mercoledì 2 aprile 2014

LA VECCHIA LEGGE

 

Prima di parlare, per sommi capi, cosa che faro' domani, credo, della nuove ley de inversion extranera che sta' per entrare in vigore a Cuba, e' bene cercare di fare un minimo di storico.
Occorre ricordare che una legge simile nell'isola gia' esiste, esattamente dal 1995.
Il paese stava, faticosamente, cercando di uscire dal periodo especial, che aveva dovuto affrontare a causa sia della caduta del blocco socialista, sia per la sciagurata politica economica che aveva portato Cuba a dipendere mani e piedi dal Patto di Varsavia.
Si penso' di aprire ad investimenti stranieri, il tutto, ovviamente, nel pieno mantenimento del socialismo in salsa caraibica.
La cosa si trasformo in un'immensa trampa per migliaia di piccoli e grandi imprenditori che persero milioni di lire, dollari, franchi, marchi, pesetas e sterline nel tentativo di fare impresa, in un paese dove la parola impresa voleva dire ingrassare una piccola parte di ladroni.
A quei tempi Cuba faceva grandi ordinazioni di merce, ricordo che a Tunas, a casa Azul, c'era di tutto, compreso il vino italiano, piu' volte trovai anche delle bottiglie di Barolo di un produttore astigiano.
Cuba faceva grandi ordinazioni di merci che semplicemente poi...non pagava.
Non a caso nella relazione di Murillo dell'altro giorno, si e' fatto cenno, piu' volte, alle garanzie che i potenziali nuovi investitori avranno a Cuba.
In passato la sola certezza era che, oltre a non pagare la tua merce, se protestavi, la mattina dopo ti accompagnavano in aeroporto per farti acquistare un biglietto di solo ritorno.
Lasciando ovviamente a Cuba tutta la merce e i materiali che avevi portato.
Ho viaggiato domenica con un italiano che ha la piu' bella casa di Tunas, mi raccontava che dopo l'entrata in vigore di quella legge, porto' a Cuba prima 10 milioni delle vecchie lire in abbigliamento, poi altri 10 e, una volta rassicurato che sarebbe stato pagato, altri 10.
Alla fine, quando, incazzato, fece notare che se non vedeva i soldi non avrebbe portato altra merce, gli rescissero il contratto dicendogli chiaramente che se avesse fatto casino Cuba se la sarebbe sognata per gli anni a venire.
Il tutto con regolare contratto firmato col ministero competente.
Molti di quegli imprenditori furono presi per il naso anche a causa della cubanite da cui erano afflitti.
Gente che, come noi, sognava di poter fare impresa in un paese che amavano e in cui avrebbero voluto vivere per una parte dell'anno, facendolo diventare anche una fonte di investimento e di reddito.
Cuba ordinava e non pagava.
La notizia, ovviamente, fece il giro degli ambienti economici e commerciali mondiali, le imprese smisero di interessarsi alla maggiore delle Antille.
In questi ultimi anni, mi dicono, che le cose siano in parte cambiate; intanto perche' Cuba fa ordinazioni limitate e, sopratutto, perche' chi esporta nell'isola, prima di imbarcare uno spillo, aspetta che l'accredito arrivi.
Quindi oggi, Cuba non ha linee di credito, prima paga poi vede cammello, come dicono gli arabi.
Ovviamente c'e' il Venezuela, con cui il discorso e' differente, ma stiamo parlando di un'altro tipo di situazione.
Tornando a bomba, c'e' gente che si e' rovinata la vita e la salute con Cuba, ed e' per questa ragione che, con la nuova ley, si e' cercato di rassicurare i potenziali nuovi investitori, promettendo, non si sa con quanta sincerita', che certe situazioni banditesche non avranno piu' da verificarsi.

10 commenti:

  1. Una bella trappola,non c'e' che dire.Stefano

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  2. Trappola pero' difficile da ripetere

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  3. Ciao Milco.
    Ho avuto modo di parlare giorni fa con un vecchio imprenditore che all'epoca fu preso per il naso. Ora vive felicemente sei mesi della sua vecchiaia in Colombia con la sua bella e giovane fidanzata e altri sei a Chivasso con i suoi figli che hanno dieci anni in più della sua novia.
    Argomentandomi ogni sua affermazione in modo attento e dettagliato mi ha ammonito sul fare impresa a Cuba e il tuo post di oggi ne è ulteriore conferma. Gelati e pannelli solari per ora stanno chiusi nel cassetto.

    Simone

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  4. Simone qualche cosa è possibile provare a fare, ma per fare impresa come intendiamo qua' i tempi non sono ancora maturi

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  5. Per quanto mi riguarda senza internet non faccio una cippa di niente. Chao pescao!

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  6. Quello è il meno, internet presto non sarà un problema. La mancanza di garanzie si. Un conto è il rischio d'impresa un altro la mancanza di chiarezza

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  7. Internet a 56K me lo sbatto. La rete cellulare è ancora di tipo Edge, quindi stessa velocità. Internet è IL problema.
    Fare affari con lo stato, poi, è una macchietta qui. Figurati là.
    Come diciamo noi a Parigi: LASSA PERDE!!

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    1. Opinione personale;i soldi vanno presi a chi li ha. Sicuramente non lo stato cubano, meno ancora a quello italiano. Il grano lo abbiamo noi turisti. La scelta è presto fatta. . .

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  8. Purtroppo la nuova legge ricalca al 90% la vecchia; le novitá sono date dal fatto che promettono una esenzione sulle tasse da reddito e maggiori garanzie sulle espropiazioni,il tutto peró in una forma puramente teorica giacché in vari articoli di questa legge si precisa "sempre e quando non siano di interesse nazionale o della rivoluzione".
    Queste parole nascondono un vuoto legale assolutamente inaccettabile per un imprenditore visto che non essendoci separazione dei poteri economici,esecutivi e giudiziali,tutto é a discrezione degli apparati statali; ergo se un organismo statale decide non pagare o espropiare é sufficiente citare detto interesse nazionale senza tener che dare altre spiegazioni.
    Cuba é un paese che firma quasi tutti i trattati internazionali ed ha migliaia di accordi bilaterali,quindi teoricamente in regola in quasi tutto, quello che molti non sanno é che poi non li ratifica; é un po' come uno che firma un impegno di compravendita per una casa,ci entra e la occupa, ma poi non si presenta dal notaio per il rogito.
    Io lavoro alla Meliá a Cuba ed i commenti a tutti i livelli nell'ambiente imprenditoriale(a Cuba) non sono affatto positivi; per i veri investimenti tutti aspettano dei cambiamenti reali e concreti che sicuramente questa legge non porta; la fiducia verso Cuba si mantiene sul 2 scarso in una scala da 1 a 10.
    Marco Giannelli

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  9. Ciao Marco
    Condivido a tutto tondo
    Domani proviamo a dare qualche opinione sulla nuova legge

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