sabato 15 novembre 2014

AMERICA LATINA

 
Per la gioia di alcuni amici, visto il clima meteorologico da Blade Runner e considerato che non ho iniziato ancora a lavorare qua', scrivo con un po' piu' di frequenza rispetto al previsto.
Al limite c'e' sempre il mouse...
Durante il mio soggiorno tunero sono accadute, in quel continente, molte cose, alcune belle ed altre tragiche.
Vi faccio un riassunto di massima.
BOLIVIA
Evo ha vinto le elezioni col 61% dei suffragi, un trionfo annunciato perche' i suoi anni da presidente hanno fatto uscire il paese dal medioevo.
Ha nazionalizzato facendo pero' attenzione a non perdere gli investitori stranieri che continuano ad operare nel paese ma trattando lo stesso come stato sovrano e non come una colonia.
Alle precedenti elezioni il distretto di Santa Cruz, bianco,“hispanico” e che considerava gli indios e quelli come Evo poco piu' che dei macachi, si era spinto fino quasi alla secessione del paese, ora anche li' ha vinto Evo.
Un trionfo, l'avversario della destra non aveva programma politico migliore che assicurare minori guadagni per lo stato e maggiori per gli industriali.
ARGENTINA
Il paese ha lanciato in orbita il suo primo satellite per le comunicazioni, tecnologia francese e maestranze argentine.
In questo modo non solo il paese risparmia 25 milioni di dollari ogni anno, ma ne guadagna pure assicurando le comunicazioni anche ai paesi vicini.
VENEZUELA
Avrete forse sentito dell'omicidio del giovane deputato Robert Serra e della moglie.
Era una stella nascente del chavismo, amato e con una grande carriera davanti.
Maduro ha scatenato una caccia all'uomo che ha portato all'arresto di alcuni ceffi legati a gruppi paramilitari colombiani.
Fra l'altro il paese ha anche azzerato il suo debito estero.
BRASILE
Erano le elezioni piu' attese della regione, in gioco c'era la riconferma di Dilma, riconferma che non era affatto sicura.
Sono partiti in 3; lei del partito dei lavoratori, una candidata socialista e uno socialdemocratico.
Al ballottaggio con Dilma e' finito quest'ultimo che ha raccolto anche parte dei voti andati, al primo turno, alla socialista.
La stampa, come e' avvenuto in Bolivia, ha appoggiato il candidato meno di sinistra, fedele al suo ruolo di servitrice della mano piu' generosa.
Dilma, durante questi anni ha fatto un considerevole numero di cazzate ma ha comunque abbassato ulteriormente la disoccupazione continuando programma sociali iniziati da Lula.
Alla fine ha vinto col 53% una elezione che si e' svolta in un clima pacifico e tutto sommato sereno.
URUGUAY
Pepe ha deciso di godersi la vita non candidandosi per il fronte ampio e lasciando il posto al presidente che c'era prima di lui.
Quel partito che unisce tutta la sinistra e i cattolici progressisti del paese, ha vinto il primo turno e il 30 novembre avra' luogo il ballottaggio.
Il paese e' in pieno boom economico ed e' difficile che voglia cambiare strada.
“Votate con serenita” ha detto Pepe che, almeno al primo turno, si e' tenuto fuori dalla lotta.
Posto la vicenda del suo maggiolino, una storia che dice tutto sul personaggio in questione.
«Finché vivrò, mai e poi mai»: così il presidente dell’Uruguay, José Mujica, ha risposto alle offerte ricevute nei giorni scorsi per acquistare la sua automobile, una vecchia Volkswagen «maggiolino» celeste del 1987. Tra queste ne era arrivata una di un milione di dollari da parte di un anonimo sceicco. 
«Siamo amici dei maggiolini da sempre. Anni fa, quando cercavamo di cambiare il mondo ci siamo innamorati di queste auto», ha sottolineato l’ex guerrigliero dei Tupamaros. «Questo modello che stiamo usando da quando sono presidente è il frutto di una colletta di amici. E c’è un altro un po’ invecchiato che custodiamo in garage e che non funziona», ha concluso Mujica, precisando di non avere intenzione di vendere nessuna delle due auto. 
MESSICO

Avrete seguito la tragica vicenda dei 43 studenti normalisti prima rapiti poi, e' notizia di questi giorni, assassinati da bande paramilitari nello stato di Guerrero.
Telesur ha seguito molto la vicenda, lo policia ogni giorno trovava una fossa comune dove c'erano delle ossa.
“Non sono loro”...si va bene ma di chi sono quelle ossa?
Tutto lo stato in questione, ma credo tutto il Messico, e' popolato da decine e decine di fosse comuni dove i narcos, la policia, le bande paramilitari e gli squadroni della morte, nascondono le migliaia di persone che ammazzano ogni anno.
Nominalmente il paese ha un governo, guidato dal rampollo di una delle famiglie piu' ricche del paese, ma in realta' e' in mano ad ogni sorta di trafficante e bandito.
La polizia e' corrotta fino all'osso, un grande paese che praticamente e' nelle mani della malavita.
43 ragazzi bruciati vivi....
EQUADOR
Correa, hombre de negocio che ha studiato in occidente ha, per lo sfruttamento del petrolio del paese, messo in piedi una compagnia mista, in cui ci sono anche gli americani.
Fino ad un certo numero di barili all'anno guadagna solo l'Equador, da quel numero in poi anche gli investitori.
Un modo intelligente per attirare nuove tecnologie garantendo una partecipazione agli utili.
CUBA
Si e' svolta a La Habana una cumbre sul come affrontare l'ebola, Maduro ha avuto la pensata e Cuba, in pochi giorni, ha radunato presidenti, ministri degli esteri e della salute di molti paesi della regione, oltre che l'inviato dell'Onu.
In piu' sono partite per le zone calde alcune brigate di medici, brigate che nel paese sono chiamate “suicide”.
Non sara' per l'ebola ma pochi giorni dopo la sua partenza e' morto, in Guinea, un “economico” della missione cubana.
Non so chi paghi, non credo la Sierra Leone o la Guinea, forse l'Onu ma sta' di fatto che hanno mandato tutti medici di grande esperienza e con varie missioni alle spalle.
Da questo punto di vista Cuba, rispondendo all'appello dell'Onu, si e' guadagnata dei punti di fronte alla comunita' internazionale.
Concludendo la solita votazione all'Onu sul bloqueo, coi no di Usa e Israele e i si di tutto il mondo.
Quest'anno pero' anche dall'interno della stampa americana, ci sono stati tanti articoli sull'opportunita' di porre fine a questa menata, vedremo Obama cosa combinera' in questi suoi ultimi 2 anni.

16 commenti:

  1. È bruciata la porta del palazzo del governo a Città del Messico, è bruciato il parlamento dello Stato di Guerrero, sono state bruciate innumerevoli automobili sulle strade di tutto il Paese e sono bruciate anche tante candele commemorative. Nessuno di questi fuochi, appiccati nelle proteste che nell’ultima settimana hanno battuto il Messico, è riuscito però a far luce sul posto in cui siano andati a finire i 43 studenti scomparsi nel nulla da quasi due mesi, dopo aver affrontato la polizia in una manifestazione ed essere stati consegnati a una banda di narcotrafficanti, che si crede possa averli uccisi.
    Genitori e compagni, che ormai hanno perso fiducia nelle autorità, ma non nella possibilità di ritrovare i ragazzi vivi, accolgono con ottimismo notizie come quella di ieri, secondo cui nessuno dei loro Dna è presente tra i corpi estratti dalla prima delle due fosse comuni segnalate dai pentiti. «L’errore che fa la procura è quello di cercare dei morti, quando invece dovrebbe cercare dei vivi», dice Severo, uno dei sopravvissuti a quella tragica notte, in cui lui e gli altri studenti delle magistrali di Ayotzinapa sono arrivati a Iguala con l’intenzione di sequestrare due pullman e partire per la capitale, dove era in programma la marcia commemorativa per le rivolte del Sessantotto messicano.
    «Gli autisti lo sapevano già, erano d’accordo perché li paghiamo meglio che un servizio normale», si giustificano dalla scuola, quando gli si chiede perché abbiano dirottato gli autobus, scatenando la reazione spropositata delle forze dell’ordine. «Mio fratello ha chiamato a casa quando hanno iniziato a sparare contro i finestrini e sono morti i primi tre ragazzi. Papà gli ha detto che se erano poliziotti, gli conveniva sdraiarsi. Poi si è sentito in colpa, perché ha rischiato di fargli fare la fine degli scomparsi. Io però credo lo abbia salvato: Aldo, che era accanto a lui, è corso via e l’hanno colpito alla testa. Ora è in coma irreversibile».
    A parlare è Josh De La Cruz, che si trova alla Normale nel tentativo, per ora inutile, di convincere il fratello a cambiare aria, dopo che è tornato vivo da Iguala. La faccia di suo padre fa il giro delle tv messicane da quando si è alzato in piedi durante un incontro col presidente Enrique Peña Nieto e gli ha chiesto di dimettersi, accusandolo di essere personalmente responsabile della tragedia.

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  2. Come tutte le matricole, il giorno che il minore dei suoi figli è entrato alla scuola che un tempo frequentò anche lui, è stato rasato e battezzato con un soprannome: «Acapulco, perché veniamo da lì».
    Frequentare queste magistrali equivale ad abbracciare un’appartenenza politica. «Maestro, il tuo salario sorge dal popolo che saprai educare», ripete Ernesto, citando il motto della scuola a cui vanno i figli dei contadini e dei militanti di sinistra. «Questo posto mi ha salvato - racconta - i miei si sono separati che avevo 16 anni. Volevo fare il pilota e quando ho superato il test all’accademia, mia madre mi ha detto che voleva regalarmi una vacanza, perché non mi aveva mai dato niente. È stata l’ultima volta che l’ho vista. Quando sono tornato, c’era solo mio fratello piccolo. Ci aveva abbandonati».
    La scena segnò l’inizio di quelli che ricorda come tempi duri: «Non so dire granché del lusso, ma potrei parlare a lungo della fame - dice fiero - la Normale era la scuola più vicina e più economica. Potevo studiare e lavorare, adesso ho uno stipendio e soprattutto una famiglia». Per già due volte dal 27 settembre, lui e gli altri ragazzi di Ayotzinapa si sono sentiti dire che il mistero dei loro compagni era stato risolto nel peggiore dei modi.
    Prima, due sicari della banda dei «Guerreros Unidos» hanno raccontato di aver giustiziato e tentato di bruciare i loro corpi in una discarica, ma la squadra argentina dei periti forensi ha dimostrato invece che quei resti sono il frutto di un’altra strage attribuita sempre al crimine organizzato. Poi, la settimana scorsa, tre delle 74 persone arrestate finora per questa storia, hanno detto che i ragazzi erano stati uccisi e bruciati in un altro luogo. Prendendo per buona una versione sorretta da prove deboli, che i genitori degli scomparsi hanno già rigettato e che semina scetticismo anche tra il resto dei messicani, bisognerebbe comunque rassegnarsi all’idea che sarà difficile estrarre il Dna dai pochi reperti trovati. Sebbene non sia probabile che qualcuno possa nascondere 43 ragazzi (che alcuni pittori messicani hanno iniziato a ritrarre) a tutte le forze di sicurezza del Messico, le speranze di parenti e amici non sono del tutto irrazionali: «Riceviamo continue soffiate e cerchiamo di scremare quelle attendibili - spiega Severo - qualche giorno fa alcuni contadini hanno detto di aver sentito delle grida in una chiesa abbandonata. Abbiamo annunciato che stavamo andando lì e quando siamo arrivati, c’erano solo scarpe, zainetti, vestiti». Lui è sicuro che fossero loro, anche se a dargli ragione, ormai, non sono in molti.

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  3. Caro Milco,
    Tutto il mondo borbotta come una pentola a pressione..
    Il Sur America non e' immune perenne mutamento della Storia, anzi onestamente mi sembra che stiano cercando una Loro strada.
    Uno work in progress dove non esistono più' fari illuminanti o certezze assolute.
    Si stanno preparando una loro paella sociale ed economica che sembra dare buoni frutti.
    Il Messico e' una altra storia, l'ho visitato nel 2005, subito prima della grande mattanza dei narcos...
    Un paese sull'orlo di una crisi nervosa.
    La descrizione più' bella la dette quel personaggino che fu Porfirio Diaz : " Povero Messico, così lontano da dio e così vicino agli Stati Uniti"
    Mi piace la vita che faccio, la famiglia che ho, sono sereno e felice.
    Quando però', quotidianamente mi sorbisco la dose di informazioni sopra le violenze che i vari paramilitari, narcotrafficanti commettono

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    1. Il sud America partiva da molto indietro, per questo i progressi di questi anni sono apparsi cosi' importanti.
      E' bastato non farsi piu' derubare delle proprie risorse dai soliti noti, per fare in modo che la gente campasse meglio.

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  4. Scusa per il il messaggio interrotto..

    ...francamente mi prudono le mani.
    Generalmente con il passare degli anni si diventa pompieri..
    Ma se penso a quei disgraziati oppressi, ammazzati, offesi..
    E' vero che non si deve rispondere con violenza a violenza...
    E' vero...
    Sempre?

    Alleggerisco i toni con una battuta: hai portato tu il maltempo?
    Abbiamo avuto un ottobre bellissimo.
    Dal tuo arrivo, invece...
    Saludos

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    1. Hahahahaha pero' a Cuba ho campato a 30 gradi per un mese e mezzo....quindi credo che quasto Blade Runner dipenda da altri fattori.
      Avessi la capacita' di far piovere, con la siccita' che c'e' in alcune zone del mondo....che vecchiaia che passerei.

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  5. Quella di mandare in Africa medici e paramedici tanto esperti è mossa politica si( e chi se ne frega se aiuta popolazioni tanto disgraziate)ma mi preoccupa per due motivi :uno ho il terrore che qualcuno di ritorno porti malattia nell'isla(difficile dicono esperti virus ha tempo incubazione basso ed è tanto debilitante da non permettere viaggi)e la certezza che il personale sia scarsamente equipaggiato;due ma vogliamo smetterla di mandare fuori i medici più bravi e lasciare a Cuba ragazzini ancora non laureati?guarda Milco che stanno combinando disastri...Messico è diventato inferno sulla terra,lo visitai quando era ancora paese civile pur se pericoloso ,un mese tutta la Baja California fino alle porte del Chiapas e seguo con molta tristezza le vicende della 'faccia triste dell'America'..mi fa arrabbiare il Brasile avrebbero mezzi per dare a tutti un'assistenza scolare e sanitaria ed invece..casta sempre più ricca e bimbi muoiono ancora x dissenteria,che vergogna..no comment sul Venezuela spero che i cubani non stiano avendo attivo ruolo nelle violenze..spero..ciao Milco a Milano siamo alluvionati un abbraccio
    Marco

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  6. I medici bravi, per tenerli a Cuba devi pagarli....uscire e' il solo modo di svoltare.
    Nel brasile prima di Lula i giovani disoccupati erano 11 milioni, oggi meno di 2.
    E' stato fatto tanto per un paese che usciva da una dittastura militare.
    Poi che si possa fare di piu' siamo daccordo.
    I cubani in Venezuela? Vivono rintanati...

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  7. La foto che ho aggiunto ritrae il presidente dell'Uruguay Pepe Mujica mentre, in un ospedale pubblico del suo paese, attende, insieme ad altri cittadini, il suo turno per essere visitato.
    Perche' non ce lo prestano?

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  8. L’America non è stata scoperta da Cristoforo colombo nel 1492 ma da «marinai musulmani» più di tre secoli prima, tanto che il navigatore genovese, veleggiando davanti a Cuba, poté addirittura scorgere una moschea in lontananza. Appoggiandosi più sul proprio orgoglio islamico che non su teorie accreditate, lo ha sostenuto da una ribalta internazionale il presidente turco Recep Tayyip Erdogan facendo pure un annuncio: costruirà una moschea a Cuba, se le autorità dell’Avana glielo permetteranno.
    «Marinai musulmani arrivarono in America nel 1178», ha sostenuto Erdogan parlando al primo “Summit dei leader musulmani dell’America latina” svoltosi a Istanbul. Almeno nel resoconto dato dal sito del quotidiano turco Hurriyet, l’ex premier e ora presidente non ha fornito citazioni storiche per affiancare attendibilmente i marinai islamici a quelli vichinghi, portoghesi e islandesi che popolano su internet la «retrodatazione della scoperta dell’America».
    «Nei suoi diari, Cristoforo Colombo ha fatto riferimento alla presenza di una moschea sulla cima di una montagna a Cuba», ha detto però ancora Erdogan, sostenendo inoltre che «la religione islamica era diffusa» già prima dell’arrivo degli europei nel 1492. Il sito inglese dell’autorevole quotidiano turco ricorda che la teoria di una moschea a Cuba era stata diffusa nel 1996 da Youssef Mroueh dell’ «As-Sunnah Fundation of America». Mroueh aveva interpretato come reale, e non solo metaforica come invece ampiamente ritenuto dagli studiosi, una notazione di Colombo circa la forma di un rilievo simile ad una moschea nei pressi di Gibara, sulla costa nord-orientale dell’isola caraibica. «Oggi una moschea starebbe bene sulla sommità di quella montagna», ha sostenuto il presidente turco, che da quasi tre lustri sta facendo leva sulla religione islamica per scardinare il sistema di potere turco basatosi per decenni sul laicismo dei militari. Erdogan ha annunciato che chiederà il permesso di costruire a spese della Turchia una moschea proprio su quel rilievo e ha precisato che ne parlerà subito al «fratello cubano» che ha rappresentato l’isola comunista al summit di Istanbul.
    Hurriyet non precisa che speranze abbia l’iniziativa in un paese laico, dove l’ateismo di Stato è stato abolito solo nel 1992 e i musulmani, secondo uno studio del 2009, sarebbero solo lo 0,1% della popolazione.

    MANCANO SOLO I MUSSULMANI......

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  9. Sará pur vero quello che dici ma...
    Venezuela:qualche centinaia di migliaia di persone sono uscite dalla miseria estrema ma quanti milioni sono caduti dalla classe media alla povertá?Com'é che prima bene o male c'era cibo e benessere dappertutto ed oggi esiste il razionamento e le code per comprare beni basici sono infinite?
    Cuba:avranno fatto tanto ma come mai i Cubani continuano a voler scappare?Come mai quest'anno é stato l'anno con piú diserzioni,l'anno con piú espatri illegali,l'anno con piú emigrati in assoluto dalla grande fuga del Mariel?
    Brasile:sono diminuiti i disoccupati ma lo stipendio medio é sceso del 30% rispetto al costo della vita:come mai?
    Argentina;avranno pure lanciato un satellite che gli fa risparmiare ma come mai hanno un'inflazione galoppante che gli ha fatto perdere il 40% del potere d'acquisto? Perché ancora sono esclusi dal credito internazionale?
    Messico:saranno pure dipendenti dagli USA ma allora perché ancora oggi in USA emigrano milioni di Messicani rischiando pure spesso la vita?
    Se in tutti sti paesi si vive meglio che in paradiso come mai allora il tasso d'emigrazione é sempre in crescita e le loro popolazioni sognano con vivere nei nostri paesi???
    Paolino

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  10. Quindi era meglio quand'è il continente era governato dalle giunte militari, la gente spariva e gli squadroni della morte erano la normalità?

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    1. Gli estremismi non sono mai positivi,né quelli delle giunte militari né quelli attuali (che in alcuni casi sono comunque giunte militari mascherate da democrazie vedi Cuba o Venezuela).
      Scusate ho messo Paolino perché cosí mi chiamano,da ora metto Paoletto per evitare confusioni!
      Paoletto

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    2. Bravo "Paoletto" cosi' ci capiamo.
      Fai un po' di confusione fra dittatura e democrazia ma fa lo stesso.
      Ognuno puo' dire, nei giusti modi, la sua.

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    3. Questo, preso da Repubblica, e' il risultato delle elezioni che, con un margine risicato, hanno portato al poter la "giunta militare" di Maduro.
      Per la precisione...

      Vittoria di un soffio quella di Nicolás Maduro, l'ex autista di autobus ed ex ministro degli esteri, che Chavez indicò come suo successore prima di morire lo scorso 5 marzo. Maduro ha ottenuto il 50,66% dei voti (7.505.000) nelle presidenziali di ieri mentre il candidato dell'opposizione, Henrique Capriles, si è fermato al 49,07% (7.270.000)

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  11. Forse lo avrai capito ma il commento sul post non è del paolino originale,ciao dal vero paolino era giusto precisarlo.

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