venerdì 16 maggio 2014

ISTRUZIONE

 

Durante il mio ultimo, breve, soggiorno tunero, mi sono fermato davanti ad una scuola primaria, sotto i portici del centro.
Aspettavo che la fanciulla uscisse dal lavoro.
Probabilmente, nella scuola ci sara’ stato una sorta di collegio docenti, o qualcosa di simile.
Ad un certo punto sono usciti tutti insieme.
Guardandoli mi e’ venuto in mente un tatami di judo italiano ed i suoi attuali frequentatori.
Se io oggi entro, e capita, in una palestra dove si tiene un corso di quello che e’ stato, per oltre un ventennio, il mio sport, vedro’ allenarsi 2 tipologie di atleti.
Vecchi banditi, miei coetanei, pieni di glorie e cicatrici e giovanissimi virgulti.
Mancano tutte le generazioni di mezzo.
Da quella scuola, a Las Tunas, uscivano vecchie maestre oramai in odore di pensione e poco piu’ che ragazzini, ( il “poco piu’” e’ perfino troppo generoso) al loro primo impiego.
Di fronte al ristorante la Bodeguita c’e’ un grande spiazzo usato, a volte, per manifestazioni e concerti, ma anche da scolaresche durante improbabili lezioni di educazione fisica.
I maestri, o professori che siano, che guidano le scolaresche durante quelle lezioni, sono quasi sempre ragazzini brufolosi, coi pantaloni bassi alla cacaiola e 3 denti d’oro in bocca.
Una lezione in cui il loro sbattimento di coglioni e’ palese, vorrebbero essere in tutt’altro luogo ed in tutte altre faccende affaccendati.
Capisco che i salari sono quelli che sono ma quale messaggio educativo puo’ arrivare da gente che, dopo la lezione, passa le ore al parque cercando di venderti sigari contraffatti?
Quindi oggi la scuola cubana e in mano a vecchi docenti, che ne avranno 2 maroni cosi’ e a giovani fancazzisti.
Avevo gia’ raccontato del mio amico che ha trasferito, definitivamente, a Tunas moglie cubana e figlio, oltre che se medesimo.
Si tratta della stessa persona che ha aperto la renta di cui vi dicevo ad aprile.
Il figlio aveva fatto le prime 2 elementari in Toscana, ora e’ al quarto anno di primaria e continua a vivere di rendita con quello che ha appreso nei 2 anni qua’.
Come programma il quarto anno di primaria a Cuba e’ inferiore alla nostra seconda elementare.
Che l’insegnanza a Cuba non sia particolarmente curata e’ riscontrabile in molte situazioni.
Quando facciamo una spesa in una tienda, o in un banco al mercato, comprando un prodotto che costa 10 e uno otto, immancabilmente, il calcolo verra’ fatto con la calcolatrice, e ripetuto due o tre volte.
Capisco che se poi manca del grano ce lo devono mettere loro ma…10 piu’ otto….
Claudia studia ingegneria all’universita’, frequenta il sabato e la domenica, gli altri giorni lavora.
Bene, frequentando due giorni la settimana diventera’ ingegnere a tutti gli effetti.
Al Politecnico di Torino ti aprono il culo per 5 anni 10 ore al giorno…..capisco che il Poli e’ un’eccellenza del nostro paese, ma il divario mi sembra un po’ troppo grande.
Cazzo un ingegnere firma progetti importanti che coinvolgono la vita delle persone.
Mettiamoci anche il fatto, tornando al discorso della mancanza delle generazioni intermedie, che moltissimi sono in giro in missione a guadagnare grano.
I docenti anziani non ce li mandano piu’ mentre quelli giovani non ancora, e’ chiaro che restano, per partire, quelli nel mezzo.
L’istruzione e’, maomeno, gratuita, cosa che, soprattutto a quelle latitudini ha un grande valore e rappresenta uno dei fiori all’occhiello de la Revolucion.
Il livello…beh…lasciamo stare.

30 commenti:

  1. Con dirti che io,italiano, correggo le correzioni che la maestra privata corregge alla maestra della scuola che ha corretto gli errori di mio figlio di 10 anni ti ho detto tutto; e non ne trovo una migliore!Quando poi leggo i libri di testo che gli danno mi incazzo come una iena perche' ogni 3 parole una e' Fidel o rivoluzione o partito o organizzazione di massa o bloqueo o los 5 heroes e non posso nemmeno dire nulla se no il bambino capace che lo ripete a scuola e sono cavoli amari...
    Marco

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    1. Assolutamente vero, ti devi muovere, nelle eventuali critiche, con la massima discrezione.
      Come e' visto a scuola, dai compagni e dagli insegnanti, il figlio di uno straniero?

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    2. Esattamente come é visto uno straniero a Cuba...una cassaforte ambulante al quale chiedere se ha un peso cubano per una caramella o di regalare una biro che ha in piú;gli insegnanti,senza cambiare i loro metodi di insegnamento,non lo vessano come fanno con altri allo scopo di aggraziarsi il padre straniero in modo che questi si ricordi di ció il giorno del regalo del Día del maestro!!!Le poche volte che sono andato io a scuola a parlargli si astengono dal dire se é un buon pioniero o se partecipa con interesse alle attivitá politiche.In poche parole tutti cercano di "sacar su lasquita!"
      Marco

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    3. Esattamente come immaginavo

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  2. EL LOCO Cosa vuoi che valga una laurea presa nei fine settimana?

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    1. Poco, cosi' come povero e' il salario di un'ingegnere.
      Infatti fara' altro...

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  3. Anch io ho riscontrato a cuba un livello scolastico molto basso rispetto al nostro,anche parlandone con mia moglie e lei stessa lo dice,bisogna vedere l istruzione positiva a cuba confrontandola con i paesi a lei limitrofi,cosi risulta la migliore del centro sud america e questo e stato merito di fidel.certo i modelli occidentali scordiamoceli cosi come per la sanita.paolino.

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  4. Certo
    Ma quando si parla dei nostri figli i paragoni con chi sta' peggio contano poco

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  5. Certo aston condivido con te,pero se parliamo di cuba e la sua realta di paese povero non penso si possa credere che abbia le possibilita per avere certe cose al pari di paesi economicamente potenze mondiali.come i cubani che paragonano nei discorsi cuba agli stati uniti mi fanno scappar da ridere,chi pensa che cuba anche senza la sua revolucion diventi come altre paesi potenti penso si sbagli di grosso.poi sognare non costa niente ma guardare la realta aiuta a vivere meglio il presente e quello che si ha.io la penso cosi.paolino.

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  6. Sicuramente
    Però il fatto che manchino le generazioni di mezzo che rappresentano l'ossatura di una nazione è sintomatico del fatto che ci siano parecchie cose da aggiustare

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  7. Questo e vero,e un grande problema per cuba,se ci mettiamo la continua emigrazione verso altri paesi di decine e decine di anni,purtroppo sara sempre peggio.paolino.

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    1. Eppure paolino io penso che la proporzione tra chi va in altri paesi e chi invece vuole restare la bilancia pende per i secondi, ma ti parlo però della situazione che viviamo oggi, e cioè quella che anche l' europa (soprattutto l'ITALIA) non è più l'"america" di una volta che attrae così tante persone ad emigrare, per motivi che ogni giorno raccontiamo sul blog, il primo è la poca voglia di lavorare, o meglio la non predisposizione al sacrificio dei cubani a farsi il mazzo, la seconda per la crisi economica mondiale.

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  8. Basterebbe dar loro un salario decente

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    1. Infatti....non serve che Castro regali milioni alle famiglie cubane, ma che almeno gli dia il giusto per vivere nell'essenziale, nel 2014 non è tollerabile in nessun paese del mondo vivere in baracche, senza acqua, senza bagno, con stipendi da fame vera.

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    2. Tutto il sistema cubano va rivisto

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    3. Esatto, ma la "paura" più grande secondo me è il salto nel vuoto che Cuba farà dalla fine dei Castro a....? A cosa? Cosa succederà?

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  9. È più facile fare 13 al totocalcio che rispondere a questa domanda

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    1. Milco le tue sensazioni quali sono in merito al dopo Castro?

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    2. Spero in una una transizione morbida

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  10. Milco ho simulato con KLM partenza 22 settembre, rientro 11 dicembre, per la bellezza di 2 mesi e mezzo di soggiorno cubano, a 637,74 euro, un super super super prezzo!!!
    Approfittatene per chi può partire in quel periodo!!!!

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  11. mi sembra che si stia un pò cambiando idea sulla bontà del sistema cubano, o sbaglio? Biagio

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  12. Sbagli
    Ognuno qua' racconta quello che vuole senza sventolare bandierine

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  13. Con il sistema sanitario cubano mi sono sempre trovato bene, e il grado di istruzione mi sembra di ottimo livello e lo dico senza sventolare bandiere
    Biagio

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  14. Mi fa piacere
    ogni testa è un piccolo mondo.

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  15. I libri...il numero dei lettori nel nostro paese e' in calo vertiginoso, a Firenze negli ultimi dieci anni hanno chiuso le due più' grandi librerie, librerie che fatturavano miliardi( in lire).
    Il mondo e' cambiato dappertutto, oggi l'operaio non si può' più' permettere di far studiare il figlio.
    L'ascensore sociale e' rotto. A Cuba come qui chi può' cerca di far studiare i figli decentemente. Il fatto e' che qui come nella Isla Grande si è' rotto il meccanismo che a maggior cultura corrisponda, statisticamente, miglior tenore di vita.
    Ha vinto un modello e anche a Cuba ha vinto il medesimo modello, e non è' la meritocrazia.

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    1. La nostra è stata l'ultima generazione che ha vissuto meglio che la precedente

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    2. Jacopo non so se è un segnale di contro tendenza ma la fiera del libro di Torino, quest'anno è stata un successo

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  16. Molto interessante questo tema, specialmente per chi è combattuto tra far crescere i figli qui o la. Grazie Milco. E grazie a Marco per i suoi utilissimi commenti, dal vivo !!
    Renato

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