domenica 15 giugno 2014

FUORI DAL MONDO

 

Non so se qualcuno di voi sia un cliente Wind, personalmente, da quando ho posseduto il mio primo telefonino, ho sempre optato per la Tim, che bene o male si prende quasi ovunque.
Bene, in settimana, se non ricordo male giovedi, questo gestore (la Wind), che serve un italiano su quattro, e’ andato in tilt.
Per quasi tutta la giornata non e’ stato possibile fare e/o ricevere telefonate ne’ utilizzare la casella di posta elettronica Libero.
In effetti, io che ho una di queste caselle, ho avuto un po’ di difficolta’, soprattutto in questo periodo in cui sto’ concludendo le equipe che partiranno a inizio luglio.
Nulla di drammatico ma comunque un minimo di disagio l’ho avvertito.
Si e’ scatenata una cagnara senza precedenti; utenti incazzati, denunce, class action e comunicazioni alla magistratura contro questo gestore, per quelle poche ore di bloqueo.
Come cazzo ci siamo ridotti amici miei?
Oramai tutto il nostro mondo, la nostra vita, i nostri rapporti, anche quelli affettivi, ruotano intorno ad un click ed a una connessione.
Basta che succeda una cosa di questo tipo e si scatena il caos, la gente sente il terreno franare sotto i piedi.
Ci si sente abbandonati, fuori dal mondo, scollegati con tutto e tutti.
Ma noi, la mia generazione, come abbiamo vissuto per decenni senza tutto cio’?
Eppure, ricordo perche c’ero, abbiamo campato benissimo.
Abbiamo lavorato, guadagnato e speso denaro, abbiamo avuto mogli, figli, fidanzate ed amanti.
Abbiamo viaggiato veramente ed avuto amici a cui non era necessario chiedere se volevano essere tali.
Oramai tutto il nostro mondo dipende da una connessione.
E’ un bene?
Non so, so solo che indietro non si torna.
Certo che se qualche terrorista volesse scatenare il caos, non sarebbe necessario tirare giu’ delle torri, basterebbe oscurare il web e tutte le connessioni a lui legate, per farci ripiombare nel medioevo.
Ripeto nessun rimpianto per il passato pero’….non sono sicuro che questa situazione sia positiva.

8 commenti:

  1. Nessuna chiamata in entrata e in uscita né da casa, né da cellulare. E poi: niente sms, niente connessione a internet con Adsl o da smartphone. Cioè un blackout totale che ha proiettato per un giorno i clienti delle società del gruppo Wind-Infostrada indietro di cent’anni, quando l’unica forma di telecomunicazione era il telegramma. Il collasso è cominciato nella tarda mattinata di ieri (secondo alcuni,già dalla sera di giovedì) ed è andato avanti fino al pomeriggio inoltrato. Dalle 15 in poi la linea è tornata un po’ alla volta e a macchie di leopardo in tutto il Paese. Fino a quel momento, i clienti della compagnia arancione, che copre il 25% del mercato, hanno avuto tra le mani telefoni e cellulari perfettamente muti. Chi ha la casella mail su libero.it, provider del gruppo Wind Infostrada, non ha potuto neanche controllare la posta. La vittime del blackout sono poco meno di 30 milioni di italiani. Stando alle rivelazioni dell’Osservatorio dell’Agenzia delle Comunicazioni aggiornate al 31 dicembre 2013, i clienti Wind Infostrada del servizio mobile sono 22,3 milioni, mentre sono 3 milioni quelli della telefonia fissa e 2,2 quelli della banda larga. Un mare di persone che ha riversato ipropri dubbi (prima), e la propria collera (poi) sui social.SuTwitter l’hashtag #WindDown è stato per ore tra i trend topic. I motivi del dissenso sono più diuno.C’è innanzi tutto la questione economica: i clienti ora pretendono un risarcimento per il disagio.Poi ci sono i danni collaterali. Sul profilo Facebook dell’azienda si trovano le testimonianze dirette. Interviene chi ha avuto problemi professionali (come Tiziana: «Chi ha il Pos con la vostra linea sta perdendo transazioni e incasso »; o Elisabetta: «Ho una pizzeria d asporto e ho la linea bloccata») e chi personali (Sonia: «Sono a casa da sola ingravidanza e se dovessi avere bisogno non posso neanche fare uno squillo»). L’azienda si difende: «Comprendiamo e ci scusiamo per il disagio». Non sono mancati gli strascichi istituzionali e politici. Sul blackout Wind pretende chiarezza Lorenza Bonaccorsi, deputata democratica componente della Commissione Telecomunicazioni: «L’Agcom e l’Antitrust chiedano spiegazioni a Wind – scrive in una nota -. Si deve verificare cosa è successo e a chi vanno attribuite le responsabilità». Il Codacons, invece, prova a dare forma all’eterogenea massa del popolo del web. Il presidente Carlo Rienzi punta il dito contro la compagnia telefonica: «Deve subito predisporre indennizzi automatici per tutti i clienti – afferma – ferma restando la possibilità, per chi ha subito danni maggiori, di rivalersi in tribunale». Ancora ignote le cause del blackout. Sul web è circolata una ricostruzione (fantascientifica) secondo la quale una tempesta solare avrebbe danneggiato i satelliti in orbita intorno alla pianeta. Wind non si sbottona: «Sono in corso di verifica le cause che hanno determinato l’anomalia».

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  2. Santa Fè-Io ho Vodafone e ugualmente ho avuto diversi problemi, la causa è probabilmente riconducibile alla forte intensità della tempesta solare che si è abbattuta in questi giorni, provocando dei problemi ai satelliti, ho un amico astronomo che mi ha anticipato giorni orsono questi inconvenienti, prevedendo tra l'altro anche problemi alle dirette televisivi sopratutto in ricezioni audio.
    In Inghilterra la tempesta si è abbattuta con più forza, arrivando dall'alto e gonfiando la rete: Storm Balotelli!! (distanti i gufi dall'Italia e Mario vola..più in alto di loro!)
    Ps- i 5 Cubani da liberare son diventati nel tempo 4..

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  3. Quella della tempesta solare, al momento, e' solo una teoria tutta da dimostrare.
    Ancora Wind non ha dato risposte credibili.

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  4. Infatti il mio account libero non funzionava ed ero all'oscuro del motivo. Pedro.

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  5. Ho visto scene da ufo:gente che resettava il telefono pensando che fosse un guasto,altri che lo riportavano indietro in garanzia pensando che fosse guasto,negozi di telefoni con la fila fuori,il call center della wind irraggiungibile....ma come siamo messi.....

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  6. Siamo tutti fuori dai fogli oramai....

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  7. Gentile cliente
    come molti di voi hanno potuto sperimentare, venerdì 13 giugno, c'è stato un black out del nostro servizio di posta.
    Desideriamo precisare che il disservizio è stato causato da un problema alla intera rete della società Wind Infostrada, di cui Libero non fa parte ma è semplicemente cliente.
    Essendosi trattato di un problema di rete, non si è verificata alcuna perdita di messaggi e/o informazioni, ma semplicemente i nostri server non risultavano raggiungibili.
    Oggi operiamo attraverso 3 diversi data center distribuiti sul territorio nazionale e ci stiamo adoperando per evitare che in futuro un black out di un singolo operatore di telecomunicazioni possa inibire l'accesso ai nostri servizi.

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