sabato 17 maggio 2014

LA CUBA SOVIETICA

 

Loro non si integrarono mai
ci parlavano e noi rispondevamo ballando
loro non furono mai parte
erano percepibili come il loro odore
nascosti come i loro sottomarini
non so dove poter indirizzare queste parole
ricordo che insegnai ai miei amici di Mosca a combattere senza piangere
ma loro non si integrarono mai forse era il caldo oppure le pellicole
a poco a poco se ne andarono

Il sonetto parla dei sovietici a Cuba e del loro trentennio abbondante di “colonizzazione”.
Dopo oltre 6 lustri cosa resta, a Cuba, del passaggio dell’orso russo?
Partiamo dal presupposto che 30 anni, anche se possono sembrare tanti, sono un piccolo e breve periodo per poter incidere sulla cultura e le usanze di un popolo.
Gli inglesi ci hanno messo secoli, e parlo di dominazione coloniale e non di una situazione simile a quella che ha coinvolto Cuba e l’Urss.
Ho girato abbastanza Cuba, non posso dire di conoscerla tutta ma, come e’ capitato di sentirmi dire spesso, la conosco meglio della stragrande maggioranza dei cubani.
Quali segni sono rimasti del passaggio sovietico?
Dal punto di vista politico, con una forzatura, potremo dire la forma di governo ma il socialismo non e’ nato in Unione Sovietica, semplicemente il gigante dell’est e’ stato il piu’ grande paese a tentare di metterlo in pratica.
Faccio fatica a trovare 2 popoli cosi’ diversi come i cubani e i russi.
Ogni tanto mi e’ capitato di vedere sbiadite foto di qualche amico che, all’epoca, fu’ inviato in visita in Unione Sovietica.
Tristi foto di cubanitos imbacuccati come l’omino Michelin, con improbabili colbacchi in testa, con lo sguardo smarrito ed infreddolito, in qualche angolo della Piazza Rossa a Mosca con vista Cremlino.
Allo stesso modo immagini di russi a Cuba, accaldati, rossi come pomodori, tutto sommato a disagio in un mondo sistemi solari lontano dal loro.
Non mi risulta che usanze russe siano state fatte proprie dai cubani, ne di un uso costante del samovar o di altri ammennicoli simili.
I cubani della mia generazione ricordano con raccapriccio i cartoni animati ed i film sovietici, che la televisione cubana propinava ogni ora.
Probabilmente, dal punto di vista architettonico qualcosa e’ rimasto.
Doce Planta.
Quei brutti palazzi di 12 piani che esistono in ogni citta’ e che stonano mostruosamente col paesaggio circostante.
Casermoni in stile Socialismo Reale, un po’ come da noi le case popolari, costruite negli anni settanta.
Le divise militari, soprattutto quelle dei cadetti con il cappello a visiera molto alta, avrete presente sicuramente.
Suppongo, ma non so di certo, che l’esercito cubano sia stato organizzato prendendo come riferimento quello sovietico, ma questa e’ una mia congettura.
Sicuramente l’allegria cubana poco si sposava con la leggendaria malinconia russa, di cui hanno parlato tutti i grandi scrittori dai tempi dello Zar in poi.
Probabilmente c’e’ stato un punto in comune rappresentato dal ron, vista la predisposizione di entrambi i popoli a tracannare duro.
Prima del crollo del blocco Socialista arrivavano a Cuba molti prodotti, ma non mi risulta ci sia una grande nostalgia per i cetrioli.
Da osservatore esterno mi pare che il passaggio sia stato tutto sommato non molto significativo, certo per un buon periodo a scuola, sciaguratamente, invece che l’inglese si insegnava il russo, ma questo era un’atto dovuto nei confronti del potente ed ingombrante alleato.

Sicuramente sono rimasti i condizionatori d'aire rumorosi ed ingombranti.
Infine qualche bella fanciulla con la faccia da cubanita ma gli occhi azzurri ed i capelli biondi.

16 commenti:

  1. I nomi con la Y...Stuwhima Quelli che "qualcuno"chiamava Generazione Y...

    RispondiElimina
  2. Come ben dici sono rimaste poche cose,la maggior parte di scarsa importanza:qualche cosa di architettura,di cui importante esempio é Alamar,qualche ventilatore,qualche sveglia e lavatrice;tutta una serie di nomi inventati e spesso impronunciabili; qualche migliaio di persone nate da relazioni improvvisate e dai tratti somatici rilevabili;l'orribile ambasciata;i negozi statali tristi,vuoti e impolverati...nulla di positivo o attraente e soprattutto durevole nel tempo!
    Marco

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti come è accaduto con noi e gli americani hanno importato il peggio

      Elimina
    2. Le uniche cose buone importate dagli stati uniti è la gomma da masticare la cocacola e i calegnisti. stefano

      Elimina
  3. Le inimitabili lavatrici sovietiche. Stefano

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dopo 3 lavaggi non sai più di che colore è la ropa.

      Elimina
  4. Lo stile architettonico rimane e rimarrà ancora per molto tempo....direi stile dell'est comunista, più che dell'Urss in particolare...infatti ritrovo gli stessi palazzoni in Slovenia, parte dell'ex Yugoslavia (che si staccò dall'Urss tantissimi anni fa)---se vado a Capodistria-Koper, vedo scorci architettonici della Cuba moderna.
    Gari

    RispondiElimina
  5. Comunque Cuba e' una mezcla di stili architettonici, basta pensare a quanti hanno messo becco nell'urbanistica dell'Avana.

    RispondiElimina
  6. Ci son più Lada , Niva e Moscovic a La Habana che a Mosca :-)

    RispondiElimina
  7. Vero anche questo.....
    A Mosca e' piu' facile trovare Ferrari e BMW

    RispondiElimina
  8. GRANDE SARETTA ERRANI!
    Un'italiana in finale a Roma dopo 60 anni.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mamma mia come sta giocando la williams!!!paolino.

      Elimina
  9. Una mia amica cubana doc si chiama Roxana, che non è nome propriamente cubano, i suoi nonni erano russi trapiantati nella maggiore delle antille...poi ci sono le lada, le niva, classiche auto dal dna russo.

    RispondiElimina
  10. Oramai hanno cosi' tanti ricambi inventati che di russo credo sia rimasto poco.

    RispondiElimina
  11. È come finire contro un camion

    RispondiElimina