mercoledì 23 aprile 2014

L'ANTICO BUON SENSO

 

In quasi 15 anni di Cuba, ho avuto modo di conoscere ogni sorta di connazionale arrogante possibile ed immaginabile.
Molti hanno fatto una fine non esattamente esaltante, per altri e' solo questione di tempo.
Al final, nella vita, ognuno davvero raccoglie cio' che semina.
Avendo, prima di conoscere Cuba, frequentato, per lavoro e per lunghi periodi, altri paesi, ho imparato che, per ottenere cio' che vogliamo, quasi sempre e' bene cercare di trovare la strada piu' intelligente che non sempre coincide con quella piu' veloce.
A volte, invece di prendere a testate un muro per abbatterlo, e' meglio fare 2 passi in piu' per girarci intorno.
Questo non vuol dire essere arrendevoli o eccessivamente accondiscendenti, ma semplicemente piu' intelligenti, qualita' che nella vita apre molte porte in piu'.
A Cuba nessuno ci ha chiamato, ci siamo andati di nostra sponte, il fatto di avere in saccoccia qualche euro non ci autorizza a ritenerci i padroni delle Ferriere.
Non siamo a casa nostra, ma in un paese molto particolare, con leggi particolari e con una popolazione che, se da un lato gradisce cio' che c'e' nel nostro borsillo, dall'altro ci tollera e neanche sempre volentieri.
In questi ultimi tempi ho visto connazionali, anche miei amici, impegnati in estenuanti battaglie prima verbali ed ora giuridiche, per dipanare situazioni che si sarebbero potute risolvere col vecchio e mai abusato buon senso.
L'italiano da cui ho comperato casa e' in causa legale, da oltre un anno col cubano che gli abita sopra.
L'oggetto del contendere e' una scala che il cubano gli ha chiesto di poter piazzare, in quanto non ancora dotato di ali, per poter salire a casa.
Non conosco bene i dettagli, so solo che una notte in cui il compatriota non c'era, il cubano gli ha piazzato una scala di ferro in mezzo al garage (che lui non usa) per salire a casa.
Sono finiti in causa, l'italiano ha la RP ( malgrado cio' vi posso assicurare che ha pagato l'avvocato in cuc) e dopo mesi e mesi ha avuto la sentenza positiva.
Il cubano e' andato in appello, ovviamente l'italiano mi ha assicurato che, prima del passaggio di consegne, il problema si sarebbe risolto.
Infatti ora che ero giu' la scala di ferro era sparita a favore di una in cemento, laterale al garage, con la quale il cubano puo' entrare in casa.
Ora c'e' un'altro lio, l'italiano vuole fargli eliminare una finestra per non ben precisate ragioni.
Visto che io non ho nessuna intenzione di avere problemi, chi di dovere ha gia' iniziato, prima ancora della nostra entrata in casa, ad appianare le situazioni.
Da fuori non posso non credere che, con un po' di buon senso (sopratutto da parte del mio amico), la situazione si sarebbe potuta risolvere da tempo.
Un'altro amico italiano ha comperato casa non lontano dal centro.
Dove andro' a vivere io e' un barrio abitato da poliziotti, sportivi e medici, mentre dove ha preso casa lui, come vicini, ha parecchia gente della seguridad dello stato.
Gente da prendere con le pinze...
Il contendere col vicino e' un muro che l'italiano ha tirato su, pare, un metro oltre il dovuto.
Anche qua' causa legale, avvocati, tempo e denaro buttato via.
Ora lui e' in Italia ma ha dovuto lasciare, a differenza degli altri anni, la moglie a Cuba per far fronte all'evoluzione della situazione.
Ovviamente quando c'e' un culo bianco di mezzo ci sono invidie e rodimenti assortiti da parte dei vicini, ma noi italiani, lo dimostrano le missioni militari che ci affidano nel mondo, siamo un popolo che piu' che la guerra sa fare da pacificatore.
Probabilmente il vivere, in pianta stabile, a Cuba non fa benissimo al sistema nervoso, e a un bel momento puo' essere normale che ti salga la carogna sulla testa.
Il risultato pero' e' quello di complicare le cose, resto dell'idea che le situazioni si risolvano meglio fra cubani.
Infatti io restero', in tutta la situazione della renta, dietro alle quinte, per tutta una serie di ragioni.
Nei limiti del possibile evitero' situazioni simili, alla fine ci potrebbero essere vantaggi, dalla renta, anche per chi vive in zona e ha attivita' commerciali.
La cosa piu' importante e' muoversi nei confini di cio' che e' tuo, evitando di pensare che qualche soldo in tasca possa risolvere sempre e comunque ogni problema.
A volte e' cosi', ma a volte potrebbe non essere sufficente, quando non controproducente.

6 commenti:

  1. In linea generale condivido il tuo pensiero, per noi stranieri a Cuba è meglio muoversi con una certa cautela e, se del caso, ingoiare qualche rospetto...
    però nel contempo non è solo questione di soldi in tasca, ma anche di diritti, che non sempre possono venir calpestati, soprattutto se le azioni altrui creano un danno...e ti assicuro che anche i cubani, con meno soldi in tasca, si fanno causa tra di loro per questioni immobiliari....
    Gari

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    1. Sulla tutela dei diritti la penso come te, a patto di ricordarsi che anche loro ne hanno.
      Gli esempi che ho riportato rappresentano piccoli dispetti e non situazioni veramente lesive dei nostri diritti.
      Alla fine noi siamo convinti di avere ragione perche'...abbiamo soldi e li portiamo, loro invece pensano di aver ragione perche' sono a casa loro.

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  2. EL LOCO
    Fuori dall'Italia meno problemi ti crei,meglio vivi.

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    1. Ovvio, a volte, se non si tratta di problemi veramente seri meglio abbozzare e risolvere in...altra maniera.

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  3. Bella la foto di Camaguey!Max

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