mercoledì 2 luglio 2014

QUALE RAZZISMO?

 

Secondo fonti governative ufficiali, a Cuba, non esiste razzismo di nessun tipo.
Il Socialismo e l’uomo nuovo non possono tollerare discriminazioni fra i cittadini a causa della loro varieta’ cromatica.
Mettendo da parte le fonti governativa e’ indubbio che, viceversa, una forma strisciante di razzismo esiste anche nella maggiore delle Antille.
La cosa positiva e’ che, almeno fino ad oggi, il fenomeno non ha mai raggiunto le dimensioni becere e squallide del resto del pianeta.
Diciamo pure che si tratta di un razzismo all’acqua di rose.
La societa’ cubana, storicamente, e’ sempre stata in mano ai bianchi.
Anche fra los barbudos i neri si contavano sulle dita di una mano,  nessuno di loro ha avuto ruoli di primaria importanza nell’epopea Rivoluzionaria.
Negli ultimi decenni Lazo ha raggiunto ruoli importanti, ma si e’, con ogni probabilita’, trattato piu’ di una sorta di compensazione, di un contentino per dimostrare al mondo che a Cuba i neri possono arrivare alle massime cariche politiche.
Chi frequenta Cuba da tanti anni sa perfettamente che il razzismo (ripeto all’acqua di rose) esiste ed e’ presente nella vita quotidiana.
“Con un negro? Ni muerta”
Quante volte abbiamo sentito questa frase detta dalla fanciulla di turno?
Poi ti guardi intorno, vedi una pila di mulatti e ti rendi conto che qualcuna, coi negri, ci deve pur andare.
Prima che volino le menate specifico che uso il termine “negro” nella sua accezione spagnola, come traduzione del termine “nero”.
Quando lo uso in Italia mi guardano male…..ma lasciamo perdere.
La caratteristica maggiore di questo atteggiamento nei confronti dei negri e’ data dal fatto che, spesso, vengono accostati alla delinquenza.
Ora, non vorrei essere tacciato io di razzismo soltanto perche’ riporto fatti reali ed inequivocabili.
A Las Tunas la popolazione di colore non e’ molta, come del resto ad Holguin.
Nella maggior parte dei casi vive nel barrio Mexico, che e’ il barrio col maggiore tasso di delinquenza della citta’.
Per capirci, se posso evito di passarci, di giorno ed in scooter.
A Santiago, i quartieri abitati dai neri sono, anche in questo caso, quelli col piu’ alto tasso di delinquenza.
Queste non sono mie opinioni ,ma semplicemente fatti provati e comprovati.
Non sta’ a me affermare se esista una correlazione fra il colore della pelle e il tasso di delinquenza.
Come avviene da altre parti del mondo la gente di colore viene utilizzata in massa fra le forze dell’ordine e nello sport.
Nel primo caso perche’ forse sono piu’ facilmente gestibili, nel secondo caso per le evidenti qualita’ atletiche.
Al di la’ delle parole pero’ non ho mai assistito, nella maggiore delle Antille, ad episodi di vero e proprio razzismo.
Il razzismo e’ un fatto culturale, ritieni di avere una presunta superiorita’ in funzione del colore della tua pelle, se hai paura del diverso, di chi ritieni non sia come te.
Personalmente e’ un sentimento che non mi ha mai sfiorato, alcuni miei amici tuneri sono colored e, francamente, il problema non me lo sono mai posto.
Non se lo e’ posto neanche la mia giovane fanciulla, visto che ha convissuto, per quasi 2 anni, col negrito di turno.
Quale razzismo avete conosciuto a Cuba?

20 commenti:

  1. Santa Fè- Fuori Tema..anche io involontariamente sono razzista, quando vedo teste rasate o qualcuno che indossa toppe con svastiche mi sale il sangue al cervello..con questi individui c'è poco da dialogare, e lo dico con un senso di sconfitta che mi pervade poichè sono sempre convinto che il dialogo sia la soluzione di tutti i mali.
    Contro il male assoluto, e penso che i nazy lo siano, bisogna solo lottarci.punto

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    1. Il tuo non mi sembra affatto razzismo

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  2. Ti posso dire che nel campo vicino all'Havana dove vive la mia famiglia il razzismo all' acqua di rose è un atteggiamento provato dal 90% della popolazione.
    Un fatto comprovato è che i neri hanno generalmente un atteggiamento nei confronti del vivere quotidiano diverso rispetto agli altri.
    Riconosci facilmente le loro case da come sono maltenute, sono quelli che scatenano le broncas in spiaggia e gli stessi che commettono la maggior parte dei crimini.
    Questi atteggiamenti, già mal visti nella capitale, sono assolutamente intollerati nel campo. Da questo credo nasca l'insofferenza razzista dei cubani.

    Chiaramente il tutto è basato su esperienze personali è non vuole essere una generalizzazione.

    Simone

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  3. Per non parlare della musica a palla
    Ma si tratta di un problema di atteggiamenti non tanto di colore della pelle

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  4. Verissimo. Infatti non credo che possa essere definito razzismo.
    E' un po' come prendersela con la vicina che scuote la tovaglia sul tuo balcone.

    Riguardo la musica è usanza maleducata e molto diffusa fra i neri il tenere radioline con il volume vergognosamente alto sulle guaguas piene di gente.

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    1. Non solo piccole radio. Parlo di stereo che prendono mezza casa col volume a palla

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  5. Secondo me avete centrato il tema:il razzismo vero e proprio inteso come discriminazione pura e dura dovuta al colore della pelle é molto limitato tanto a Cuba come in altri paesi (un esempio di razzisti veri sono appunto gli skinheads).
    Spesso in situazioni di convivenza e di rispetto sociale e civile le persone usano epiteti razziali e luoghi comuni razzisti perché non hanno argomenti o non sono capaci di arrivare alla soluzione attraverso altre forme di dialogo e quindi arrivano alla conclusione piú breve e facile che é quella di identificare usi e costumi degli altri attraverso le loro differenze siano queste di pelle,di preferenze politiche,religiose o sessuali.
    Come giá ho detto in altro post io quello che ho notato é che spesso il razzismo nasce proprio dalle persone portatrici di queste differenze che come difesa tendono ad autoghettizarsi.
    Io in generale credo che i latinoamericani piú che razzisti siano molto nazionalisti e campanilistici,nello specifico le poche persone che ho conosciuto a Cuba che possa definire veramente razziste sono i cinesi o discendenti di tali popolazioni ormai radicati nel paese che ho visto discriminare i neri solo ed esclusivamente per il colore della pelle.
    Come sempre sono mie opinioni personali basate sulla mia esperienza e sul mio vissuto.
    Marco da Cuba

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    1. Condivido in pieno, non a caso ho parlato di razzismo all'acqua di rose

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  6. per le mie frequentazioni penso di aver capito che a cuba la revolucion ha migliorato di tanto la vita dei neri rispetto a prima.paolino.

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    1. Anche perche' peggiorarla sarebbe stato difficile

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  7. Santa Fè- L'educazione è alla base di tutto, io non mi sono mai permesso di dare del tu ad un signore adulto extracominitario che vende nelle strade la sua mercanzia, non ho mai commentato la sudorazione , a volte maleodorante dei ragazzi\ze di colore che trovo nel bus, anche perchè se dovessi farlo anche per quelli della mia cittadina andrei incontro a una rissa.
    E' facile fare i gradassi con chi si trova in una condizione di disparità e lontano dalla sua terra, questo vale anche per i rompicoglioni di colore contro bianchi (sono stato nei quartieri di New York dove quello "raro" ero io..)
    Grazie a Dio ho la fortuna di poter frequentare amici esclusivamente
    sensati e va da se che coloro che usano il buonsenso non sono razzisti.
    Il mondo è bello perchè vario, perchè le culture son differenti, perche non tutto è stato monopolizzato e globalizzato, che bello vedere i Cubani che ricercano le loro origini africane, quello è un segno di cultura, anche noi abbiamo radici che partono dal medioriente ma banalmente e superficialmente liquidiamo il tutto parlando esclusivamente di talebani e beduini.

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    1. Certo.
      Pero' ho lavorato in molti paesi al mondo, alcuni dei quali di religione mussulmana e ho sempre rispettato tutto e tutti.
      E' chiedere tanto che la cosa avvenga anche nei confronti del nostro paese?

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  8. Santa Fè- Ovviamente parlo di reciproco rispetto.

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  9. E su quel "reciproco" che non e' facile ragionare

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  10. A Cuba ho conosciuto il razzismo dei negri nei confronti degli altri. Vabbè, non solo a Cuba...

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  11. Vero' come e' vero che, solitamente, il razzismo, viaggia in direzione inversa.

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  12. Chi è sposato con donne di colore capisce meglio il problema, secondo me.
    A.P.

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  13. Diciamo che ha un diverso punto d'osservazione

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  14. Santa Fè- Comunque non ci sono dubbi che chi è razzista, nero o bianco, ha dei limiti che non gli consentono di affrontare il suo problema interiore, è come cercare di spiegare a un indio dell'Amazzonia le funzioni del satellite..
    Quanti poveri beceri che danno un senso alla loro vita solo rompendo le balle agli altri.

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  15. Il problema per questa gente non è accettare gli altri ma se stessi

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