giovedì 17 aprile 2014

LA CUBA CHE VERRA'

 

In questi giorni stiamo parlando di scenari futuri per Cuba, scenari che poco avranno a che vedere col passato.
E' pero' sempre vero l'assioma che il presente non e' altro che la risultante del passato.
La verita' e' che il cubano, dopo essere stato spostato, come un pesciolino rosso, da una vasca piu' piccola in una decisamente piu' grande, ora corre il concreto rischio che da quella vasca piu' grande venga gettato in mare aperto, con tutti i problemi che questo comporta e che qua' conosciamo bene.
Siamo nati, cresciuti e viviamo in mare aperto.
Fino alla caduta del blocco socialista, il cubano viveva nella sua boccia d'acqua.
Nutrito e mantenuto, non aveva altro da fare che passarsela bene, tanto la cuenta, come e' sempre avvenuto in quel paese, la stavano pagando altri.
D'altro canto basta farsi raccontare da qualche 40/50 enne la vita che facevano quando dall'est Europa arrivava di tutto.
Ma proprio di tutto.
Nel 1991 e' finita la cuccagna e il pesciolino rosso e' stato spostato, giocoforza, in una boccia molto piu' grande insieme ad altri pesci.
Ha dovuto imparare a cavarsela in qualche modo, comunque, ogni giorno un po' di mangime continuava ad arrivare.
Magari non freschissimo, spesso di pessima qualita', ma qualcosa continuava ad arrivare.
Infatti il pesciolino non solo non e' morto di fame ma, piano piano, ha pure messo su qualche grammo di peso.
Ora c'e' il rischio concreto che il pesciolino finisca nell'Atlantico, un oceano infestato da ogni sorta di predatore, senza piu' nessuno che si prenda cura di lui.
In pratica dovra' cavarsela da solo.
Il proprietario del pesciolino sta' cercando qualche amico, in qualche sperduto isolotto, che possa occuparsi del pesciolino, almeno parzialmente.
Piano piano c'e' il rischio concreto che le sicurezze sociali, su cui il cubano ha potuto contare dalla culla alla tomba, vengano meno, ed anche in modo repentino.
Una nuova divisa, qualora si concretizzasse nelle metodiche di cui stiamo discutendo, sarebbe un colpo letale inferto al cubano, un colpo da cui sarebbe difficile rialzarsi e ripartire.
Noi possiamo sopravvivere, al limite se non dovesse essere piu' conveniente Cuba potremo optare per altri lidi, ma loro in quell'isola ci devono vivere.
Le nuove generazioni di cubani, i ragazzi e ragazzini di oggi, per non parlare dei bambini, cresceranno in una Cuba completamente differente rispetto a quella in cui sono nati e cresciuti i loro genitori.
Una Cuba piu' cinica e meno solidale, con pochissime garanzie sociali, con sempre meno Stato e tutto da pagare sempre e comunque.
Non so se la Revolucion sopravvivera' ai Castro o se si instaurera' una situazione simile a quella cinese o vietnamita.
Non sono un adivino.
Quello che so, che sappiamo, e' che le cose stanno cambiando ed il cubano non e' preparato ad un cambio cosi' drastico.
Il futuro, prossimo, ci dara' le risposte che cerchiamo.

28 commenti:

  1. Arrivata oggi una nota alle aziende che gestiscono hotel in regime di amministrazione o impresa mista che avvisa:dal prossimo giovedi 1 maggio dovranno tenere una doppia contabilita,una come fino ad ora in cuc e cup e l'altra solo in cup; la seconda dovra usare un cambio cuc/cup pari a 10 e sara solo sperimentale ossia tutti i movimenti contabili si faranno con la prima(pagamenti,fatturazione ecc),la seconda sara solo virtuale per vedere gli effetti economici sui bilanci delle aziende.
    Dovrebbe essere publlicata la prossima settimana la relativa"Resolucion conjunta del Ministerio de finanzas y precios y Ministerio del turismo".
    Chi mi ha inviato la copia della nota ha commentato(copio e incollo):"ahora si que estamos jodios,si sacan esa resolucion eso se queda asi,los jefes estan que hechan chispas.Quedate que esto se va a poner en llamas!!!".
    Non so se la nota sia stata inviata anche alle altre imprese o solo al ramo hotel.
    Marco

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  2. Post interessante.Nella mia esperienza lavorativa degli ultimi 10 anni a Cuba ho avuto una piccola parentesi quando l'azienda per cui lavoro mi ha spostato per 6 mesi in Repubblica Dominicana;qui in poco tempo ho avuto modo di capire quali sono le opinioni dei Dominicani verso Cuba ed uno dei commenti che piu' uscivano,soprattutto nelle persone piu' avanti con gli anni,era un paragone fra la Cuba del momento e la Repubblica Dominicana dell'epoca di Leonidas Trujillo.
    Mi sono quindi interessato del personaggio e sul momento storico da lui protagonizzado e,con le cautele del caso e le ovvie differenze politiche,ho notato comunque delle linee di condotta molto simili fra i due paesi.
    La mia preoccupazione e' nata successivamente quando ho analizzato la situazione della Repubblica Dominicana attuale che sicuramente non e' delle migliori,un paese estremamente corrotto,una popolazione nella maggior parte estremamente povera ed arretrata e piu' in generale una sensazione di caos dove le regole e le leggi esistono ma si applicano ed interpretano molto "ad personam".
    Dico preoccupazione perche' ho pensato in una Cuba del futuro che potrebbe seguire lo stesso cammino della RD dell'epoca post Trujillo; le uniche cose che hanno potuto attenuare un po' questa preoccupazione sono le differenze caratteriali e culturali fra le due popolazioni,molto meno visibili nell'oriente di Cuba ma decisamente piu' marcate nella zona centro occidentale.
    Mi piacerebbe sapere la tua opinione Aston ed anche quella degli altri con la speranza che mi aiutino a sperare che Cuba non andra' sullo stesso cammino della RD.
    Per chi volesse puo' farsi un'idea su chi fu Trujillo e sulla sua epoca puo'vedere qui:
    http://es.wikipedia.org/wiki/Rafael_Le%C3%B3nidas_Trujillo
    Marco

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    1. La domenicana e' stata, per anni meta, degli italiani che dopo 2 mesi dovevano uscire da Cuba.
      Alcuni tornavano con lo stesso avion, per avere altri 2 mesi, altri si facevano una settimana o due di descanso in RD.
      Non uno che non abbia raccontato di aver subito un piccolo assalto o qualche furto.
      Se il futuro e' quello....
      Fra l'altro e' vero che si chiude l'ambasciata italiana in Dominicana?
      Con 50000 italiani residenti?

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    2. In realta' in RD c'e' una rappresentanza con un incaricato,non c'e' mai stato un'ambasciatore negli ultimi anni quindi direi che e' piu' un'operazione di maquillage.
      Marco

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    3. AVEVO LETTO QUESTO;
      Via libera del Cdm alla soppressione delle Ambasciate in Tegucigalpa (Honduras), Reykjavik (Islanda), Santo Domingo (Repubblica Dominicana), Nouakchott (Mauritania), e della Rappresentanza permanente presso l'UNESCO le cui funzioni passeranno alla Rappresentanza presso l'OCSE, che si chiamerà "Rappresentanza d'Italia presso le Organizzazioni Internazionali".

      Il Consiglio dei Ministri, secondo quanto rende noto un comunicato di Palazzo Chigi, ha deliberato l'approvazione di cinque provvedimenti da emanarsi con decreto del Presidente della Repubblica che recano, in attuazione del decreto-legge n. 95 del 2012 (spending review) e della normativa di settore, la soppressione delle quattro ambasciate, nonché la soppressione della Rappresentanza permanente presso l'UNESCO in Parigi, le cui funzioni saranno attribuite alla analoga Rappresentanza presso l'OCSE, che assumerà il nome di "Rappresentanza d'Italia presso le Organizzazioni Internazionali".

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  3. Penso che aver passato gli anni 90 indenne e c era la vera fame a cuba,cambieranno molte cose ma il sistema reggera ancora.il periodo especial e stato peggio di quello che puo arrivare.poi chi vivra vedra......paolino.

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    1. No Paolino, la Cuba ed i cubani di oggi un altro periodo especial non lo aguanterebbero...credimi.

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  4. Negli anni 90 c'era la generazione che in gran parte aveva fatto la Rivoluzione,molto ideologizzata e fidelista fino al midollo.Le generazioni di oggi,formate in gran parte da chulos abituati ai soldi e a essere mantenuti, non sopporterebbero nemmeno 15 giorni di periodo especial e Raul lo buttano a mare!

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    1. Venivano da anni di quieto vivere grazie all'Urss e ai paesi dell'est.
      Fidel li preparo' 2 anni prima, dall'ultima visita del pirla sovietico.
      Poterono fare appello ai discorsi sul partiottismo, la patria ecc ecc.
      oggi non funzionerebbe piu'.
      Anche perche', a differenza del fratello, Raul e' piu' realista del Re....

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  5. Ciao Milco,
    il problema più grande è che "tuca avej voja at travajè...."

    Simone

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    1. Traduzione per chi non e' suddito di Re Vittorio; "Bisogna aver voglia di lavorare..."

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  6. Sulla nuova legge tanto dibattuta...dopo aver letto superficialmente quanto pubblicato nella Gazeta Oficial ho avuto la strana sensazione di non vedere cambi sostanziali,quindi l'ho scaricata ed ho scaricato quella del 95 e le ho messe a confronto.
    Sostanzialmente sono la stessa identica cosa,anche nei termini,l'unica cosa che cambia e' il regime tributario che esonera dal pagamento delle imposte per i primi anni e riduce una percentuale dal 30% al 15%.
    Francamente sono deluso perche' tanta attesa e pubblicita' faceva sperare in cambi piu' sostanziali,invece nulla.
    Tra l'altro,secondo quanto ho capito e mi hanno spiegato persone che sono molto piu' addentrate nei temi amministrativi,il sistema tributario si applica alle imprese gia' esistenti sempre e quando aggiornino il loro status commerciale ossia affrontino quel processo amministrativo-legale gia' fatto a suo tempo ed acquisicano quindi lo status di nuova impresa con nuovi contratti con lo stato cubano e la camera di commercio.
    Se qualcuno volesse paragonare le due leggi, magari apportando nuovi elementi che ho trascurato o correggendomi, ho lasciato i link in precedente post.
    Marco

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    1. Ribadisco ancora una volta; manca la reale garanzia che, arbitrariamente, non ti accompagnino all'aeroporto senza preavviso con l'obbligo di lasciare la' tutto.

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  7. Negli anni 90 qualunque popolo o paese nella situazione in cui era cuba,sarebbe insorto e si sarebbe ribellato di massa al sistema,parlate bene con le persone che l hanno vissuto,a cuba non c era nulla pero il sistema ha tenuto,e tutto il mondoo pensava che saltasse.poi non mi pare si vada in una direzione cosi disastrosa come quegli anni per cuba.ora ha molti alleati e paesi amici in quegli anni era solo come un perro.questo e il mio pensiero.paolino.

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    1. Questo e' vero ma i cubani di oggi non sono quelli di allora.

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  8. EL LOCO Non credo proprio che la Cuba di oggi potrebbe sopportare un'altro periodo especial

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    1. INFATTI...in piu' ci sono internet...i social...

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    2. Indubbiamente non sopporterebbero 15 giorni di "periodo especial"; i piu' anziani perche' hanno perso i sogni e le speranze nella rivoluzione ed i giovani perche' gli ideali della rivoluzione se li passano per "l'arco di tiornfo"(leggasi il cavallo dei pantaloni).
      Se gia' all'epoca quando tutti erano impregnati di ideali rivoluzionari e fidelisti ci fu un Maleconazo(qualcuno se lo ricorda?) figuriamoci oggi cosa potrebbe succedere.
      Marco

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    3. I vecchi hanno gia' dato...i giovani di dare non ne vogliono sapere.

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  9. desde boxe85
    ¡hola a todos! molto interessanti gli ultimi post e vorrei dire la mia soprattutto in risposta a Marco che mi sembra il più informato.
    premetto che quest'anno cumplo diez años de cubaneo.
    per la nuova moneta se il cambio dovesse essere fissato a 10 sarebbe la dimostrazione che los barbudos e casta non sono ancora pronti a mollare il comando e darebbero l'illusione al popolo di aver aumentato gli stipendi con un cambio molto favorevole per comprare i beni importati (praticamente la quasi totalità delle merci) dando una breve boccata d'ossigeno ad una economia asfittica (la paragonerei ad una svalutazione competitiva al contrario), nel brevissimo periodo però la perdita di potere d'acquisto de las remesas el'iperinflazione accenderanno una pericolosa miccia di rivolta.
    sicuramente per noi yuma tutto si complicherebbe progetti inclusi. a ver
    la popolazione non ce la farà a sopportare un altro periodo especial perchè i giovani 20-30 anni che sono il futuro del paese non hanno la pazienza e la globalizzazione ha raggiunto livelli molto più alti rispetto a 20 anni fa, d'altronde le riforme degli ultimi anni sono state fatte per evitare una contra-revolucion encabezada por los jovenes.
    in risp all'ultimo post di marco
    conosco abbastanza la rep dominicana e penso che cuba sia destinata alla stessa fine. il problema più grande del caiman è la posizione: troppo vicina agli usa il che ne farà un porto franco per la malavita statunitense, magari non ai livelli della capitale anni 50. i cubani di miami stanno solo aspettando il momento del cambio. i traffici sono pronti e la posizione è ideale meglio del messico per il massiccio trasferimento di droga dal sud-america al nord-america. i dominicani gestiscono la zona di new york i cubani sono da 50 anni nel sud. questo genererà ricchezza per pochi ed aumenterà le diseguaglianze e la pericolosità sociale.
    a livello di mentalità i cubani non si discostano molto dai dominicani, le uniche differenze sono che i cubani sono mediamente più acculturati ( anche se guardando i giovani semi-analfabeti non si direbbe) e più chiari di carnagione nella zona centro-nord.
    morale: per giudicare un popolo e per tentare di pronosticare il futuro bisogna guardare alla gioventù.
    i cambi dunque saranno notevoli e per chi si è innamorato della cuba odierna sarà un bel trauma sotto ogni punto di vista.
    comunque sono solo ipotesi ma i cambi avverranno, vedremo come saranno e saremo in grado di gestirli.
    hasta pronto y suerte
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  10. da mario
    argomenti senpre interessanti e anche gli interventi.....è certo che un'apertura in tutti sensi c'è e ci sarà......a che cosa porterà solo il tempo che è gentiluomo ci dirà ho trovato questo articolo magari interessa a qualcuno...milco batti un colpo...

    http://www.traveltradecaribbean.es/publica-gaceta-oficial-de-cuba-nueva-ley-de-inversion-extranjera/

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  11. Anche perche' iu giovani cubani sono esattamente come i giovani di tutto il mondo e vogliono le stesse cose.
    Non ne possono piu' di "Partia o muerte" e di molta della retorica che ascoltano.

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  12. Teniamo sempre presente ragazzi che quello che per noi puo essere un punto di vista logico,per cuba e i cubani non lo e affatto,cuba fa caso a se e basta,55 anni non sono pochi e nessuno al mondo aveva previsto di arrivare fino a oggi.vedremo.....paolino.

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  13. Si pero' in questi miei 15 anni di Cuba ne ho viste di cose cambiare....
    L'orologio del tempo non torna mai indietro.
    Per nessuno.

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  14. A mio avviso è anche il progresso tecnologico ad erodere il concerto di patria o muerte...i giovani cubani ormai vanno su internet...e vedono un mondo materiale...vestiti, cellulari, tecnologia e chi più ne ha più ne metta...e vogliono farne parte, anche i più lealisti, anche gli iscritti alla UJC per intenderci...
    Gari

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    1. Ogni generazione ha il suo tempo. Guarda i nostri ragazzi oggi d ricorda come a Quell'età noi eravamo diversi

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