giovedì 26 giugno 2014

IL SENSO DI COMUNITA'

 

Leggevo, su un sito cubano, un’interessante articolo che parlava di come stia venendo meno il senso di comunita’ all’interno della societa’ cubana.
Sempre piu’ frequenti sono i segnali di minor tolleranza reciproca, di poca pazienza da parte di dipendenti pubblici che, per mestiere, hanno contatto col pubblico.
Di risse che scoppiano sugli autobus, locali dove l’invasione dello spazio personale, soprattutto nell’attuale contesto dei trasporti a Cuba, va al di la’ della normalita’.
La Rivoluzione ha sempre puntato molto sul concetto di “popolo unito”, un modo per far si che nessuno prendesse strade differenti era quello di mantenere il livello di vita ugualmente basso per tutti.
Non ho abbastanza esperienza di societa’ cubana per pontificare sull’avvenuto o meno cambiamento in questa direzione, posso solo dire che, da sempre, le disparita’ sociali acuiscono le differenze.
Chi ha disponibilita’ economiche maggiori trova scappatoie, le stesse che troviamo noi, per risolvere i piccoli e grandi problemi del quotidiano.
Chi invece non le ha, deve combattere con tutto e tutti per tirare a campare.
Questo porta chi sta’ meglio ad avere un senso di superiorita’ nei confronti del prossimo, e chi sta’ peggio a rodersi nell’invidia nei confronti di chi sta’ meglio.
Mi pare che stiano venendo meno alcune situazioni che rappresentavano il loro senso di comunita’.
Dal minore successo delle feste del cdr, alla minor presenza in tutte quelle manifestazioni, chiamiamole “ufficiali”, che se da un lato davano fastidio per l’obbligo di doverci essere, dall’altro cementavano comunque amicizie e conoscenze.
Mi raccontano che anche al velorio, quando muore qualcuno, rispetto ad anni fa, alla veglia ci va’ molta meno gente.
Piccolezze, ma comunque indice di qualcosa che sta’ cambiando.
Chi lavora negli ospedali, nelle tendas, o comunque a contatto col pubblico e’ sempre piu’ sgarbato e meno disponibile verso il prossimo.
Oddio non e’ che qua’ le cosa siano poi tanto differenti, ma ci siamo abituati a non conoscere il vicino, da loro le cose sono sempre andate in maniera differente.
Una volta quando arrivava un vicino nuovo veniva a presentarsi al barrio, oggi e’ piu’ facile che esordisca litigando con chi gli vive accanto perche’ il cane gli ha pisciato vicino alla porta.
Noi siamo arrivati quando Cuba aveva gia’ iniziato a cambiare, ma chi ha frequentato l’isola prima della caida del blocco socialista parla di un altro modo di vivere la vita e i rapporti personali.
Rapporti personali che, via via, si vanno facendo sempre piu tesi e complicati.

Ognuno tende a pensare sempre piu' a se stesso, come farebbe un pesciolno che, dalla sua boccia, viene gettato, definitivamente, in mare aperto.
Forse godono di un po’ di benessere in piu’, ma il prezzo da pagare, mi pare, non sia stato per nulla basso.

12 commenti:

  1. Per la mia esperienza il senso di solidarietá e comunitá é diminuito a Cuba con l'avanzare delle differenze sociali e credo sia qualcosa di fisiologico.
    É normale che finché si viva tutti la stessa situazione ci si solidarizza ma quando le cose cominciano a cambiare escono l'invidia e la gelosia; esempio contrario l'abbiamo anche in Italia dove magari lo stesso vicino che esordisce litigando per la pisciata del cane ,se domani si allaga tutta la cittá sará quello che ti aiuterá a spalare il fango se vivi al piano terra.
    In generale io vedo tutte le societá deteriorate ed a Cuba l'estrema povertá fa si che al "velorio" ci si vada solo per ubriacarsi e senza sapere chi era il morto o che un familiare venga a una festa con il solo obiettivo di portarsi via la "cajita"per il giorno dopo.
    Francamente sono un po' spaventato per il domani dei miei figli a Cuba perché il giorno che si allentino un po' i controlli vedremo anche il lato criminale di Cuba cosa che peraltro giá si sta vedendo ora anche se non viene pubblicizzato molto e uno viene a sapere dei fatti di cronaca nera solo attraverso il passaparola.
    Approposito ho visto una statistica dell ONE sui suicidi a Cuba e sono rimasto a bocca aperta:1491 solo l'anno scorso ossia 4 al giorno...
    Marco da Cuba

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    1. Questo e' il vero problema,se la policia molla un po' sarann cazzi per tutti e sopratutto per noi.

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  2. Santa Fè-Marco, tra le altre cose, oltre i suicidi, c'è un indice elevato di persone con problemi psichici e altri che in un modo o nell'altro sopravvivono grazie all'aiuto di psicofarmaci.
    Per sopravvivere a Cuba, senza aiuti dall'estero, devi essere forte e lucido mentalmente..
    Come dici tu è gia da anni che gli omicidi sono in aumento( vedi gli ultimi 4 giovani morti a Baracoa nei pressi della Scuola Latino Americana, tra l'altro vicino a casa, Santa Fè) la violenza è solo nascosta, però Cuba è rappresentata dalla maggior parte da persone civili e di buon senso.
    Ovvio che se vivi a Vinales non incontri i problemi della capitale, li per esempio i ritmi sono più lenti e le persone sono molto più rilassate e quindi non inclini alla rissa e alla violenza fine a se stessa, nella movida della capitale invece esiste la stessa marmaglia delle nostre citta, che vive sfogando la sua ira nelle disco o nelle calles.

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    1. Il problema e' l'alto indice di suicidi, la situazione da questo punto di vista e' in peggioramento

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  3. Non dobbiamo meravigliarci, mica siamo messi tanto meglio. pedro68

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    1. Pero' perlomeno noi siamo, storicamente, stati messi meglio...

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  4. Le cose stanno cambiando in peggio e non da oggi. Vittorio

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    1. Vero bisogna vedere da quale punto di vista si vedono le cose.

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  5. Quello che storicamente ha differenziato Cuba dagli altri paesi latinoamericani e'stato il sostanziale egualitarismo. Oggi invece assistiamo alla nascita di una classe di ricchi accanto alla maggior parte di popolazione in stato di poverta'.

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  6. Le differenze di censo sono inevitabili, anche nella russia di Stalin c'erano.
    Il fatto e' che oggi sembra che a livello planetario abbiamo perso il senso della parola Comunità', eccezioni a parte ovviamente.
    Con tutti i suoi limiti forse il solo sud America ha ancora una sua identità forte da far si' che sembri una comunità' se non unita tuttavia con dei valori comuni.
    Non a caso il signor Bergoglio viene da quelle latitudini.
    Di sociologia non ci capisco una mazza..comunque a occhio direi che...Dio stramaledica gli anglosassoni e quella loro ossessione per la finanza..
    Con il dovuto rispetto per i Sex Pistols, ovviamente.

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