martedì 16 settembre 2014

IL BLOG



Questo e' l'ultimo post della settimana, sabato vi salutero' dopodiche stacchero' la spina, fra le altre cose, anche dal blog per tutto il periodo del mio soggiorno cubano.
Al mio rientro decidero' il da farsi ma, in linea generale, penso che questo blog, cosi' come e' strutturato, sai arrivato al capolinea.
Piu' probabilmente, come accadde anni fa per un forum che creai e amministrai, sono arrivato a fine corsa.
Francamente non mi aspettavo tutta questa gente.
Ero partito, fedele alla mia idea di sempre, col concetto di 4 amici al bar, col tempo siamo diventati un punto di riferimento per la parte sana del web cubano.
Tanta gente viene qua' per avere notizie, novita', anticipazioni su cio' che accade a Cuba.
Per altri, da quel che mi scrivono, questo blog e' un piacevole modo di inziare la giornata, insieme col caffe'.
Tutto bello, ma non e' per questo che, anni fa, creai questo piccolo spazio.
L'obiettivo era di sparare 4 cazzate in liberta', senza condizionamenti e obiettivi che non fossero quelli di un sano divertimento.
Poi, visto che la maggior parte del web cubano (NON TUTTA) e' merda, la gente normale ha trovato in questo scoglio un approdo interessante e gradevole.
Il problema e' che sta' sempre piu' assomigliando ad un forum e, visto lo stato miserando in cui versano quei tipi di spazi virtuali, non e' esattamente una cosa positiva.
In questi mesi ho dovuto sedare qualche rissa verbale, c'e' chi si offende, si impermalosisce, chi ritiene di meritare trattamenti di favore, chi da' a questa piccola cosa un valore che non ha.
Fra l'altro avere tutto questo seguito, figlio di una certa credibilita', mi obbliga ad un certo linguaggio e alla ricerca di argomenti che possano essere condivisibili.
Non e' per questo che questo blog e' nato.
In piu' il 2015 sara' un anno foriero di molte novita'.
Questa mattina ho la riunione, spero conclusiva per un grosso progetto sportivo che dovrebbe partire il 12 gennaio.
Abbiamo, coi miei soci, fatto un'offerta per un'altro progetto piu' piccolo ma con una location da urlo, aspettiamo risposte.
Nella prossima stagione dovro' organizzare stage formativi per i miei ragazzi e anche questo prendera' tempo e forze.
Le cose cubane le sapete.
E' vero che ci metto 10 minuti a scrivere il post ma poi mi tocca moderare o controllare i commenti.
Sia quelli della gente in gamba che di chi ha elevato il blog a protocollo terapeutico per i propri problemi.
Quindi si cambia.
Ne parlero' col mio amico Simone, torinese, mago del web.
Probabilmente faremo un sito personale, una sorta di contenitore all'interno del quale ci saranno siti con le mie attivita' italiane e cubane, in primis quello della casa de renta.
Ci sara' spazio per gli sponsor e per un PICCOLO blog.
Un blog che parlera' anche di Cuba ma non piu' in modo preminente come oggi.
Ho voglia di scrivere di altre cose.
Un piccolo blog da aggiornare, al massimo, due-tre di volte la settimana, non di piu'.
Una cosa meno impegnativa, magari meno interessante ma sicuramente piu' in sintonia con cio' che voglio ora.
Nulla e' per sempre ed e' bene levare le tende mentre tutto va a gonfie vele, lasciando un buon ricordo e dando appuntamento per altre situazioni.
Ci siamo divertiti, mi sono divertito ma, come con le donne, sapere quando andarsene e' una di quelle cose che fa sempre la differenza.
Ci sentiamo sabato per i saluti....e piu' avanti per sviluppi futuri.
Milco

lunedì 15 settembre 2014

OCCHIO AI LADRONI

 

L'altro giorno, ora che la casa si e' liberata, la fanciulla accennava al fatto di doverla presidiare, per fare in modo che non spariscano turbina, aire, calientador e cio' che e' stato lasciato da chi e' andato via.
Il problema e' serio.
E' anche vero che i furti nelle case non sono un fenomeno soltanto cubano, ma universale ma e' chiaro che la necessita'...aguzza l'ingegno.
Una delle prime cose che dovro' piazzare saranno le sbarre, stile Alcatraz, sul portal e alle finestre.
E' una cosa che non mi piace per nulla, pero' mi rendo conto che l'habeo vada pretetto in qualunque modo.
A Cuba una casa vuota non puo' esistere
Quando una famiglia va in vacanza, o si assenta per qualche giorno, e' una priorita' il trovare qualcuno che, sicuramente non pro bono, ti dorma fra le quattro mura.
I male intenzionati devono sapere che in quella casa c'e' sempre qualcuno, non e' abbandonata alle loro bramosie truffaldine.
Se si e' in costruzione e' la stessa cosa.
Onde evitare che nel “cantiere”, spesso a cielo aperto, ci siano inaspettate visite e sparisca il materiale, occorre che qualcuno, magari in condizioni di fortuna, ci dorma.
Cemento, sabbia, pietre e qualunque cosa ci sia in giro, avra' attirato l'occhio famelico del ladrone di turno o semplicemente quello di qualcuno a cui quel materiale Hace Falta.
Innumerevoli sono i furti nelle case, lasciate vuote magari soltanto per poche ore.
Televisori, dvd, pc, frigoriferi, biciclette e tutto cio' che e' facilmente trasportabile, rappresentano il bottino piu' probabile per i ladroni di turno.
Ladroni che, non e' da escludere, siano in combutta con qualche vicino che conosce le abitudini degli abitanti di quella casa, sanno quando i proprietari ci sono, quando mancano e per quanto tempo si assentano.
Ci vuole qualcuno che presidi il fortino, sempre.
Sopratutto in case nuove, oppure appena acquistate magari dallo yuma di turno.
Se c'e' uno yuma dietro il meccanismo si presume che, in quella specifica casa, qualcosa di prezioso, o comunque di sgrafignabile ci sia.
Appena appare un culo bianco, allora vuol dire che appare del denaro e le orecchie si drizzano subito.
Chi di voi ha casa sua o dei suoceri a Cuba sa benissimo come funzionano le cose.
Quindi, magari di malavoglia, occorre prendere le contromisure del caso e mettere in piedi una sorta di Fort Knox per evitare di ritrovarsi la casa vuota come un museo in un giorno di chiusura.

domenica 14 settembre 2014

SPORT


Alla fine la nazionale di pallavolo di Fratello Berruto ci ha lasciato le piume.
Dopo essere faticosamente approdata alla seconda fase dei mondiali, ha inanellato una sconfitta dopo l'altra.
Un disastro.
Fratello Berruto, in 5 anni, ha sempre portato, in 5 manifestazioni, gli azzurri sul podio, questa volta non e' andata, una squadra senza anima ne' voglie.
Dopo quelli del basket e del calcio siamo qua' a parlare del terzo fallimento italiano di uno sport di squadra.
Cuba, anche lei approdata alla seconda fase si fermera' qua', pero' con piu' cuore ed anima rispetto a noi, tenendo conto che schierava una giovanissima sorta di squadra B, per la nota diaspora che coinvolge i suoi campioni in giro per il mondo.
Dopo 16 anni in Coppa Davis approdiamo alla semifinali e ci e' toccato sbattere contro un tir.
La ciurma di Barazzutti, a Ginevra, affronta una missione impossibile contro la Svizzera di Federer e Wawrinka.
Il secondo e' una sorta di marcantonio numero 4 al mondo, mentre Roger, semplicemente, e' il tennis.
Dopo i 2 singolari eravamo gia' sullo 0-2, ieri abbiamo vinto il doppio anche grazie al fatto che gli svizzeri a fianco di Wawrinka hanno schierato un pippone.
Oggi temo che neanche tutti gli Orishas in seduta plenaria potranno farci portare a casa le piume.
Pistorius rischia di cavarsela con una multa, e poi dicono che i soldi non contano nulla....
La nazionale di Conte ha vinto giocando bene anche in Norvegia.
Ieri il nostro mister, nostro da quando non allena piu' quelli la', era in visita al Toro alla Sisport.
Amico d'infanzia di Petrachi e' stato gradito ospite della prima squadra cittadina.
Nella mia particolare classifica dei mister e' salito al terzo posto, ovviamente dopo gli inarrivabili Mou e Zeman.
Ieri la Roma e la seconda squadra cittadina hanno vinto i loro anticipi.
Oggi all'ora di pranzo tocca a noi a Genova con la Samp, poi giovedi' andiamo in Belgio con Bruges.
Che figata essere tornati in Europa!
Non so se Libidine fara' ruotare un po' i giocatori, spero di non vedere piu' Larrondo anche se temo che il nostro genio lo piazzi in campo oggi.
Mi piacerebbe vedere davanti Amauri con la Quaglia.
Ovviamente sedia prenotata nel solito baraccio proletario, le partite si devono vedere con la gente, commentare, chiacchierare, gioire o incazzarsi tutti insieme.
Aru ha fatto una bellissima Vuelta, forse, oltre a Nibari, abbiamo un'altro campioncino in casa.

sabato 13 settembre 2014

SCOZIA

 

Il 18 settembre si svolgera', in Scozia, il referendum popolare per l'eventuale indipendenza dalla Gran Bretagna.
Ancora una volta i britannici, dichiarando subito la validita' del voto, hanno dato una dimostrazione sul perche' i paesi piu' evoluti al mondo hanno adottato, all'inizio del loro cammino, il sistema giuridico e legislativo britannico.
Fra l'altro una buona parte di quel sistema risente dell'antico diritto romano.
Gli inglesi, pur con tutti i loro limiti, sono comunque un popolo che vive in una democrazia che funziona e ha garantito loro secoli di quieto vivere.
In questi ultimi giorni e' stato pubblicato un sondaggio dove i si alla secessione superavano il 50%.
Di poco ma lo superavano.
A quel punto, spaventatissimi, i big della politica inglese sono scesi in campo per scongiurare che, dopo 300 anni, la Scozia ( col tutto il petrolio che si trova sotto il suo mare) diventi uno stato sovrano a tutti gli effetti.
Le maggiori banche che operano in Scozia hanno dichiarato che, in caso di vittoria dei si, emigreranno a Londra mentre e' stato detto forte e chiaro che gli scozzesi dovranno fare a meno della sterlina inglese.
Insomma ogni tipo di pressione viene esercitato perche' Edimburgo non prenda una strada lontana da Londra.
Alcune regioni europee guardano con vivo interesse a questo referendum, prima fra tutte le Catalogna.
Il governo spagnolo, in linea con la sua storia coloniale, ha subito detto forte e chiaro che nessun referendum sara' riconosciuto valido.
Soli i francesi hanno fatto peggio degli spagnoli da questo punto di vista.
Ricordo che per mollare l'Indocina prima e l'Algeria poi, dovettero essere presi letteralmente a calci in culo come accadde per un soldato della legione straniera a Bien Dien Phu.
Certo in quei casi si trattava di territori d'oltremare mentre qua' si parla di una parte del paese nel territorio nazionale.
Gli inglesi, quando in India si resero conto che la festa era finita, mollarono gli ormeggi e fecero i bagagli.
Honk Kong, come ricorda Terzani nello splendido libro IN ASIA, gli inglesi (esattamente come i portoghesi con Macao) tentarono, invano, di restituirla alla Cina piu' volte, negli anni precedenti al passaggio di consegne
Per non parlare dei baschi e delle loro rivendicazioni che coinvolgono, oltre alle terre attualmente in Spagna, anche una piccola porzione di Francia.
La Slesia e' un'altra regione che guarda con interesse a questa consultazione.
In Belgio, da anni si parla di una separazione fra Fiamminghi e Valloni.
Per due volte, con referendum riconosciuti dal governo centrale, il Quebec francofono ha tentato di staccarsi dal Canada, l'ultima volta non c'e' riuscito per un pelo.
Ci sono paesi che si sono divisi pacificamente come la Cecoslovacchia.
Personalmente ritengo che se esistono motivazioni culturali, storiche, linguistiche, se esiste un territorio e se un ceppo etnico vuole camminare da solo, un referendum sia la strada giusta.
Anche perche' l'alternativa e' la Jugoslavia o quello che sta' accadendo nelle provincie orientali dell'Ucraina, che piu' che un paese e' un gran bell'invento.
Se in quelle regioni sono russi, parlano russo, pensano in russo e vedono Mosca come riferimento perche' non trovare una soluzione pacifica per risolvere il problema invece di ammazzarsi?
Io penso che le Falkland siano argentine e si chiamino Malvinas, ma in un recente referendum il 99% della popolazione si e' espressa per restare suddita della corona.
Se quel concetto ha un valore perche' non deve valere anche per i russi di Ucraina?
Ovviamente questi discorsi non coinvolgono la Padania e buffonate simili, devo capire cosa ho in comune io, piemontese francofono, con un'altoatesino o un friulano.
Presto sapremo se la Regina Elisabetta regnera' ancora sulle terre alte o se i nipoti di Hihglander avranno una nuova strada da seguire.
Che poi tanto nuova non e'.

venerdì 12 settembre 2014

VALE LA PENA

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Come dicevamo ieri, la casa e' uno dei primi dogmi per poter, successivamente,provare a realizzare qualcosa a Cuba.
Nei mesi scorsi abbiamo parlato delle possibilita' che offrono Cuba e le sue nuove riforme.
Sono uscite ipotesi tutto sommato credibili e, probabilmente, realizzabili.
La casa de renta, eventualmente il paladar, produrre gelati, cercare di muoversi nel campo dell'agricoltura, il chioschetto che vende qualcosa, le connessione internet adeguata per poter seguire, anche da la', il business che si ha in Italia ecc ecc.
Tutte situazioni fattibili e attuabili.
Questo giustifica l'idea di mettere su casa, in caso contrario, se il solo scopo e' quello di godersi al meglio la propria vacanza, la casa de renta va' benissimo.
Chi frequenta l'isola da anni ha trovato la sua casa de renta ideale, dove si sente in famiglia, spende il giusto, e' tutelato e ha una certa....liberta' di manovra.
Questo tipo di personaggio non ha alcuna necessita' di cercarsi grane o di correre i rischi di cui si parlava ieri, in assenza di Residenza permanente.
In 15 anni ho frequentato essenzialmente 3 case de renta dove mi sono sentito davvero uno di famiglia.
Oggi che le cose sono cambiate, mantengo un rapporto di stretta amicizia con tutte 3 le duenas.
Ma se si vuole pensare a una qualche forma di business la casa e' indispensabile.
Lo e' per motivi logistici ma anche di opportunita'.
Agli occhi del cubano, nel momento in cui uno yuma vive in una casa normale e' sempre uno yuma, ma non e' piu' un turista, qualcosa e' cambiato.
Se devi discutere con qualcuno di un business piccolo o grande che sia invitarlo a casa tua e' una priorita'
Portarlo in una casa de renta, sotto il sospettoso occhio della duena, e' una cosa del tutto differente..
Molti hanno scelto, per motivi di opportunita' quando non di quieto vivere, di mettere mano alla casa dei suoceri per ristrutturarla disegnando anche un' angolo per se stessi e la propria famiglia, per il periodo che si riesce a trascorrere a Cuba.
E' una scelta come un'altra non necessariamente peggiore di altre.
Se si vuole iniziare ad entrare nel tessuto sociale cubano, essere visti con un'occhio differente, uscire dallo status, anche comodo, di turista, avere una casa “propria” e' a mio avviso fondamentale.
Inutile poi ricordare i vantaggi dal punto di vista della comodita' dall'avere una casa propria piuttosto di un cuarto, anche bello, de renta.
Fra l'altro le spese delle utenze riguardanti una casa a Cuba sono ,al momento, e per le nostre tasche, assolutamente risibili.
Personalmente ritengo ne valga la pena, una volta accettato il rischio.
Poi, ogni testa e' un piccolo mondo.

giovedì 11 settembre 2014

TRAMITE

 

Visto che, fra fine agosto e inizio settembre, siamo stati impegnati nel tramite della casa, provo a riepilogare i vari meccanismi che regolano questi tipi di papeles.
Ovviamente, visto che alcuni di voi ci sono passati e io non e' che sia poi cosi' ferrato, ogni contributo e' benedetto.
Uso, per comodita', la prima persona, anche se sappiamo bene, in assenza di Rp, che si tratta di una forzatura lessicale voluta e consapevole.
Oggi per entrare in possesso di un'immobile, a Cuba, a meno di non voler ricorrere a formule fantasiose, esistono due soli sistemi reali e praticabili.
La donazione e l'acquisto vero e proprio.
La donazione e' una sorta di invento, nato negli anni in cui lo stato non permetteva la compravendita di immobili.
E' la soluzione che vi verra' proposta da ogni venditore cubano, me l'ha proposta persino l'amico italiano che mi ha venduto la casa.
Lasciate perdere....
Le ragioni possono essere molte; lo scorso anno un'avvocato mi disse che, nei 5 anni successivi all'atto, nel caso che il “donante” tirasse l'ala, gli eredi avrebbero qualche appiglio a cui attaccarsi per contestare il tutto.
Non so se sia vero o se si tratta di una cazzata ma aggiunge dubbi a dubbi.
Ma donazione de che?
Forse che il denaro che mettiamo sul tavolo ce lo ha donato qualcuno?
Ti pago, in contanti, denaro profumato e tu dichiari che mi stai donando un qualcosa?
Col cazzo!
Quindi lasciate perdere.
Da qualche anno Cuba permette, a cubani e stranieri con RP di acquistare e vendere immobili.
Sta' nascendo un fiorente mercato di “professionisti” che possono aiutaci, volendo, nella ricerca di cio' che cerchiamo.
Personaggi che presto, pare, avranno anche personalita' giuridica.
In ogni caso mettiamo di lato la cifra che, effettivamente, spendiamo per l'acquisto della casa.
Come avviene in Italia, anche a Cuba gli immobili hanno una sorta di valore catastale.
Valore che, su richiesta, puo' essere anche modificato.
Solitamente siamo nell'ordine del 10% di quanto verra' poi effettivamente pagato.
Ogni calcolo e transazione economica andra' sempre fatta e calcolata in moneda national.
Il Cuc, per lo stato, non esiste, almeno in questi casi.
Quindi a prescindere che abbiate pagato una casa 15/20/30 mila cucchini ipotizziamo che il valore dichiarato sia di 50000 pesos.
Quella sara' la cifra che andra' agli atti.
La cifra che, per lo stato, passera' di mano dal venditore al compratore.
Passera' di mano tramite banca, dove uno versera', l'altro prelevera' e lo stato prendera' atto.
Su quei 50000, non su quanto avrete effettivamente pagato, sia il compratore che il venditore pagheranno, di tasse, il 4%.
Quindi 2000 pesos a testa.
Poco piu' di 80 cuc.
L'evitare questa imposta e' la ragione per cui il cubano ti propone la donazione.....
C'e poi ancora qualche spesa di avvocato e notaio ma si tratta di bazzecole o quasi.
Ora, a prescindere se avrete pagato la casa 15/20/30 cuc c'e' sempre chi obiettera' che si tratta di una cifra ridicola con cui “in Italia non comperi neanche un garage”.
Intanto non avevo intenzione di acquistare nessun garage in Italia e poi, ricordo sempre che le modalita' di pagamento sono....differenti rispetto a noi.
In Italia il 95% di chi acquista una casa lo fa tramite mutuo, cosa oggi molto piu' complicata di un tempo da ottenere.
Quando anni fa, acquistai io mi finanziarono, grazie a qualche maneggio, il 100% dell'acquisto e ci infilai dentro pure le spese notarili.
A Cuba non esiste nulla di tutto cio'.
Ci dobbiamo presentare col denaro contante, tutto e senza tante storie.
Quindi e' comunque una spesa, di questi tempi, che ha un suo valore e che va ben pensata e soppesata.
Sono soldi....almeno per me.
E' anche vero che avere una casa e' davvero il primo indispensabile mattone per poter pensare di fare qualcosa.
Ma di questo parleremo in seguito.

mercoledì 10 settembre 2014

AEROPORTO DI PARTENZA

 

Vivere nel nord piuttosto che nel sud di questa nostra barzelletta di paese ha vantaggi e svantaggi.
Vi risparmio l'enumerazione di quali e quanti siano per non perdermi in un'oceano di luoghi comuni.
Pero', per noi che viaggiamo molto verso Cuba, il vivere al nord del paese rappresenta un vantaggio non da poco.
Vantaggio che diventa enorme se si parla di noi “palestini”.
Tolto un volo, che non sono sicuro esista ancora, da Roma su Santiago, se un abitante del centro sud deve volare su Holguin, per forza, deve salire al nord e appostarsi nelle vicinanze di Malpensa.
Ho molti amici e conoscenti in questa situazione.
Gente che parte dalla Sicilia, Sardegna, Campania, Puglia ecc che quasi ci mette piu' tempo a raggiungere lo scalo lombardo, che puo' essere anche Linate, piuttosto del tempo di volo verso Cuba.
Se l'aereo con destino la maggiore delle Antille parte al mattino presto, capita abbastanza di sovente per poter arrivare a Cuba non di notte, che questi viaggiatori debbano arrivare il giorno prima.
Devono pernottare a Milano, o comunque in zona aeroporto, per poter essere al Gate in tempo utile.
Vuol dire altre ore di viaggio, una spesa non indifferente e, a livello generale, un bel po' di rompimenti di cabasisi.
Immaginatevi una famiglia con 2 bambini piccoli, valigie, passeggini, pampers ecc....
Se si vola verso la capitale di Cuba le cose migliorano.
Air France vola, con scalo a Parigi, da Napoli e Roma oltre che Bologna, Verona, Torino ed altre citta' italiane.
A quel punto e' vero che c'e' uno scalo in Francia da fare, ma il bagaglio e' imbarcato in Italia e si campa un po' piu' tranquili.
Se invece bisogna prendere un volo interno verso Milano bisogna poi ritirare il bagaglio, tenerselo per la notte, rifare il check, e compagnia cantante.
Personalmente, vivendo in Piemonte, da questo punto di vista sono sempre stato fortunato.
Qualche volta sono partito da Caselle ma, quasi sempre, il mio aeroporto di partenza e' Malpensa da dove parte il volo BP ( e qua' gia' la fortuna diminuisce) per Holguin.
Al limite all'andata mi becco uno scalo all'Avana.
Per raggiungere Malpensa ho sempre le solite due possibilita'.
I mezzi o la mia macchina.
Nel secondo caso lascio il carro in uno dei tanti parcheggi in zona Malpensa, per 6 settimane me la caverei con 120/130 euro.
La comodita' di avere la tua macchina, sopratutto al rientro, non ha prezzo.
In caso contrario qualche amico viene a prendermi a casa, visto che si tratta di levatacce, a volte preferisco chiamare un taxi di un mio conoscente che mi porta fino a Torino.
A quel punto c'e' la comodissima corriera che, da Corso Vittorio Emanuele, mi deposita direttamente, dopo due ore, davanti all'entrata del terminal 1 di Malpensa.
Ovviamente al ritorno percorso inverso.
Sto' valutando per la prossima settimana quale opzione scegliere, al momento sarei piu' orientato per il carro.
Ho poca testa, dopo questa estate, di ulteriori sbattimenti....decido a giorni.
Si tratta comunque di un viaggio da nulla, niente a che vedere col trabajo che devono passare gli amici che, dal centro-sud Italia, devono risalire la penisola per poter volare verso l'agognata meta.

P.S. Questa sera ci hanno sfidato per una partita a otto.
La sfida e' arrivata ad un villans da parte di una squadra, che non conosciamo, ma che deve fare un campionato...quindi si presume siano buoni.
Volevamo fare un mix fra noi temba e i ragazzi solo che tutti i figli hanno allenamento, oppure non possono.
Quindi andremo noi vecchiarilli, con il nostro mezzo secolo abbondante.
Prevedo una trincea, una riserva indiana, da fare impallidire il Mondo dei tempi d'oro

martedì 9 settembre 2014

GIORNO O NOTTE?

 

Quest'anno sono esattamente 3 lustri che frequento Cuba.
Ci arrivai la prima volta che avevo 38 anni, si era appena conclusa la mia epopea nei villaggi turistici come Capo Villaggio, l'agenzia sarebbe arrivata qualche anno dopo.
Ero abituato a vivere di notte.
In quegli anni l'animazione diurna, nei grandi tour operator, si limitava quasi esclusivamente al discorso sportivo.
Alla sera 40 minuti di spettacolo e poi discoteca.
A quel punto, con una clientela fatta del 70% di donne sole il nostro compito, anche isitiuzionale, era di fare in modo che, al termine del loro soggiorno, compilassero una scheda di valutazione della vacanza positiva.
Il modo era il solito, vecchio come il mondo, se acchiappavano qualcuno di noi era stata una vacanza fantastica, in caso contrario una merda.
Ovviamente la cosa aveva il nostro pieno gradimento.
Questo voleva dire stare in giro fino a notte fonda, dormire qualche ora e poi ripartire con un'altra giornata.
Arrivai quindi a Cuba come un animale notturno.
A quei tempi, e per alcuni anni a venire, la discoteca Luanda di Las Tunas era il paese dei balocchi.
Continuare col mio vecchio stile di vita fu la cosa piu' naturale del mondo.
Erano vacanze di1-2 settimane, raramente andavo a letto prima delle 5 del mattino.
Mi svegliavo intorno a mezzogiorno, facevo un giro, verso le 2/3 veniva qualcuna a trovarmi, nel tardo pomeriggio andavo a correre e poi ricominciava la farandula.
Finivo le due settimane devastato ma contento di come avevo utilizzato il mio tempo.
Con gli anni, l'inizio del lavoro in palestra e la fine dell'animazione di quel tipo, le mie abitudini sono drasticamente cambiate.
Cosi' come e' cambiato il mio modo di vivere Cuba.
Oggi, a livello generale, anche se in vita mia non ho mai dovuto alzarmi presto per andare a lavorare, se mi alzo dopo le 7.30 mi sembra di sprecare la mattinata.
Sono diventato un'animale diurno, mi piace il giorno, la luce del sole (quando c'e'...) avere una giornata piena, ed essere stanco ma soddisfatto la sera.
Raramente vado oltre la mezzanotte, spesso gia' alle 23 ho gli occhi che mi fanno pupi pupi.
Stesso discorso a Cuba dove al mattino vado in palestra, poi in giro per la citta' a fare commissioni, nel pomeriggio magari qualche volta ancora capitano antiche abitudini ma, solitamente, frequento gli amici di sempre per poi andarmene a correre.
La sera spesso cena fuori e poi un traco da qualche parte.
Ho quasi sempre una compagna fissa, in discoteca ci vado soltanto quando c'e la compagnia giusta per una serata speciale.
Oggi la giornata e' infinitamente piu' importante della notte che ha comunque contato moltissimo per tanti anni.
Forse e' il normale scorrere degli anni, magari sono cambiate le priorita', forse e' cambiato il mio rapporto con Cuba ma oggi come oggi preferisco essere attivo di giorno e dormire la notte.
O dedicarmi ad altri svaghi ma senza piu' il manicomio di prima.
Si nasce incendiari per morire pompieri....dicono.
Voi siete animali diurni o notturni qua' o/e a Cuba?