martedì 25 novembre 2014

EBOLA

 

L'ebola sta' continuando ad imperversare del mondo, non e' assolutamente detto che rimanga confinata nell'Africa profonda.
In un mondo globalizzato, dove la gente viaggia in continuazione, non ci sono controlli aeroportuali che tengano.
Leggevo ieri del medico italiano contagiato in Sierra Leone e prontamente rientrato, per le cure del caso, in Italia.
L'Onu ha fatto un'appello a tutti i paesi del mondo, per fare in modo che ognuno dia una mano, a seconda delle proprie possibilita', per arginare e, se possibile, sconfiggere questo flagello che in pochissimo tempo ha gia' ucciso migliaia di persone.
Misteriose le cause scatenanti del ceppo originale; non e' da escludere qualche esperimento andato a male...
Cuba ha risposto, come sempre, prontamente all'appello delle Nazioni Unite, inviando 2 brigate mediche in Guynea e Sierra Leone o Leona come viene chiamata nel mondo latino.
Mettiamo da parte, per una volta, l'antico discorso che sempre salta fuori in questi casi.
Cuba manda fuori i suoi migliori medici lasciando sguarnito il fronte interno, consegnando la sanita' locale a ragazzini alle prime armi.”
Chiaramente Cuba ha scelto questa strada sia per motivi economici, che per avere una maggiore visibilita' nel mondo.
Le missioni, quasi mai, sono no profit, i paesi che le ricevono ritengono che sia meglio pagare qualche decina di professionali (pagare allo stato cubano) o mandare i propri giovani a studiare a Cuba, piuttosto che creare facolta' universitarie di medicina serie e una rete di servizio alla popolazione perlomeno decente.
Meglio comperare il latte che mantenere la vacca.
Cuba, come dicevo, si e' subito attivata, a seguito di un'idea di Maduro hanno organizzato su due piedi, una cumbre a La Habana dove erano presenti alcuni presidenti della regione (Raul, Maduro, Evo e Ortega) mentre altri paesi hanno inviato i ministri degli esteri e/o della salute.
Questo pochi giorni prima della partenza della prima brigata cubana per l'Africa.
La cumbre ha stabilito alcuni protocolli sul come affrontare la calamita' ma, in linea generale, si e' trattato di un mettere in vetrina la posizione di Cuba in materia e di magnificare tutte le missioni che ha per il mondo.
Visitando l'istituto di malattie tropicali de La Habana, i leader della regione hanno stabilito che ogni paese inviera' a Cuba alcuni medici per apprendere come muoversi di fronte a questa grande infermita'.
In pratica, sotto la tutela dell'Onu e dell'organizzazione mondiale della sanita', Cuba si e' messa a capo del progetto per quanto riguarda la regione.
Pochi giorni dopo la partenza delle missioni un'economico che era partito coi medici per la Guinea e' tornato in patria in una cassa di acero.
La cosa e' stata fulminea e non e' affatto detto che si trattasse di ebola, da quelle parti si puo' morire di tante cose.
Ma il dubbio resta...
A Cuba queste missioni sono state prontamente soprannominate “le missioni suicide”.
E' notizia di questi giorni di un'altro medico cubano, questa volta in Sierra Leone, contagiato e trasportato d'urgenza in un'ospedale svizzero.
Il dubbio e' legato al fatto di non essere del tutto sicuri che Cuba abbia le apparecchiature, le tute, le sicurezze necessarie per affrontare una malattia cosi' importante.
Qua' non si tratta di spedire i medici in qualche selva a curare indios, dove l'unico pericolo e' quello di beccarsi un bel cagozzo.
Qua' si rischia, concretamente, di non portare a casa le piume.
Fra l'altro non e' ben chiaro chi si sia accollato i costi delle missioni.
Non credo proprio i paesi ospitanti che non hanno di che campare, forse l'ONU, forse l'OMS.
Tutti i medici inviati sono volontari, con almeno due missioni alle spalle, almeno cosi' hanno comunicato per televisione.
Ogni tanto e' segnalato qualche caso nel continente sudamericano ma, per il momento, la situazione sembra tranquilla.
Tranquilla per l'ebola perche', come mi ha detto la fanciulla dopo una visita a un parente in ospedale a Tunas, i letti sono pieni di gente col colera.
Ma questa e' una storia su cui e' calato il silenzio e che andrebbe, prima o poi, raccontata.

19 commenti:

  1. Il medico cubano di 43 anni colpito da ebola in cura a Ginevra resta in condizioni stabili, anche se preoccupanti, secondo quanto comunicato dall’ospedale universitario della città (HUG).

    L’uomo è la prima persona colpita dal virus che viene curata in Svizzera, con il farmaco sperimentale Zmapp, e nell’ospedale sono state prese tutte le misure per assicurare la sicurezza degli altri pazienti e del personale.

    L’ultimo bilancio reso noto dall’OMS sull’epidemia parla di 5'420 morti e 15'145 infettati, quasi tutti concentrati in otto paesi africani.


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  2. Anche Chavez era ....stabile.
    Speriamo bene.

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  3. Attenzione il discorso colera a cuba a volta è una scusa per spillare soldi.

    Saluti
    Andrea

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  4. È possibile
    Però a Tomas hanno un reparto pieno di malati

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  5. Strada dice che la situazione in Sierra Leone è terribile. Stefano

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  6. Il “paziente zero” di Ebola in Italia è arrivato allo Spallanzani di Roma. Il medico di Emergency contagiato è stato monitorizzato durante tutto il trasporto aereo ed è arrivato in ospedale in fase di «stabilità clinica». Lo ha spiegato Emanuele Nicastri, medico dell’equipe che lo sta seguendo, leggendo il primo bollettino medico sulle sue condizioni .

    IL BOLLETTINO MEDICO

    Stamattina era vigile collaborante, deambulante e autonomo. Ha presentato febbre a 39 associata a brivido», non è disidratato, e ha iniziato il trattamento un trattamento antivirale specifico, con un farmaco sperimentale, autorizzato dall’Aifa in accordo con il ministero della Salute. «Un farmaco già usato in Usa e in Ue», ha detto Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani, precisando che il nome dell’antivirale non verrà reso noto.
    «OPERAZIONE RIUSCITA NELLA MASSIMA SICUREZZA»
    «Tutta l’operazione si è svolta come pianificato e secondo le procedure per le quali siamo addestrati ad operare», spiega il colonnello Roberto Biselli , capo del team di bio contenimento che ha viaggiato con il medico italiano . «In ogni momento è stato possibile assistere, in condizioni di massima sicurezza, il paziente - assicura Biselli - che è risultato tranquillo lungo la rotta.». È stato Il personale specializzato del team di bio contenimento a completare la delicata fase di trasbordo dalla barella Avio trasportabile ad una più piccola, sistemata sull’ambulanza che ha trasferito il medico allo Spallanzani.

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  7. Leggevo che il dittatore della Guinea Equatoriale ,che organizzerà coppa d'Africa dopo rinuncia Marocco,ha ingaggiato 50medici cubani per monitorare la situazione ebola,io ho sempre avuto il sospetto che i cubani inviati in Sierra leone,Liberia e Costa d'Avorio non siano attrezzati ad affrontare la sitiazione..ed ho anche impressione che al di là delle nobili intenzioni i paesi che possono tipo Usa,Cina,Germania stiano facendo poco o nulla per arginare epidemia,non sono cosi certo che epidemia arrivi in Europa o mondo occidentale in genere,in Africa è molto favorita dalle condizioni generali sanitarie disastrose e difficilmente un infetto vista la virulenza della malattia pare sia in grado si affrontare un viaggio normale..però ci si muova ad aiutarli emergency ed altre meritorie associazioni no profit non possono più si tanto
    Marco

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  8. Certo che organizzare la coppa d'Africa in Guinea e' stata un' idea "fantastica"....

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    1. Se non mi sbaglio la passata edizione è stata giocata in Guinea,l'hanno scelta un'altra volta forse perchè c'è poco tempo e le strutture sono già pronte.

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  9. Guarda una cosa davvero incomprensibile....ottusità fatta e finita....hai letto che moltissimi medici e paramedici cubani vista la situazione sociale del paese ed anche un economia se non al collasso comunque non florida come in era Chavez stanno scappando dal Venezuela destino Usa via Colombia?comunque sanità resta prima voce di guadagno per l'export cubano
    Marco

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  10. Che i medici disertino non e' una novita',il Marocco saggiamente si era tirato indietro dalla coppa d'Africa

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  11. Possibile che nel 2015 con medici di serie A che ha Cuba ancora la gente si ammala di colera? Mah!

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  12. Acqua malsana, sporcizia, mosche, fogne a cielo aperto e tante altre cose. . .

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    1. Queste sono le cause, ma possibile che invece di intasare gli ospedali per un "semplice colera" non esistano farmaci da prendere a casa?

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    2. I cubani fondamentalmente sono degli zozzoni per quanto riguarda la cura del territorio.La colpa ovviamente è di tutti,sia dei cittadini che buttano i rifiuti ovunque sia delle autorità che non intervengono adeguatamente.Se cominciassero a sanzionare chi sporca forse le cose andrebero meglio.Per non parlare della condizione delle tubature e delle fogne.

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    3. Mi faccio gli isolati con un pezzo di carta in mano nella inutile ricerca di un cestino

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  13. Credo esista una profilassi ma una volta che te la sei presa solo l'ospedale ti salva le piume

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