domenica 28 dicembre 2014

CAIRO E LA 7

 

Visto che, questa domenica, il calcio, in Italia e' fermo parliamo di Cairo e de La 7.
Mentre in Italia il calcio e' fermo in Premier in Inghilterra giocano 3 turni di campionato.
E' proprio il concetto di calcio come spettacolo che a noi manca, lo spettacolo deve andare in scena quando la gente puo' andarlo a vedere e non lavora.
Gli inglesi lo hanno capito e non a caso hanno un merchandising da urlo.
Vero che in Germania si fermano, ma loro climaticamente non hanno la corrente del golfo del Messico e i campi si ghiacciano alle prime gelate.
Ieri leggevo che La 7 e' in picchiata di ascolti.
Questo malgrado che, a differenza del Toro, il proprietario dell'emittente abbia pesantemente investito su personaggi da copertina.
Santoro, Crozza, Floris, Gruber, Bignardi, Mentana giusto per fare i primi nomi che mi vengono in mente.
Santoro fa ascolti da emittente privata, Floris le prende dal suo vecchio Ballaro', mentre Mentana fa' meno ascolti del tg 4, che non e' neanche un telegiornale.
Visto che questi sono strapagati, Cairo ha un diavolo per cappello e rischia di prenderle perfino dagli albanesi di Agon Channel.
Il bracciamozze di Masio e' un grande editore di carta stampata, giusto per fare un termine di paragone, fattura 10 volte De Laurentiis.
Editore di quel tipo di giornali scandalistici che tanto piacciono a quel tipo di italiani che passano 8 ore al giorno sui social, noi li conosciamo bene...
Col Toro ha fatto bene 2 anni su otto, il primo quando con una squadra fatta in 2 settimane ci giro' tutto bene e andammo in A, e lo scorso anno grazie alla premiata coppia Alessio&Ciro.
Per il resto un disastro.
Con La 7 sta' seguendo la stessa parabola.
Cosi' come nel Toro decide tutto lui, lasciando a Petrachi il compito di svuotare i cestini, La 7 e' la sola televisione a carattere nazionale senza un direttore di rete.
Il direttore di rete e' lui, i risultati sono questi.
Vero e' che ha rilevato, a 1 euro, La 7 che aveva 100 milioni di euro di passivo, ed e' riuscito a ridurlo in maniera considerevole. ma se non fai i numeri non arriva la pubblicita' e te la batti sugli zebedei.
La realta e' che La 7 di Cairo e' di una noia mortale.
Ogni sera Talk show politici, programmi che costano pochissimo perche' i politici vengono gratis, anzi pur di farsi vedere pagherebbero pure.
Crozza e' costretto, per salvare la baracca, ad essere in onda ogni 2 giorni, inflazionandosi e perdendo di brillantezza.
Talk politici in un momento in cui i politici sono popolari e benvoluti come un ebreo a un raduno di naziskin.
Chi segue, con costanza, il blog sa perfettamente che parliamo molto raramente di politica.
La gente quando viene qua' sopra o accende il televisore vuole svagarsi mezzora, sollevare la mente dai mille problemi che ogni giorno deve affrontare, non vederseli riproporre in modo urlato dagli stessi che i problemi li hanno creati.
Cazzo, lo capisce persino cadetto di Guascogna come il vostro umile scriba, possibile che un uomo intelligente come Cairo non ci arrivi?
Certo, fare programmi costa denaro e bracciamozze da quell'orecchio ci sente poco, ma se un programma ha successo arrivano gli sponsor e con loro il bel grano fresco.
Possibile che una rete di proprieta' di un presidente di una squadra di calcio non abbia un bel programma sportivo, di quelli fatti bene, ogni settimana?
Con tutti i torti arbitrali che subiamo non sarebbe il caso di fare la voce grossa da una televisione cosi' importante?
Per quanto riguarda il Toro e il mercato di gennaio ho poche speranze.
Il mandrogno avra' avuto rassicurazioni dal Vate sul fatto che ci si salva comunque, la difesa regge bene, quindi comprera' un paio di bolliti e via andare.
Arrivassero Ledesma e Dennis sarebbe un'altro discorso, ma temo che porteremo a casa i soliti prestiti mendicati all'ultimo giorno di mercato.
Spero di sbagliarmi ma su queste cose, con Cairo, vai a colpo sicuro.
P.S. Cerci voleva la Champions....credo che, in un futuro immediato, avra' molti mercoledi sera liberi.

10 commenti:

  1. Il Toro fin qui non ha dato il meglio di sé, l'attacca latita e la classifica ne risente, aver perso la coppia d'oro dello scorso campionato ha indotto Ventura ed ilsuo staff a pensare ad alternative per continuare a fare gioco e punti nonostante l'assenza di terminali offensivi di grande livello.
    IMPRESSIONI - Fin dalle prime uscite di questa stagione si era subito notato come il Toro cercasse con molta più insistenza rispetto alla passata stagione il possesso palla prolungato per cercare di scardinare le difese avversarie. Nella passata stagione i tifosi e la squadra si erano abituati a giocare in velocità per sfruttare al meglio le caratteristiche di Cerci e Immobile, mentre quest'anno non ci sono sprinter in attacco ed il modo di giocare è dovuto cambiare. I difensori del Toro sono stati abituati da Ventura a giocare azioni prolungate anche nella metà campo difensiva, i portieri sanno giocare con i piedi in pieno credo venturiano, e di conseguenza i numeri non possono che confermare queste impressioni.
    NUMERI - I passaggi completati fin qui dal Toro sono 6584, numero che pone i granata al quinto posto nella classifica che considera questo parametro tra tutte le squadre di Serie A. La classifica è dominata dall'Inter che precede Fiorentina, Empoli, Lazio e poi proprio i granata. Il possesso palla prolungato è l'arma con cui Ventura ha deciso di affrontare il campionato e l'Europa League e la squadra sta assecondando il suo tecnico in questa strada. Nella classifica dei passaggi utili il Toro mantiene la stessa quinta posizione grazie ai 5381 passaggi utili completati.
    Il Toro può apparire, a volte, come una squadra che in possesso della palla sia senza idee ed un po' sterile, però è stata impostata la stagione sulla ricerca del possesso palla e questa scelta, quando si ha difficoltà a segnare, dall'esterno può apparire sbagliata, ma Ventura sa quello che fa. Ventura tiene a questa squadra e tiene, soprattutto, a giocare l'Europa League che si è conquistato sul campo, per cui se ha scelto di impostare la stagione in questo modo è perchè sa che può fare bene con questa squadra e questa tattica. Non resta che aspettare tempi migliori in attacco, perchè la squadra è impostata bene, per fare bene.

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  2. Urbano Cairo non ci sta: di fronte ai conduttori di punta di La7 che intonano il «De Profundis» del talk show, su cui la sua rete ha investito tanto (quasi tutto), ha deciso di rimettere la squadra in riga con una sonora protesta.

    È accaduto ieri, quando il patron di Cairo Communication, di buon mattino, si è messo a sfogliare i giornali. L’editore, classe 1957, piemontese doc, già non doveva essere di buon umore: le trasmissioni «fiore all’occhiello» della sua La7 hanno tutte gli ascolti in calo. Pierluigi Paragone nella sua Gabbia (domenicale) ha catturato appena 459mila spettatori, il 2,42% di share (contro gli 809mila dell’anno scorso). Corrado Formigli ha rinnovato il suo Piazzapulita, aprendo alla politica estera, ma lo share resta al 4,59%, qualcosa meno che nel 2013. Floris con «DiMartedì» è stato soprannominato dai maligni «Floppis», battuto nella gara degli ascolti dalla sua ex creatura «Ballarò», su Rai3, ora di Massimo Giannini, contro il quale ha portata a casa un miserello, per quanto in salita confrontato alla settimana precedente, 4,23 per cento di share. Michele Santoro ha dimezzato l’audience rispetto allo scorso autunno: giovedì ha esordito con il 5,78% di share, Servizio Pubblico è stato scelto da 1 milione 203mila spettatori, erano in 2,5 milioni il 23 settembre 2013, l’11,43% della platea tv.

    E questa situazione, ieri, era spalmata su tutti i quotidiani dell’universo, a cominciare da Il Fatto Quotidiano, che, vista la condivisione in condominio di Marco Travaglio, dovrebbe quantomeno essere pietoso. Il giornale di Padellaro, invece, impietosamente, titola: «Servizio Pubblico al 5,78% tra i talk in crisi». Il Giornale, unendo diversi eventi, addirittura in prima pagina: «Si sgonfia la banda di Travaglio e Santoro». Leandro Palestrini su La Repubblica inizia il suo pezzo con: «Anche il capostipite del talk politici ha la sua Caporetto». E tutto questo condito con le dichiarazioni di Michele Santoro: il pubblico «ha la nausea» dei talk.

    Sembra che a Cairo un particolare giramento dei cabbasisi (direbbe Camilleri), ieri mattina, lo abbiano provocato i titolo de Il Tempo: «La caduta degli dei. Anche Santoro in crisi» e l’intervista a Corrado Formigli: «La politica non piace più».

    Certe cose di prima mattina fanno male, particolarmente ha chi, per risanare la sua rete da poco acquistata, ha investito tutto nei talk politici. Così il patron ha preso il telefono e ha buttato giù dal letto diverse persone. Di certo non il direttore di rete visto che, dalle dimissioni di Paolo Ruffini, lo scorso aprile, il seggio è vacante. Poco male. Secondo i soliti bene informati i primi ad essere chiamati sono stati i responsabili della comunicazione, poi è toccata a diversi conduttori, Formigli compreso.

    L’aria che tira a La7 (che è il titolo un altro talk della rete, ma questa è un’altra storia) è la stessa delle squadre di calcio (non per niente Cairo è il patron anche del Torino). Di fronte alle polemiche si richiama tutti al silenzio. La cosa non è stata ufficializzata, ma ieri Enrico Mentana, direttore del Tg La7, invitato da Il Tempo a rilasciare un’intervista sull’informazione politica di La7, ha risposto con un garbato, ma deciso: «Oggi no».

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  3. Infatti come dici tu,a casa mia non si guarda mai perché c'è sempre politica e poi davvero noncapisco come mai non ci sia un programma si sport.mah.....paolino.

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  4. Facile, metti insieme 4/5 ladroni che si insultano ma che poi, a telecamere spente vanno a mangiare insieme, e il gioco e fatto.
    Trasmissioni che non costano nulla.

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  5. Cerci al Milan e Torres all'Atletco Madrid. Stefano

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  6. Ho visto....viene da ridere pensando al tweet che fece quell'altro fenomeno della morosa quando il Toro lo cedette; "ora va a giocare nel calcio che conta"
    Si presento' a Madrid 4 kg sopra il suo peso e con poca voglia di lavorare, Simeone lo guardo' subito male, come fece Sinisa quando, a Firenze, lo appese ai ganci dello spogliatoio.
    Io avrei optato per l'Inter, Mancini adora gli esterni e avrebbe ritrovato D'Ambrosio sulla sua fascia, fecero bene da noi (sic)
    Al Milan la' davanti sono un battaglione, in una grande se sbagli 2 partite vai a scaldare la panca.
    Il problema di Cerci e' che gioca 20 minuti per 20 partite all'anno, per il resto mena il torrone.
    Magari fara' bene...ma ho i miei dubbi.
    Comunque nessuno gira con l'anello al naso, il Milan continuera' a pagare i 6 milioni all'anno a Torres mentre gli spagnoli pagheranno ancora i 2 di Alessio.

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  7. Infatti non parliamo di grandi giocatori,torres è finito e cerci come dici tu ha dei lampi ma discontinuo e quando sbaglia due partite in una grande piazza si deprime.paolino.

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    1. In piu' ha reso bene solo col nostro Vate....

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  8. Il balo vuole l inter.chissa se il mancio ci riprova.......paolino.

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    1. Non credo siano cosi' matti da riprendersi questo inutile decerebrato.
      I tifosi hanno gia' ampiamente detto la loro.

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