lunedì 24 novembre 2014

MERCANZIA

 

Da qualche anno a Las Tunas, nel centro, hanno aperto una grande tienda alimentare in moneda national.
Vende gallette, latte condensato, dolci, formaggio, carne, uova e via di seguito.
Per ragioni comprensibili solo a quelle latitudini apre alle 10 del mattino.
Visto che ci sono alimenti non reperibili ovunque la gente inizia a fare la coda dalle 5 del mattino.
Alle 9 ci sono centinaia di persone di tutte le eta' in coda, gente che urla, si spintona, pelea e non e' raro che la policia debba intervenire per sedare gli animi.
Spesso in quella tienda c'e' poco, anche perche' quasi tutto viene venduto nelle prime due ore di apertura.
In un sistema economico normale, quella tienda non solo avrebbe un magazzino strapieno di merce ma si sarebbe raddoppiata e/o triplicata in altre zone della citta'.
Se si aprissero diverse tiendas di quel tipo la gente non sarebbe costretta, come le bestie, a stare ore e ore in coda sotto il sole per una confezione di latte in polvere.
Basterebbe piazzarne una in ogni barrio importante ed il problema, incluso quello del trasporto, sarebbe risolto.
Approvvigionare i negozi di cio' che serve e' uno dei grandi problemi del paese.
In un sistema come il nostro appena arriva la merce, il titolare del negozio ha tutto interesse che la merce sia sugli scaffali nel piu' breve tempo possibile.
Se non hai merce, non vendi.
A Cuba fra quando arriva il camion con la merce, (quando arriva...) e il momento in cui viene messa in vendita puo' passare anche una settimana.
Tanto non esiste un proprietario fisico, e' tutto dello stato e la gente se ne fotte.
Anzi, come e' capitato a noi per le apliques del bagno, prima chi lavora nella tienda avvisa amici e conoscenti, vendendole sotto banco con la collaborazione del magazziniere, poi eventualmente...vengono messe in vendita.
Le apliques, fra l'altro italiane, nei negozi non sono mai apparse.
Questo provoca una sorta di accaparramento, faccio un esempio.
Mancano le lampadine, quando arrivano, la gente, avvisata dalle commesse, ne compera a decine, per poi rivenderle por la calle a un prezzo maggiorato, quando il prodotto sparisce dai negozi chissa' per quanto tempo.
La stessa cosa fa' la gente del campo o del monte, viene in citta', fa' incetta di tutto cio' che, dove vive, non si trova per poi rivendere in separata sede.
Manca un sistema decoroso di distribuzione, manca gente che sia veramente interessata a vendere il prodotto.
Il cane con troppi padroni muore di fame e visto che lo stato e' fatto da persone che non possono vivere di salario, e' tutto un fotti fotti alla faccia della popolazione.
Buona parte degli elettrodomestici in vendita sono coreani, arrivano di 3 marche diverse; una da schifo, una decorosa e una buona.
Le prime due appaiono subito negli scaffali mentre quella buona viene quasi sempre venduta sottobanco.
Pare che, in questi giorni, siano arrivati gli specchi dalla capitale, il carpintero ha finalmente montato quello che mancava alla nostra comodita, oggi o domani, dovrebbe consegnarci quelli dei bagni che ancora mancavano in quanto il prodotto era introvabile.
E' possibile che qualche specchio appaia anche nei magazzini statali ma, state pur sicuri, che verra' venduto ancora prima dell'apertura delle tiendas.
Quindi o sei dentro a certi meccanismi, o hai gli agganci giusti, le persone che ti avvisano oppure passi la giornata a girare inutilmente per negozi come un pirla.
A parte quello della carne de puerco che viene venduta calmierata a 16 pesos la libbra, ( per questo dicevo che, ora, criar puercos non e' un grande negocio, ma vediamo quanto dura questo ribasso) tutti i prezzi di frutta e verdura sono aumentati nei mercati.
I pomodori a Tunas li trovi a 20 pesos la libbra, 40 al kg.
E' quasi un euro e quaranta...
Per noi e' magari una cazzata ma per il cubano, credetemi, non e' esattamente uno scherzo.
Su Cuba Dice, il programma che in tv va' per la maggiore, si e' parlato di questi problemi, la colpa e' stata data ai troppi intermediari che si frappongono fra il contadino e il consumatore che fanno lievitare i prezzi.
Benvenuti nel capitalismo di mercato

12 commenti:

  1. È un problema senza soluzione. Giuseppe

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  2. Per il momento non è possibile cambiare

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  3. Molti dicono che Cuba sta lentamente cambiando, ma a quanto pare cambia in peggio, o non per tutto...il 13 dicembre partirò per la maggiore delle Antille per 40 giorni, voglio proprio vedere come la ritrovo dopo 1 anno...una cosa balza all'occhio, che da quanto mi raccontano su alcune piccole cose (ma inutili) è lievemente migliorata, mentre per quelle fondamentali per i cubani va all'indietro come i gamberi...tra 20 giorni vedremo cosa troverò, considerato che la mia permanenza si basa con partenza dalla capital, verso oriente, con piccole soste lungo il tragitto per sbrigare alcune commissioni, fino ad arrivare a Santiago e Baracoa, dove trascorrerò circa 25 giorni....sono proprio curioso di vedere in cosa è cambiata Cuba, e soprattutto se il cambiamento è positivo per i cubani, anche se dubito fin da ora.

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    1. beato te valter,baracoa microclima particolare a parte è uno dei miei luoghi preferiti a Cuba,se ti capita di andare a mangiare da AL"S salutami il mio amico al,grande personaggio,cucina forse soppravvalutata ma lui simpatico e forse fa il miglior mojito di Cuba...se lo sognano uno cosi buono alla bodeguita..buon viaggio
      Marco

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    2. Manco da anni da Baracoa ma ricordo che e' un posto fantastico, a volte non sembra neanche Cuba.
      Ricordo la policia che, come a Trinidad e'...particolarmente attenta.

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  4. Guarda per noi e' migliorata dal punto di vista dei servizi, l'"ambiente" invece e' un po' peggiorato

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  5. credo di avere tutti i numeri delle commesse delle tiendas di Holguin,arrivavano puntuali chiamate quando arrivavano prodotti tipo detersivo,ne facevo una bella scorta x la famiglia e mai prodotto compariva sugli scaffali,che poi la familia li usasse per loro come mi promettevano(non è negocio al quale mi prestavo)o li rivendesse maggiorati lo sa Dio...Milco pure gli autisti dei truck fanno remunerativi negozi con la merce,ne conosco due uno della capitale altro di Holguin che hanno fatto bei soldi..finchè dura...sai un altro aspetto leggermente fuori tema che mi ha molto colpito?autisti viazul/astro(la maggior parte dei quali sono personaggioni)dietro piccole mance caricano sui bus qualsiasi cosa e lo consegnano nelle città di passaggio anche door to door ben fuori le fermate in stazioni bus...personalmente io ho consegnato a chaffeur viazul medicine x una vecchia amiga di ciego...consegna puntuale per 10cuc di mancia,ciao...p.s. visto ieri che suicidio calcistico?koulybaly era già il nuovo thuram e rafael il nuovo taffarel....
    Marco

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    1. A volte e' meglio le cose non saperle.....succedono e chiudiamola qua'.
      Gli autisti Viazul si fermano ad ogni pie' sospinto pur di guadagnare 3 centavos.
      Non mi interesso di calcio...

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  6. Ciao sono Yuneisy, mi piace come parli del mio paese.
    In Ciego de Avila prima c'erano quattro tiendas dove si vendevano gallette, caramelle, gofio e latte di pomodori.
    Ora ne rimane una sola e come dici te quando la mattina apre più' o meno tutto è' già venduto.
    Le commesse vendono per la porta posteriore a un prezzo maggiorato rispetto a quello giusto e poi nella calle viene ulteriormente aumentato.

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  7. A Cuba se non ci sarà' un aumento dei salari tutti continueranno a rubacchiare dove e quando possono.
    E' triste dirlo ma è' così'.
    Però' col poco che guadagnavo campavo e qui invece se non hai un buon lavoro si sopravvive a malapena.
    Ciao

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    1. Coi salari di Cuba e' normale cercare di arrotondare in qualche modo, la' campavi perche' in famiglia e fra vicini tutti si danno una mano

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  8. Cara Yuneisy, sul web e in loco vedo tanti miei connazionali che mi fanno vergognare di essere italiano per come trattano il tuo paese che....e' un po' anche il mio.
    Il problema e' che il paese non produce abbastanza mercanzia, quindi anche col dinero nel borsillo rischi di rimanere a mani vuote

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