martedì 29 aprile 2014

SIAMO TUTTI SCIMMIE!



Credo abbiate seguito l'episodio in qualche telegiornale.
Stava giocando il Barcellona, Dani Alves, giocatore brasiliano di pelle ambrata, stava per battere un corner, quando dagli spalti gli tirano una banana.
Lui non fa una piega, prima di calciare, la sbuccia e se la mangia.
Trovo questo gesto la migliore risposta contro quel becero razzismo di alcuni frquentatori degli stadi di calcio.
Aggiungo anche di alcuni frequentatori di Cuba...
Il gesto e' stato ripreso in tutto il mondo ed e' diventato un cult.
Ieri il nostro Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha ricevuto gli azzurri vittoriosi del calcio a 5, era  presente anche Prandelli.
Insieme al nostro commissario tecnico, davanti alle telecamere ha sbucciato una banana e se la sono mangiata.
Un semplice gesto, a volte, vale molto ma molto di piu' di mille parole e di tanti luoghi comuni che vengono usati in simili situazioni.
Per colazione mi mangio anch'io una bella banana, in questo modo il Blog aderisce a questo piccolo ma importante gesto.
Fatelo anche voi.


5 commenti:

  1. Ieri l'ho mangiata anch'io quando sono rientrato dall' allenamento. Non sapevo però del significato simbolico che é seguito al gesto del calciatore brasiliano. Pedro.

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  2. Il potassio è benzina rapida.
    Benvenuto fra noi scimmie

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  3. Il razzismo e' sempre figlio della peggiore ignoranza. Stefano

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  4. L’indigestione di banane che ha intasato il globo nelle ultime ventiquattr’ore ci racconta che, da Martin Luther King a Dani Alves, dal profeta di Atlanta che urla «I have a dream» al calciatore del Barcellona che mangia la banana lanciatagli da un buzzurro, il codice della comunicazione è stato stravolto. La parola, nobile testimonianza di epoche passate, ha ceduto il passo al linguaggio immaginifico dei gesti, immediatamente comprensibili e replicabili su vasta scala.
    Nella macedonia di banane che ci sovrasta c’è anche un altro verdetto, meno banale. Che il razzismo può ancora vincere qualche battaglia in certe sacche minoritarie di umanità ossessionata, ma ha perso la guerra. Il disprezzo sociale che lo circonda è ormai talmente vasto da avere consentito a Dani Alves un facile apostolato bananiero. Ai tempi di Luther King il suo gesto non avrebbe suscitato la reazione compatta di solidarietà che ieri ha indotto chiunque, persino una personcina poco sensibile alle tendenze del momento come Matteo Renzi (ehm ehm), a brandire il frutto associato alle scimmie per trasformarlo in un simbolo universale di fratellanza. Non rimane che stare attenti alle bucce.
    MASSIMO GRAMELLINI

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