sabato 5 aprile 2014

ROBERTO PEREZ

 

Per quasi 14 anni ho frequentato le case de renta tunere, fondamentalmente sempre le stesse 3, con poche eccezioni
Una di queste, quella che forse mi e' piaciuta di piu', e' quella di Nena in calle Marti.
Sicuramente non la migliore di Tunas, ma decisamente grande e tenuta pulita e nella massima sicurezza.
Il marito di Nena e' Roberto Perez, uno dei personaggi piu' conosciuti della citta'.
Piu' vecchio di lei di 20/25 anni, e' stato responsabile di tutta la gastronomia tunera per molti anni.
Una persona onesta, o meglio, enormemente piu' onesta di chiunque, a Cuba, si fosse trovato nella sua stessa posizione di comando.
Hanno messo su il cuarto de renta, anni fa, col poco che erano riusciti a mettere da parte, un cuarto tutto sommato modesto all'interno di una casa modesta.
Due figli, uno avvocato trafficone e l'altro medico, oggi in missione a Timor est.
Roberto lo conobbi che aveva gia' 70 anni, da giovane dev'essere stato un puttaniere da nulla...
Si raccontano leggende sui casini che combino' con le donne.
Quando era responsabile della gelateria de la Fuente, pare che avesse una storia con una dipendente, Nena ne venne messa al corrente e lo ando' a pescare sul lavoro facendolo correre a casa a suon di bestemmie e pedate nel culo.
Tenete presente che e' il doppio di lui.
Anni fa frequentai una ragazza che lavorava in quel locale, pare che la noviecita con cui ebbe la storia lavorasse ancora la', utilizzo' la mia amica per mandare saluti alla sua vecchia fiamma.
Roberto Perez passava le giornate sul portal di casa, seduto a fumare, tirando piropos a tutte le donne che passavano; giovani vecchie, grasse, magre, belle e brutte.
Piropos delicati e piacevoli, le donne cambiavano marciapiede soltanto per sentirseli dire e per rispondere immancabilmente col sorriso.
Chiunque passasse a piedi, in bici, in auto, moto, col calesse, in bicitaxi di fronte a casa sua lo salutava volentieri.
Visto che certi vizi non li perdi con la vecchiaia, mi vedeva, in quegli anni, cambiare frequentatrice con una certa frequenza, solitamente ragazze di qualita'.
Ogni giorno mi chiedeva chi avrei portato se la rubia o la mora, la Jawa o la negra.
Del cuarto de renta non se ne occupava, non faceva nulla pero' ci teneva...
Le volte, con la vecchia onerosa tassazione, in cui Nena dovette chiudere per alcuni mesi, lui non usci quasi di casa per la vergogna.
Al mattino, quando c'era un turista, si faceva accompagnare all'inmigration per la registrazione.
I funzionari, vista l'eta', lo facevano passare subito e nessuno protestava
Era Roberto Perez.
Non ha mai avuto un gran rapporto con i clienti, forse per me faceva un'eccezione, magari per la mia lunga frequentazione di quella casa.
Nei primi anni seguiva molto le faccende del mondo, in televisione, fedele alla linea.
Linea da cui, mi parse di cogliere negli ultimi anni, ad un certo punto si era allontano, o comunque disinteressato.
Molti, con l'avvicinarsi della fine, trovano o ritrovano la fede, lui, forse, l'aveva persa anche a causa delle difficolta' economiche che ogni tanto la casa incontrava.
A dicembre lo avevo visto un po' male in arnese, aveva 84 anni e dovette abbandonare il bastone per una specie di girello, ma la sua postazione nel portal non la mollava mai.
Roberto Perez se ne e' andato il 5 marzo.
Mi erano giunte voci di una ischemia a febbraio, ho avuto la notizia della sua morte dall'amico che e' venuto, ora, a prendermi in aeroporto.
Negli ultimi giorni ha voluto farsi trasportare a Ovajo, dove era nato e aveva altri figli, per morirci.
Il giorno dopo il mio arrivo sono andato da Nena, dimagrita paurosamente.
Appena mi ha visto mi e' venuta incontro, mi ha abbracciato piangendo a dirotto.
Sono uno di famiglia.
Non so mai cosa dire in questi casi, al di la' delle banalita' solite.
Aveva 84 anni e si era goduto la vita, per contiuare in stato vegetativo e' stato meglio cosi', questo ho cercato di farle capire, non so con quanto successo.
Il figlio medico e' tornato in permesso speciale dalla missione, l'altro mi ha parlato di chiudere la casa, era intestata a lui e occorre fare il cambio, per riaprirla rinnovata e con 2 cuarti de renta.
Sono passato in scooter ogni maledetto giorno davanti alla casa, sperando di rivederlo seduto sulla solita sedia di legno nel portal con la sigaretta in mano e la faccia di sempre.
Di uno che ha vissuto.
Un pezzo della mia Cuba non c'e' piu', la tristezza non sono riuscito a togliermela di dosso.
Ci vorra' del tempo.

8 commenti:

  1. ah quanto ti capisco ...la mia rentadora y segunda ma' quando se ne andata mi e' caduto il mondo addosso...reparto Sueno nella ciudad rebelde non e' piu' come prima per me.....sono passato 2 anni e rotti fa ho guardato da lontano la casa, mi sono passate davanti moltissime scene di vita.....un pezzo di cuore che non pulsa piu'...sono queste emozioni che ti fan capire che non si e' solo turista...anche se pochi arrivano a passarci il tempo che ci passi tu quando si e' qua si e' inevitabilmente anche la.....da qui ti saluto de nuevo...ciao Despaigne....

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  2. 84 anni non sono pochi.Stefano

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    1. Non dirlo a me, mio padre ha lasciato l'allegra compagnia a 58...

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  3. Ho appena visto a striscia la notiazia un bel servizietto che parlava di giaveno e nello specifico della fabbrica del cioccolato di guido,il miglior gianduiotto italiano hanno detto cacao dal venezuela e scelto chicco per chicco con le miglior nocciole piemontesi....che bel paesino di montagna.paolino.

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  4. Direi che è un paese di medie dimensioni. In estate arriva a ventimila anime. Io vivo 6 km sopra. È comodo perché Torino è a soli 30 km. Resto un torinese trapiantato ma qua' si vive davvero bene

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  5. Bel ritratto di questo senor Roberto....l'hai descritto così bene che mi sembrava quasi di averlo conosciuto, sebbene io non abbia mai messo piede a Las Tunas.....che riposi in pace nel paradiso dei mujeriegos....
    Gari

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