lunedì 5 maggio 2014

LASCIARE IL LAVORO

 

A Cuba mi e' capitato, con una certa frequenza, di osservare una sorta di modus operandi che, personalmente, non mi trova per nulla d'accordo.
Appena una relazione con la cubanita di turno inizia ad avere una cerca consistenza, se la cubanita ha un regolare lavoro, statale o no, il primo atto che suggella la relazione e' quello, da parte della fanciulla, di mollare il lavoro.
Se invece la giovane non lavora, l'ultimo dei suoi pensieri diventa quello di cercarne uno.
Nel momento in cui lo straniero entra, piu' o meno prepotentemente, nella vita della fanciulla, il fatto di lavorare diventa un'orpello insostenibile da eliminare nel minor tempo possibile.
Poi magari la storia si conclude e la fanciulla, oramai senza lavoro, deve procurarsene, al piu' presto, un'altra per riuscire a tirare sera, entrando in un ben noto meccanismo.
Il ragionamento che le spinge ad abbandonare il lavoro e', dal loro punto di vista, piuttosto lineare.
Perche' mai andare a lavorare per una cifra mensile che lo yuma spende in un giorno in cerveza?
Molte volte e' lo straniero stesso, incautamente, a spingere la fanciulla ad abbandonare il lavoro, per averla piu' disponibile e piu' presente durante il suo soggiorno.
Poi pero' lui se ne va...
Come dicevo ad inizio post, credo che sia una cosa prima di tutto fortemente diseducativa, oltre a questo ci si assume una responsabilita' di cui, francamente, sarebbe bene fare a meno.
Capisco che con quei salari la situazione sia quella che sia, ma occorrerebbe anche spiegare, ad una fanciulla spesso decisamente piu' giovane di noi, che il lavoro e' uno dei mezzi che permette all'essere umano di realizzarsi, sopratutto in un certo momento del percorso di una persona.
Ha senso a quell'eta' passare tutto il santo giorno in casa a fare un cazzo e a mirar novelas?
La vita funziona in questo modo?
Non e' una questione di denaro, per molti di noi (non tutti) dare una mano non e' un grande problema (anche se far vivere la gente con denaro che arriva dalla luna non e' una grande idea...).
Per molte quel denaro non sara' mai abbastanza, ma questo e' un'altro discorso, che coinvolge piu' noi che loro.
Ogni testa e' un piccolo mondo ed ognuno e' libero di fare cio' che vuole.
La mia giovane fanciulla a fine maggio termina i 3 anni di pratica, le hanno offerto di restare ma non sono sicuro se accettera'.
Da praticante ha responsabilita' limitate, ma una volta "in ruolo" si ritroverebbe responsabile della contabilita' di diversi magazzini.
Alla merce' di ogni ladrone da coprire rischiando, in prima persona, la propria ghirba.
Anche perche' poi e' sempre l'ultima ruota del carro che ci lascia le piume.

Qualora non accettasse, si prendera', dopo 3 anni, l'estate di pausa, guardandosi attorno, gestendo le nostre attivita', ma da settembre ritornera' a lavorare.
Ha anche gli esami all'universita' da dare.
Ora vedremo se nella casa de renta o in altre situazioni ma sicuramente tornera' a lavorare.
I soldi non sono un problema, ma il pensare che ci sia sempre chi risolve, non rientra ne' nel mio ne' nel suo modo di pensare.
Tanto meno in quello della sua famiglia.
Vedremo se gestendo le nostre cose, oppure lavorando per lo stato o ancora lavorando nel settore privato ma sicuramene lavorera'.
Non voglio nessuna responsabilita', se un domani la cosa si dovesse concludere, nessuno deve poter dire che si sia lasciato qualcuno per strada.
Non e' una questione di entita' di salario, che e' quella che conosciamo, ma di dignita' della vita.
Un piccolo stipendio, che verra' comunque ampiamente "arrotondato", un'occupazione giornaliera e un senso ad una esistenza.
Io la vedo cosi'.

13 commenti:

  1. Direi che sei stato fortunato..
    Quello che tu descrivi ben chiaramente e' una consuetudine tra due controparti ambedue malate e che hanno perso la dignità' personale.
    La cosa migliore e' quando vedo persone che qui difficilmente sbarcano il lunario e li' si comportano come milionari.
    Patetici e frustati.
    Comunque oggi il sole e' alto e caldo..

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  2. Ma sai puoi fingere fino a un certo punto
    Le miserie presto o tardi saltano fuori.

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  3. EL Loco perché devono lavorare se trovano chi le mantiene?

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    1. Forse perché non sai mai quando la festa può finire

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  4. Far lasciare il lavoro alla novia a Cuba è assolutamente diseducativo e da evitare.
    Se fosse l'inizio di qualcosa di importante...è già un cattivo inizio...figuriamoci poi il resto!
    A.P.

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  5. Questo oltre ad essere totalmente diseducativo

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  6. Facendole lasciare il lavoro le facciamo credere davvero che i soldi qui da noi si raccolgono sugli alberi.....e non ce n'è certo bisogno.
    A.P.

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  7. Esatto come ho specificato nel post, l'input sbagliato arriva proprio da noi

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  8. "Mi vida ya le puce el correo al movil me puedes escribir por aqui"

    IL PROGRESSO NON SI FERMA...

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  9. Vabbè, pure io se trovassi una riccona che mi mantiene lascerei subito il lavoro. Che discorsi!

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  10. Il problema e' che se poi chiude il rubinetto rimani senza riccona e sanza lavoro.
    Por el piso...

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    1. Esatto,e poi ti tocca vivere con la pensione della vecchia zia...come qualcuno fa davvero a Camag.... Poveraccio! AHAHAHAHA
      A.P.

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    2. Evitiamo riferimenti a chi qua' sopra non ci puo', giustamente, mettere piede.Grazie

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