lunedì 8 settembre 2014

IN GIRO PER IL MONDO

 

La liberazione dell'italiano avvenuta giorni fa, grazie al fattivo intervento della nostra ambasciata imbeccata da alcuni componenti della classe politica italiana, concretizzatasi anche per la disponibilita' del governo cubano, riapre il discorso sul comportamento che dobbiamo tenere, noi italiani, quando siamo in giro per il mondo.
L'italiano era stato fermato per 3.5 grammi di marjuana, pero' l'accusa era di spaccio e le due cose non coincidono molto.
Ho parlato con qualche amico italiano che frequenta Santiago e che conosce il personaggio.
La faccenda e' finita, non e' il caso di aggiungere benzina sul fuoco ma le notizie che mi sono giunte non depongono a favore del nostro eroico compatriota.
Comunque, come diceva qualcuno, tutto e' bene quel che finisce bene.
In questo caso...
La realta e' che troppa gente viaggia per il mondo con eccessiva leggerezza, dimenticandosi che, non solo le leggi italiane ci seguono ovunque andiamo, ma che, ogni paese, giuste o sbagliate che siano, ha le sue di leggi.
Ve lo dice un viaggiatore che ha lavorato a lungo all'estero e che, essendosi sempre attenuto alle leggi del paese che lo ospitava, si incazza quando vede stranieri che, in Italia, non lo fanno.
Cuba e', probabilmente, al mondo il paese meno indicato per fare uso, cercare o spacciare droga.
Un conto, poi, e' farsi una canna in casa, chiudendo le finestre perche' il fumo non esca, un'altro e' andare in giro con lo spinello in bocca per fare il figo.
Conosco italiani che, a Tunas, non si fanno mancare nulla, se lo so io che non sono un cazzo figuriamoci se non ne e' al corrente la policia.
Poi ovvio, fino a quando la cosa e' circoscritta all'uso personale, viene fatta di nascostissimo, le autorita' cercano di lasciare perdere per non andare incontro a menate di questo tipo.
Pero' sanno e vigilano.
Il problema e' che l'italiano pensa, senza alcun fondamento nei fatti, di essere piu' furbo di tutti, di poter fare cio' che vuole, di farla sempre e comunque franca.
A Cuba, per vivere sereni ci sono 3 cose da evitare;
Sparlare di chi governa, le ragazzine e, appunto, la droga.
Ci sono paesi al mondo dove tutto e' permesso e c'e' pure tanta figa facile, perche' rischiare anni e anni di galera in un paese dove le regole, a differenza che da noi, vengono fatte rispettare?
Se poi una persona, come nel caso specifico in questione, ha problemi seri di salute a livello psichiatrico perche' lasciarlo da solo a Cuba per tutto quel tempo?
Certo la famiglia, come avviene per un paio di “tuneri” di mia conoscenza, pensa che sia meglio lasciarlo la', dove e' molto piu' difficile reperire la droga, piuttosto che tenerlo in Italia dove la merda la puoi comperare sotto casa.
Ragazzi certi errori si pagano cari in certi paesi, vuol dire rovinarsi la vita, definitivamente.
Cuba non ha voluto ulteriori rogne e ha mollato l'osso ma le cose non funzionano cosi' ovunque.
Le prigioni thailandesi, giusto per citare un paese, ospitano numerosi compatrioti proprio per motivi di droga.
A Cuba, in carcere, restano altri italiani per problemi di minorenni, anzi di ragazzine.
Ricordo che e' reato anche per il nostro codice penale.
Ricorderete quel fenomeno veneto che, a degli inviati delle Iene con telecamera nascosta, in Cambogia, offriva bambine e bambini senza problemi ne' vergogna.
Appena rientro 'in Italia trovo' i militari ai piedi della scaletta dell'aereo.
Spero stia marcendo in qualche galera nostrana, ma non ne sono cosi' sicuro.
Da noi e' cosi', ma altrove le cose sono molto differenti, ed e' bene che, chi ha abitudini di quel tipo, se ne ricordi bene prima di fare cazzate che potrebbero rovinargli, irrimediabilmente, la vita.

14 commenti:

  1. Li lascerei in galera dove sono. Angelo

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    1. Quando ci sono di mezzo droga e minorenni sono d'accordo con te

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  2. Ha fatto la cazzata , è maggiorenne , ne paghi le conseguenze.... la famiglia , che ora tanto si preoccupa , doveva stargli vicino quando era il momento . Il dire che era ammalato li rende ancor più colpevoli.
    Basta alle lacrime da coccodrilli :-(((

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    1. Anche questo e' vero....ricordati dal 21 qual'e' il tuo compito primario nei miei confronti....

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    2. Non dubiti signore, so fare il mio dovere : sù e giù per il camino delle signore che abbandoni qui in Sabaudia :-)))))

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    3. Al momento abbandono solo gran rompimenti di coglioni....

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  3. Nella provincia tunera ci sono un paio di miei conoscenti italiani con un passato....di quel tipo.
    Le famiglie foraggiano con generosita' la loro vita cubana pur di farli stare distanti da certe tentazioni non cosi' semplici da soddisfare a Cuba.
    Hanno trovato piu' o meno brave fanciulle che, in cambio di un frigo ben pieno, li aiutano a stare alla larga dalle tentazioni.

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  4. Però paradossalmente ci pensate che l'Italia ha le sue colpe in questo? Perchè da noi l'impunità prevale, non vai in galera neanche se ammazzi una persona, o se sei un mafioso, figuratevi per due canne...ti candidano senatore a vita in Italia! Poi uno va all'estero abituato all'impunità italiana (e alla sua ignoranza e al suo sballo), e lo svegliano!!!!

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    1. Oppure diventi presidente della federcalcio....

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  5. ogni paese ha le sue leggi e, se non si vogliono avere guai, bisogna rispettarle. Non è un concetto molto difficile da capire. Eppure c'è gente, che di questa massima elementare se ne sbatte altamente. Solo quando è nei guai i suoi cari cominciano a frignare, parlando di ingiustizia delle leggi dei paesi in cui sta in carcere, sia cuba o l'india, tanto per essere chiari,e i giornali italiani gli vanno dietro anche per vendere qualche copia in piu', dimenticando che chi commette un fatto, considerato reato dalla legge del posto, è inevitabile che lo sconti.

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    1. E' un problema culturale, e non solo in questo caso.

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  6. Non ci sono solo i marò, o il caso di Roberto Berardi, detenuto in Guinea che ha lanciato un appello choc. Di detenuti italiani all'estero ce ne sono oltri tremila: arrestati per droga o rapina - spesso - vittime di errori giudiziari - altre volte.

    Qualche numero
    Secondo gli ultimi dati disponibili della Farnesina, sono 3109 gli italiani detenuti all'estero (annuario statistico 2013, su dati 2012). La maggior parte è in Europa (solo in Germania ce ne sono oltre mille), ma molti sono anche in Brasile, Perù, Venezuela, stati dove le condizioni delle carceri sono molto dure. I reati per cui sono condannati? Sempre la Farnesina fornisce i dati più aggiornati, quelli relativi al 2013: droga (il 71,3% nelle Americhe), rapina e truffa. E quando si parla di droga, non sempre è traffico di stupefacenti. A volte basta solo uno spinello per rischiare quattro anni di carcere. È successo a Lorenzo Bassano, regista di Cesena arrestato nel 2007 a Dubai - e poi graziato dallo sceicco - per 0,8 grammi di hashish in valigia.

    Prigionieri del silenzio
    "Molti detenuti preferiscono tacere perché hanno paura", racconta Katia Anedda di Prigionieri del Silenzio. La Onlus si occupa della tutela dei diritti umani per i connazionali detenuti all'estero. Il primo caso è stato quello di Carlo Parlanti, nove anni in carcere con l'accusa di violenze contro la ex. Un processo senza prove di colpevolezza. Casi simili a quello di Carlo ce ne sono ancora molti, alcuni finiti male. Come quello di Simone Renda: "È stato arrestato nel 2007 in Messico, accusato di atti osceni dalla cameriera che aveva aperto la sua stanza con un passe-partout. È stato portato in carcere, soffriva di problemi di salute" - racconta Anedda. Renda è morto poche ore dopo.

    Gli (altri due) italiani detenuti in India
    A Varanasi, in India, due trentenni stanno scontando un ergastolo per omicidio. Si tratta di Elisabetta Boncompagni e Tomaso Bruno: erano in vacanza in India con un loro amico, Francesco Montis. Affittano per il Capodanno del 2010 una stanza alla periferia della città sacra. Il giorno dopo, lo trovano in agonia: "Hanno chiamato un'ambulanza, ma è arrivato solo un taxi che l'ha trasportato in ospedale. Lì un medico ne constata la morte. Tomaso chiama l'ambasciata, ma la polizia di Varanasi impone ai due di non uscire dall'albergo e gli vieta di usare internet". Li hanno arrestati per omicidio. "Ma l'autopsia sul corpo di Francesco è stata fatta da un oculista", denuncia la Anedda. - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/italiani-detenuti-estero-prigionieri-silenzio-a38935e6-3b77-4af2-a7c6-af46d66aaf88.html#sthash.b2a1WaVl.dpuf

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  7. Milco io credo che a differenza di altri paesi i cubani, quando ovviamente non si tratti di reati gravi come pedofilia o traffico droga ,sono ben felici di evitare problemi con stranieri,primo non si fanno cattiva pubblicità a livello turistico,due la buttano sul lato umanitario e si accreditano moralmente verso gli imperialisti..io credo che impegno politico italiano sia stato solo un assist lo avrebbero rilasciato uguale...non frequento Santiago(anzi mai stato se non a Gran Piedra e Cobre)ma un amico casado alla' mi dice di un tipo che non merita granché..ma felice per lui
    Marco

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