giovedì 19 giugno 2014

BORRACHERA

 

Il mio rapporto con l’alcool, inteso come liquori dai 40 gradi in su, e’ molto estemporaneo.
Sostanzialmente legato solo al rhum, una bottiglia in Italia puo’ tranquillamente durare oltre il mese.
Giusto un trago dopo cena quando capita.
Una birretta quando fa caldo e, a cena, un bicchiere di vino; questa e’ tutta la mia valenza alcoolica.
Quando sono a Cuba nel mio frigorifero non manca mai una boccia di Anejo especial o di Santiago blanco.
Durante quei periodi, in effetti, qualche bicchierino in piu’ me lo faccio.
E’ una questione di contesto.
Il Ron, da quel lato del bloqueo sembra piu’ buono, piu’ appropriato, mi viene piu’ naturale berlo.
Ci sono situazioni che, al di fuori dal quel contesto, perdono molto del loro fascino, e non parlo solo di ron e/o musica.
La cosa che, malgrado i tanti anni di viaggi, continua a stupirmi e’ la quantita’ di alcoolici e birra che i cubani riescono ad ingurgitare.
Sara’ capitato ad ognuno di voi di passare, in un locale, accanto ad una mesa dove sono sedute 2 persone.
Magari una e’ una ragazza, sul tavolo una ventina di lattine vuote di Bucanero.
Ho amiche che ti spazzolano una decina di lattine come se niente fosse, a ridere.
Perche?
La birra mi piace sorseggiarla, sentirne il sapore, magari accompagnare un pasto, non riesco ad entrare nell’ottica di idee di bermene 10 lattine.
Fatico a finirne una.
Certo verrebbe da tirare in ballo il discorso del cammello.
Il cammello beve fino a riempirsi quando trova un’oasi, non sa se e quando ne incontrera’ un’altra.
Loro, specialmente se e’ il culo bianco a pagare, mandano giu’ tutto cio’ che appare nella mesa, perche’ non sempre hanno la possibilita’ di compartire tutto quel ben di Dio.
Per non parlare di chi, lascia mezza lattina piena, ordinandone un’altra perche’ “esta’ caliente”.
In quel caso non e’ colpa loro, e’ allo yuma di turno che andrebbe ritirato il passaporto.
A dicembre organizzai una fiesta col famiglion, eravamo una ventina.
Compramo per l’occasione un tonel da 120 litri di Tinima etichetta blu.
Siamo nell’ordine di 6 litri a cranio, tenuto conto che io ne avrei bevuto mezzo litro la media saliva ancora.
Mi chiesi, ingenuamente, quanti giorni sarebbero occorsi per svuotarlo completamente.
Giorni?
Alle 7 di sera c’era gia’ chi reclamava ulteriori bottiglie,  il tonel era completamente vuoto.
Il ron e’ ancora un altro discorso.
Se con la cerveza, tolta quella del tanke, la qualita’ resta comunque su livelli di decenza, col ron si puo’ dire che c’e’ chi davvero manda giu’ di tutto.
Si va dall’alcool puro, al cispetren, a quello misterioso delle bottiglie di plastica a quello della calle, un torcibudella fatto chissa’ con cosa.
Non ho mai compreso questa loro esigenza, ogni volta che se ne presenta l’occasione, di ubriacarsi fino a cadere per terra.
Riempirsi come lumini, per loro, e’ un punto di merito, reggere alcool come un camallo del porto di Genova e’ una medaglia da appuntarsi sul petto.
Si potrebbero fare analisi sociologiche legate alle difficolta’ della vita di tutti i giorni, ai problemi, alla voglia di evadere dal quotidiano ed altre cose simili, ma la realta’ e’ che se non si riempiono non si divertono.
Ho perso il conto delle volte in cui ho portato fuori dalla disco fanciulle a vomitare.
E’ una cosa che inibisce pesantemente eventuali futuri sviluppi della serata.
Ho sempre frequentato malvolentieri chi ha la piomba facile, mi ha sempre dato fastidio la gente che si ubriaca sapendo che qualcuno poi si occupera’ di loro, riportandola a casa e magari mettendola pure a letto.
Vuoi fare danni? Organizzati per i cazzi tuoi!
Gli yuma, quasi sempre italiani, che vedo barcollare in giro per Tunas, poi fanno davvero ridere.
Vogliono fare i cubani e non ci sono abituati.
Il risultato e’ quasi sempre di portarsi en la cama l’ultimo zoccolone rimasto, addormentarsi appena toccato il letto e ritrovarsi ripuliti di tutto cio’ di prezioso si ha nel cuarto.
Metti insieme una cubana ladrona ed un italiano imbecille e non li batte nessuno.
Personalmente, quando sono in compagnia, un paio di bicchieri per “animare” un po’ la compagnia, ma poi mi fermo li’.
Questo a prescindere da quale lato del bloqueo frequenti.

10 commenti:

  1. Piuttosto muoiono di fame per comperare il bere. Stefano

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  2. Per non parlare di quando il ron prende il posto delle scarpe per i figli.

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  3. Un tio della mia compagna si beveva il profumo della moglie. Era un tipo che "no sirve pa nada"

    Simone

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  4. Ciao Milco ad Holguin non sono rari purtroppo i casi in cui nostri connazionali vengono 'drogati ' da sostanze che portano sonno (nel migliore dei casi) sciolte nei cocktails preparati nella casa de la musica, mi è capitato di vederne più di uno in condizioni penose di notte e ripulito di tutto e con mal di testa allucinante al mattino...benché fossero persone che per i loro comportamenti meritassero ben poco lo segnalo...durante una festa di compleanno mi è capitato addirittura vedere il festeggiato prendere un quache medicinale (cosa sia non so ) che gli permettesse di cintinuare a bere...ho detto tutto!!

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    1. Poi tornano da Cuba e raccontano che e' un paese di merda e che sono tutti puttane e ladroni....mah...

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  5. Tosco – Da buon veneto ho sempre retto abbastanza bene il confronto. La differenza è che per loro la qualità è irrilevante mentre non c’è limite alla quantità. Con tutto quello che ne consegue: vomitadera, fajason ecc.

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    1. Bere va bene, ma almeno bere bene...

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  6. Sono spugne avvezze ai più insoliti intrugli che manco Amalia la fattucchiera .
    Solo lì trovi chi preferisce una "sidra champagnada" ad un Ferrari millesimato.
    Perle ai porci .....ed é tanto che lo dico

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  7. Veramente il sidro che si trova a Cuba e' roba davvero brutta, ma brutta.

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