venerdì 9 maggio 2014

LA FINE DI UN GRANDE AMORE

 

A far data da subito dichiaro che il nome di Gordiano Lupi non deve mai più essere essere abbinato a quello di Yoani Sánchez, che depenno dall'elenco dei miei amici, pure se a lei importerà poco. In Italia la sola amica che le interessa è Erica Berla, che le procura contratti. La mia lotta a fianco di chi crede alla libertà di Cuba continua, ma è la mia lotta, idealistica e pura, senza implicazioni "strane".

GORDIANO LUPI

20 commenti:

  1. Ciao,
    hai letto questo articolo di ieri?
    http://www.tellusfolio.it/index.php?prec=%2Findex.php%3Flev%3D65&cmd=v&id=17326

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  2. No e non riesco ad aprirlo, hai voglia di copia incollarlo?
    Grazie

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  3. Certamente:

    Gordiano Lupi. Del mio destino...
    E del mio disincanto per Yoani Sánchez
    08 Maggio 2014


    Il mio destino è di essere attaccato, qualunque cosa dico. Non sto dicendo niente più di quel che penso. Da sempre. Non dico che Yoani è pagata dalla Cia, dico che da sempre – lo sanno tutti – gli USA mandano avanti un fondo per finanziare la democrazia nei paesi che – secondo loro – non ce l'hanno. Questo è un vizio di fondo che impedisce di distinguere la dissidenza vera dalla dissidenza interessata. A oggi, molte mie esperienze di vita, non mi fanno più credere nella dissidenza che manda avanti Yoani. Stupiti? Pure io lo sono. Ho dedicato SEI anni della mia vita a questa donna. Non solo. Io e mia moglie non possiamo più andare a Cuba, per aver creduto in lei. E lei – in compenso – va e viene da Cuba, fa la spola con Miami e con la Spagna, ha un'agente in Italia che valuta cosa le conviene (economicamente) fare. Ora, io credevo a un'idea, non ai soldi. Lei – invece – crede solo al Dio denaro. Per questo motivo mi dissocio totalmente da Yoani Sánchez. Per sempre. E mando al macero i libri che ho scritto su di lei. Sono stato uno sciocco.

    Con questo non voglio dire che sono castrista e che approvo il Granma e quel che dice Raúl Castro. No davvero. Resto critico. Ma la mia è una critica costruttiva, da Gordiano Lupi, non da membro della destra più becera che parla da Miami. La mia critica al sistema cubano resta quella di sempre, ma non al fianco di chi crede che il solo valore nella vita sia il conto in banca!



    Gordiano Lupi

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  4. Un salto da fare impallidire la quaglia più pirotecnica.
    Comunque la scorsa settimana traduceva ancora i brani della bloggara a gettone su La Stampa

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  5. Mah a dire la verità è da un pò che manifesta del malcontento.Sarò malfidato ma secondo me c'è sotto qualcosa di più.....

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  6. Sicuramente
    In situazioni simili nel 99% dei casi i problemi nascono dal grano
    magari voleva essere lui a farle da agente con provvigioni e tutto il resto

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  7. Altra puntata di oggi:
    Gordiano Lupi. Yoani Sánchez, il suo periodico e la mia libertà
    09 Maggio 2014


    Yoani Sánchez ha disdetto il contratto con La Stampa e ha fatto di me un uomo libero, ché fino a ieri non potevo dire quel che pensavo, visto che la traducevo. Adesso che non ho più alcun legame e che gli interessi della blogger più ricca e premiata del mondo vengono gestiti dalla sua agente, Erica Berla, posso togliermi i sassolini dalle scarpe. Mi stavano facendo un male…

    Ho avuto il torto di credere nella lotta di Yoani Sánchez ritenendola una lotta di David contro Golia, una lotta che partiva dal basso per colpire il potere, una lotta idealista per la libertà di Cuba. Mi sono dovuto rendere conto – a suon di cocenti delusioni – che l’opposizione di Yoani era lettera morta, per non dire di comodo, come per far credere al mondo che a Cuba esiste libertà di parola. Ho cominciato a dubitare che Yoani fosse non tanto un’agente della Cia – come dicevano i suoi detrattori – quanto della famiglia Castro, stipendiata per gettare fumo negli occhi. Ma anche se non fosse niente di tutto questo, basterebbe il fatto che mi sono reso conto di avere a che fare con una persona che mette al primo posto interessi per niente idealistici. Una blogger che conduce la sua vita tranquilla, che a Cuba nessuno conosce e che nessuno infastidisce, che non viene minacciata, imprigionata, zittita, che non ha problemi a entrare e uscire dal suo paese. Per la sua bella faccia mi sono preso offese e minacce di castristi e comunisti italiani, per aver condiviso una lotta inesistente, un sogno di libertà sperato da molti, ma non certo da lei, che pensava solo al denaro proveniente da premi e contratti. A questo punto non lo so se Yoani Sánchez è un’agente della Cia o della Rivoluzione Cubana. Non lo so e non m’interessa neppure di saperlo. So solo che non è la persona che credevo. Tanto mi basta.

    Un episodio su tutti avrebbe dovuto farmi aprire gli occhi sulla realtà, oltre un anno fa, quando mandai mia suocera a casa di Yoani per chiederle chiarimenti sul viaggio italiano. Ebbene, la fecero attendere sulle scale. Non la fecero passare neppure in sala. Un comportamento molto strano per un cubano del popolo. Avrei dovuto credere a mia suocera quando mi diceva: “Quella gente non lotta per la libertà di Cuba. A loro interessa solo riempirsi le tasche”. Non l’ho fatto e ho sbagliato. Ho creduto in una lotta ideale che non esisteva. In realtà lo scopo di Yoani Sánchez è sempre stato quello di diventare ricca e famosa. Adesso l’ha raggiunto. Adesso stia lontano da me, che ho perduto persino il diritto di rientrare a Cuba, mentre la principessa delle blogger entra ed esce come se fosse un moscone che un po’ ronza all’Avana, un po’ a Miami. La parola farfalla non le si addice. Moscone è il termine più confacente. Adesso Yoani Sánchez aprirà un periodico farlocco, come li chiamiamo qui in Italia, qualcuno dei servizi glielo traduca in cubano, io non lo so fare. Un periodico farlocco come L’Avanti di Lavitola, con tutto il rispetto per Lavitola. Aprirà un giornale, insieme ai suoi amichetti, che a Cuba non leggerà nessuno, perché consultabile on line. Ma a Yoani cosa importa? A lei basta che qualcuno lo finanzi, che si legga a Miami, tanto tanto in Spagna, che la comunità cubana continui a illudersi per una paladina inesistente.

    Fin qui abbiamo viaggiato insieme, cara Yoani. Adesso basta. Il mio viaggio prosegue da solo, lontano dalle tue mire. Tocca anche Cuba, certo, che fa parte della mia vita, anche se molti cubani mi hanno deluso. Proverò a non pensarci, per rispetto a mia moglie, che è una cubana del popolo e non ha niente a che vedere con la tua alterigia borghese. E poi, l’ha detto anche Fidel Castro che sarà la storia a decidere. Vediamo chi assolverà.



    Gordiano Lupi

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  8. Alla fine dice le cose che, qua' sopra, ripeto da anni
    Anche questo cadavere è transitato sul fiume
    Avanti il prossimo. . .

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  9. Caro gordiano sono proprio contento che lei non possa più entrare a Cuba, come si fa a dare credito ad una Blogger come quella! !!!

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  10. Yoani Sanchez è una strana dissidente: non denuncia, non attacca, non contesta...e questo mi è sempre puzzato. Non ho mai creduto in lei, dal mio piccolo.

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    1. Avevo 16 anni. Con altri compagni occupammo la scuola. Dopo 2 giorni mi accorsi che ero il solo figlio di operai. Gli altri col pugno chiuso tutti di gente che stava bene o benissimo. Facile fare i rivoluzionari o i dissidenti col culo al caldo

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  11. Perché mai dovrebbero farlo entrare in un paese che insulta da anni?

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  12. Posto il pensiero della Sanchez in merito alla legge sugli investimenti stranieri da poco approvata, che personalmente e stranamente condivido con lei...

    YOANI SANCHEZ 18/04/2014
    Un signore con la barba e la camicia strappata legge il giornale in un porticato di calle Reina. «Questa gente sta inventando l’acqua calda…» mormora. Il quotidiano che tiene tra le mani contiene un allegato con la nuova Legge d’Investimento Estero recentemente votata dall’Assemblea Nazionale. Approvata all’unanimità, la controversa normativa giunge in un momento in cui l’economia cubana ha urgente necessità di capitale estero.

    Il problema di ottenere investimenti non ha avuto come conseguenza una maggior flessibilità su temi importanti come la contrattazione del personale. La legge recentemente approvata mantiene il monopolio statale per il personale da avviare al lavoro. L’impresario estero potrà assumere lavoratori solo richiedendoli a strutture statali. Quindi, le persone considerate affidabili dal governo saranno sempre le più avvantaggiate quando si tratterà di ottenere un posto di lavoro.

    Il governo di Raúl Castro garantisce che la mano d’opera per gli investitori esteri goda piena fiducia statale. Se accettiamo l’idea che l’autonomia economica sia il requisito indispensabile per guadagnare autonomia politica, comprendiamo perché il Generale Presidente faccia in modo che i migliori salari vadano a finire nelle tasche degli uomini più fidati. Si tratta di mantenere un sistema in base al quale si compra la lealtà in cambio di privilegi, che tanto ha caratterizzato il modello cubano.
    Tuttavia, la fedeltà ideologica e la capacità lavorativa non sempre vanno d’accordo. Le nuove imprese dotate di capitale estero, vedranno ostacolata la loro attività - tra gli altri motivi - per non poter accedere al miglior capitale umano disponibile. In questo punto risulta evidente come la Legge d’Investimento Estero non possa andare oltre la propria ombra. Continua a essere caratterizzata dalla paura che gli individui acquistino indipendenza economica e politica dallo Stato.

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  13. Guarda che queste cose noi le stiamo dicendo da un mese. Senza essere agenti della Cia o dei Castro

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  14. La wikipedia definisce il signor Gordano come un "esperto di cultura cubana",esperto significa profondo conoscitore secondo qualunque dizionario.
    Secondo me Gordano,come molti, non ha pero' capito una semplice differenza: conoscere non significa capire e quando si ha a che fare con Cuba questa differenza e' fondamentale!
    Sul fatto che non possa piu' entrare a Cuba non mi meraviglia...nessun vicino di casa mi ha mai piu' invitato a bere un caffe' in casa sua dopo che,a ragione o torto, io l'ho attaccato criticato ed accusato in una riunione condominiale per quello che fa in casa sua.
    Ognuno e' profeta in patria signor Gordano...mai sentito dire?
    Marco

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  15. Credo che sia uno dei tanti che ha incolpato Cuba per fallimenti che sono soltanto personali

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  16. Ho conosciuto Gordiano Lupi e sua moglie in occasione di una conferenza su Cuba in un incontro organizzato da giovavani di destra in un comune della provincia di Caserta. L'autore non si é mai considerato di destra anche se non é mai stato a favore della rivoluzione cubana. Oltre a Yoani ha tradotto anche i racconti di un altro cubano, mi sembra si chiami Alejandro ed é un parente della moglie. Credo non abbiano avuto un grande successo e a me personalmente non sono piaciuti.Pedro.

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  17. In effetti si fatica a trovare qualcuno che ne parli bene

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  18. Cose trite e ritrite, scritte qui da anni ormai. In pratica Lupi ha scoperto...l'acqua calda!
    Credo sia un problema di percentuali...per contro possiamo dire che almeno Gordiano ha l'onestà di ammettere il suo fallimento, e quello di Yoani ovviamente.
    A.P.

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  19. Credo anche io che si tratti di un problema di pecunia

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