mercoledì 4 giugno 2014

EXTRATERRESTRE



L’altro giorno ero in un bar a Giaveno dove c’e’ una barista cubana che, da alcuni anni vive nel nostro paese.
Venuta giu’ con qualcuno, restata sola, trovato qualcun altro…la storia vista e rivista mille volte.
Perlomeno ha sempre lavorato, e’ sempre riuscita a mandare dinero alla famiglia e questo a prescindere dalla presenza o meno di benefattori, o presunti tali.
Nessuno fa’ nulla per nulla…
Mi diceva una cosa che avevo, ampiamente, potuto constatare in questi 3 lustri di mia frequentazione cubana.
Si tratta del concetto espresso nella canzone “Extraterrestre” di Eugenio Finardi.
Il tipo viveva in un abbaino, guardava il cielo da vicino, sognava che qualche entita’ aliena lo trasportasse via dalle miserie quotidiane per portarlo in una nuova galassia, tutta per lui.
Una volta avvenuto il miracolo e installato in un altro sistema solare, il tipo si accorgeva che “in lui nulla e’ cambiato, che le sue paure non se ne sono andate, che, anzi che semmai, sono aumentate dalla solitudine amplificata”.
La canzone finisce con un invocazione a qualcuno che lo possa far tornare da dove era partito.
Questa e’ un po’ la storia della stragrande maggioranza dei cubani che vivono nel nostro paese.
A Cuba erano pazzi per andarsene, con qualunque mezzo, in qualunque modo, persino slalomeggiando fra los tiburones.
Una volta che il sogno si e’ realizzato si sono resi conto che…era un sogno di cartapesta, che l’occidente dorato tanto dorato non era, che il dinero non cresce sui pioppi, e che la sola cosa che resta loro e’ soltanto un altro sogno.
Tornare a vivere a Cuba.
Fosse anche pasando hambre.
Ovviamente, manco a dirlo, non bisogna generalizzare, ma nella stragrande maggioranza dei casi e’ cosi’.
Allargando il discorso il non accontentarsi mai della situazione che si sta’ vivendo e’ una caratteristica di alcuni esseri umani che vogliono sempre e comunque mettersi in discussione, fra cui il sottoscritto.
Ai tempi dei villaggi sognavo di partire, poi quando ero via da alcuni mesi di tornare.
Ora vorrei essere a Cuba, dopo 2 mesi la’ non ne posso piu’.
La differenza e’ noi siamo padroni, maomeno, del nostro destino, ai cubani spesso tocca una sorte differente.

7 commenti:

  1. Molti lavorano, mettono via 2 soldi, partono, tornano e cercano altro lavoro. Vittorio

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    1. Vero
      Non sono pochi sopratutto dalla Florida

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  2. Bello...uno spaccato di Cuba che senza dubbio esiste.Per me é molto di piú o molto di meno...dipende dagli occhi con cui la guardo!
    Marco da Cuba

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  3. Ho sbagliato a pubblicare,era per l'altro post! Il sonno mi fa brutti scherzi ma non riesco a dormire!
    Marco da Cuba!

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    1. Non importa, tanto come la vedi la vedi...e' sempre Cuba.

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  4. c'è di peggio, i cubani non possono lamentarsi, perkè nessuno ha la "fortuna" come loro di non fare nulla tutto il giorno (chi non lavora) ed essere mantenuti dal governo, alla fine un piatto di minestra è sempre garantita rispetto ad altri paesi come l'Africa.

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  5. La fiesta mi sa che e' belle che finita.

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