venerdì 11 aprile 2014

LA SEMPLICITA'


Anche a questo ultimo giro cubano non mi sono fatto mancare la festicciola diciamo...in famiglia.
Nel momento in cui si esce dal classico giro turistico per entrare in uno piu' prettamente "calletero", si inizia ad avere la possibilita' di frequentare feste e festicciole in diversi contesti.
Un tempo mi piacevano le feste con casino e tanta gente, el puerco la cui cottura rende ore ed ore, poi, probabilmente, anche per me ha iniziato a valere il detto che "si nasce incendiari per morire pompieri".
A quel punto ho iniziato a preferire contesti piu' intimi e meno casinari.
Gia' qua' vivo nel casino.
Situazioni in cui sono si uno straniero ma, tutto sommato, una persona come tante, trattato in funzione dei miei comportamenti e non in base al colore del mio passaporto.
Mi piacciono le festicciole con non molta gente, quelle fatte in casa.
Gente con cui mi relaziono bene da anni, in fondo gli amici di sempre.
La persona che frequento, la sua famiglia, qualche amico che e' tale da una vita, qualche coppia di vecchia data.
Otto/ dieci persone, tutte di un certo tipo, nessuno scroccone, nessuno che mette il naso nel frigo, tutta gente allegra e divertente.
La musica c'e' ma non e' necessario che la ascoltino fino a Pinar del Rio.
A marzo abbiamo organizzato una di queste festicciole da los suegros.
Un pernil mandato a cuocere in un forno, e' venuto buonissimo con la pelle croccante al punto giusto.
Una cassa di cerveza ( le fanciulle bevono piu' dei maschi, sicuramente piu' di me...), un paio di bottiglie di ron buono, quello che e' stato cucinato di contorno e tante storiche discussioni da dopocena.
Il patio illuminato, i cani che scodinzolano, la calda notte d Cuba.
Non c'e' poi molto di meglio a questo mondo.
Nassuno che si ubriaca fino a non stare piu' in piedi molestando il prossimo, nessuno scroccone patentato, ognuno porta qualcosa, io ho pensato al pernil ma al resto ci hanno pensato gli amici.
Ognuno come poteva in funzione, di cio' che era in grado di fare.
Nessun Papiriki, nessun chulo del cazzo, nessuna zecca da non riuscire poi a mandare via.
Grandi chiacchierate sulla situazione di Cuba, del mondo, sul calcio, sul fatto che Messi non e' piu' quello di prima, sulla moneta unica, su Raul, sui negocios che si possono fare e su quelli da lasciare perdere.
Il concetto di normalita' all'ennesima potenza, una bella serata in quella che, per molti di noi, e' CASA.


P.S. Il mago oramai me lo ritrovo pure come "parente"....cazzo che culo...

8 commenti:

  1. EL LOCO Anche a me piacciono molto queste situazioni

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  2. Ognuno ha la sua Cuba, questa e' parte della mia

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  3. Zucchero dice dovunque appendo il mio cappello quella è casa mia! A Cuba nelle case delle varie noviecite mi sono sempre sentito a mio agio, anche se tutti eravamo consapevoli che si trattava di una situazione ''transitoria''. Pedro.

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  4. Non sempre siamo di passaggio amico mio

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  5. Eccezionale la Tinima. Peccato che in una cassa ce ne scappi sempre almeno una riempita con l'acqua. Eheheheheh. Simone

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  6. La migliore e' quella di 6 gradi con etichetta blu, ma non si trova...

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  7. La semplicità non è per tutti...non tutti sono capaci di calarsi nella stessa realtà de lo cubano, e questo nostro essere semplici come loro, e trovarci bene con loro, lo considero un pregio, e non di certo un difetto, è una forma di rispetto vivere ed immedesimarsi nella cultura altrui.

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  8. Certo pero' e' importante calarsi nella realta' cubana restando comunque quelli che siamo, con tutti i privilegi, piccoli e grandi del caso.

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