mercoledì 3 dicembre 2014

ANDARSENE

 

Malgrado la possibilita' di salire legalmente dal paese che, da qualche anno Raul ha concesso ai cubani, dopo decenni di problemi di ogni tipo per abbandonare l'isola, le fughe via mare, con mezzi di fortuna, non sono cessate.
Raul ha, furbescamente, passato la palla dall'altra parte della rete.
Oggi nessuno puo' piu' dire che Cuba impedisce ai propri cittadini di espatriare, la carta blanca non esiste piu'.
Oggi, col semplice passaporto (che nel frattempo ha visto raddoppiato il suo costo) si puo' uscire dal paese.
Il problema e' che la maggior parte dei paesi dove vorrebbero andare non li vuole.
Parlo dei paesi della Comunita' Europea e degli Stati Uniti.
Tutti conosciamo la trafila degli inviti e delle interviste, fra l'altro mi dicevano che ora, anche la nostra ambasciata, solitamente sempre di manica piuttosto larga, ha stretto i cordoni della borsa.
Nei tempi andati feci un paio di inviti, tutti andati a buon fine senza particolari problemi o domande imbarazzanti.
Oggi, mi spiegavano, una delle prime cose che chiedono alla candidata durante l'intervista e' se ha una casa o comunque delle proprieta' a Cuba.
I nostri funzionari ritengono che l'avere qualcosa di intestato a Cuba riduca i rischi di un non ritorno.
Alla fine c'e' un numero di visti da elargire ogni anno e da li' non si scappa.
Un tempo passare tramite agenzia era una sicurezza, oggi questa corsia preferenziale pare che sia esaurita.
Certo c'e' la Russia, la Serbia, qualche paese latino, mi pare il Peru', dove non sono richiesti visti, ma finire con le palle al freddo non rientra nelle loro priorita'.
Molti cercano di andare in paesi vicini; Equador, Messico per poi da li' tentare di raggiungere gli Usa.
Una volta penetrati in territorio americano si appellano subito alla ley dell'ajuste cubano.
Una delle cose che va' per la maggiore e' il chiedere un visto al Messico per poi arrivare negli Stati Uniti.
Fare pero' un viaggio simile senza soldi o parenti che possano garantire e' un rischio da non sottovalutare.
Un paio d'anni fa dei parenti della famiglia della fanciulla fecero questo percorso.
Partirono in 5, ma i parenti negli Stati Uniti pagarono circa 60000 dollari.
Un'organizzazione li piazzo' in un hotel di buon livello in Messico, si occupo' che passassero la frontiera americana senza nessun problema.
Pero' quella cifra passo' di mano...
Molti continuano comunque a cercare di andarsene Dio solo sa come.
Due coppie di miei amici ci hanno provato mentre ero giu'.
Ovviamente non mi hanno detto nulla, ma sono partiti per “qualche giorno a la playa” con altre 3 coppie.
Qualche giorno prima avevano tutti chiesto la baja dal lavoro.
Erano equipaggiati come Livingstone quando parti' alla ricerca e alla scoperta del lago Titicaca....
Per una settimana sono spariti da tutti, i parenti disperati volevano avere notizie, visto che neanche a loro era stato detto nulla.
Sono tornati dopo 10 giorni mangiati dai mosquitos e pieni di graffi.
E' probabile que algo salio' mal e che abbiano bivaccato buttati su qualche spiaggia al riparo di qualche arbusto.
In attesa di qualcosa che non e' successo, sicuramente ci riproveranno.
Auguro, di cuore, a tutti loro, la miglior suerte.
Tutti hanno il diritto di giocarsela, la vita e' una e va vissuta a pieni polmoni, anche se i rischi sono immensi.
Da quelle parti si arriva solo in Messico che non e' esattamente il luogo piu' sicuro al mondo.
Fra l'altro oggi, chi parte, e' bene che lo faccia con qualche soldino in saccoccia, e' finita la cuccagna dei parenti che li accoglievano a braccia aperte, mantenendoli fino a quando fosse stato necessario.
Oggi e' dura per tutti.
Fra l'altro se non ricordo male, salire illegalmente dal paese, impedisce un rientro nello stesso prima di 8 anni, quindi occorre pensarci bene.
Andarsene legalmente invece garantisce una porta sempre aperta alle spalle.
Una porta che potrebbe servire...

18 commenti:

  1. Lasciare tutto non è mai facile. Stefano

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  2. Dipende sempre da quello che lasci

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  3. 30/11/2014

    Un grupo de cinco balseros cubanos fue rescatado en las costas de Yucatán, México, según reporto el diario local Milenio. Los cubanos fueron rescatados en medio de un fuerte mal tiempo con vientos de más de 70 kilómetros por hora.

    Los balseros cubanos fueron entregados a las autoridades migratorias que iniciaran el proceso con las autoridades de Cuba según los acuerdos migratorios entre ambos países.

    Hace solo dos meses 17 cubanos fueron rescatados muy cerca de la misma zona donde muchos de ellos fallecieron por falta de comida y agua.

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  4. Ieri sera mi sono rivisto il discorso di Fidel Castro all'ONU nel 1979, uno dei punti è stato proprio l'immigrazione dei cubani verso gli Stati Uniti, Fidel ha detto che se a tutti i paesi dell'America Latina venissero dati gli stessi privilegi che sono dati ai Cubani l'intero paese degli Stati Uniti sarebbe pieno di immigrati. Se non ci fossero questi privilegi ( e sono davvero tanti ) ci sarebbero meno fughe dalla isla..

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  5. Simone è vero. Ancora oggi i privilegi non sono pochi, ma anni fa era una vera festa. Casa, lavoro, soldi. . .

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  6. Ma la domanda è sempre la stessa da porsi, i cubani lo sanno poi che uscendo da Cuba devono lavorare? E non sembra molto avvezzo al lavoro il popolo cubano, chi ha provato esperienze lavorative all'estero è durato da natale a santo stefano...alla fine è un cane che si morde la coda, senza soldi nel borsillo non si fa festa neanche per espatriare.

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    1. Se esci dal paese e non capisci che la festa è finita è bene che resti a casa

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    2. Caro Valter,
      non generalizzare. Mia moglie cubana solo nei weekend lavora 30 ore come aiuto cuoco, più alcune sere in settimana.
      Fidati che di italiani con la sua grinta ne conosco pochi.

      Simone

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    3. Per carità Simone, ma sicuramente tua moglie insieme a pochissimi altri cubani sono mosche bianche, rispetto alla massa.

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    4. La mia giovane compagna sostiene che chi si fa' il mazzo a Cuba se lo fara' anche fuori dal paese, cosi' come chi fa un cazzo a casa....

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  7. Mira el mar ? No, miro el bien ! Se sapete a cosa mi sto riferendo, saprete che non sempre é così, una volta attraversato l'oceano. P68.

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    1. Quasi mai quello che si trova è quello che si cerca

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  8. Parenti ed amici all estero di solito promettono mari e monti ai cubani in procinto di espatriare,quasi mai le promesse si avverano e la realtà è ben piu dura del previsto,la maggior parte dei cubani che vivono all estero quando tornano in visita nell isla aiutano a creare falsi sogni ,carichi d oro(il piu delle volte affittato)e di storie ...un pò come in molti film italiani in cui si raccontano storie di connazionali emigrati al nord o in Germania che quando tornano nei loro luoghi fingono di aver fatto fortuna.....quanto alla voglia di lavorare beh....ci sono ovviamente le eccezioni che confermano la regola,di solito i nostri ritmi non li reggono ,ma attenzione la mia non è una critica,semplicemente i luoghi dove sono nati e cresciuti oltre al paternalismo fidelista hanno inculcato in loro questo tipo di modo di fare(poi ci sono anche gli approfittatori come ovunque nel mondo ma questa è altra storia)
    marco

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    1. Marco il non essere avvezzi al lavoro alla fine non è una colpa solo del cubano inteso come popolo, ma la colpa più grande è del governo cubano che li ha abituati a questo, e guarda caso i soli cubani che non mollano nel lavorare sono quelli a contatto (sposati, fidanzati, ecc) con persone non cubane, guarda caso...non è una critica, ma un semplice dato di fatto.

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    2. C'e' da dire che loro si sono adeguati volentieri a.....certi ritmi.

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  9. Per non parlare di chi affitta oro e prendas prima di tornare sull'isola...

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    1. Il cubano quando si tratta di "especular" non è secondo a nessuno.
      Comunque i cubani che conosco dalle mie parti hanno tutti più o meno un lavoro e si danno da fare per aiutare in casa,anche facendo le pulizie.

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