venerdì 1 agosto 2014

MESTIERI IN CRESCITA


Uno degli scopi delle riforme di Raul e' stato quello di trasformare dei costi in risorse.
Togliersi dal groppone una milionata, una milionata e mezzo di dipendenti per fare in modo che, una parte di loro, si trasformasse in lavoratori o imprenditori del settore privato.
Gente che paga le sue brave imposte.
Si sono cosi' create tutta una serie di opportunita' professionali, sono nati nuovi mestieri, mentre altri hanno vissuto e vivono una fase di forte sviluppo ricca di occasioni.
Quali sono oggi, a Cuba, i mestieri che rendono un salario decoroso e che permettono un tenore di vita perlomeno decente?
Lo stato ha legalizzato un paio di situazioni; le case e le auto.
Oggi il cubano puo' vendersi la casa o l'auto e lo puo' fare legalmente senza doversi inventare procedimenti “fantasiosi”.
Partendo dal discorso della casa, non si puo' non mettere in risalto come sia in grande fase di sviluppo la figura del “corredor”.
Si tratta di una sorta di agente immobiliare che piazza le case di chi vuole vendere a eventuali compratori.
Se cerchi casa, parli con uno di questi, gli spieghi piu' o meno di cosa hai bisogno e qual'e' il tuo budget, e lui si occupa di trovarti la soluzione abitativa migliore.
Gli paghi le spese e, in caso di buon fine, gli riconosci una percentuale sulla cifra d'acquisto.
Allo stesso modo il venditore gli riconosce una percentuale sulla cifra di vendita.
Leggevo che, almeno a La Habana sta' diventando un mestiere riconosciuto con tanto di legalizzazione professionale.
Ovviamente chi vuole vendere casa lo deve fare offrendo un prodotto decente, e qua' salta fuori il discorso riguardante albanil, plumero, elettricista e pintor.
Tutte queste figure professinali, con l'isola praticamente in totale ristrutturazione, hanno visto crescere le loro possibilita' di lavoro.
Ci ho avuto a che fare, nella maggior parte dei casi si tratta di veri e propri cialtroni, che devono affittarsi il materiale occorrente per il lavoro, visto che il guadagno se lo bevono appena che il denaro finisce nelle loro tasche.
Invece di investire nel proprio lavoro preferiscono spendere in cazzate restando sempre e comunque gente che si inventa.
Come in ogni situazione esistono poi le eccezioni.
Con tutti i nuovi cuentapropistas che dovranno poi fare la loro brava denuncia dei redditi e' nata anche la figura del tenedor de libri, in pratica il nostro commercialista.
Molti avvocati stanno lasciando il settore pubblico per mettersi in proprio ed esercitare a cifre piu' adeguate la loro professione.
Sono stati aperti buoni e nuovi paladar ovunque e i cuochi che sappiano lavorare sono molto ricercati.
A Tunas un buon cuoco, uno che abbia lavorato negli hotel con gli stranieri, prende piu' di 100 cuc al mese, con spesso una percentuale per ogni piatto che esce dalla sua cucina.
Certo ci sono poi anche i camerieri ma questa si tratta di manovalanza a basso costo.
Tornado al discorso relativo alle case, sopratutto nella capitale, sta' prendendo piede la figura dell'arredatore sia d'esterni che d'interni.
Normalmente, al costo della ristrutturazione, occorre aggiungere, quando va bene, un buon 10% per questo personaggio che, a mio avviso, non sempre e' cosi' utile.
A La Habana cominciano a girare i primi personal trainer mentre, anche a Tunas, vedo, al mattino, gruppi di sciure oversize che fanno ginnastica in qualche patio guidate da qualche fanciulla che, suppongo, non presti le proprie prestazioni no profit.
Ovunque sono apparse officine meccaniche dove si aggiustano, spesso con mezzi di fortuna auto e moto.
Ogni cubano sara' anche un meccanico, ma c'e' un limite a cio' che si puo' fare inventando.

Questi sono solo alcuni esempi di una Cuba che, ogni giorno, sta' cambiando.

16 commenti:

  1. Ci vorrebbe il pgwwpizzaiolo napoletano.Stefano

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    1. Vero
      È anche che finisse questo schifo di tempo

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  2. Buon Giorno Milco i gestori napoletani di pizzerie si stanno informando, ma bisogna capire se Habaguanex, la potente società che controlla anche le foglie che cadono dell'Avana Vieja, renderà possible l'affitto di locali commerciali senza mettere lo zampino. Una cosa è aprire una pizzeria napoletana con tutti i crismi al Vedado, un'altra a plaza Vieja! Lo saprò al mio ritorno all'Avana. Ho letto anchio degl' intermadiari immobiliari, i corredor. Nessuno guadagna come loro dalla riforma del settore a Cuba. Ricordo che a parte trovare la casa si dedicano a tutta la documentazione, imposte comprese: la moglie del Yuma o lo straniero con Rp devono pagare e mettere solo firme grazie alla bravura del corredor di turno. Ormai il governo non fa altro che legalizzare attività lucrose prima svolte a nero. Quindi tra breve anche il corredor avrà la sua licenza ed il suo contador per pagare le tasse! Franz

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    1. Amico mio come dicevo hanno trasformato dei costi in risorse

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  3. Aggiungi anche gli autolavaggi a mano,nella capitale ne ho visti un sacco.
    Comunque se dai un'occhiata nella sezione empleos di Revolico vedrai che la situazione sta cambiando un sacco.

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  4. c'è anche chi importa vestiario da Mosca rivendendolo a caro prezzo ed arrivando a guadagnare anche 4000 dollari. (da Geo luglio 2014) P68

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    1. Vero ma da settembre la storia cambia.Con la nuova risoluzione in vigore da settembre gli invii di pacchi dall'estero saranno ridotti dai 3kg di adesso a 1,5 kg.

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  5. ll vero casino per l'abbigliamento che ha creato sequesti della polizia, e addirittura una protesta di massa a Holguin è la cervellotica norma che obbliga a vendere solo vestiti sartoriali chr richiamano la tradizione cubana. Quindi niente nuovo importato, in teoria. Quindi dal 1 settembre le dogane faranno pagare a caro prezzo tutti gli eccessi d'abbigliameno: si può consultare l'eleno e i costi sui siti governativi. Franz

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    1. Il problema e' che quei vestiti non li vuole mettere nessuno.
      I giovani cubani, come i giovani di tutto il mondo, amano le cose firmate, anche se taroccate.

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    2. Concordo in pieno, all'inizio però si vendeva di tutto e di più poi all'improvviso si sono ricordati di questa norma del piffero. Comunque le mulas dal 1 settembre avranno vita dura, in pratica dopo un tot calzini, mutande e reggiseni considerati uso personale. si pagherà a pezzo. Comunque sta montando la protesta! Franz

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  6. Lo stato da un lato incoraggia l'imprenditoria privata ma dall'altro non vuole che un centavos vada per altre strade che non siano le proprie.

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  7. Ci vuole anche del tempo per capire i meccanismi di funzionamento dei vari settori del commercio. Paladar e casa particular funzionano bene grazie ad un'esperienza consolidata dai primi anni 90'. L'autosufficienza economica non si può generalizzare in tutti i settori: è vitale per l'alimentare ma nell'abbigliamento negare il prodotto importato è ridicolo in mancanza d'alternativa locale. Dicono che stanno studiando la creazione di strutture di distribuzione all'ingrosso, vediamo. Franz

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  8. Viggiano a naso senza sapere dove vanno

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