sabato 21 giugno 2014

CAMBIARE

 

Avrete, forse, letto la notizia in giro per i siti web che parlano di Cuba.
E’ in atto, anche nello sport cubano, una sorta di piccola, ma importante, rivoluzione.
Sara’ possibile, per los peloteror, andare a giocare all’estero, (al momento non nella grande liga americana), guadagnare bene e poterlo fare con la benedizione degli organi sportivi cubani.
Gia’ alcuni di loro si sono recati in Giappone, con un’ingaggio intorno al milione di dollari l’anno.
Questi giocatori potranno continuare a far parte della rappresentativa di Cuba nelle varie competizioni internazionali.
Non parliamo ancora dei milioni di dollari di contratto che, alcuni fuggiaschi, guadagnano nella grande liga, ma si tratta di un’enorme passo avanti.
Scrissi, tempo fa, un post in cui raccontavo di aver conosciuto la capitana della nazionale di hockey su prato, specialita’ dove Tunas trionfa praticamente sempre.
Mi raccontava dei 500 pesos mensili scarsi e dei 10 dollari al giorno di diaria durante le competizioni all’estero.
Infatti stava pensando di mollare tutto.
Questo atteggiamento dell’Inder, o di chi ha comunque preso certe decisioni, ha pesantemente indebolito lo sport cubano, privandolo di alcuni fra i talenti migliori che, in un modo o nell’altro, hanno lasciato il paese.
Basti pensare al volley.
Oggi le nazionali maschili e femminili, dopo decenni di trionfi, navigano in cattive acque.
Leon, Leal, Juantorena, Simon e gli altri campioni cubani giocano all’estero, vorrebbero tutti poter rappresentare Cuba ai mondiali e alle olimpiadi ma la cecita’ degli organi sportivi del paese impedisce loro di farlo.
Nell’atletica molti cubani oramai gareggiano sotto altre bandiere.
Ad ogni trasferta della squadra di pugilato qualcuno non torna indietro.
Oramai la leva patriottica non funziona piu’, la necessita’ di una vita migliore e la consapevolezza che il talento sportivo dura pochi anni spinge, questi campioni, a scelte che potrebbero essere evitate con un minimo di intelligenza e di lungimiranza.
Ha ancora senso, oggi, parlare di tradimento della patria?
E’ vero che questi grandi atleti sono diventati tali grazie alla Rivoluzione, ma allora si faccia in modo che una parte dei loro guadagni vada allo sviluppo dello sport nell’isola.
Si eviti di considerarli degli appestati, si consenta loro di andarsene legalmente, continuando a difendere la loro bandiera durante i grandi eventi.
Certo, nella situazione che fino ad oggi ha governato lo sport cubano, chi andava via sapeva a cosa andava incontro e doveva accettarne le conseguenze.
Ma e’ giunto il tempo di cambiare, di rientrare in una normalita’ che puo’ soltanto fare bene allo sport cubano, che, dopo i fasti degli anni passati, sta’ attraversando un momento di profonda crisi dovuto anche alla scarsita’ di mezzi.
Per quel poco che hanno stanno facendo autentici miracoli, che pero’ non sono piu’ sufficienti per mantenere certi standard qualitativi.
La continua perdita di atleti ad alto livello non ha piu’ ragione di esistere, e’ il momento di cambiare, bisogna che il cambio sia adesso, senza se e senza ma.

12 commenti:

  1. Non vedo nessuna uscita valida dalla crisi che non sia un cambio di regime;anche il fatto di permettere agli atleti di praticare all'estero si e' rivelato un fallimento al primo tentativo....mi riferisco al "pelotero" che era andato a giocare in Messico ed hanno scoperto poi avesse un falso passaporto dominicano;mi sembra logico capire che la lega cubana ha avuto a che fare ma tutti si sono prontamente lavati le mani ed il poveretto adesso e' tagliato fuori da tutto e tutti...
    Marco da Cuba

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  2. Diciamo che è mancata un pò di malizia

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  3. SPOSTATO

    ciao Milco,adesso a esperienza fatta mi sai dire quanto ci mette un pacco ad arrivare a la habana in fermo deposito con globestar.grazie su COMUNICARE E SPEDIRE

    Ivan

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    1. NON SPEDISCO DA UN PO' MA MI PARE DI RICORDARE CHE IN 5/7 GIORNI ARRIVAVA

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    2. Dal momento dell'arrivo in sede Globestar a Roma mediamente impiega 15/18 giorni...fermo deposito Havana...spedisco periodicamente ogni 25/30 giorni...ultima spedizione partita da Roma il 4 giugno e' in consegna lunedi'...

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  4. Ultimamente sono scappati anche dei ballerini. Stefano

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  5. Infatti tutti hanno parlato unicamente di problemi economici.
    Semplicemente con il salario di un ballerino di alto livello non si campa.

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  6. Coraggio ci vuole coraggio per cambiare.
    Il problema e' che se non si hanno le idee chiare su dove si voglia andare e' difficile raggiungere non dico un obbiettivo ma almeno qualche risultato.
    Per noi che veniamo da fuori ma siamo un po' anche dentro sarebbe facile individuare nei vari settori quelle che sono incongruenze e illogicità' dell'attuale sistema.
    Anni addietro il primo governo Zapatero mando' i suoi quadri a studiare a Bruxelles..
    Ecco il governo cubano che ha certamente maggior facilità' decisionale rispetto ai nostri potrebbe prendere serenamente atto di quelli che sono stati i fallimenti e i risultati ottenuti.
    Studiare ed agire...
    Altrimenti si rischia di fare la fine di Gorbaciov.
    Mi pare evidente che l'unica forma che possa portare un benessere economico non disgiunto da un benessere sociale sia una sana mescolanza di diversi sistemi economici....se a cuba ritornassero a studiare Marx capirebbero che se non si produce cosa vai poi a ridistribuire??
    Ps. Da una telefonata fatta ieri sera con Ciegio de Avila, pare che ad Habana ci siano stati alcuni morti di dengue o altra robaccia simile.
    L'informazione è' arrivata da un addetto alla disinfestazione che è' stato trasferito per ordine di servizio nella capitale.
    Conosco la persona ed è' seria, però' la mano sul fuoco non la metto mai.
    Viva, viva San Tommaso.

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  7. Condivido se non produci, non cresci, anzi non campi.
    Per el dengue se altri hanno notizie da condividere sono i bene accetti.

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  8. Sul tema malattie:girando per i vari barrios si sa di parecchie persone che, ricoverate con febbri,dolori articolari,violente scariche intestinali ecc.,ne sono usciti con i piedi in avanti e dopo poche ore erano gia sottoterra; rimane comunque tutto un mistero sapere se per dengue,colera o "el virus malo" come dicono loro.
    Sicuramente ci sono parecchie vittime ma ufficialmente qui tutti godiamo di ottima salute e di virus solo sporadici casi...
    Sembra comunque che la situazione sia peggiore,e parecchio, a Santiago e Guantanamo.
    Marco da Cuba

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  9. Comunque prendi le giuste precauzioni....

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  10. Cuba riapre allo sport professionistico: il governo guidato da Raul Castro ha deciso che gli atleti potranno tornare a ricevere compensi per la loro attività sportiva, e avranno facoltà di trattenere l’80% dei premi guadagnati nelle competizioni internazionali. Ma, soprattutto, potranno firmare contratti con società estere, anche americane. Per l’isola caraibica si tratta di una vera e propria rivoluzione: il professionismo sportivo era stato abolito nel 1961, due anni dopo la rivoluzione castrista, e da allora gli atleti erano inquadrati dal governo come veri e propri impiegati statali, con un salario superiore alla media nazionale, ma comunque irrisorio rispetto alle cifre milionarie guadagnate dai colleghi del resto del mondo.

    Adesso con la riforma annunciata dal periodico Granma (l’organo ufficiale del comitato centrale del Partito comunista) la situazione dovrebbe migliorare: gli stipendi cresceranno, come anche i bonus e i premi sportivi; ad esempio, alla squadra che vincerà il massimo campionato locale di baseball (sport nazionale del Paese) andranno 2700 dollari (somma notevole in confronto ai 15 dollari di stipendio medio mensile). La grande novità, però, sarà la libertà di andare a giocare all’estero (ed in particolare negli Usa). Sogno proibito degli atleti cubani, tanto da determinare una vera e propria fuga di giocatori dall’isola, diventata sempre più massiccia col passare degli anni. Il primo a ‘disertare’ – perché fino a ieri andare a giocare negli Usa significava lasciare per sempre il proprio Paese e la propria nazionale, ed essere condannati ad una sorta di damnatio memoriae – fu Rogelio Alvarez nel lontano 1963.

    Poi il fenomeno è letteralmente esploso fra gli anni Novanta e Duemila, con la defezione di almeno 70 giocatori di baseball, e anche di altre discipline meno praticate sull’isola, come ad esempio il calcio. Il canovaccio della ‘fuga’ è quasi standardizzato: quando sono impegnati in trasferte all’estero con la nazionale, i giocatori scappano dal ritiro e si danno latitanti. Uno dei casi più eclatanti e recenti è datato ottobre 2012, quando quattro giocatori e lo psicologo della nazionale di calcio approfittarono di un match di qualificazione ai Mondiali 2014 in Canada per fuggire dall’isola. La riforma annunciata dal governo di Castro mira soprattutto a fermare questa emorragia di campioni, ed è stata accolta con favore dagli sportivi cubani. Yasmani Tomas (uno dei migliori talenti di baseball locali, già appetito dalle grandi franchigie americane), ad esempio, ha speso pubblicamente parole di apprezzamento nei confronti del provvedimento: “Se fosse stato fatto prima forse alcuni atleti non sarebbero partiti”, ha detto.

    Un passo avanti importante, dunque. Che però potrebbe non essere sufficiente per permettere agli atleti caraibici di giocare liberamente nelle major league americane. A causa dei paletti fissati proprio dal governo statunitense. La nuova legge cubana prevede infatti che i giocatori possano andare all’estero, a patto di pagare allo Stato di origine le tasse sui compensi guadagnati. Peccato che qualsiasi transazione fra Washington e L’Avana sia bloccata dal cinquantennale embargo nei confronti dell’isola. Inoltre, secondo la normativa americana, per giocare in Usa gli atleti cubani devono ottenere una speciale licenza dal governo, dimostrando di avere residenza permanente fuori da Cuba. Più di un ostacolo, insomma, persiste. Cuba ha teso la mano, ai suoi campioni, allo sport e in fondo anche agli Stati Uniti. A questi ultimi, ora, tocca fare il prossimo passo.

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