giovedì 3 aprile 2014

PIU' DUBBI CHE CERTEZZE

 

Come ho accennato al mio rientro, in uno degli ultimi giorni del mio breve, ultimo, soggiorno cubano, ho assistito, per una mezzora, alla trasmissione televisiva riguardante la sessione straordinaria dell'assemblea legislativa che aveva come argomento la nuova legge sui possibili investimenti stranieri.
In aula erano presenti, come invitati anche i 2 "eroi" de la Republica de Cuba liberati dalle carceri statunitensi.
Ha preso la parola Marino Murillo, se non sbaglio il ministro dell'economia oltre che vice presidente.
L'ho gia' sentito parlare altre volte, e' molto Rauliano nello spiegare i fatti; assolutamente essenziale, senza fronzoli ne' frasi ad effetto.
Ha descritto perfettamente, senza omissioni ne' fumo negli occhi, in diretta televisiva, la situazione del paese e le motivazioni che hanno portato a questa legge.
Come sappiamo Cuba non e' un paese comune, per mille ragioni storiche, economiche, di collocazione geografica e culturali.
In ogni paese al mondo, anche in quello con l'economia piu' florida, gli investimenti stranieri sarebbero accolti con gioia.
Nell'economia globale i soldi non hanno odore ne' colore.
Cuba, viceversa, si e' approcciata a questo difficile passo con molta ritrosia, e solamente per il fatto che non e' piu' in condizione di poterne fare a meno.
Ha iniziato, il ministro, parlando del fatto che l'eventuale investimento straniero sarebbe complemento a quello cubano, finendo pero' per affermare che, in talune situazioni, le due cose potrebbero marciare anche disgiunte.
Cioe', in determinati, limitati settori sara' anche possibile creare societa' di proprieta' e a capitale totalmente straniero.
Il problema e' che il Producto Interno Bruto del paese, nel 2013, e' cresciuto soltanto del 2,7% contro il 3,5% previsto.
Anche se pero' fosse cresciuto in funzione delle previsioni, la crescita del PIB si sarebbe attestata, semplicemente, al 50% di quella necessaria per uno sviluppo concreto del paese.
Di questo passo la crescita sarebbe lentissima, diluita nel tempo e non se ne vedrebbero, nel breve, i frutti.
Occorre, secondo Murillo, una crescita annua almeno del 7% e una quota di accumulazione per investimenti non inferiore al 20%.
Allo stato attuale delle cose, il PIB non copre la domanda interna, ne' consente investimenti.
Cuba consuma troppo in funzione di quel che produce, attualmente il 77% del PIB finisce in consumi, il 13% e' investito e il 10% viene dal saldo esterno.
Occorre, di conseguenza investire di piu' e consumare di meno, ma consumare di meno, allo stato attuale delle cose, non e' possibile.
Una soluzione potrebbe essere quella di triplicare l'esportazione, ma per fare questo occorre produrre di piu', ci vogliono investimenti che non sono consentiti dalla limitata crescita del PIB attuale.
Quindi occorrono investimenti stranieri, non solo dal punto di vista economico, ma anche e sopratutto da quello tecnologico e della crescita industriale del paese.
Occorre che Cuba possa avere accesso a tecnologie avanzante, tecnologie che riducano, drasticamente la forza lavoro.
Il settore dove il paese spera di poter vedere un successo importante di questa iniziativa, e' quello dell'agricoltura.
Il clima di Cuba, con le sue frequenti pioggie, e' favorevole alla produzione di tantissimi vegetali e di differenti tipi di frutta, il problema e' che la terra e' in gran parte incolta, i giovani, anche a regalargliela non la volgiono lavorare, mancano i macchinari ed appena qualcuno riesca a produrre qualcosa di decente lo stato arriva e ci mette il becco cercando di mangiare la parte grande della torta.
Le cooperative hanno proprio questa funzione.
Murillo ha fatto l'esempio del latte in polvere.
Oggi Cuba importa il 50% del suo fabbisogno di questo prodotto, questo vuol dire che l'altro 50% lo produce.
Ovviamente non serve un'imprenditore che arrivi e porti dall'esterno il 50% che serve ma qualcuno che, oltre ad occuparsi di fare una fabbrica seria per il trattamento e l'inscatolamento del prodotto, si dedichi alla produzione in loco dello stesso.
Ma le mucche?
Se con quelle attuali si arriva a produrre il 50% di cio' che serve, e' lapalissiano che se si vuole crescere l'imprenditore straniero si dovra' occupare anche di fornire il bestiame per questo tipo di prodotto.
Quindi parliamo di portare il bestiame, costruire la fabbrica ed eliminare cosi' l'importazione dall'exterior.
Fino qua' le cose potrebbero anche viaggiare su binari condivisibili, la cosa si complica, come si accennava in un commento di ieri, nel momento in cui si parla di "iniziative conciliabili con lo sviluppo del Socialismo e con la Rivoluzione".
Questo vuol dire che ogni singola iniziativa, ogni singolo progetto anda' ad essere esaminato, ed al limite approvato, dagli organi competenti.
Ma quanto sono davvero competenti, nel campo di un investimento industriale, questi organi?
Dove finisce l'ideologia ed inizia il buon senso?
Ogni singolo progetto dovra' combattere con quella burocrazia, quella corruzione, quella lentezza decisionale.
Ci saranno poi funzionari governativi che si occuperanno di discutere i salari e le caratteristiche di chi dovra' lavorare in questo o quel settore.
Non e' chiaro se l'investitore potra' portarsi da fuori parte ( parte, non tutto, come e' giusto che sia) del personale specializzato che servita', non e' chiaro se il personale cubano potra' essere pagato dall'investitore in modo decente oppure tocchera' dare mille cuc al mese allo stato che poi ne girera' 20 al lavoratore.
In questo modo si avranno dipendenti scazzati che ti ruberanno persino le merendine..
Da una parte, l'impressione e' che vogliano e necessitino assolutamente di investitori seri, ma dall'altra e' possibile che ti metteranno cosi' tanti e tali paletti che fare impresa, in modo serio, potrebbe diventare davvero difficile.
Gli organi di stampa hanno parlato di 8 anni senza tasse e poi del 15% annuo.
Forse ho cannato io ma mi pare di aver capito un'altra cosa.
Lo stato ti concede FINO ad 8 anni per rientrare totalmente dal tuo investimento senza chiederti nulla ma poi, in funzione del reddito, la tassazione parte si dal 15% per arrivare, in determinati casi, anche al 50%.
Voglio dire che se rientri in 4 anni, dal quinto, parte il meccanismo, altrimenti la cosa non avrebbe molto senso.
Ovviamente resta un bel discorso visti i chiari di luna che stiamo vivendo da questo punto di vista, qua' prima paghi poi cominci a fare impresa...
Continuano a mancare quelle garanzie, come parlavamo ieri, che tutelino l'impenditore.
Parlano di eventuale risarcimento in caso di controversie non ben specificate, ma fino ad oggi eri accompagnato all'aeroporto piu' vicino senza troppi complimenti.
Chi stabilisce poi l'entita' del risarcimento?
Molti dubbi e poche certezze.
Vedremo cosa 'accadra' nei prossimi mesi, e quanti imprenditori se la sentiranno di intraprendere questa rischiosa e delicata avventura.

27 commenti:

  1. Purtoppo la nuova legge non porta molte novitá, ma su questo ho giá commentato ieri;piuttosto oggi vorrei dire che oltre a quello non risolve le problematiche che piú stanno a cuore a eventuali investitori futuri e nemmeno a quelli giá presenti in loco.
    Una delle richieste piú chiare che erano state fatte dal mondo imprenditoriale era la contrattazione diretta dei lavoratori, puntualmente disattesa come era da aspettarsi; questo enorme scoglio non sará mai superato per essere contrario alle ideologie stesse vigenti al momento giacché sarebbe un avvallo ufficiale alla creazione delle classi sociali distinte e scaglionate in base alla meritocrazia e non al concetto di uguaglianza.
    Altro nodo é la possibilitá di assumere,con una legislazione adeguata, personale straniero; oggi come oggi per lavorare a Cuba non é sufficiente essere contrattati ma si deve passare per un processo che dura dai 2 ai tre mesi durante i quali si é letteralmente vivisezionati da inteligencia, contrainteligencia, immigrazione eccetera eccetera eccetera; tutto questo con grandi investimenti economico burocratici e senza garanzia di arrivare al famoso permesso di lavoro, molti sono i casi di persone professionali e corrette che dopo 2 mesi sono state rigettate da una di queste parti; last but not least le figure professionali per stranieri sono molto poche.
    Cuba poi non é piú tanto vantaggiosa a livello economico per uno straniero giacché gli stipendi sono gli stessi previsti dalla prima legge che data ormai quasi 20 anni e i famosi benefits sono stati progressivamente cancellati nel tempo; al giorno d'oggi per uno straniero non conviene lavorare a Cuba anche pensando che potrebbe essere letteralmente cacciato da un giorno all'altro come succede praticamente tutte le settimane(ultimi casi la settimana scorsa).
    Altro scolgio difficile da superare é la mentalitá del cubano stesso, 55 anni di abitudini a non avere un lavoro in funzione di uno stipendio ma in funzione di trarre benefici diretti ad una sostanziale sopravvivenza (leggasi lavoro per risovere i miei problemi perché con lo stipendio non lo posso fare) influiscono e ne abbiamo un chiaro esempio con i cubani espatrati; la maggior parte di loro, nonostante abbiano un lavoro degno con uno stipendio che gli permette vivere e migliorare le loro condizioni, continuano a fare quello che facevano in Cuba ossia a considerare il lavoro come un fastidio evitando in vari modi di compiere coi loro doveri per cui sono pagati e attraverso metodi non compatibili coi mercati attuali quali: furti sui luoghi di lavoro, certificati medici a gogo, e fare sul luogo di lavoro quello che gli pare e piace.
    C'é comunque da dire che il mercato cubano resta appetibile agli investimenti e resta quello che piú possibilitá di sviluppo esista in tutta l'America Latina ma non nella situazione e con le leggi attuali e soprattutto quanto il declino costante e metodico del paese riuscirá ad avvicinare la situazione a un punto di deterioro tale da non rendere nessun investimento praticabile secondo i margini globali di costo/beneficio ; la maturitá commerciale di Cuba é ancora lontana dall'essere equilibrata per tutte le parti in gioco.
    Marco

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    1. Sulla contrattazione diretta dei lavoratori condivido in pieno.
      Anni fa' ebbi un aggancio per prendere l'animazione in una struttura alle cajos tramite un tour operator italiano.
      Le condizioni erano capestro.
      Su 26 animatori da prendere in strtuttura mi avrebbero dato solo 3 visti per italiani.
      Gli altri 23 cubani, scelti da loro, con un loro Capo Villaggio, oltre al mio, che avrebbe risposto a loro.
      Se non ricordo male la cifra da pagare per ogni animatore era di 800/900 dollari al mese...ovviamente allo stato.
      Me ne andai a gambe levate.
      Paghi e decidono gli altri...
      Un altra cosa che ha detto Murillo e che mi sono dimenticato di citare e' il fatto che "l'impresa deve produrre utili e poi dopo salari..." Meglio tardi che mai.

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    2. Io lavoro nel campo alberghiero, cercheró di spiegare come stanno le cose allo stato attuale.
      Esistono 2 tipi di imprese straniere, quella che amministra gli hotel e quella mixta che é propietaria dell’hotel normalmente per un massimo del 49%.
      Impresa di amministrazione: é quella che mette il suo nome ad un hotel (per esempio Melia Cohíba); non é propietaria di nulla a livello di stabile e non contribuisce a nessuna spesa di ristruttrazione dello stesso includendo tutto quello che é mobiliario e attrezzature (come le cucine) che in questo caso si definiscono “activos fijos o medios básicos”; tutti gli oneri derivanti dalle operazioni dell’hotel sono a carico dell’amministrazione(dall’acquisto di cibo, agli stipendi eccetera); gli eventuali guadagni derivanti dai bilanci annuali rimangono all’impresa cubana al 100% e trasferiti ai ministeri competenti(Turismo per Gran Caribe e Cubanacan e Fuerzas Armadas Revolucionarias per Gaviota); normalmente il 90% degli alberghi non genera guadagni ed il 60% genera perdite considerevoli; dove sta il guadagno della parte straniera? Semplicemente riceve una percentuale che va dal 3 al 6% sulle vendite e quindi non perde mai indipendentemente da come chiuda il bilancio l’hotel.
      Impresa mixta: é quella che partecipa in tutte le spese ed i guadagni(dalla costruzione dell’hotel alla gestione eccetera per esempio Meliá Habana) in proporzione alla percentuale detenuta; non guadagna una percentuale sulle vendite ma sugli utili; ha un contratto di 99 anni dopo i quali deve cedere a titolo gratuito la sua parte allo stato cubano; attualmente ne rimangono a Cuba solo 5 in campo alberghiero,l’ultima che si é “ritirata” é stata la canadese Sandals che non é ancora stata liquidata e probabilmente mai lo sará.
      CONTINUA

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    3. Personale straniero: allo stato attuale le figure approvate sono 6: direttore generale, room división manager, food& beverage manager, executive chef, secondo executive chef, e chef pasticcere; lo stipendio del direttore generale lo paga la parte straniera; gli stipendi delle altre figure si pagano dai conti operativi dell’amministrazione dell’hotel; tutti gli stranieri devono essere approvati dalla parte cubana come descritto nel mio anteriore intervento e gli stipendi sono prestabiliti e partono da un minimo di 3000 USD ad un massimo di 5500 USD al mese per 12 mesi all’anno; i benefit rimasti sono assicurazione medica,1 mese di vacanze all’anno e un viaggio andata e ritorno pagato per le ferie oltre al viaggio di inizio e fine contratto; non esistono contributi né pensione ma l’hotel deve pagare un 50% del valore dello stipendio netto in tasse a favore del ministerio de trabajo e seguridad social.Normalmente negli alberghi lavorano 2 o 3 stranieri massimo.
      Per ogni straniero esiste un omologo cubano allo stesso livello il cui compito principale é vigilare il lavoro fatto dallo straniero; esiste poi la figura del “secretario del partido” che spesso e volentieri comanda piú del direttore.
      Personale cubano: é assunto direttamente dalla parte cubana senza possibilitá di opinione per la parte straniera: lo stipendio é a carico dell’hotel e si paga in CUC al ministero corrispondente che poi paghera in CUP il corrispondente stipendio al cubano; bisogna poi sfatare il falso mito che i cubani non pagano tasse sul lavoro, infatti la tassazione sullo stipendio dei cubani é circa del 40% fra “seguridad social”, “salud publica” ,”contribución sindical y al partido”e “recaudación para pensiones”;esempio pratico: direttore di hotel cubano 1200 CUC di stipendio che l’albergo paga al ministero,il ministero pagherá al direttore cubano circa 720 CUP.
      Non provo neppure a spiegare quanto sia difficile lavorare a Cuba,solo il fatto che circa il 90% degli stranieri non resiste piú di un anno fa capire tutto; il turno ver nonostante gli stipendi é altissimo.
      Quanto ho detto qui rappresenta solo una piccola percentuale di quello che sucede a Cuba nel mio campo,ci vorrebbe troppo tempo per spiegare tutto e poi credetemi che nessuno straniero capirá mai al 100% cosa é davvero Cuba; io per esempio ci vivo intensamente da 10 anni circa e sempre dico che di Cuba e dei Cubani non conosco nemmeno il 40%.
      Comunque se qualcuno ha domande sono disponibile ad aiutare nei limiti delle mie conoscenze del posto.
      Marco

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    4. IMPRESA DI AMMINISTRAZIONE; Quindi parliamo di imprese che sono cubane, perche' se gli eventuali profitti vanno a Cuba non ci vedo il nesso.
      L'eventuale partner straniero ha una percentuale non dissimile a quella di un agenzia di viaggio per un volo....mi par di capire.
      Come hai riportato quelle miste sono in via d'estinzione

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    5. Gia' soltanto il fatto che esiste un funzionario cubano che controlla il lavoro dell'omologo straniero la dice lunga sulle difficolta' che si incontrano per lavorare a Cuba

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    6. L'impresa di amministrazione é quell'impresa straniera che amministra un hotel di proprietà di un'impresa cubana in collaborazione con la stessa, commercializzando l'hotel nel mondo giacché l'impresa cubana non ne ha la capacità. Esempio Meliá Cohiba:propietaria Cubanacan, amministrazione Meliá hoteles international. I compensi sono sul venduto durante l'anno ossia sulla commercializzazione e quindi belli alti se consideri che il solo Meliá cohiba incassa circa 25 milioni di dollari l'anno.Il 3% son 750000 dollari che incassa Meliá. Se poi l'hotel generi guadagni o perdite al netto delle spese é un problema di Cubanacan

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  2. Mi sembra una trappola ancora piu' grande della precedente.Stefano

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    1. La precedente lo era di sicuro, questa...vedremo.

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  3. Anni fa da Milano si voleva esportare la moda della cena/aperitivo a Roma. Non attecchì per niente perchè noi romani non abbiamo nella nostra cultura il fatto di mangiare uno stuzzichino, per di più in piedi. Chi propone brunch, apericene e altre minchiate del genere, qui, è destinato a durare poco.

    Non so se la metafora è chiara.

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  4. Non ci piove, pero' a Roma non ha preso piede perche' avete comunque altri modi di affrontare le serate e anche altri orari.
    Tieni conto che a Cuba sarebbe tutto da fare...
    Prova a mettere gli stuzzichini aggratis ( o meglio compresi nel bere) e vedrai la classe cola...

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    1. Ma qui si sta discutendo di andare a fare i capitalisti in un paese comunista, è un paradosso troppo grande.
      La mia metafora era, tutto sommato, piuttosto blanda al confronto.

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    2. In effetti non è un paradosso da poco

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  5. L'atipicita' di Cuba e' presente anche in queste informazioni che ci fornisce Marco.
    Ho fatto,per anni, il Capo Villaggio in giro per il mondo.
    La catena di comando era molto semplice.
    Io rispondevo al mio direttore che rispondeva alla propieta' del villaggio.
    Questo a prescindere dal fatto che fosse la proprieta' reale o solo un'affittuaria.
    la societa' per cui lavoravamo si occupava che tutti operassimo all'interno delle leggi del paese che ci ospitava.
    Lo stato ospitante interveniva soltanto se queste leggi venivano violate, in pratica mai.
    A Cuba si parte dal presupposto che tutti fottono e di conseguenza tutti vanno controllati.
    Controllati da uno che fotte piu' di loro.
    Cuba non si fida e ha sempre paura, teoricamente, che si possa mettere in discussione un modello politico ma in realta del fatto che una parte della torta possa prendere altre vie.

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  6. Il “Twitter cubano” contro Castro.

    Un social network molto simile a Twitter ma fruibile per i cellulari, noto come ZunZuneo, costruito per alimentare la rivolta politica a Cuba e indebolire il governo comunista. Nel luglio 2010, Joe McSpedon, un funzionario del governo degli Stati Uniti, avrebbe avuto l’incarico di seguire il progetto. È quello che si apprende dall’inchiesta dell’AP.
    ZunZuneo e Twitter - Il nome del nuovo social è direttamente riconducibile a Twitter, infatti ZunZuneo è il termine con cui nello slang cubano si indica il cinguettio di un colibrì. Il servizio era progettato esclusivamente per telefonia mobile, considerando che il regime di l’Avana ha un rigidissimo protocollo di controllo sull’informazione e sull’uso di internet. Nel suo picco di crescita, ZunZuneo ha avuto oltre 40 mila iscritti. Il pio desiderio dell’amministrazione Usa era quello di gettare i presupposti di una cosiddetta primavera cubana.
    Gli scopi occulti - Il progetto del Twitter cubano è stato lanciato poco dopo l’arresto a Cuba nel 2009 del contractor americano Alan Gross. I documenti in possesso dell’AP mostrerebbero come gli Usa avrebbero gestito il progetto: costruire una base di abbonati attraverso “contenuti non controversi”, come news calcistiche, musica e così via. Solo in seguito, quando ZunZuneo avrebbe raggiunto un numero considerevole di abbonati, gli operatori occulti avrebbero introdotto contenuti politici scomodi per il regime di Castro, volti a ispirare i cubani, o come si legge in un documento dell’USAID: “per rinegoziare l’equilibrio di potere tra lo Stato e la società cubana”.
    La Casa Bianca - Il coinvolgimento diretto della Casa Bianca nel progetto ZunZuneo non è ancora stato chiarito. La legge degli Stati Uniti infatti richiede che ogni azione segreta gestita da un’agenzia federale deve avere una autorizzazione diretta del Presidente, ma come indica AP, Joe McSpedon sarebbe un quadro di medio livello all’interno dell’USAID, pertanto potrebbe aver agito senza autorizzazione.

    Fonte: http://www.squer.it/of/zunzuneo-social-network-cuba-castro/

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    1. Sto andando a Jesolo magari ne parliamo nei prossimi giorni

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    2. Ennesima dimostrazione che i governi americani, di Cuba, hanno sempre capito poco.

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  7. da mario
    mi introduco solo ora in un post che mi interessa perchè sono in viaggio per lavoro ...post interessantissimo e attuale il titolo del post mi sembra appropriato....sto leggendo su varia stampa internazionale di questa cosa e tutti danno una propria interpretazione....spero che aston riproponga questo argomento in futuro...onestamente non ho letto tutti gli interventi con la dovuta calma.....

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    1. Mario il post resta qua'...quando vorrai rileggerli li troverai sempre.

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  8. Milco quanto stai a iesolo ?

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  9. Sono a Cavallino ancora un paio d'ore

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  10. Di rientro missione compiuta. Stasera si gioca. Ci provo

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  11. Sbagliato Milco 15 gg per contrattura a 50 e rotti e' la cosa meno intelligente che puoi fare

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  12. Coach, l'ifortunio oramai risale ad un mese fa.
    la partita precedente, prima di partire era stata un calvario, ero la 20%, ninete scatti, contrasti, tiri e lanci.
    Correre con cautela e passarla subito.
    Ieri ho giocato al 40%, le cose vanno meglio anche se a posto non sono ma sono sulla buona strada.
    La prossima e' il 9 maggio, dovrei, essere a posto.

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  13. mi sei sfrecciato sulla A$ troppo velocemente per fermarti per un caffe'...prima o dopo ....chissa' qui o la...
    i vecchi calciatori di solito al volgere dei campionati con l'arrivo della bella stagione rifirioriscono....

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  14. Non devo risfiorire perche'...non sono sfiorito, diciamo che mi basterebbe tenere botta.

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