cuba, non e' piu' una cosa facilissima, anzi.
Vedremo se, una volta arrivate nuove opportunita' e nuovi discorsi salariali, le cose cambieranno anche a Cuba.

giovedì 24 aprile 2014

QUEL GRAN GENIO DEL MIO AMICO...

 

.....con le mani sporche d'olio....
Cosi' recitava una vecchia canzone di Lucio Battisti, parlando di un meccanico.
Tutto cio' per introdurre il discorso sulle automobili a Cuba.
Come sapete discorso non solo complicato ma ai margini, come logica, del nostro sistema solare.
Prima di imbarcarmi per l'italia nell' ultimo viaggio de regreso, parlavo con un conoscente che ha la piu' bella casa di Tunas, mi diceva che vuole comperare un'auto, ma che, anche per lui, certe cifre sono una follia totale.
Mi raccontava anche che la Peugeot, visti i prezzi pubblicati per la vendita delle sue auto a Cuba, avrebbe deciso di sospendere ogni trattamento privilegiato nei confronti della maggiore delle Antille.
In effetti vendere le proprie auto a un prezzo calmierato per poi vederle proposte, e non vendute, a certe cifre e' una cosa che esula da ogni discorso commerciale serio.
Confesso che l'idea di comperarmi un carro mi ha piu' volte sfiorato.
Lasciamo perdere i discorsi sull'intestatario, cosi' come avviene per le case, ognuno fa le sue scelte e si muove come meglio crede.
A seguito della pubblicazione di quella tabella di costi sul nuovo, tutte le auto che circolano a Cuba hanno avuto una folle, immotivata, crescita di valore.
O meglio non tanto di valore, visto che nella maggior parte dei casi si tratta di carcassoni, ma semplicemente di prezzo.
Per fare il blagheur (lo sborone) mi sarebbe piaciuta una di quelle auto americane scoperte.
Il problema e' che, oltre a ciucciare piu' di Cicciolina negli anni d'oro, quel tipo di auto ci costringe a portarci sempre dietro "quel gran genio del mio amico".
Ogni cubano che possiede un'auto e' anche il meccanico della stessa.
Quante volte eravamo nella macchina di un'amico e questo e' sceso, ha aperto il cofano, risolvendo seduta stante un problema?
Questo vale anche per i Lada e per tutte le macchine che hanno un botto di anni.
Oggi una macchina a petrolio, difficilmente la trovi, almeno a Tunas, per meno di 20000 cuc, a benzina la puoi trovare a meno ma poi ti tocca viaggiare con le taniche dietro, come il povero Gaetano...
Non parliamo poi di acquistare auto di 4/5 anni, auto che da noi porti via con 2000 euro la' ci costerebbero dai 30000 cuc in su.
Follia.
Per questa ragione, ma anche per un discorso legato al reale utilizzo, ho abbandonato, per il momento, l'idea essendo in altre faccende affacendato.
Tunas e provincia da girare in scooter sono perfette, se devo fare un viaggio piu' lungo o mi faccio portare o mi faccio pre$tare un carro da qualche amico.
Se devo andare a La Habana prendo il Viazul.
In piu', in assenza del "gran genio del mio amico", io di meccanica d'auto ne capisco poco, come la maggioranza di noi.
Qua' se abbiamo un problema serio andiamo dal meccanico, mica ce la ripariamo noi.
Diciamo che per il momento ho messo da parte l'idea, poi si vedra'.
Certo che se ci permettessero di portarle da qua'...

3600 EURO

 

Se non ho capito male le date, in questi giorni, entrera' in vigore lo spesometro.
Ogni spesa superiore ai 3600 euro dovra' essere segnalata all'agenzia delle entrate.
Di conseguenza, se uno dichiara 15000 euro di imponibile, e poi acquista un'auto da 40000 euro potrebbe ritrovarsi il fisco che bivacca sullo zerbino fuori dalla porta di casa.
Sia chiaro, la lotta all'evasione e' sacrosanta anche se sarebbe sacrosanta anche una tassazione che non spingesse la gente ad evadere.
Detto cio' la domanda che mi sono posto e' se un'simile provvedimento aiuta l'economia in un momento cosi' delicato.
Parlando con un paio di amici commercianti la risposta e' stata totalmente negativa.
Uno ha una gioielleria a Giaveno e mi ha spiegato che questo provvedimento non fara' altro che incrementare...il nero.
Stesso discorso mi ha fatto uno che vende auto, settore gia' in crisi da tempo.
Facendo un discorso terra terra andiamo dal dentista (una delle categorie che piu' evade il fisco in base alle statistiche) e il preventivo sara' di 4000 euro, e' molto facile che il bravo cittadino, quello che avrebbe chiesto la fattura, magari opti per...un cash che non lascia traccia.
Ognuno ha i suoi piccoli o grandi scheletri nell'armadio, spesso sono proprio quegli scheletri che consentono di andare avanti.
Quindi, ho i miei bravi dubbi che quest'iniziativa serva a qualcosa, che non sia rallentare ulteriormente l'economia, anche perche', per esempio, per chi vive non lontano dai confini, bastera' fare pochi km per...poter spendere cio' che vuole.

mercoledì 23 aprile 2014

L'ANTICO BUON SENSO

 

In quasi 15 anni di Cuba, ho avuto modo di conoscere ogni sorta di connazionale arrogante possibile ed immaginabile.
Molti hanno fatto una fine non esattamente esaltante, per altri e' solo questione di tempo.
Al final, nella vita, ognuno davvero raccoglie cio' che semina.
Avendo, prima di conoscere Cuba, frequentato, per lavoro e per lunghi periodi, altri paesi, ho imparato che, per ottenere cio' che vogliamo, quasi sempre e' bene cercare di trovare la strada piu' intelligente che non sempre coincide con quella piu' veloce.
A volte, invece di prendere a testate un muro per abbatterlo, e' meglio fare 2 passi in piu' per girarci intorno.
Questo non vuol dire essere arrendevoli o eccessivamente accondiscendenti, ma semplicemente piu' intelligenti, qualita' che nella vita apre molte porte in piu'.
A Cuba nessuno ci ha chiamato, ci siamo andati di nostra sponte, il fatto di avere in saccoccia qualche euro non ci autorizza a ritenerci i padroni delle Ferriere.
Non siamo a casa nostra, ma in un paese molto particolare, con leggi particolari e con una popolazione che, se da un lato gradisce cio' che c'e' nel nostro borsillo, dall'altro ci tollera e neanche sempre volentieri.
In questi ultimi tempi ho visto connazionali, anche miei amici, impegnati in estenuanti battaglie prima verbali ed ora giuridiche, per dipanare situazioni che si sarebbero potute risolvere col vecchio e mai abusato buon senso.
L'italiano da cui ho comperato casa e' in causa legale, da oltre un anno col cubano che gli abita sopra.
L'oggetto del contendere e' una scala che il cubano gli ha chiesto di poter piazzare, in quanto non ancora dotato di ali, per poter salire a casa.
Non conosco bene i dettagli, so solo che una notte in cui il compatriota non c'era, il cubano gli ha piazzato una scala di ferro in mezzo al garage (che lui non usa) per salire a casa.
Sono finiti in causa, l'italiano ha la RP ( malgrado cio' vi posso assicurare che ha pagato l'avvocato in cuc) e dopo mesi e mesi ha avuto la sentenza positiva.
Il cubano e' andato in appello, ovviamente l'italiano mi ha assicurato che, prima del passaggio di consegne, il problema si sarebbe risolto.
Infatti ora che ero giu' la scala di ferro era sparita a favore di una in cemento, laterale al garage, con la quale il cubano puo' entrare in casa.
Ora c'e' un'altro lio, l'italiano vuole fargli eliminare una finestra per non ben precisate ragioni.
Visto che io non ho nessuna intenzione di avere problemi, chi di dovere ha gia' iniziato, prima ancora della nostra entrata in casa, ad appianare le situazioni.
Da fuori non posso non credere che, con un po' di buon senso (sopratutto da parte del mio amico), la situazione si sarebbe potuta risolvere da tempo.
Un'altro amico italiano ha comperato casa non lontano dal centro.
Dove andro' a vivere io e' un barrio abitato da poliziotti, sportivi e medici, mentre dove ha preso casa lui, come vicini, ha parecchia gente della seguridad dello stato.
Gente da prendere con le pinze...
Il contendere col vicino e' un muro che l'italiano ha tirato su, pare, un metro oltre il dovuto.
Anche qua' causa legale, avvocati, tempo e denaro buttato via.
Ora lui e' in Italia ma ha dovuto lasciare, a differenza degli altri anni, la moglie a Cuba per far fronte all'evoluzione della situazione.
Ovviamente quando c'e' un culo bianco di mezzo ci sono invidie e rodimenti assortiti da parte dei vicini, ma noi italiani, lo dimostrano le missioni militari che ci affidano nel mondo, siamo un popolo che piu' che la guerra sa fare da pacificatore.
Probabilmente il vivere, in pianta stabile, a Cuba non fa benissimo al sistema nervoso, e a un bel momento puo' essere normale che ti salga la carogna sulla testa.
Il risultato pero' e' quello di complicare le cose, resto dell'idea che le situazioni si risolvano meglio fra cubani.
Infatti io restero', in tutta la situazione della renta, dietro alle quinte, per tutta una serie di ragioni.
Nei limiti del possibile evitero' situazioni simili, alla fine ci potrebbero essere vantaggi, dalla renta, anche per chi vive in zona e ha attivita' commerciali.
La cosa piu' importante e' muoversi nei confini di cio' che e' tuo, evitando di pensare che qualche soldo in tasca possa risolvere sempre e comunque ogni problema.
A volte e' cosi', ma a volte potrebbe non essere sufficente, quando non controproducente.