martedì 20 maggio 2014

SALARIO MINIMO



 

Una delle ragioni che rende la nuova riforma del governo cubano atta a favorire gli investimenti stranieri, difficilmente appetibile e’ rappresentato dai numerosi balzelli inseriti nei confronti di chi deve reperire personale.
Intanto ci sono i problemi ed i taglieggiamenti statali nei confronti dei visti e dei costi dei collaboratori stranieri che dovranno risiedere a Cuba.
Ne abbiamo parlato nei giorni scorsi e non e’ un buon inizio.
Il problema vero e’ rappresentato dal fatto che non possiamo assumere direttamente il personale cubano, ne’ decidere quanto pagarlo.
Cioe’, io cerco di fare impresa a Cuba, porto i capitali e quel che serve per iniziare l’avventura e mi devo, per forza, rapportare con un ‘organo statale che mi imporra’ il personale che vorra’ e, soprattutto, il salario da pagare.
O meglio, da pagare allo stato che poi decidera’, percentualmente, quanto dare al lavoratore.
Nessuna possibilita’ di contattare direttamente le figure professionali che servono.
La cosa piu’ inquietante e’ rappresentata dal fatto che lo stato decide quanto io dovro’ pagare di salario.
Ci hanno provato, con i vari distinguo, in Svizzera.
Domenica, nella Confederazione, si e’ tenuto un referendum in cui si chiedeva agli elettori se inserire o meno, per legge, il salario minimo.
Parliamo di 3300 euro al mese, quattromila franchi svizzeri.
La proposta non e’ passata, a larga maggioranza gli svizzeri hanno detto NO.
Diro’ cose, probabilmente, molto poco di sinistra, soprattutto se e’ un Comunista a dirle.
I salari vanno, eventualmente, discussi fra le parti sociali, che lo stato debba inserirsi per imporre un salario mi sembra una cazzata senza precedenti.
Intanto si sarebbe trattato del piu’ alto salario minimo al mondo.
La proposta non e’ nata soltanto per motivi diciamo…solidali, il problema e’ che, pagando salari inferiori, vengono discriminati gli svizzeri a favore dei lavoratori stranieri, soprattutto i nostri frontalieri che, accettando un salario piu’ basso, la sfangano bene, vivendo in Italia.
Lo stato dovrebbe occuparsi che i diritti dei lavoratori vengano rispettati, non entrare nel merito di argomenti che non gli competono.
Anche perche’ a salario minimo quasi mai corrisponde una competenza…minima.
Quest’estate daro’ lavoro a 25 ragazzi, (anzi 27, sabato mi e’ entrata una piccola struttura a Montalto di Castro, un po’ fuori mano ma ci pago i mobili della renta), quelli che hanno gia’ esperienza avranno il salario che meritano, figlio di una contrattazione in funzione delle loro competenze.
Chi e’ in prima stagione, quindi non sa fare un cazzo e la formazione l’avra’ sul campo, prendera’ quello che offro a chi inizia questo lavoro.
Ci manca solo che lo stato mi imponga un salario nei confronti di chi deve iniziare, da zero, un percorso professionale i cui rischi sono tutti miei.
Accetto il rischio d’impresa, perche’ fa parte del gioco, ma oltre non voglio e non devo andare.
Nel momento, il prossimo anno, o in quelli a venire, in cui il ragazzo avra’ acquisito determinate competenze ,allora verra’ da me e discuteremo il prossimo salario.
Nel frattempo impara…guadagnando.
Gli svizzeri hanno bocciato questo insulso referendum che avrebbe messo a rischio, in caso di esito favorevole, migliaia di posti di lavoro, col concreto rischio di delocalizzare le imprese che, a quel punto, sarebbero emigrate verso lidi meno invasivi.
Se anche a Cuba comprendessero questo concetto sarebbe gia’ un bel passo avanti.

10 commenti:

  1. Allora parlando di Cuba e lavoratori stranieri giusto oggi mi hanno confermato una notizia che gia' da qualche tempo girava nell'aria,notizia che di fatto mi tiene sveglio a quest'ora riflettendo sul da farsi e sul futuro:a partire dall'entrata in vigore della legge sugli investimenti entrera' in vigore una risoluzione che stabilisce che,oltre alle varie tasse che gia' paga l'impresa,ogni straniero dovra' versare alla ONAT il 20% del suo stipendio (quello che in Italia sarebbe l'IRPEF).
    Detta percentuale la dovranno versare autonomamente anche i Cubani che lavorano per aziende straniere sulla base del netto ricevuto;di bene in meglio...
    Adesso bisognera' vedere se le aziende si faranno carico di questa tassa rimborsandola in contanti ed in caso contrario mi sa che saranno parecchi gli stranieri che lavorano qui e che alla prima occasione se ne andranno.
    Sul discorso del salario minimo io credo che l'errore sta nella presentazione dello stesso,la differenza sta nel fatto di stabilirlo mensile rapportato a parametri fissi (relazione fissa ammontare mensile/ore minime di lavoro) o orario (fisso per ora con un numero minimo di ore al giorno).
    Di fatto si puo' dire che in Italia esiste il salario minimo che e' quello che stabiliscono i contratti collettivi di lavoro ed in busta paga viene definito "paga base"o qualcosa del genere se non ricordo male.
    Il problema sta che in Italia si e' creata nei decenni una selva infinita di contratti,sindacati e leggi che rendono impraticabile applicarli ed obbligano molte volte a stabilire uno stipendio fisso che e' sempre piu' alto di quello che appare in busta paga ed un compromesso tacito a lavorare le ore che siano necessarie senza andare tanto per il sottile.
    Parlo un po' da profano gia' che da parecchio non lavoro in Italia!
    Comunque sono d'accordo che stabilire un minimo uguale per tutti senza poi dare variabili che tengano in conto di eta',esperienze e capacita' professionali sia una benemerita cazzata.
    Marco

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  2. Se non ho capito male il senso del tuo scritto è una cosa normale, quando lavoriamo fuori, versare una parte alla previdenza del paese dove operiamo. Dovrebbe tornare indietro in età pensionabile. Se versi per 2 anni i contributi in Francia, quando vai in pensione, anche da loro prendi qualcosa. Cuba con le sue 2 monete e le sue pensioni sono però un discorso a parte. Credo

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  3. Non so se sia normale,credo dipenda dagli accordi bilaterali sul tema.
    Nel caso di Cuba sono semplici tasse visto che non e' previsto nessun trattamento previdenziale ne pensionistico per stranieri;in teoria per esempio siccome l'azienda paga un tot per la "seguridad social" dovremmo poter avere accesso agli ospedali ma in pratica senza un assicurazione medica non possiamo stare e se non l'abbiamo dobbiamo pagare il conto.
    Per quanto riguarda la posizione contributiva di un italiano all'estero e' un tema spinoso:la legge italiana dice che se vivi all'estero per piu' di 6 mesi l'anno sei obbligato ad iscriverti all'aire e se la tua azienda paga i contributi nel paese in cui lavori sei esonerato dal pagarli in Italia,nel caso in cui non abbia stabilito la tua residenza all'estero sei soggetto alle leggi fiscali italiani e quindi versare i contributi volontari e fare il tuo bel 740 dichiarando i redditi percepiti all'estero e pagandoci sopra la tua bella IRPEF.
    Va detto che se stabilisci la tua residenza all'estero perdi alcuni diritti in Italia primo fra tutti l'assistenza sanitaria che e' garantita solo in casi di emergenza e per 30 giorni(dietro pagamento);lo so per certo perche qualche anno fa dovetti sottopormi ad un'operazione in Italia ed il medico,sapendo che vivevo all'estero,mi disse chiaramente che dovevo spostare la residenza in Italia altrimenti mi avrebbero fatto pagare tutto!!!
    Marco

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    1. Interessanti dritte Marco
      Ma sei a Cuba?

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    2. Si sono tornato da 20 circa 20 giorni ma sto riflettendo sul da farsi perche' qui' tutto sembra pèggiorare giorno dopo giorno;lo scoglio piu' grande sono i figli nel senso che uno va in 4a elementyare e l'altro non puo' uscire da Cuba perche' gli mancano dei mesi di serizio sociale.
      Mi collego poco perche' ci hanno tolto pure internet al lavoro e mi devo collegare bcon la sim italiana e mi costa un botto!!
      Marco

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    3. Ok comunque stai lavorando
      E già qualcosa

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    4. grazie Marco, interessante aggiornamento.
      Ti auguro il meglio per te e per i tuoi figli.

      Milco, seguendo il tuo blog e leggendo notizie su internet, ho paura che stia peggiorando sempre più la situazione a Cuba e anche molto velocemente. Sentendo alcuni pareri, ho sentito anche dire che, visto che arriveranno allo stremo e non ce la faranno più a sopravvivere, o tornano prepotentemente gli americani o nuova rivoluzione ma con caos totale! Davvero un'incognita.
      Mi stò informando su Cartagena (Colombia) dicono molto simile a L'Havana ma con il petrolio stà combattendo il narcotraffico ed in piena espansione. Meglio che la nostra amata Italia!?! ;-)

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    5. Steno ne parlo domani, vi dico come la penso io.
      E come mi muovero'.

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  4. Certo che 3300 euro al mese farebbero comodo. Vittorio

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    1. Non ne dubito
      Però a quel punto lo stato dovrebbe blindare i miei contratti con un minimo garantito in modo da poter pagare quei salari.
      È una giungla la' fuori. . .

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