mercoledì 11 giugno 2014

CRESCERE FELICI

 

L' altro giorno, a Torino, sono passato di fronte alla scuola media che, piu’ meno prima del delitto Matteotti, frequentavo.
In un classico momento di rincoglionimento senile, mi sono fermato a guardare i ragazzi che uscivano constatando, per l’ennesima volta, come i tempi siano davvero cambiati.
Appena usciti i ragazzi erano tutti col movil in mano, alcuni la sigaretta in bocca (scuola media…) le ragazzine con canottiere attillate e culo di fuori.
Per carita’ credo di essere uomo aperto al nuovo, pero’ sono sempre stato dell’idea che esista un momento per ogni cosa, anticiparlo troppo non sempre e’ una cosa positiva.
Non mi davano l’impressione di essere ragazzi felici, ma forse e’ il solito discorso del “prima era meglio”.
Mi sono trovato a pensare se, avendo un figlio, questo paese sia quello giusto per farlo crescere secondo quelle 2/3 idee, magari confuse, che ho relative allo sviluppo, possibilmente, felice di un figlio.
Mi capita spesso di vedere scolaresche uscire da scuole tunere, l’impressione che ho e’ che quei ragazzi siano immensamente piu’ felici dei nostri.
Certo i telefonini sono, per fortuna, una rarita’, hanno tutti la loro brava divisa, le ragazze al massimo esibiscono le loro gambe muscolose, ma quello che colpisce e’ l’impressione che stiano vivendo la vita giusta per l’eta’ che hanno.
Se dovessi trovarmi di fronte al dubbio di dove far crescere un figlio, oggi, molti indizi mi spingerebbero verso Cuba.
Certo il livello d’insegnamento e’ inferiore, ma con le nostre possibilita’ qualche tutor potrebbe risolvere il problema.
L’impressione e’ che a Cuba i ragazzi vengano su un po’ come siamo cresciuti noi, parlo di quelli della mia generazione.
Senza telefonini, internet, mail, facebook.
Un pallone fra i piedi, la strada asfaltata come campo, poche macchine in giro e amicizie che nascevano guardandosi negli occhi e non si chiedevano ad un pc.
Il piacere di rubare mele dagli alberi, il sapore di quei frutti mi e’ rimasto, indelebilmente, dentro.
L’impressione e’ che i giovani cubani queste cose non se le stiano perdendo, mentre i nostri oramai vivono in un mondo virtuale, fuggendo dai contatti umani, preferendo un cazzo di telefonino.
Dove sono finite le grandi compagnie dei nostri tempi, quelle dove ti trovavi per fare qualcosa poi, visto che si era troppe teste, non si faceva nulla, ma intanto si stava insieme, bene, per ore?
Queste cose le vedo ancora a Cuba, mentre in Italia sono scomparse.
Almeno qua’ al nord.
La scuola cubana ha problemi, ma non si e’ ancora sciolto il legame che la unisce alle famiglie.
Se io prendevo una nota, a casa prendevo il resto, oggi c’e’ il rischio che il padre, il decerebrato di turno, se la prenda con l’insegnante che ha punito il figlio.
Anche a Cuba, come e’ gia’ successo in Italia, il tempo che i ragazzi passano a scuola si va’ riducendo.
Discorso che non ha nulla a che vedere con qualcosa di educativo ma bensi, come la Gelmini ha insegnato qua’, soltanto a causa di un discorso di costi e di numero di insegnati da impiegare.
Qua’ si va’ sempre meno a scuola, i ragazzi passano sempre piu’ tempo a casa, non e’ casuale il fatto che i centri estivi abbiano tanto successo.
I genitori, pagando, mandano i ragazzi per 1-2 settimane in questi centri, che sono ovunque, anche nei quartieri peggiori delle citta’ piu ‘di merda,
In questo modo si sentono tranquilli e sicuri che i figli non siano a zonzo.
Una volta ci pensava la scuola, oggi i privati.
A Cuba, dal prossimo anno scolastico, finira’ la doppia sessione.
L’aveva introdotta Fidel, i bambini e i ragazzi vanno a scuola sia al mattino che al pomeriggio, a volte fermandosi a mangiare, malissimo, in istituto.
Dal prossimo anno scolastico o andranno al mattino o al pomeriggio, creando alle famiglie gli stessi problemi che hanno le famiglie italiane ma senza le soluzioni che si sono trovate qua’, tipo, appunto i centri estivi.
Vedremo che succedera’, tornando a bomba oggi come oggi l’impressione e’ che a Cuba i ragazzi siano piu’ felici, poi mancano tante altre cose.
Cose pero’ di cui quelli della mia generazione hanno fatto felicemente a meno.

31 commenti:

  1. Il telefonino alle medie. Senza parole. Stefano

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  2. Ciao Milco,
    ti spiace se citando la fonte lo condivido su facebook?
    Fb mi fa schifo, non ho mai scritto un post. Come sai mi serve per testare le campagne di marketing del mio lavoro.

    Mi piacerebbe che il mio unico post fosse questo.


    Simone

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  3. Cresciuto nella scuola a tempo pieno, arrivato al liceo guardavo i miei nuovi compagni come degli sfigati cronici, che avevano finito la loro adolescenza senza farsi cicatrici e ruzzolarsi nei campi.
    Noi vivevamo la strada h 24.
    La casa era il luogo dove nutrirsi, acquisire giusti precetti e poi fuori a vivere
    Quando mia madre parla di quando io è mio fratello eravamo piccoli, mia moglie inesorabilmente dice: più' o meno come a Cuba oggi.
    Ho due figlie piccole e una terza in arrivo, cerco di crescerle aperte e curiose, ma non posso creare intorno a loro quello che non esiste.
    La solitudine, sentimento endemico della gioventù' oggi viene amplificato dal troppo, troppo tempo passato in casa.
    Sto cercando di far fruttare alcune cose messe da parte negli anni pre-crisi e svernare a Cuba.
    Voglio offrir loro una prospettiva di vita emotiva e sensoriale che qui si sognano.
    E' possibile che sia solo un esperimento, però' ci voglio provare.
    Vivo in una delle campagne più' belle del mondo:il Chianti, bene i bambini li vedo passare o chiusi nelle macchine o al massimo nei pulman.
    Di questa stagione dovrei essere circondato da orde di adolescenti bramosi di vivere all'aperto, dopo i noiosi mesi della pioggia.
    Ma dove sono????
    Davanti ad un monitor..
    Questi arrivano a quindici anni senza avere cicatrici sulla pelle...roba da pazzi.
    Mi chiedo: ma quando saranno vecchi cosa ricorderanno della loro gioventù'?
    Sto organizzandomi, giorno dopo giorno, per dar loro questa opportunità' poi vedremo i risultati.
    Non farò' come quel mio amico che ha venduto tutto si è' trasferito in Australia e ora è' pentitismo della scelta familiare fatta, ma oramai è' fatta..la moglie' australiana e non intende minimamente venire in Italia.
    Ovviamente di soldi ne guadagna il doppio, però'...
    Magari sarà' solo una esperienza di vita, magari no.
    Vedremo

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  4. Un mio amico ha il figlio alle medie
    Persona saggia ha subito detto no al movil a scuola
    Risultato. Era il solo della classe senza e i compagni lo prendevano per il culo
    Oggi anche lui va a scuola col movil
    Per quanto si cerchi di preservare il mondo fuori è questo

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    1. Ecco, questo era quello che stavo per scriverti nel mio commento. Ma mi hai preceduto.
      Non è solo una questione di presa per il culo. Oggi è così e non dargli un telefono con cazz'up o facebook o quello che è, lo taglierebbe fuori. Non dico dal giro di quelli fighi, proprio da tutti.
      Mio figlio ha 10 anni e sto procrastinando in più possibile. Ma tra non molto mi tocca.

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  5. Condivido tutto hai ragione.... cmq sei come un prete che parla dei figli come dovrebbero essere o come li vorrebbe ma sti cavolo di figli non ce li hanno..... prova a farne un paio e poi commenta.... Un caro saluto.

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    1. Cosa c'entra? Per parlare di equitazione mica uno deve essere un cavallo? Vittorio

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    2. Le esperienze personali sono importanti ma vedo padri in giro che. . .lascia stare

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  6. Caro Robert hai ragione
    Ma pensa invece a quelli che mantengono, felici e contenti, i figli degli altri. . o no?

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  7. Vivere per qualche mese all'anno dove tutti sono meno stressati, fa bene a tutti.
    Figli e genitori.
    Per decisioni piu' impegnatjve si vedra'...
    Intanto non questo ma il prossimo inverno ce lo godremo a Trinidad.

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    1. Ciao Jacopo, posso contattarti in privato? magari su facebook. Alessio

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    2. Ciao Alessio, non sono iscritto a FB
      La mia mail e' jacoposandrucci@libero.it

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  8. Anche il mio work in progress è in quella direzione

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  9. Santa Fè- Anche io come tanti sognerei un clima come quello cubano per crescere la mia bimba, in ogni caso non si può allevare una bimba in una campana di vetro, preferisco dargli amore ed educazione, poi la tecnologia è INARRESTABILE per cui..anche lei avrà cellulare ma sicuramente ai 15 anni, questo è certo.
    Son certo che se la portassi ora a vivere la sua infanzia a Cuba la alleverei con principi e valori simili a quelli con cui la educo qui, anche se l'ambiente è straordinariamente più genuino, rispetto ad ora cambierebbero solo i compagni ed i giochi, poi arrivata a 14-15 anni cercherebbe come gran parte delle ragazze di sognare altri lidi, esattamente come sognano da queste parti.
    Il timore di non fare la cosa giusta la si ha sempre quando si ama qualcosa o qualcuno ma poi noi siamo parzialmente protagonisti della loro esistenza, o perlomeno lo saremo fino ai 12-13 anni poi..saranno gli amici e il novio a contar più di noi, e poi quando a loro volta diventeranno madri e padri capiranno alcune cose, le stesse che abbiamo compreso noi dopo quel passo.
    Comunque non è corretto dire che non puoi capire se non sei padre, per alcuni la maturità e la responsabilità non avviene nemmeno quando si ha un pargolo proprio, lo è sicuramente chi sente suo un figlio avuto dalla compagna da precedenti relazioni, un padre e colui che ti ama ed aiuta, quello che inocula il seme e sparisce è semplicemente un codardo che per il figlio conta quanto il vicino.

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  10. Parole sante sotto ogni punto di vista.

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  11. Tosco – Avendo un figlio di 16 anni mi sono spesso posto la domanda se fosse meglio farlo studiare qui o a Cuba. La scelta dell’Italia è stata dettata dal fatto che qui, nonostante tutto, un titolo di studio ha ancora un minimo di valore che gli permetterà, un domani, di fare le sue scelte, anche decidendo di trasferirsi in un altro paese (magari a Cuba).
    Certo che quasi ogni giorno, soprattutto con la bella stagione, sono costretto a discutere per fargli capire che giocare a calcio al campetto con gli amici è decisamente meglio che farlo da solo al computer. Per questo tutte le estati, finita la scuola, parte per una lunga vacanza “istruttiva” a Cuba, anche se ti assicuro che anche li tutti i suoi amici hanno un movil ( e dopo si dice i danni della globalizzazione)

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    1. Magari hanno il movil ma.....sin dinero y sin nada.....comunque non e' un bel segno.

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  12. Valenti Rodolfo. Purtroppo per noi sacrosanta realtà, in tutta Italia aggiungerei
    COMMENTO DA FB

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    1. Forse, e dico forse, nel sud Italia certi valori si sono ,in parte, salvaguardati

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  13. Zione, era tanto che non venivo qui e subito mi è preso un tuffo al cuore con questa foto. Quando vedevo i ragazzini a Cuba giocare per le strade con uno skateboard casalingo fatto di un asse di legno e 4 rotelle, quando li vedevo correre scalzi per la strada, o gettarsi in mare dal Malecon. Ecco, io pensavo le stesse cose che hai scritto in questo post. Io non ho figli e non ne ho in programma per il momento, ma ogni tanto ci penso e mi dico: ma io voglio che cresca in questo Paese??? Mia mamma mi lasciava giocare in giardino da sola senza preoccupazioni, io non sarei così tranquilla. Non avrei la certezza che mio figlio, a scuola, sia in un ambiente sicuro. Non lo lascerei da solo a fare ricerche per la scuola su internet, noi le facevamo in biblioteca e non serviva un supervisore per evitare di essere contattati da qualche schifoso di turno.
    Già non ho uno spirito materno particolarmente spiccato, ma tutto questo mi fa passare ancor più la voglia.

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  14. Bella mia, tu che eri un'intellettuale facevi le ricerche in biblioteca, io, un bandito non le facevo ed andavo a giocare a pallone.
    Poi quando c'erano i colloqui professori-genitori erano cazzi....
    Fatti viva piu' spesso.

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    1. ero una brava bimbina io, mica una teppista come te ;) mi mancava l'aria e sono passata subito da qui, è stato automatico!

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    2. Sai che qua' trovi sempre....aria buona

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  15. Devo dirti che invece la mia compagna cubana la pensa in maniera diametralmente opposta alla tua (che è per altro anche la mia).
    Dice che alla secundaria già alcune compagne di classe si presentavano in ritardo alle lezioni oppure le saltavano, perchè la sera prima erano state insieme
    allo yuma di turno.
    Avevano le converse ai piedi ed il movil pure loro.

    Mi dice che è molto più triste vedere una realtà come quella che i nostri ragazzi davanti alla xbox.

    Forse alla fine tutto il mondo è paese...

    Simone

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    1. Santa Fè- Simone vero quello che dici, tutto il mondo è paese, da noi si danno via per ricariche telefoniche o, come quelle ragazze delle converse, che esistono anche da noi vedi le baby di Roma e non solo.
      I ragazzi cubani hanno la xbox ugulamente, e ci son ragazzi che hanno cellulari molto più all'avanguardia del mio (..ci vuol poco per superare il mio Nokia da 27 euro)
      Il paradiso in terra è difficile da trovare, però non tutto è inferno, gustiamoci la parte migliore di tutto e facciamo la nostra parte per un mundo mejor.
      Guardate che se vogliamo per forza di cosa trovare sperduti villaggi il sud d'Italia offre ancora romantici paesini "fuori dal mondo", però forse a noi, ritornando a Cuba,piace la movida della capitale e poi la pace dei paesini.
      Questo per dire che Cuba è anche qui da noi e viceversa, è questione di trovare ciò che si cerca..il problema è capire cosa si insegue!

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  16. Secondo me e' solo questione di ricambio generazionale:per i nostri genitori era allucinante vedere come correvamo dietro ai vestiti firmati magari nell'epoca dei paninari e dicevano di noi le stesse cose che noi diciamo dei nostri figli oggi anche se per situazioni oggettive diverse:le solite frasi erano "ai miei tempi dopo la scuola a lavorare nei campi o aiutare in casa...altro che andare a bighellonare in giro o spendere soldi in vestiti".
    Da li il successo di Cuba che a volte ci rende ciechi: il fatto di portarci indietro nel tempo e ricordarci molte cose di quando eravamo bambini o ragazzi senza renderci conto che a Cuba il tempo si e' fermato e a noi sembra favoloso ma ai Cubani...
    Comunque i tempi cambiano e anche a Cuba:i ragazzini di oggi farebbero le stesse cose che fanno i ragazzini in Italia se solo avessero tutti cellulare e computer; vedo mio figlio di 10 anni coi suoi amichetti della scuola che se non gli metto limiti all'uso della playstation o del pc non escono di casa.
    Marco da Cuba

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  17. Vero, pero' e' anche vero che il tutto, nel mondo, ha avuto un accellerazione senza precedenti e questo si riflette anche nelle piccole cose.
    L'umanita' ci ha messo migliaia di anni per inventare l'elettricita' ma poi guarda cos'e' successo nell'oltre mezzo secolo successivo.
    Tutto si e' accellerato e i paragoni col passato, il nostro, diventano complicati.
    Marco tuo figlio e' come il bambino del film plaistescion, ma sai meglio di me che poi....ci sono anche gli altri bambini protagonisti della pellicola.

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  18. Si per forza di cose ce ne sono ma sono convinto che a parita' di condizioni sarebbero uguali che in altri paesi.Li sta la differenza.
    Marco da Cuba

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  19. Marco appena hai nuove sulla moneta unica facci sapere

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