martedì 22 aprile 2014

CUBA E IL LATINO AMERICA



 
Gli economisti, quelli che hanno studiato, ci raccontano che, oggi, il mondo e' un grande villaggio globale.
Nessun paese e' piu' da solo ma e', volente o nolente, inserito in un contesto regionale o addirittura planetario.
L'Europa cerca di parlare con una sola voce, gli Stati Uniti e la Nato pure, la Russia tenta di riformare la Grande Unione Sovietica e anche l'America Latina, con la Celac, e' incamminata verso una strada, non facile, di unita' di intenti e di obiettivi.
I tempi in cui Cuba era circondata da paesi retti da regimi fascisti, dittature, governi fantocci retti dalla Cia e dalle sue bande di assassini sono finiti.
Oggi buona parte dei paesi dell'America latina sono retti da governi di ispirazione progressista, tutti democraticamente eletti.
Questo non vuol dire che i problemi siano evaporati, anzi il 2014 e' un anno complicato le cui conseguenze possono influenzare anche il futuro di Cuba.
Il Venezuela e le sue vicende vengono trattate, dalla nostra stampa, alla stessa stregua di come viene trattata Cuba.
Di Maduro si parla soltanto quando succedono casini, disordini o quando la polizia affronta i manifestanti.
Quando ero giu' ho potuto vedere e ascoltare anche l'altra campana.
Su Telesur hanno piu' volte fatto vedere folle oceaniche in piazza, per difendere il governo e il chavismo.
Si e' a lungo parlato di gruppi paramilitari armati al soldo della destra.
Sicuramente Telesur e' schierata, ma tutta quella gente in piazza c'e' comunque andata, e non e' stato il canale chavista a mandarcela.
Maduro non e' Chavez e questo lo sappiamo, a Cuba la gente dice questo ma aggiunge anche che Chavez era ...Chavez, mentre Maduro semplicemente un ex cochero che sta' imparando un mestiere a cui non era per nulla preparato.
Sicuramente c'e' un piano di destabilizzazione in atto da parte di chi sappiamo, ma bisogna anche dire che il paese paga alcuni macroscopici errori in campo economico, ereditati da Maduro ma che sono di responsabilita' di Chavez.
Comunque a Cuba si guarda al Venezuela con grande preoccupazione.
In Argentina e' un bel casino.
Ho un'amico argentino che viene in palestra e mi racconta che la delinquenza, con la crisi, e' aumentata in modo esponenziale, tanto che ogni barrio di Buenos Aires ha istituito una sorta di milizia privata dei cittadini per difendersi da furti, assalti e saccheggi.
L'inflazione galoppa e Cristina vede ridurre la sua popolarita' di giorno in giorno.
Il Brasile e' un'immenso paese, ma anche un'immenso paese puo' fare il passo piu' lungo della gamba.
La Confederation cup lo scorso anno, quest'anno i mondiali, nel 2016 le olimpiadi stanno dissanguando le casse dello stato e la gente non ne puo' piu'.
Disordini durante il torneo della scorsa estate, altri casini quando Wilma ha ceduto una parte dello sfruttamento del petrolio a compagnie straniere.
Durante i mondiali ne vedremo delle belle.
Il Messico ha ceduto la concessione di alcuni servizi basici come l'acqua e la luce a compagnie private, messicane e non, che sicuramente non lo faranno per la mamma di Gesu', il popolo teme speculazioni di ogni tipo.
In Peru' c'e' una forte crisi economica di cui non si vede via d'uscita.
Il Cile cerca di rimediare agli errori del recente passato ma non sa dove prendere i soldi per farlo.
A Panama gli insegnanti sono sul piede di guerra, vogliono segargli le pensioni.
In Honduras ogni 2 giorni sparisce un giornalista o un esponente sindacale.
La Colombia e' un paese tenuto in piedi dai narcos e dai soldi che arrivano dagli Usa in cambio delle 6 basi militari che ci sono nel paese.
All'Avana continuano i negoziati fra il governo e le Farc, ma per il momento non si e' arrivati a nulla di veramente importante.
Vanno meglio l'Uruguay, la Bolivia e l'Equador mentre in Nicaragua c'e' una forte polemica per il permesso dietro lauto compenso, concesso ai cinesi, per fare dighe e ferrovie che sventreranno l'ecosistema del paese.
Come vedete i casini non mancano e alcuni di loro potrebbero influenzare anche il futuro della nostra amata isola.

10 commenti:

  1. Io penso e dico da tempo che il 2014 sará un anno di svolte reali nel continenete, molto piú di quanto lo siano stati i decenni precedenti e secondo me le svolte saranno verso posizioni piú moderate di quelle sostenute dalle dittature di destra degli anni 70/80/90 ma anche da quelle estreme del socialismo del secolo 21.
    Determinante sará vedere cosa succederá durante il mondiale in Brasile e credo sará detrminante per le elezioni di ottobre, ne vedremo delle belle secondo me.
    In Venezuela non sono previste elezioni per il momento ma la situazione attuale é certamente pericolosa ed imprevedibile.
    Gli altri paesi, dipendenti dai motori economico(Brasile) e politico(Venezuela) del continente, si manterranno sulle stesse linne tenute fino ad ora e soprattutto staranno alla finestra a vedere cosa succederá in questi due paesi.
    Tutto dipende da questo ed il suggello finale verrá con le elezioni in Argentina nel 2015.
    Per Cuba, vada come vada, non vedo un panorama favorevole.
    Marco

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In Brasile j mondiali saranno un palcoscenico per molti

      Elimina
  2. Cuba diventera' la ,miglior opzione per il latino america.....e cmq anche attraversare il semaforo col verde ha i suoi rischi...

    RispondiElimina
  3. I destini di Cuba non possono essere disgiunti da quelli degli altri paesi della regione.Stefano

    RispondiElimina
  4. Sicuramente se questa benedetta legga sugli investimenti stranieri fosse fatta con un po' di criterio, molti investitori brasiliani e argentini potrebbero scegliere l'isola per sviluppare il proprio business.

    RispondiElimina
  5. a mio parere, la legge e' fatta con criterio....il criterio di agevolare accordi e amicizie gia' in corso....poi come sempre rotto un argine il fiume straripa....e arriva il mondo....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Coach se fossero state sufficenti le amicizie gia' in corso non sarebbe servita una legge nuova.
      Bastava la vecchia.
      Il problema e' che servono, urgentemente, liquidita' nuove.

      Elimina
  6. Liquiditá che difficilmente arriveranno con questa legge;la brasiliana Albrecht,finanziatora e costruttrice del porto del Mariel,si é giá ritirata dal progetto lasciandolo in mano a un gestore cinese; allo stesso tempo ha annunciato il suo prossimo ritiro dalla raffineria di zucchero che gestisce a Cienfuegos; l'impresario milionario britannico che aveva annunciato di voler investire nella produzione di caffé nell'oriente di Cuba una volta viste le condizioni che gli imponevano si é ritirato; e all' Havana continuano a svettare cartelli con la foto di Fidel che dice "Vamos bien!".
    Marco

    RispondiElimina
  7. Il problema e' che una nomea negativa fa piu' danni che la grandine.
    Cosi' tanti investitori ci hanno lasciato la camicia che non sara' facile, senza delle tutele decenti, convincerne altri ad investire.

    RispondiElimina