domenica 25 maggio 2014

REAL



Ieri sera ho assistito alla finale di Champions League a casa di amici.
Ovviamente era presente tutto il kit necessario per eventi di questo tipo.
Birra ghiacciata, frittata di cipolle, rutto libero e donne fuori dai coglioni.
Ha vinto, meritatamente, il Real ma bisogna davvero riconoscere i grandi meriti dell’Atletico.
Vincere una Liga, arrivare in finale di Champions con una rosa risicata all’osso e un budget di 6/7 volte inferiore a quello delle grandi e’ stata un’impresa fantastica.
Se devo pensare ad una societa’ di riferimento per il futuro del mio Toro, penso proprio all’Atletico…non certo all’Udinese, con tutto il rispetto.
Intanto e’ stato bellissimo vedere 70000 persone giunte da Madrid tifare pacificamente insieme, malgrado le rivalita’, davvero rispetto a noi e’ tutto un altro mondo.
Il risultato finale e’ giusto, certo che prendere il gol del pareggio nel terzo minuto di recupero fa’ davvero male.
Vincere la Champions senza avere fatto un vero tiro in porta in tutta la partita, sarebbe stato un po’ troppo.
L’Atletico e’ arrivato a questa finale col fiato corto, cosa comprensibile quando ne hai solo 14/15 per giocare oltre 60 partite.
Vincendo pure…
La differenza, nel calcio, spesso la fanno quelli che rimangono fuori.
Xavi Alonso e Pepe inutilizzabili, Morata, Marcelo e Izco subentrati che hanno cambiato il volto della partita.
Capisco Conte che chiede giocatori, a questi livelli ce ne vogliono almeno 18  in rosa, di altissimo livello, altrimenti rischi di non farcela.
Il Real, malgrado la serataccia di Casillas, quella non brillantissima di Bale e la nessuna consistenza di Cristiano e Benzema ha tenuto in mano il boccino per tutta la partita.
Alla fine ha vinto la squadra piu’ forte, la rosa piu’ completa, l’allanatore con piu’ esperienza e al final…chi ne aveva di piu’.
Sono contento per Carletto, dovunque e’ andato ha fatto bene e vanno rivalutati anche i 2 secondi posti con la seconda squadra torinese, mentre veniva preso per il culo dai suoi tifosi.
Molti faranno il paragone con Mou e lo scorso anno, bisogna essere sinceri fino in fondo, dicendo che….un Bale di differenza, in tutta la lunghezza della stagione non e’ cosa da poco.
Detto questo la tranquillita’ di Carletto ha rimesso le cose a posto, in uno spogliatoio che, storicamente, non e’ mai stato facile da gestire.
La stagione dell’Atletico e’ stata comunque una favola, forse irripetibile, malgrado la grande bravura di Simeone, veramente il dodicesimo uomo in campo.

5 commenti:

  1. Condivido in pieno tutto quello che hai detto,complimenti a tutti,grandi carletto e simeone.grandi esempi.paolino.

    RispondiElimina
  2. Almeno era presente un po' d'Italia...

    RispondiElimina
  3. RICEVO E PUBBLICO
    Caro Milco,
    non so se tra le tue passioni sposrtive annoveri anche il ciclismo,
    casomai fosse cosi ricordati di questo nome: FABIO ARU
    un meraviglioso prodotto della Sardegna di appena 23 anni che ieri nelle salite
    del grande Pantani ha letteralmente volato andando a vincere lasciando i big a bocca aperta..
    Milco dovedi vedere che cosa ha fatto.
    Ero esattamente dalle fughe del pirata che non vivevo emozioni cosi grandi, e mi fa piacere che a regalarmele sia un ragazzo sardo.
    Non ho dubbi nel dire che non è una meteora come tante negli ultimi anni.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Saputo ora
      È il fidanzato della ragazza del desk della palestra di Giaveno dove mi alleno

      Elimina
  4. Dopo il Pirata non mi sono piu' appassionato di questo sport, speriamo che questo ragazzo sappia riaccendere la fiammella.

    RispondiElimina