giovedì 29 maggio 2014

ALTA CORTE

 

Ieri sera alle 18 si e’ riunita l’alta corte del Coni, il terzo ed ultimo grado di giudizio, per la concessione della licenza europea al Parma.
I fatti sono noti.
Sul campo, a causa dello stramaledetto rigore, gentilmente offerto dai Viola, sbagliato da Cerci all’ultima giornata di campionato, il Parma ha guadagnato il diritto di accedere ai preliminari di Europa League.
Per poter partecipare alle coppe europee occorre una sorta di licenza; devi pagare gli stipendi a tempo e soprattutto non avere pendenze fiscali.
Il Parma ha toppato su questo aspetto avendo pagato in ritardo 300 mila euro di Irpef.
In realta’ la cosa e’ piu’ complessa.
In settimana e’ stata pubblicata una cartella col numero di giocatori trattati e di operazione effettuate, da parte di tutte le squadre di serie A.
La media e’ di 30 giocatori e 50 operazioni, il Parma ne ha trattati 176 con oltre 300 operazioni.
C’e’ del marcio in Danimarca…
Probabilmente c’e’ un giro di soldi che escono dalla porta per poi, in qualche modo, rientrare dalla finestra.
In pratica hanno pagato degli incentivi a giocatori che dovevano essere convinti a cambiare aria.
Il Parma li ha definiti prestiti….peccato che siano finiti in busta paga e di conseguenza andava pagata l’Irpef.
Questi sono i fatti, cosa ben diversa dalle pugnette.
A differenza di molti Fratelli non sono particolarmente eccitato da questa faccenda.
L’Europa ce la meritiamo, non fosse altro per i punti che gli arbitri ci hanno portato via in stagione, ma, da uomo di sport, mi attengo sempre al responso del campo.
Abbiamo avuto la possibilita’ e l’abbiamo buttata al vento.
Il campo ha detto che tocca a loro, se dovesse toccare a noi non mi vado a poner bravo ma neanche stapperei il Berlucchi.
Ho anche idea che la societa’ ci tenga fino ad un certo punto.
Ieri davanti all’alta corte il Parma si e’ presentato con Presidente e direttore generale, noi abbiamo mandato…il segretario.
Questa mattina la sentenza, il Parma potrebbe ancora appellarsi al Tas di Losanna ma i precedenti sarebbero poco incoraggianti per loro.
Ripeto, ben venga l’Europa anche se in questo modo….non mi accende la lampadina.

31 commenti:

  1. DA TORO NEWS
    Servirà ancora una notte d’attesa per sapere se il Parma giocherà in Europa il prossimo anno. All’Alta Corte, infatti, non sono bastati 40′ di camera di consiglio per prendere una decisione. Eppure, il presidente Franco Frattini, al termine di 90′ d’udienza relativa al ricorso del club emiliano contro la mancata concessione della licenza Uefa, aveva annunciato per stasera l’uscita della sentenza. «Abbiamo già un’idea», dice comunque Frattini uscendo dall’aula allestita presso il Coni. Permarrebbero però alcuni dubbi fiscali che i giudici scioglieranno in serata: il Parma doveva pagare i 300mila euro di Irpef per i propri tesserati entro il 31 marzo o no? La Commissione di 1/o e 2/o grado della Figc ha già bocciato la linea difensiva dei Ducali che, oltre ai legali Carlo Longari e Silvia Morescanti, oggi sono arrivati a Roma con il presidente Tommaso Ghirardi e l’ad Pietro Leonardi. E proprio il patron ha rivolto un accorato appello alla corte. «Io non ho conoscenza dell’argomento ma siamo al Coni, nella casa dello sport e pretendo venga fatta giustizia nello sport – le sue parole, che non nascondevano l’emozione -.È un mese che ascolto avvocati, leggo giornali che scrivono che io non ho pagato, io non so cosa dire alla mia famiglia. Io ho pagato in ritardo? Sto spendendo decine di milioni da sette anni per un’opera sociale e sportiva. Sono andato in una città civile, che da due anni vince il fair play per il miglior pubblico italiano, se fossimo in un’altra piazza avremmo qui fuori 5mila persone. Oggi non c’è nessuno perchè rispettiamo lo sport e vogliamo che lo sport faccia giustizia». «Stiamo parlando di 300mila euro su 15 milioni pagati – aggiunge -. Ho pagato 13 milioni di euro per questa benedetta licenza Uefa, e domani pagherò altri 10 milioni perchè il Parma ha sempre onorato tutto e non è mai stato sanzionato in 7 anni di mia gestione. Confido che chi ha meritato sul campo da gioco dopo un campionato difficile, una realtà di provincia che rinasce dopo il più grande crack della nostra nazione e forse d’Europa, deve avere rispetto». In ballo ci sono due date: il 31 marzo e il 30 aprile. La difesa dei gialloblù ha puntato sul fatto che la perentorietà di tali scadenze non era poi così chiare. Massimo Ranieri, avvocato del Toro, club interessato in caso di esclusione degli emiliani, ha replicato che nel Manuale delle Licenze Uefa tale perentorietà è evidente nella data del 30 aprile e anche in questo caso il Parma non l’ha rispettata effettuando il pagamento il 16 maggio. Luigi Medugno e Letizia Mazzitelli, legali della Federcalcio, hanno invece ricordato il rigore della normativa e che il Manuale Uefa è sovranazionale e che quindi la Figc deve darne applicazione e verificare i requisiti delle società entro una determinata scadenza. «Mi meraviglio del Torino, ho ricevuto la telefonata da mio grande amico Urbano Cairo che mi ha fatto i complimenti per aver vinto sul campo l’Europa League – rileva Ghirardi -, credo che lo stesso Cairo non sia d’accordo a dover partecipare a questa coppa perchè lo sport è un gioco. È il giuoco del calcio».«Capiamo e rispettiamo la sua emozione – lo rassicura Frattini-, la legge ci chiama ad applicare delle regole che con l’emozione purtroppo, qualche volta, possono non coincidere. Ma garantisco che le applicheremo nel modo più equo». Serve però ancora rifletterci su"

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  2. Vorrei sbagliarmi ma credo che alla fine la daranno Buona al Parma
    Se io salto un f24 non mi danno il durc per lavorare ma siamo in Italia. . . .
    La spalmata del debito della Lazio in 23 anni la dice lunga sul come da noi funzionano le cose

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  3. Per la stagione fatta e per il gioco espresso ,merita il toro l'europa...ma siamo in Italia.

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    1. E' anche onesto dire che il Parma non ha rubato nulla, nei 2 scontri diretti hanno fatto meglio di noi.

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    2. Occhio che Thohir non ha onorato i 180 milioni che il 30 aprile doveva garantire alle banche....

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  4. Ghirardi ha chiesto che il verdetto sia emesso dopo la pausa pranzo di sei ore.....

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  5. Ufficiale toro in europa.paolino.

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  6. L'Alta Corte del Coni ha respinto il ricorso del Parma: in Europa League va il Toro! Neanche in questo grado di giudizio la società di Ghirardi è riuscita ad ottenere la licenza Uefa per partecipare alle coppe europee. Il 31 luglio, con l'andata del terzo turno preliminare, il Toro inizerà dunque la sua avventura nella prossima edizione di Europa League.

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  7. Come ho scritto non faccio saltare i tappi di champagnino ma non butto via niente.
    Ci hanno soltanto restituito una piccola parte di cio' che, nei decenni, ci hanno tolto.
    Il Parma ha sbagliato ed e' giusto che paghi, come abbiamo pagato, duramente, noi all'epoca del fallimento e mille altre volte.,

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  8. ALTA CORTE
    DI GIUSTIZIA SPORTIVA
    Foro Italico – Palazzo H – L.go Lauro de Bosis, 15
    00194 - Roma
    Segreteria: tel. +39 06 3685.7382 - fax +39 06 32723729
    altacorte@coni.it - www.coni.it
    Alta Corte di Giustizia Sportiva
    presso il Coni
    Decisione n. 13
    Anno 2014
    Prot. n. 00171
    L’Alta Corte di Giustizia Sportiva,
    composta da
    dott. Franco Frattini, Presidente e Relatore
    dott. Dante D’Alessio,
    prof. Massimo Zaccheo
    prof.ssa Virginia Zambrano
    prof. Attilio Zimatore, Componenti
    ha pronunciato la seguente
    DECISIONE
    nel giudizio iscritto al R.G. ricorsi n. 15/2014, presentato, in data 22 maggio 2014, dalla società F.C. Parma, ai sensi dell'art. 21 del Codice dell’Alta Corte, avverso la decisione della FIGC - Commissione di II grado delle Licenze UEFA - comunicata alla società ricorrente in data 19 maggio 2014, recante la conferma del diniego della Licenza UEFA per la stagione sportiva 2014- 2015, già deliberata dalla Commissione di primo grado.
    visti tutti gli atti e i documenti di causa;
    uditi, all’udienza pubblica del 28 maggio 2014, l’avv. Silvia Morescanti e l’avv. Carlo Longari per la società ricorrente, l’avv. Massimo Ranieri per la società controinteressata Torino F.C. e gli avvocati Luigi Medugno e Letizia Mazzarelli per la resistente FIGC;
    2
    udito il Relatore, Presidente Franco Frattini.
    Ritenuto in fattoRitenuto in fattoRitenuto in fattoRitenuto in fatto Ritenuto in fatto Ritenuto in fattoRitenuto in fattoRitenuto in fattoRitenuto in fattoRitenuto in fattoRitenuto in fattoRitenuto in fattoRitenuto in fattoRitenuto in fatto
    La S.p.A. F.C. Parma ricorre ai sensi dell’art. 21 del Codice dell’Alta Corte di Giustizia Sportiva avverso la decisione della Commissione di secondo grado delle Licenze UEFA comunicata il 19 maggio 2014 con cui è stata confermata la decisione di diniego della Licenza UEFA per la stagione sportiva 2014 – 2015, già deliberata dalla Commissione di primo grado.
    La ricorrente, premesso di essere legittimata al ricorso stante il suo sesto posto sulla classifica finale di serie A, deduce:
    1) che l’elargizione di somme a dieci calciatori nei mesi di ottobre e novembre 2013 non avrebbe carattere di anticipo retributivo ma di mera anticipazione finanziaria (prestito per necessità). Su tali somme, quindi, non avrebbe dovuto essere versata la ritenuta IRPEF di circa 300 mila euro, e dunque i criteri del punto F04 del Manuale Licenze UEFA non sarebbero stati violati, contrariamente a quanto le Commissioni di 1° e 2° grado hanno ritenuto per motivare il diniego della Licenza;
    2) che la rappresentazione formale di tali pagamenti è stata erronea, e che lo stesso studio di consulenza che aveva redatto i cd “cedolini” ha per iscritto ammesso l’errore, dovendosi tali somme qualificare come mero “prestito finanziario”;
    Tanto è vero che dette somme non sono state inserite nel CUD 2013 dei giocatori, in cui sono indicati i “corrispettivi” erogati;
    3) che l’errore era, da parte della soc. Parma, scusabile, e che ad esso la ricorrente ha tempestivamente ottemperato, oltre il 31 marzo ma ben prima del 30 giugno;
    4) che il termine del 30 marzo per le ritenute IRPEF non poteva ritenersi “perentorio”, malgrado la formula di stile “entro e non oltre il 31 marzo” contenuta nel Manuale;
    5) la sanzione della esclusione dalla Coppa Uefa è sproporzionatamente grave, trattandosi semmai di una violazione di ammontare marginale (tardivo versamento di 300 mila euro) rispetto al puntuale versamento di oltre 13 milioni di euro effettuato dalla ricorrente per ottemperare a tutti i “criteri economico – finanziari” dettati dallo stesso Manuale delle Licenze UEFA.
    La FIGC, costituitasi in giudizio, ha ritenuto infondati tutti i motivi del ricorso, pur “rimettendosi in ogni caso alla decisione giudiziaria dell’Alta Corte”.
    La soc. Torino, in quanto controinteressata (essendo posizionata al settimo posto della classifica del campionato di Serie A), si è costituita in giudizio e con ampiezza di argomentazioni ha sostenuto la perentorietà del termine del 31 marzo, la non scusabilità dell’eventuale errore e l’impossibilità

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  9. 3
    Considerato in diritto Considerato in diritto Considerato in diritto Considerato in diritto Considerato in diritto Considerato in diritto Considerato in diritto Considerato in diritto Considerato in diritto Considerato in diritto Considerato in diritto Considerato in diritto Considerato in diritto Considerato in diritto
    Nella vicenda sottoposta all’esame di questa Alta Corte si rilevano non pochi atti, indicazioni e comportamenti che provengono da autori diversi, caratterizzati da contraddittorietà.
    Tuttavia, ritiene il Collegio, la vicenda va inquadrata nell’ambito di regole – quelle dettate dalla UEFA nel “Manuale” - che disciplinano una ammissione a “numero chiuso” ad un campionato sovranazionale in cui la “par condicio” tra gli aspiranti deve essere garantita nello stesso modo per tutti i Paesi interessati.
    1) Il Manuale UEFA costituisce norma “ad hoc” inderogabile e non annullabile né modificabile né integrabile in alcuna parte, se non ad opera della stessa UEFA che ne ha la titolarità e responsabilità.
    2) I criteri contenuti nel “Manuale” ai fini della abilitazione – costituita dalla Licenza UEFA alle squadre che abbiano ottenuto un determinato piazzamento nel campionato nazionale – sono criteri oggettivi e le prescrizioni in essi indicate debbono essere osservate, giacché una sola carenza o ritardo – per quelle indicate con la lettera A), cioè inderogabili – ha come automatica conseguenza l’impossibilità di concedere la Licenza UEFA.
    Il sistema delle Licenze UEFA, ed il relativo Manuale, sono stati introdotti allo scopo di “integrare, con prescrizioni e requisiti, il dato primario ed incontrovertibile, cioè il risultato sportivo della squadra sui campi da gioco”. Tale sistema, perciò – e a ciò deve limitarsi l’Alta Corte – può confermare oppure cambiare, alla stregua dei criteri del Manuale, il risultato “sportivo”. E in ciò è la rilevanza delle regole UEFA.
    3) Ne deriva che il diniego di Licenza UEFA non è una “sanzione”, ma ha un effetto automatico, predeterminato con chiarezza dal Manuale, della inottemperanza oggettiva a una prescrizione/requisito classificata come A) (cioè inderogabile). Per questo motivo le pur ampie ed apprezzabili argomentazioni della ricorrente soc. Parma circa la scusabilità degli errori commessi non possono essere accolte dal Collegio.
    3a) In via generale, infatti, la scusabilità dell’errore sulla configurazione formale e documentale dei pagamenti ai calciatori, in quanto derivante da un errore dello studio di consulenza cui il Parma si era affidato, non è opponibile all’Ufficio UEFA, soggetto del tutto estraneo rispetto al rapporto professionale da cui l’errore denunciato deriverebbe.
    3b) Quanto alla scusabilità dell’errore sulla perentorietà del termine, malgrado la evidente contraddittorietà tra il documento “Tempistica degli adempimenti” (in cui figura la locuzione “entro il 31 marzo”) da un lato, e il Manuale, nonché la pagina extranet riferita al calendario adempimenti (in cui la caratteristica decadenziale del termine emerge invece con chiarezza) il collegio deve ribadire, anzitutto, che la fonte normativa “Manuale”, anche nella sua versione originale in inglese, prevale comunque nell’eventuale caso di discordanza con istruzioni (quali il doc. “Tempistica”) diffuse dall’Ufficio UEFA italiano.
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    E’, in tale senso, la costante giurisprudenza del Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna, con cui si è più volte ribadito che la natura decadenziale dei termini per adempiere a prescrizioni inderogabili (di tipo A) esclude ogni valutazione soggettiva sulle ragioni che hanno indotto la parte interessata a non rispettare detto termine.
    Se ciò avvenisse, dato il “numero chiuso” delle Licenze UEFA, tale rilevanza del dato soggettivo potrebbe risultare a scapito degli altri aspiranti, che secondo regole di “par condicio” non hanno violato alcuna prescrizione sostanziale o temporale inderogabile.

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  10. 3c) Egualmente, non trattandosi di una “sanzione”, il diniego di Licenze UEFA non è soggetto a valutazione di “proporzionalita” tra il modesto ammontare della somma tardivamente versata e le assai più consistenti somme che la soc. Parma ha versato per tutti gli altri adempimenti. Il Manuale non prevede altro che una conseguenza – non sanzione – e cioè l’impossibilità di concedere la Licenza.
    4) Passando alla questione principale che la soc. Parma ha dedotto nel ricorso, ritiene il Collegio che l’interpretazione della natura dei pagamenti in anticipo, come formulata dalla Commissione di 2° grado, sia corretta.
    In effetti, sia pure per un dedotto errore imputabile ad altri (e non rilevante, come già detto, ai fini del superamento della oggettiva violazione), i pagamenti effettuati con i cedolini di novembre e dicembre 2013 sono stati obiettivamente configurati come anticipi sui pagamenti di somme contrattualmente dovute, e non come prestiti finanziari.
    Allorché la soc. Parma ha effettuato e documentato detti pagamenti, infatti, essa ha accantonato un ammontare corrispondente alla ritenuta fiscale.
    Ciò ha determinato, in capo alla società, l’obbligo di versare entro trenta giorni dall’accantonamento gli importi trattenuti. Il che, pacificamente, non è avvenuto.
    Ed è altresì evidente che una configurazione di detti pagamenti come “prestito finanziario” avrebbe implicato il versamento ai giocatori dell’intera somma e non di un importo decurtato da un accantonamento (il che corrisponde, invece, al sistema della ritenuta del datore di lavoro sui pagamenti contrattuali al dipendente).
    Detta configurazione, pertanto, ha comportato la corretta contestazione alla soc. Parma dell’inadempimento alla prescrizione di cui al parag. 14.7 – F04 del Manuale, con le conseguenze indicate al subparag.14.7.5 seguente.
    5) La ricorrente ha dedotto, nelle certamente apprezzabili memorie integrative del ricorso, un altro argomento su cui il Collegio ritiene doversi soffermare.
    5a) E’ pacifico che alla data del 31 marzo, ma anche alla successiva data di presentazione del ricorso, alla soc. Parma non era stata notificata alcuna contestazione dagli organi finanziari circa l’inadempimento fiscale per il mancato versamento entro trenta giorni dall’accantonamento degli importi trattenuti nei cedolini di novembre e dicembre 2013.

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  11. 5
    5b) E’ altrettanto pacifico che il momento della prima contestazione al Parma di detto adempimento inderogabile è stato il 15 aprile 2014, con comunicazione formale il 30 aprile.
    5c) Sostiene la ricorrente, richiamando il primo capoverso del parag. 14.7 – F04 del Manuale, che essa avrebbe potuto rispettare la prescrizione inderogabile qualora, prima della data del 31 marzo, le fosse stata notificata una contestazione, ovvero un accertamento fiscale, cui sarebbe stato possibile opporsi nelle sedi proprie.
    Al contrario, non essendovi stata alcuna contestazione fiscale, la soc. Parma avrebbe preso conoscenza della mancanza del requisito soltanto quando il termine del 31 marzo era ampiamente scaduto, non potendo così esercitare in alcun modo il proprio diritto di difesa.
    5d) La condizione, cioè, della società a cui nessuna contestazione fiscale sia pervenuta entro il 31 marzo sarebbe più sfavorevole rispetto a quella della società che, alla stessa data, è in lite col Fisco per opporsi alla pretesa tributaria e che nondimeno può ottenere la Licenza UEFA.
    5e) Ritiene il Collegio che, effettivamente, il combinato disposto di tali principi e gli effetti che - in questo caso – ne derivano, confliggano con ogni ragionevole principio di difesa di un diritto dinanzi alla pretesa di una autorità terza.
    Ma, come è evidente, tale effetto di concreta ed ingiustificata disparità di trattamento deriva da una disposizione del Manuale UEFA, normativa sovranazionale applicabile come “legge di gara” in tale esclusivo ambito, e che rispetto a tale disposizione non è dato all’Alta Corte il potere di annullamento o di modifica, ed è pure precluso il sindacato di costituzionalità – ammesso che l’Alta Corte abbia il potere di sollevare la questione – non rientrando il Manuale tra le disposizioni per cui è ipotizzabile nell’ordinamento italiano tale sindacato.
    5f) Il Collegio, pertanto, deve limitarsi a segnalare, alle Autorità sportive che ne hanno la competenza, come in detto sistema di disposizioni (parag. 14.7 del Manuale) è preclusa ogni difesa alla società a cui, per un qualsiasi motivo, l’inadempimento fiscale, cui potrebbe opporsi e per ciò solo rispettare il requisito ivi prescritto, venga contestato a termine ormai scaduto.
    5g) Non è, in altri termini, in discussione il carattere decadenziale del termine del 31 marzo (su cui si è già detto), ma il fatto che detto termine possa spirare in danno di una società che, spiegabilmente, è convinta di avere ottemperato a tutte le prescrizioni ed a cui nessuna obiezione specifica sia stata mossa.
    Dedurre la rimessione in termini, o insistere sulla natura ordinatoria di tale termine contrasterebbe con principi, che il Collegio condivide, volti a stabilire una “legge di gara” uguale per tutti gli aspiranti in tutti i paesi UEFA.
    Ma, nel caso concreto, la forte – e non risolvibile dall’Alta Corte - incongruità ed ingiustizia delle conseguenze applicative del parag. 14.7 sul punto delineato resta elemento che il Collegio ha dovuto sottolineare con forza.
    Deriva da quanto sopra esposto che il ricorso deve essere respinto, confermando così la impugnata decisione.

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  12. 6
    Sussistono evidenti motivi per compensare le spese del giudizio.
    P.Q.M.
    l’Alta Corte di Giustizia Sportiva
    Respinge il ricorso.
    Compensa interamente le spese tra le parti.
    DISPONE la comunicazione della presente decisione alle parti tramite i loro difensori anche con il mezzo della posta elettronica.
    Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del 28 maggio 2014 e (in via telematica) del 29 maggio 2014.
    Il Presidente e Relatore
    F.to Franco Frattini
    Depositato in Roma in data 29 maggio 2014.
    Il Segretario
    F.to Alvio La Face

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  13. Pero dai per cosi poco.una multa era sufficente dai.....mi dispiace per il parma,non e giusto.paolino.

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  14. Giovane, a noi per una fidejussione di meno di un milione ci hanno fatto fallire gettando nel cesso un secolo e passa di storia.
    Sbagli? Paghi.
    Vale per tutti.

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  15. pero la legge non è uguale per tutti come sempre.altri per molto peggio l hanno passata liscia.paolino.

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  16. Beh...c'e' anche chi e' stato mandato in B....
    Il fatto e' che c'e' L'Europa di mezzo dove sono molto piu' seri di noi e non tollerano le nostre pagliacciate.
    Lo scorso anno capito' lo stesso al Malaga sostituito dal Siviglia.
    Niente da fare....siamo proprio italiani...ahahaha

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  17. hai ragione,qua da noi sarebbe passata.pensavo funzionasse come da noi ovunque.paolino.

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  18. Esatto sarebbe passata. In Europa, per fortuna sono più seri.

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  19. E adesso andiamo all attacco per il nostro cerci,con garcia lo vedo bene,il grano con benatia lo troviamo e tanto.siamo pronti.paolino.

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  20. Cerci
    Fossi in voi penserei a tenere i buoni che avete. Pare che anche Destro voglia andare via.
    Lascia Cerci dove è che sta bene e guadagna parecchio.

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  21. Santa Fè- Dispiace per il Parma che si è meritata l'Europa sul campo, però a questo punto che si può fare...godiamoci questo Toro in EUROPA, ora si può anche pensare al mercato e spero vivamente che Josef Martinez, 21enne venezuelano, sia a tutti gli effetti del Toro, ho visto alcune sue giocate su you-tube e mi ha lasciato a bocca aperta..capitolo Immobile, fa bene il Presidente a pretendere il dovuto, 25milioni è il reale valore di un capocannoniere del campionato italiano, poi se la juve lo valuta 20 si prenda 10 e lasci il resto al Toro, poi se non lo prendono i tedeschi andrà in Spagna.
    Farlo giocare e attendere i mondiali è un terno al lotto..può valere molto di più, ma se si rompe? o se gioca alcuni spezzoni e non si fa notare?
    Per concludere, Losanna è solo una formalità di cui il Parma avrebbe potuto, e dovuto, fare a meno, le leggi si rispettano.

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  22. Come ho scritto nel post avrei preferito il campo ma la decisione è giusta
    Per una rarissima volta che ci gira bene. . portiamo a casa.
    Ora vediamo il mercato ma non dimentichiamoci che nel primo preliminare, oltre al TamarRo oramai in Germania mancheranno probabilmente Alessio e Matteo in ferie dopo i mondiali

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  23. Ultima ora
    Domani l'ex genoano firma per i tedeschi. Prima i gobbi lo ricattano da noi. Vuol dire che Cairo ha preso quello che voleva. Grande Presidente

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  24. Santa Fè- e comunque fratello granata..ben tornato in Europa! tutto il resto, incluse le polemiche da osteria che nasceranno gia da domani mattina non ci riguardano, siamo tornati in Europa e sono felice sopratutto per quel ragazzo che ha pianto per dieci minuti a Firenze e che ora andrà in Brazil sereno e con la coscienza apposto, questo rientro in Europa lo dedico ai nostri INVINCIBILI di Superga, ma dedico un pensiero anche ai ragazzi dell' Heysel che esattamente il 29 Maggio di 19 anni fà mancavano alle loro famiglie.
    FORZA VECCHIO CUORE GRANATA

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  25. Vero
    Le tragedie non hanno mai colore.

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  26. Mi dispiace ma un romano romanista ha un solo posto dove puo essere unico.anche se pippo lo cerca.....vedremo.comunque con immobile e cerci riempite le casse.paolino.

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    1. Se agli uomini si tolgono i sogni, sopratutto quelli irrealizzabili, cosa resta?

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  27. Primo vero botto, ma in un uscita, di un calciomercato finora davvero fiacco come spesso accade nel periodo di avvicinamento ai Mondiali. A dare uno scossone al carrozzone pallonaro italiano è il capocannoniere della Serie A Ciro IMMOBILE che tra le soluzioni Juventus e Torino ha preferito accasarsi in Bundesliga al Borussia Dormund dove firmerà un contratto di cinque anni per due milioni di euro netti a stagione: domani sono attese le firme del gioiellino azzurro. Il giocatore è affascinato dalla chance di giocare in uno dei campionati più competitivi del continente, oltre che di poter calcare le scene della Champions League, e anche di prendere virtualmente il posto di Robert Lewandowski, il bomber della Bundesliga passato intanto al Bayern Monaco.



    L’intesa tra i due club ora comproprietari del cartellino prevede che sia la Juventus a riscattare l’attaccante dal Toro, cui aveva ceduto la comproprietà l’estate scorsa. Subito dopo lo venderà al club tedesco. E così Immobile saluta la serie A dopo una super stagione al Torino che gli ha fruttato la conquista della classifica dei cannonieri con 22 gol e un bel posto per i Mondiali in Brasile. E pensare che l’avventura del napoletano in Serie A, dopo l’esplosione in B con il Pescara di Zeman, non era cominciata nel migliore dei modi: a Genoa non era riuscito a confermare quanto di buono fatto vedere fra i cadetti ma l’arrivo in granata e la cura Ventura lo ha lanciato definitivamente nel gotha del calcio italiano. Ora, dopo il matrimonio con Jessica e la corte anche del Barcellona di Messi lo aspettano in Germania a braccia aperte. Ma prima i suoi gol serviranno all’Italia di Prandelli per poter andare il più avanti possibile.



    Per un giocatore che la squadra campione d’Italia lascia andare via ce n’è un altro che potrebbe arrivare direttamente dai campioni di Europa: il Real Madrid ha aperto uno spiraglio per Alvaro MORATA, ma il club bianconero dovrà fare attenzione alla concorrenza, in particolare dalla Premier e anche dall’Inter: il 2 giugno i dirigenti di Juve e Real si incontreranno in occasione della sfida delle vecchie glorie e parleranno sicuramente del giovane attaccante che tanto piace a Conte.
    Sul versante Roma continua a far discutere la voglia d’andar via di BENATIA e in attesa di fare chiarezza sul caso del il difensore che sarebbe in parola con il Manchester City per 4 milioni a stagione (sabato parlerà in conferenza stampa Walter Sabatini), la società giallorossa ha blindato Leandro CASTAN. È ufficiale il rinnovo del contratto del 27enne difensore brasiliano, 40 presenze nella stagione appena conclusa tra campionato e Coppa Italia, che ha prolungato l’accordo dal 2016 al 2018, con adeguamento dell’ingaggio dagli attuali 1,5 milioni a 1,8 più bonus.
    Dagli affari possibili a quelli ormai fatti: l’Udinese ha annunciato d’aver ceduto a titolo definitivo i diritti alle prestazioni sportive dell’attaccante sudamericano De Matos Maicosuel Reginaldo alla società brasiliana Clube Atletico Mineiro.

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  28. Cerci, rincorsa, tiro, gol. Il Toro invade l’Europa con il rigore più lento del mondo: undici giorni ha impiegato, quel dannato pallone, per svenire dentro la porta della Fiorentina. Undici giorni di rimorsi e di ricorsi, finché il rigore - quello vero - ha prevalso persino in un Paese refrattario alle regole. Niente Europa League per il Parma sesto in classifica, che ha pagato le tasse in ritardo. Beati i settimi e, incredibile, i settimi siamo proprio noi.



    Prima reazione dubitativa-lamentosa: non mi fido. Il Parma può ancora appellarsi al Tas, al Tar, alla Tac, alla Tasi e alla fine dei giochi, come sempre, gli dei invidiosi del calcio ci sfileranno la gioia dal cuore. Seconda reazione superghista-talebana: non è da noi vincere fuori dal campo e sulle disgrazie altrui, di sicuro capitan Valentino avrebbe storto la bocca e passato la mano, lasciando l’effimera gloria europea al Milan ottavo in classifica. Terza reazione pragmatica-liberatoria: ma quale Milan, in Europa andiamoci noi. E senza sensi di colpa. Ci dispiace per i giocatori e i tifosi del Parma, ma non dipende dal Toro se i loro dirigenti hanno combinato un pasticcio contabile.



    La sentenza dell’Alta Corte del Coni, il cui presidente Frattini diventa da oggi il mio candidato ufficiale alla presidenza della Repubblica, riconsegna al Toro ciò che gli spettava: a parità di errori e orrori arbitrali saremmo finiti comodamente quinti, davanti anche all’Inter.



    E ora che si fa? Mica andremo veramente in Europa? Era solo un modo di dire, giusto? Mi ero appena ripromesso di prendermi un po’ di vacanza, limitandomi a quelle nove o dieci incursioni quotidiane sui siti di calciomercato, e invece eccomi già a compulsare il calendario (si comincia il 31 luglio) e le rivali che hanno nomi talvolta sconosciuti ma sempre spaventosi. Il Toro va in Europa e le lacrime di Cerci (e le nostre) evaporano in un sorriso per l’ennesima gioia complicata della nostra storia, scritta da un romanziere di genio ma indubbiamente avvezzo agli alcolici. Il Toro va in Europa e ci va pure Immobile, purtroppo non con il Toro. Ha scelto i soldi dei tedeschi e ora la strategia della Merkel risulta finalmente chiara: ha massacrato l’economia italiana a colpi di spread al solo scopo di poterci sfilare il capocannoniere. Auguro al bene Immobile di ripetere le gesta di altri illustri fuggiaschi come Ogbonna e D’Ambrosio, che da quando hanno lasciato la bottega di mastro Ventura hanno perso il posto in squadra e in nazionale. Ma oggi neanche Ciro il Germanico ha il potere di sporcarmi l’umore, improntato a uno stato di sobria esultanza. Tradotto: bandiera alla finestra, ma niente carosello per le strade a clacson spiegato. Per quanto, qualche colpettino...
    MASSIMO GRAMELLINI

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