lunedì 26 maggio 2014

PALADAR

 

Ieri mi e’ giunta la notizia che il dueno del paladar dove vado, spesso, a mangiare ha grossi problemi di salute.
Spero di rivederlo ancora a settembre, quando iniziera’ il mio lungo periodo di vita cubano.
Qualche settimana fa’, un veneto ne ha aperto uno nuovo e, sempre a Tunas, un altro italiano e’ in procinto di inziare questo tipo di avventura.
Da circa 3 anni un amico romano gestisce…come puo’, un paladar nel centro della citta’.
Diciamo che l’offerta di cibo decente andra’ ad aumentare, questo non puo’ farmi che piacere.
Il paladar e’ una di quelle cose che meno mi interessa dal punto di vista del mio sviluppo del business a Cuba.
La ristorazione non e’ un settore a me sconosciuto, lavorando da 30 anni nel turismo, pur occupandomi d’altro, ho sempre bazzicato anche da quelle parti.
Conosco la differenza fra uno che sa gestire una situazione simile ed uno che si improvvisa.
Fino ad oggi, almeno a Tunas, tutti i paladar che sono stati aperti hanno avuto come protagonisti gente che nella vita precedente faceva tutt’altro.
La cucina non e’ un mestiere che si improvvisa e neanche la gestione economica di un ristorante, se non sai tenere sotto controllo gli sprechi duri poco.
Se non capisci che la bistecca ai ferri di oggi domani diventa impanata, dopodomani polpetta e fra 3 giorni insalata capricciosa allora e’ meglio che fai altro.
Giusto per fare un’esempio.
Questo tipo di attivita’ mi interessa poco, soprattutto a Cuba, perche’ vuol anche dire farsi il mazzo tutto il santo giorno.
Come ho gia’ detto in un passato post, il culo me lo faccio in Italia, a Cuba posso mettere in piede qualcosa a livello gestionale ma il mio tempo, da quel lato del bloqueo e’ sacro.
Un paladar, se gestito bene, ti toglie la vita.
Quando vedo il gestore di uno dei piu’ frequentati a Tunas alle 11 del mattino seduto al tavolo del Cadillac, capisco anche perche’ certe situazioni sono partite ma non sono mai veramente decollate…
Un paladar apre per pranzo e prosegue fino a notte, nelle ore in cui e’ chiuso bisogna fare la spesa e cercare quel che manca.
Cuba non e’ l’Italia dove passa il grossista e ti porta tutto.
Tolti alcuni generi (pesce), il resto te lo devi andare a cercare, girando di mattina presto per i mercati e le tiendas.
Poi c’e’ il personale, trovare uno o meglio due buoni cuochi, un altro che si occupa della parrilla, due o tre cameriere a cui magari spiegare l’antico concetto che non bisogna mai tornare da un giro in sala con le mani vuote.
In piu’ preoccuparti che non ti rubino merce o/o soldi.
Devi poi anche scegliere se fare solo una cucina per gli stranieri o farne una anche per cubani.
Sappiamo bene che non tutti possono spendere 8/10 cuc per mangiare, che molte prelibatezze italiane non sono apprezzate da gente che dopo mangiato ti chiede “te llenaste?”.
Aprire un paladar a Cuba vuol dire 16 ore al giorno sul pezzo, con in mezzo ai piedi gli ispettori che ficcano in naso dappertutto, e la burocrazia cubana a rompere i maroni.
Certo se poi sei in gamba la gente viene a mangiare e potrebbe anche valerne la pena.
Vedo che i 2/3 paladar decenti a Tunas funzionano, si sono ampliati, hanno differenziato il servizio e, suppongo, diano anche dei bei risultati.
Ma andare a Cuba per fare quella vita, ni muerto.
Per ora iniziamo con la renta poi…vamos a veer.

10 commenti:

  1. Anche per me è un'impegno troppo grande.Meglio fare il cliente. Vittorio

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  2. Io pensavo di dedicarmi ad attività più italiane, sulla isla. Roba che sappiamo veramente fare e che rappresentano una eccellenza italina, come: l'estorsione, l'associazione a delinquere, il traffico di stupefacenti e lo sfruttamento della prostituzione.
    Lo dico non tanto per scherzo, siamo veramente i numeri uno in questo. Tra l'altro ho appena scoperto che sono... anzi, sono stato dato che questo pomeriggio la manderò garbatamente a fare in culo, in cura per mesi dalla moglie del senatore della margherita che si è rubato 25M di soldi del partito. Condannata anche lei, eh. Ha patteggiato.
    Lo ho scoperto stamattina mentre cercavo il suo telefono in rete... Ci sono rimasto troppo di merda e quindi oggi sono NETTAMENTE più schifato del solito.

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  3. Ciao Milco mi trovo da sabato alle 14 ancora rinchiuso dentro una scuola a fare vigilanza per i seggi, qui a Rimini ci sono anche le comunali, ed ora ho trovato il tempo di collegarmi, volevo farti i complimenti per il nuovo sito, è molto carino, anche la casa è ben arredata....un pò troppo "minimal" ma arredata bene, immagino sia ancora da completare....ma si vede l'impronta occidentale...
    Per quanto riguarda il post io sono dell'idea che a Cuba (in questa Cuba) bisogna andarci con stipendio, pensione, o reddito italiano...credo che fare impresa a Cuba sia quasi impossibile, oltre che una rimessa, i tempi non sono ancora maturi, o sbaglio?
    Un abbraccio a tutti voi!

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  4. L'arredamento è provvisorio e in gran parte sarà rinnovato. Dammi tempo. . .

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    1. è bello Milco....secondo me dovresti solo arricchire col mobilio...

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  5. Non hai capito
    fino a fine luglio ci vive il vecchio proprietario, il mio amico italiano che intanto sta' ristrutturando la sua nuova casa. Noi entriamo ad agosto. Quando vado in 3 giorni risolvo il problema dell arredamento
    Il sito lo abbiamo fatto ora perché a luglio e agosto sarò in trincea e a settembre a Cuba. Quando sarà il momento arriveranno le nuove foto.

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    1. Si vede che nei lavori strutturali la casa è stata seguita da un occidentale.. pure pignolo, e non da un cubano. E' questo che fa la differenza.
      Per il mobilio, avendo i soldi, basta poco.
      A.P.

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    2. Scherzi?
      Nella nuova casa che sta' facendo la placa l'ha fatta l'impresa del tio della mia fanciulla, un reduce dell'Angola
      Fra l'altro casualmente perche' nessuno di noi ci ha messo becco.
      Lo ha mandato in manicomio, sta' tutto il giorno dietro a chi lavora, correggendo tutto e mettendo mano a tutto.
      Lo dico forte e chiaro, FA BENISSIMO!
      Paghiamo ed e' giusto che i lavori vengano fatti ad arte.

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