giovedì 22 maggio 2014

CUBANI DI MIAMI

 

A seguito del Triunfo de la Revolucion, migliaia di cubani lasciarono subito l’isola per approdare in lidi statunitensi, soprattutto la Florida e Miami, e da la’, iniziare una lotta senza quartiere contro i nuovi governanti dell’isola.
I crimini commessi da quella gente sono noti, vanno dalle bombe scoppiate a Cuba, in una di queste ricordo sempre che perse la vita il povero giovane Di Celmo, all’aereo di Barbados, alla partecipazione fattiva nell’assassinio di JFK, accusato di essere troppo morbido con Fidel e di non aver adeguatamente appoggiato l’invasione, tentata e fallita, della baia dei porci.
Esisteva odio nei confronti del governo cubano, odio per chi aveva cancellato il loro mondo.
 Odio ricambiato ampiamente da chi guidava la maggiore delle Antille, che infatti ha rifilato agli americani, per decenni, la peggior feccia cubana, come ampiamente descritto nel film Scarface.
Poter parlare di dialogo fra due mondi cosi’ distanti e’ stato impossibile, troppo odio, troppi morti.
Dove non e’ riuscita la buona volonta’ degli uomini, sta’ riuscendo il tempo.
Non sono invecchiati solo Fidel e Raul, non se ne sono andati soltanto i vecchi rivoluzionari, ma anche, 90 miglia piu’ a nord, sono invecchiati e morti molti di quei anticastristi che, per decenni, hanno combattuto, col fattivo contributo delle varie amministrazioni americane, il nemico di sempre.
Chi se lascio’ Cuba, in quegli anni, lo fece per motivi politici, questo duro’ fino al Mariel e se vogliamo, per estensione, fino alla caduta del blocco socialista.
Dopodiche, l’emigrazione e’ stata fondamentalmente incentrata sulla ricerca di nuove oppurtunita’ di vita, soprattutto economiche.
Chi ha lasciato Cuba, negli ultimi 15/20 anni, lo ha fatto per poter vivere meglio, e’ gente che nella maggior parte dei casi non ha interessi nella politica e nei suoi intrallazzi.
Chi ci e’ riuscito si e’ integrato nella nuova realta’, e ha come solo obiettivo un minimo di benessere per la famiglia rimasta a Cuba.
La tendenza attuale, con le riforme rauliste, non e’ piu’ quella di portare fuori dal paese tutta la famiglia, ma di investire il possibile a Cuba nella prospettiva di un futuro rientro, per godersi la vecchiaia.
Quindi un’aiuto nei confronti di chi e’ restato, con l’obiettivo di avere un polo sicuro di eventuale rientro.
I giovani, quelli che sono cresciuti negli Stati Uniti si sentono americani, sanno che Cuba e’ la loro terra, ma il futuro lo vedono a stelle e strisce, ammesso che nell’attuale contingenza, un futuro per loro esista.
A dicembre, ero in coda all’Etecsa per una tajeta de internet, mi attacca bottone un ragazzo che avra’ avuto 20 anni.
Visti i miei tratti non esattamente latini ha pensato fossi un canadese, mi rivolge la parola in inglese, io gli rispondo nella stessa lingua e iniziamo a parlare, ovviamente dopo avergli spiegato che sono un paisa’.
In inglese mi racconta che da 12 anni vive nel New Jersey, che viene a Cuba 2 volte all’anno, la ama ma si sente a tutti gli effetti un’americano, o meglio un cubano americano.
Della politica non si interessa, i suoi genitori, che vivono con lui, hanno comperato una nuova casa a Tunas dove vivono i nonni, la stavano mettendo a posto.
Tutti erano usciti da Cuba legalmente.
Le nuove generazioni che vivono fuori dal paese, delle storie passate si interessano poco, guardano a Cuba come la terra d’origine, come ad un luogo pieno di nostalgia, ma vivono la realta’ del paese dove oggi abitano, lottando per un futuro.
Far cadere i Castro non e’ piu’ una priorita’, sanno che nel 2018 lasceranno il potere e sono, come tutti noi, curiosi di sapere cosa accadra’.
I tempi delle bombe e dell’odio sono finiti, el bloqueo rimane perche’ nessun candidato alla presidenza americana vuole giocarsi il milione e passa di voti “cubani” della Florida, ma, nei fatti, e’ gia’ storia.
Più del 64% della popolazione di Miami-Dade appoggia le normalizzazione delle relazioni tra i due paesi.

24 commenti:

  1. Il tempo stempera le tensioni. Vittorio

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  2. RICEVUTO OGGI DA MIAMI

    Ciao Milco, come stai ??
    Io benissimo, ormai vivo a Miami da un mese e tutto procede bene!
    Qui in USA ho scoperto una novità che fra poco arriverà anche in Italia… si chiama DUBLI ed è un mega portale che si occupa di cashback ( soldi indietro )
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  3. Il prossimo 15 marzo, a Miami, si svolgerà un importante convegno organizzato da: Cuban Americans For Engagement (cubano-americani per il dialogo), FORNORM (organizzazione che cerca di normalizzare le relazioni tra Cuba e gli Usa), Generación Cambio Cubano (organizzazione giovani professionisti nati a Cuba e residenti a Miami) e Cuba Educational Travel (agenzia che organizza viaggi a Cuba). "Le relazioni Cuba - Stati Uniti nella seconda amministrazione Obama: la comunità cubano-americana e i cambiamenti a Cuba. Costruendo ponti per migliorare le relazioni" è il titolo del evento.

    L'incontro sarà un vero richiamo al dialogo tra le due nazioni, così vicine geograficamente e così lontane ideologicamente. Sarà l'occasione per parlare dei cambiamenti avvenuti nell'isola caraibica, ma non solo: l'appuntamento tratterà tematiche relazionate con la cultura e la religione a Cuba, infatti saranno presenti due editori della rivista cattolica cubana "Espacio Laical". Elena Freyre, presidentessa della Fondazione per la Normalizzazione delle Relazioni tra Stati Uniti e Cuba (FORNORM), ha dichiarato recentemente che "i cubani che risiedono oggi negli Usa non sono più quelli di una volta, fuggitivi d'una ideologia estranea ai loro principi, ma sono emigranti che continueranno ad amare a Cuba" e "questa conferenza doveva svolgersi a Miami perché è lì dove devono iniziare i cambiamenti positivi verso Cuba". Elena Freyre ha fatto anche un richiamo a chi parteciperà alla conferenza a rispettare la sovranità dell'isola caraibica e i partecipanti all'evento".

    Le relazioni tra Washington e L'Avana saranno tematica fondamentale di questo incontro. Un appello alla riflessione con l'unico obbiettivo di promuovere buone relazioni tra gli Stati Uniti e Cuba in un futuro immediato, necessarie sia per i cubani residente nell'isola come per la comunità cubano-americana di Miami.

    Più del 64% della popolazione di Miami-Dade appoggia le normalizzazione delle relazioni tra i due paesi. Il contesto, oggi, non è più quello di cinquant'anni fa. Il convegno, che avrà luogo nell'Hotel Sofitel di Miami, si propone di incentivare la partecipazioni della comunità cubana nell'analisi dei nuovi scenari nei quali potrebbero svilupparsi rapporti positivi tra i governi dei due paesi.

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  4. Questo è un bell'argomento, e quello che scrivi è verissimo!
    Chissà se a breve-medio termine cadrà pure il bloqueo??
    A.P.

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  5. Mah....il prossimo presidente americano, probabilmente, sara' repubblicano, se non lo toglie el negher la vedo dura...

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    1. Vero pure questo, ma gennaio 2018 non è così lontano....3 anni e mezzo e Raul termina, improrogabilmente il mandato, Fidel probabilmente non ci sarà nemmeno più. Che scusa potrebbero trovare ancora gli Stati Uniti?
      A.P.

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    2. Santa Fè-Se gli Stati Uniti avessero avuto un briciolo di intelligenza avrebbero gia fatto cadere i Castro, come? togliendo l'embargo e costringendo il Presidente ad occuparsi di politica nazionale e tralasciare la politica internazionale che distoglie dai problemi reali del paese.
      Detto questo, il figlio di Fidel e degli altri ministri viaggiano continuamente all'estero, utilizzano auto di valore superiore ai 150.000 cuc, ville in ogni provincia Cubana, aereoporti a loro disposizione(Baracoa-Playa)ed hanno tutto e di più, forse il termine socialismo è stato male interpretato..
      Sono profondamente deluso da chi giorno un disse: La storia mi assolverà.
      Un paese lasciato alla deriva, dove chi osa vendere yougurt, latte, abbigliamento, viene denunciato e portato davanti al giudice, dovè il vantaggio di portare le persone all'esaurimento nervoso ed imbottirsi di Ron o psicofarmaci?
      Che profonda delusione da Battista a Fidel, che fortuna questo popolo..
      W Martì y viva el pueblo de Cuba.

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    3. Se avessero, da tempo, tolto l'embargo, avrebbero eliminato ogni pretesto a chi di dovere per una situazione di presunta guerra evidente.

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    4. Santa Fè-Miguel Díaz-Canel Bermúdez è la risposta, profondo conoscitore della realtà cubana è persona onesta, sicuramente capace di poter far svoltare il paese senza traumi e rischi di guerra civile, spero solo che finalmente il passato lo sia per davvero e lasci decidere liberamente al prossimo presidente tutte le mosse per un evoluzione che il popolo attende dagli anni 90.
      Di quest'uomo si parla nella calle un gran bene.
      Che Dio lo aiuti e che aiuti il paese a fino al 2018.

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    5. Non dimentichiamoci dei militari che hanno in mano tutto il paese

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    6. Santa Fè-..sono gli unici che hanno case come si deve, carne bovina e mezzi di trasporto decenti , tra le altre cose tutti i graduati son riusciti a far emigrare le loro famiglie, più o meno legalmente, loro con qualsiasi governo hanno sempre da guadagnare, ovviamente come sospetti tu hanno anche molto da perdere..

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    7. Credo che saranno proprio loro l'ago della bilancia

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    8. I dittatori o politici in generale di qualsiasi colore politico nella storia dell umanita sono sempre stati straricchi,non si poteva pensare che fidel fosse diverso o come predicava al pueblo.questa e la politica.l unico che mi ha lasciato veramente basito e il presidente dell uruguay,non pensavo esistesse un presidente che fa quello che dice.paolino.

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    9. Mah....lasciando da parte la retorica, che un presidente, dittatore o no, abbia una serie di privilegi mi sembra normale.....se non si esagera.
      Questo ha subito piu' di 100 tentativi di assassinio, non ha dormito per anni 2 notti nello stesso luogo....
      Mi sembra la solita merda che i giornali occidentali tirano quotidianamente addosso a Cuba.

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  6. Libere elezioni, diritti civili , partiti politici
    La loro lista è infinita

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  7. Dopo raul prevedo continui dinastia castro,c e un nipotino di raul che viene su bene si trapela nel popolo.colpo di scena e avanti col sistema.paolino.

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    1. Non ne sarei cosi' sicuro, Cuba non e' la Corea del Nord

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    2. Teniamo conto che hanno figli e nipoiti cinquantenni,non mi stupirei se al potere prosegue la famiglia.paolino.

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  8. E' vero cio' che scrivi,sempre piu' i cubani che vanno all'estero(in Usa o altrove)lo fanno non per scappare dall'isola ma casomai per costruire le basi economiche per tornarci in futuro,per avere un buen retiro..lo vedo x esempio nelle mie visite a playa la herradura dove cubani/americani/canadesi stanno comprando e ristrutturando case trasformandole in deliziose villette per vacanze,ciao un abbraccio

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    1. Un po' come faremo presto noi italiani, cercare fortuna all'estero

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  9. a proposito, oggi ho letto questa notizia, sapete niente?

    Cuba crea visa para extranjeros que compren o alquilen inmuebles
    Durante su permanencia en Cuba, "pueden realizar las actividades propias del turismo y de negocios, debidamente autorizadas por la legislación vigente", publica la Gaceta Oficial.
    Cuba estableció el miércoles un nuevo tipo de visa de residente temporal para extranjeros que compren o alquilen inmuebles en la isla, en momentos en que el gobierno impulsa los campos de golf y proyectos inmobiliarios para potenciar el turismo.

    La nueva visa, anual y prorrogable, favorece a extranjeros "que sean propietarios o arrendatarios de bienes inmobiliarios, así como de sus familiares extranjeros que lo requieran", según una resolución del ministerio del Interior, publicada en la Gaceta Oficial.

    Durante su permanencia en Cuba, "pueden realizar las actividades propias del turismo y de negocios, debidamente autorizadas por la legislación vigente".
    Para realizar "actividades distintas a las autorizadas" deben obtener un permiso especial.

    Esta visa se pierde si cesa su condición de propietario o arrendatario, por "asumir conductas que violen la Constitución" o las leyes, y por permanecer fuera de Cuba más de un año.

    El gobierno cubano impulsa la construcción de campos de golf, el primero de los cuales por medio de una empresa extranjera, cerca del balneario de Varadero (140 km al este de La Habana), que tendrá un condominio con más de 400 viviendas y otras instalaciones.

    Asimismo, la Nueva Ley de Inversiones dictada en marzo, que entrará en vigor en junio, autoriza la venta o arrendamiento de inmuebles a los inversionistas.

    Riccardo

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  10. Ma hanno raccontato che, in questi giorni hanno aperto un paio di paladar a Tunas proprio grazie a questo sistema.
    In questo modo non e' neanche necessario acquistare l'immobile

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